Il segreto del bosco vecchio, di Dino Buzzati

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

IL SEGRETO DEL BOSCO VECCHIO di Dino Buzzati
CASA EDITRICE: Arnoldo Mondadori
ANNO DI EDIZIONE: 1979
GENERE LETTERARIO: racconto fantastico
RICERCA LESSICALE:
- requie: riposo, quiete da noie e affanni
- funesti: che recano morte; che producono danni gravi e irreparabili SIN: essenziale, fatale
- folgore: fulmine, saetta
- cresta: sommità, cima; linea di congiungimento di due versanti montuosi opposti che si uniscono a tetto
- rudi: rozzo, grossolano, detto di persona; che rivela una durezza franca e risoluta, ma non grossolana, detto di persona o di cosa
- dirupati: pieno di dirupi, scosceso dirupo: luogo roccioso e scosceso; precipizio
- veneranda: degna di venerazione
- torpore: alterazione fisica che si manifesta con l’attenuazione della prontezza dei riflessi e dei movimenti e con la perdita totale o parziale della sensibilità; pigrizia fisica, intellettuale o spirituale
- convoglio: gruppo di persone che vengono condotte verso un dato luogo
- cuculo: uccello con coda lunga e morbido piumaggio grigio sulle parti superiori e bianco striato di grigio su quelle inferiori
- scialbo: pallido, scolorito, smorto; privi di personalità, di carattere
- inesplicabile: che non si può spiegare, capire SIN: incomprensibile, inspiegabile
- puerili: di, da fanciullo SIN. Infantile; che rivela leggerezza o immaturità
- costrutto: ordine e disposizione delle parole; senso, significato; risultato, utilità
BREVE SINTESI DELL’OPERA:
Nel 1925 Antonio Morro lasciò a Sebastiano Procolo una zona boschiva nella valle di fondo comprendente il Bosco Vecchio; l’altra invece fu data a Benvenuto Procolo, dodicenne orfano.
La parte del Bosco Vecchio era ancora intatta ed ospitava gli alberi più antichi conosciuti.
Il Bosco Vecchio era formato da geni che potevano prendere sembianze umane o animali.
Quando decise di abbatterlo, Bernardi, uno dei geni tentò di fermarlo, minacciando di liberare vento Matteo, un potente vento che aveva dato numerosi fastidi ed era stato rinchiuso.
Il colonnello allora liberò il vento in cambio della sua fedeltà: così diede inizio ai tagli.
Bernardi riuscì a fermare l’operazione: in cambio i geni avrebbero portato la legna per il colonnello.
Nel colonnello, poi, si insediò il desiderio di uccidere Benvenuto e diventare padrone dell’intera tenuta.
Affidò questo compito a vento Matteo che fallì, così quando Benvenuto venne a casa sua per le vacanze egli lo invitò a venire con lui nel bosco con l’intenzione di abbandonarlo, ma nel buio del bosco e della sera si perse anch’egli, sentì i sinistri fischi di un vento che parlavano dell’abbandono di un bambino.
Rincontrò Benvenuto e vide una gazza che indicò loro la strada e divenne la nuova gazza guardiana.
Il Procolo non sentì più i sinistri sibili, ma mentre il nipote giocava nel bosco lo fece controllare.
Con il tempo il colonnello si affezionò al ragazzo.
Quand’egli si ammalò chiese aiuto ai geni, che accettarono in cambio di essere liberati dalla schiavitù.
Un giorno Matteo disse per scherzo al colonnello che Benvenuto era stato sepolto da una valanga.
Egli andò per salvarlo, ma morì sotto la neve: il suo orgoglio non gli permise di farsi aiutare da Matteo.
Il vento, così, andò da Benvenuto informandolo che doveva morire.
Egli decise di seguirlo fino al limite, prima che si dissolvesse e mentre andava verso il cielo Matteo disse, in un soffio, che suo zio era morto nella neve.
ANALISI DEL TESTO:
Dove si svolge l’azione: nel Bosco Vecchio
Quando: nel passato (nell’arco di tempo dalla primavera del 1925 alla primavera del 1926)
Chi sono i personaggi: I personaggi principali sono il colonnello Sebastiano Procolo, il nipote Benvenuto, il Vento Matteo e tutti i geni del Bosco Vecchio, in particolare il Bernardi.
Il colonnello è un personaggio a tutto tondo: inizialmente non ha molta considerazione per il nipote, tanto da incaricare Vento Matteo di ucciderlo; successivamente, però, si affeziona ad egli, che per salvarlo, prima fa un patto con i geni sacrificando la sua potestà su di loro; poi muore nella neve.
Benvenuto è invece un personaggio a bassorilievo; inizialmente goffo e infermo di salute, verso la fine del libro, diventa più forte e abile, guadagnando così la stima dei compagni.
Il genio Bernardi, invece, è un personaggio piatto: non subisce alcun risvolto inaspettato nella storia e le sue azioni sono sempre piuttosto prevedibili.
Il Vento Matteo è anch’esso un personaggio a bassorilievo: inizialmente fedelissimo al colonnello Procolo, che lo aveva liberato; verso la fine del libro appare meno vincolato a questo personaggio.
Inoltre questo vento, un tempo fortissimo, perde la sua potenza nel corso del racconto, riacquistandola poi nella parte finale.
Punto di vista dell’autore: L’autore coincide con la voce narrante.
È una voce narrante a focalizzazione esterna, perché la vicenda non viene narrata da nessun personaggio della storia, ma da una voce esterna al brano.
Nel testo inoltre viene utilizzata molto frequentemente una particolare figura retorica: la personificazione.
Infatti ad elementi naturali come venti, alberi e animali, viene data la capacità di parlare e alle volte gli viene dato anche un nome (ad esempio il Vento Matteo).
Considerazioni personali: Trovo questo libro molto interessante e divertente, perché compaiono elementi fantastici che riportano alla fantasia dei bambini.
Inoltre, nel libro stesso, viene dichiarato uno scopo importante: non dimenticare la fantasia, cosa che spesso si tralascia, andando avanti.

Esempio



  


  1. Deandre

    I could read a book about this without finding such real-world aprpocaehs!


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