Il Romanticismo in Europa

Materie:Riassunto
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Testo

Il Romanticismo
Il movimento romantico si affaccia in Italia nel 1816, ma è già in atto in Europa (nato in Inghilterra, sviluppato in Francia) dagli ultimi decenni del ‘700.
Distinzione Preliminare: Romanticismo come
➢ categoria storica → indica un intero periodo nelle sue varie manifestazioni e comprende anche scrittori che avversarono i movimenti romantici ma parteciparono della visione del mondo e delle tendenze di gusto proprie di quel periodo (Foscolo, Leopardi, Carducci)
➢ movimento → indica gruppi di intellettuali ispirati da una poetica comune espressa in manifesti programmatici e opere teoriche (Il Conciliatore: rivista letteraria del Romanticismo)
In realtà il “Romanticismo” è un’astrazione: il raggruppamento di scrittori, pensatori, artisti in questa categoria è stato ottenuto astraendo le loro caratteristiche comuni; essi sono entità concrete ed individuali. Si può parlare dunque di “Romanticismo Perenne”, poiché quest’astrazione è possibile per tutta la storia culturale: Medio Evo, Rinascimento, Barocco, Illuminismo. I motivi romantici, però, assumono un valore ben preciso qualora si collocano nel contesto degli anni tra ‘700 e ‘800.
Le Tematiche Negative
In questo periodo trionfano le tematiche negative (→ I Dolori Del Giovane Werther):
dolore, malinconia, tedio (assenza di sensazioni), inquietudine, angoscia, paura, infelicità individuale e cosmica, delusione, disgusto, rifiuto della realtà, vagheggiamento della morte, fascino del male, orrore, mistero.
Le Grandi Trasformazioni Storiche
- Rivoluzione Politica dalla Francia a tutta l’Europa: crollo della monarchia assoluta di diritto divino e affermazione dei principi di sovranità popolare, libertà ed eguaglianza contro le idee di autorità e gerarchia (iniziale entusiasmo, finale sdegno)
- Rivoluzione Industriale in Inghilterra a metà ‘700, in tutta l’Europa nell’800: industrializzazione e dinamismo dirompente che sconvolge le tradizionali stratificazioni sociali → egemonia della borghesia (grazie a calcolo, audacia, intraprendenza), aumento della produttività, nuove invenzioni (macchina a vapore) che favoriscono lo sviluppo di trasporti e città industriali, addensamento dello sfruttato proletariato
Il Ruolo Dell’Intellettuale
- si apparta, ma patisce comunque le contraddizioni della realtà in cui vive e perciò le trasfonde nelle sue opere in forma diretta o allusiva → sensibilità dell’artista
- non è più un aristocratico o un cortigiano che media il consenso al potere, ma è un borghese che può ora godere di una rendita, anche se svolge un’occupazione poco remunerata → punto di vista dell’estraniato (=declassato ai margini della società), che prova rabbia, frustrazione, risentimento
- individuo considerato improduttivo ed inutile in quanto portatore del valore della bellezza disinteressata in netto contrasto con l’utile e il calcolo razionale
- lacerazione interiore: respinto anche dalla classe borghese da cui proviene, si sente incompreso ed umiliato, cresce in lui il senso di colpa dell’essere diverso → atteggiamento ribelle ed anticonformista nei confronti dei valori correnti
I Temi Del Romanticismo Europeo
• rifiuto della ragione → esplorazione dell’irrazionale(quella parte ignota della realtà, immersa nell’ombra e quindi spesso evitata con paura), attenzione ai sentimenti e alla passionalità
• evasione dalla normalità razionale → sogno, fantasticheria, ebbrezza, delirio, allucinazione, follia
• soggettivismo esasperato → esplorazione degli abissi dell’interiorità, concepita come unica realtà esistente (il mondo esterno è una proiezione dell’io): ironia romantica che induce a guardare il mondo esterno con distacco poiché, essendo una proiezione dell’io, quest’ultimo può disfarlo a suo piacimento
• tensione inesausta verso l’infinito → insofferenza per ogni limite, ansia di superare le barriere del reale finché l’io possa identificarsi con la totalità
• ritorno alla spiritualità e alla religiosità → conversioni letterarie al cristianesimo (Chateaubriand, Manzoni)
• esotismo spaziale → vagheggiare luoghi lontani e ignoti, resi affascinanti dalla lontananza e dalla diversità
• esotismo temporale → trasferirsi idealmente in altre epoche
• tensione verso l’altrove (tempo immaginario, mitico, contrapposto al presente) → movimento della fuga: alla base dell’esotismo vi è il rifiuto della realtà presente (reo tempo)
• mito dell’infanzia → paradiso perduto di innocenza e gioia, dominato dal sogno e dall’immaginazione
• mito del primitivo → depositario di una spontaneità e autenticità perdute dalla civiltà moderna
• mito del popolo → depositario fanciullesco e ingenuo di una fantasia naturalmente poetica e dell’anima originaria e spontanea della nazione
Gli Eroi Romantici
Eroe romantico: urta sempre contro i limiti imposti dalla società umana.
1) Ribelle solitario→orgoglioso della sua superiorità spirituale e della sua forza, sfida ogni limite per affermare la sua libertà e la sua eccezionale individualità→ TITANISMO
2) Vittima→la sua superiorità lo rende diverso dall’umanità comune e per questo è incompreso ed escluso, ma non si ribella trascorrendo invece la sua vita nella solitudine e nella contemplazione angosciata della propria impotenza e nel vagheggiamento della morte(suicidio)→ VITTIMISMO
I due principali tipi di eroe romantico sono:
1. Esule, straniero→l’esule è lo sradicato, perseguitato da un destino avverso che lo costringe a
vagare lontano dalla patria;lo straniero è un uomo misterioso di cui non si conoscono il
luogo di provenienza né il passato→inquietudine, conflitto con la realtà, senso di esclusione
2. Poeta→è il genio, un’anima privilegiata dotata di sensibilità e intelligenza superiori e quindi resta incompreso ed escluso dalla società
Il Romanticismo Positivo
Romanticismo positivo: contrapposto alle tematiche negative, è teso ai grandi ideali, all’impegno civile e patriottico, alla positività della storia, e delle tradizioni nazionali.
• Concetto di nazione
• Senso della storia: il passato storico è un patrimonio prezioso da studiare senza condanne aprioristiche poiché permette ad ogni nazione di avere una piena e forte coscienza della propria identità(Illuminismo: svaluta il passato, come cumulo di aberrazioni, in nome della ragione, dato eterno e immutabile
• Rifiuto dell’angustia e della viltà del presente→interesse per la storia, impegno civile del poeta, battaglia contro l’ingiustizia e l’oppressione in nome dell’umanità e della libertà
I Movimenti Romantici in Europa
➢ Germania→è il primo paese in cui si affaccia una scuola romantica(gruppo di intellettuali dalle tendenze affini);si erano delineate nel ‘700 tendenze romantiche (Sturm und Drang); fondazione della rivista “Athenaeum” pubblicata a Berlino da Wilhelm e Schlegel.
➢ Inghilterra→il romanticismo inglese si espresse nelle forme liriche; Romanticismo attenuato dei romanzi storici di Walter Scott, che evocano il fascino di epoche passate e di costumi esotici; la narrativa inglese tende al realismo quotidiano(Jane Austen, “Orgoglio e Pregiudizio”)
➢ Francia→Chateaubriand esalta la religione cattolica come fonte di ispirazione poetica e artistica, opponendosi al razionalismo(“Genio del Cristianesimo”) e traccia il ritratto di un eroe romantico inquieto, infelice e maledetto(René); “La Germania” di Mme De Stael; Victor Hugo presenta il manifesto del Romanticismo nella prefazione a Cromwell, sostenendo che nell’arte devono convivere sublime e grottesco, tragico e comico, che le regole di generi devono essere abolite per permettere la libera rappresentazione della natura, che l’imitazione dei modelli è da respingere poiché soffoca l’originalità del genere; sentimentalismo delicato e musicale della poesia lirica di Lamartine; “I fiori del male” di Charles Baudelaire, al confine tra la cultura romantica e il decadentismo; “La commedia umana” di Honorè de Balzac.
La Polemica Classico-Romantica
➢ Il movimento romantico nacque in Italia in seguito alla pubblicazione sulla “Biblioteca Italiana” nel gennaio 1816 dell’articolo di Mme de Stael “Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni”, nel quale deprecava la decadenza della cultura italiana contemporanea e invitava gli italiani ad uscire dal culto del passato e ad aprirsi alla letteratura europea moderna→polemiche da parte dei classicisti Pietro Giordani e Carlo Botta, i quali temevano che la cultura italiana potesse essere snaturata dall’assunzione di temi e forme delle letterature straniere
➢ Manifesti Romantici:”Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo” di Giovanni Berchet; “Il Conciliatore”, giornale fondato da un gruppo di intellettuali romantici che aveva finalità di diffondere le nuove idee letterarie e di aiutare il progresso civile
➢ Il rifiuto dell’irrazionalismo del Romanticismo europeo→ le finzioni che non posano sulla realtà sono un abuso
➢ Il vero come obiettivo della letteratura(equidistanza dai vuoti formalismi dei classicisti e dalle evasioni sfrenate dei romantici europei)→la rappresentazione della realtà ha fini di utilità civile e morale diffondendo idee, cognizioni e principi, contribuendo così al progresso della società.
➢ Romanticismo italiano = movimento che tendeva ad un rinnovamento profondo capace di portare l’Italia divisa ed arretrata al livello delle altre nazioni→tentativo di creare una classe borghese attiva, intraprendente e cosciente
Madame de Stael – Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni
- Per ridare vita alla cultura italiana è necessario aprirsi alla cultura europea, non per trovare nuovi modelli da imitare, ma per arricchire le conoscenze e stimolare la creazione di nuovi temi e forme
- La critica nasce da un sincero amore per la letteratura italiana e da un desiderio di vederla risorgere
- La cultura italiana, che nell’età Napoleonica era aperta alle letterature straniere(Foscolo riprende il Werther), ora negli anni della Restaurazione è stagnante e gli schemi classici sono ormai superati
Pietro Giordani – Un italiano risponde al discorso della de Stael
- Il nuovo non coincide col bello→convinzione che una volta raggiunto il culmine insuperabile del bello classico non si possa far altro che imitarlo
- Non è possibile mescolare le idee settentrionali con la letteratura italiana perché sono inconciliabili→rischio di snaturare la fisionomia della cultura nazionale
Giovanni Berchet – Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo
L’autore si cela dietro lo pseudonimo di Grisostomo(“Bocca d’oro” in greco) e finge di scrivere al proprio figlio per dargli una serie di consigli letterari→occasione per esaltare la letteratura romantica portando come esempio la traduzione di due ballate di Burger(“Il cacciatore feroce”, “Eleonora”). Poi alla fine finge di aver scherzato e ritratta il tutto, esortando il figlio a seguire le regole classicistiche di cui fa la parodia→Semiseria.
- La poesia deve scaturire dalla fantasia e dal cuore per dar voce a qualcosa di intimo e profondo in modo da interessare e commuovere i lettori
- La poesia deve esprimere lo spirito nazionale e la fisionomia della cultura di un popolo→polemica contro il cosmopolitismo che trascura le caratteristiche storiche della cultura nazionale e contro il classicismo in quanto imitazione pedantesca di un patrimonio inaridito
- Il nuovo pubblico non è l’elite dei letterati ma il popolo→non sono gli Ottentoti, plebe misera e ignorante, incapace di cogliere il messaggio poetico, né i Parigini, aristocrazia inaridita dall’eccessivo esercizio dell’intelligenza e troppo cosmopolita, ma la borghesia, la sola classe che ha fantasia e cuore.
Alessandro Manzoni
La Vita
- Nacque a Milano nel 1785 dal conte Pietro e da Giulia Beccarla, figlia di Cesare Beccaria
- Ricevette l’educazione classica in un collegio somasco e barnabita, di cui rifiutava i metodi pedagogici e l’arido formalismo religioso
- Si inserì nell’ambiente culturale milanese nel periodo napoleonico e scrisse opere poetiche classicistiche
- Raggiunse la madre a Parigi con cui nacque un rapporto affettivo intenso
- Entra in contatto con gli ideologi eredi dell’Illuminismo, le cui posizioni liberali e rigore morale influenzarono il suo pensiero
- Amicizia con Fauriel, punto di riferimento per Manzoni
- Contatto con i giansenisti
- Conversione alla fede cattolica→influsso della giovane moglie Enrichetta Blondel che si convertì dal Calvinismo al Cattolicesimo
- Gravissime crisi nervose che lo angustiarono per tutta la vita
- Quando torna a Milano abbandona il classicismo e si dedica alla stesura degli “Inni Sacri”
- Fu vicino al movimento romantico ma rifiutò di collaborare al “Conciliatore” → atteggiamento analogo nei confronti della politica
- Anni creativi(1820-1821): Le odi civili, le tragedie, “La Pentecoste”, “Osservazioni sulla morale cattolica”, “Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia”, “Promessi Sposi”.
- Rifiuto della poesia in quanto falsità di contro al vero storico e morale
- Amicizia con Foriel sostituita dall’amicizia con il filosofo cattolico Antonio Rosmini
- Serie interminabile di lutti e dissapori familiari
- Manzoni è ormai una figura pubblica circondata di ammirazione
- Ode patriottica “Marzo 1821” per le Cinque giornate
- Diventa senatore del Regno d’Italia
- Contrario al potere temporale della Chiesa e favorevole a Roma capitale
- Negli anni della vecchiaia è circondato dalla venerazione della borghesia italiana
- Morì a Milano nel 1873
Prima della conversione: le opere classiciste
• “Trionfo della libertà”: visione allegorica in terzine che si richiama al Monti→la materia risente del clima del tempo poiché inneggia alla rivoluzione francese e si scaglia contro la tirannide politica e religiosa, rivelando già disillusione e amarezza per il tradimento di Napoleone
• “Adda”: poemetto idillico indirizzato a Monti
• “Sermoni”: (4), prendendo a modello Parini, polemizza contro gli aspetti del costume contemporaneo
• “Carme in morte di Carlo Imbonati”: immagina che Imbonati, che egli ammirava come padre, gli appaia in sogno dandogli nobili consigli di vita e di poesia→ delusione storica da cui scaturisce l’ideale del giusto solitario che dinanzi al caos della storia contemporanea si rifugia nella propria virtù e solitudine, dedicandosi al culto delle lettere(Alfieri e Foscolo)
• “Urania”: poemetto che tratta degli uomini primitivi iniziati alla civiltà dalle Muse
• “A Parteneide”: risposta al poeta danese Baggesen per scusarsi di non poter tradurre il suo idillio borghese “Parthenais”→definisce la propria opera (sciocchezzuole), data la sua assoluta mancanza di interessi e afferma che non comporrà più versi simili→distacco dal classicismo

Dopo la conversione:gli Inni Sacri e le altre liriche
La conversione religiosa avvenne in Manzoni attraverso la logica e non tramite la fede. Essa investì tutti gli aspetti della sua personalità.
• “Osservazioni sulla morale cattolica”(1819) → controbatte lo storico ginevrino Simonde de Sismondi (La morale cattolica è stata la radice della corruzione italiana), affermando che la religione è fonte di tutto ciò che è buono e vero, un punto di riferimento per ogni scelta morale, politica e intellettuale
- Concezione della storia→rifiuta la tradizione classicistica(mondo romano = modello supremo di civiltà su tutti i campi), affermando che i romani non furono modelli di virtù, ma un popolo violento, feroce ed oppressore animato solo da superbia e disprezzo per il resto del genere umano→nuovo interesse per il medioevo cristiano(vera matrice della civiltà moderna) e per i vinti, gli umili, le masse ignorate dalla storia ufficiale(rifiuto della concezione eroica e aristocratica
- Concezione della letteratura→visione tragica del reale: problema della caduta, del male radicato nella storia, della miseria dell’uomo, incline inevitabilmente al peccato→bisogno di una letteratura che guardi al vero della condizione storica dell’uomo, senza alcun formalismo retorico, che abbia come fine non un ozioso diletto ma l’utile in campo morale e civile(“L’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo”)
• “Inni Sacri”(1812-1815)→ prima opera scritta dopo la conversione: ne aveva progettati 12 che cantassero le principali festività dell’anno liturgico; ne scrisse solo 4(“La Resurrezione”, “Il Natale”,”La Passione”,”Il nome di Maria”), scrisse nel 1822 un quinto inno(“La Pentecoste”) ed in seguito il frammento di “Ognissanti”
- Non si rivolge più all’elite dei letterati ma tratta ciò che è sentito da una larga massa di persone→rinuncia all’aristocratico egocentrismo della poesia precedente e diventa interprete corale della coscienza cristiana annullandosi nella comunità anonima dei fedeli
- Metri dal ritmo agile e popolareggiante→ settenari, ottonari, decasillabi
- Primi quattro inni→schema fisso: enunciazione del tema, rievocazione dell’episodio centrale, commento
- La Pentecoste→mette da parte i motivi teologici e l’episodio, insiste sul rivolgimento portato dallo Spirito Santo nella sua discesa nel mondo, termina con un’invocazione affinché esso scenda ancora sull’umanità
• “Marzo 1821”→dedicata ai moti piemontesi:Dio soccorre la causa dei popoli che lottano per la loro indipendenza, poiché opprimere un altro popolo è contrario alle sue leggi
• “Il cinque Maggio (1821)→ ispirato alla morte di Napoleone: l’alternanza di glorie e sconfitte è valutata dalla prospettiva dell’eterno
• “Coro del Carmagnola”
• “Coro dell’Adelchi”: esempio di poesia della storia
Le Tragedie
La tragedia manzoniana è una novità rispetto alla tradizione (Alfieri):
1. Scelta della tragedia storica→rifiuto della tragedia classicheggiante(Racine,Alfieri) che isolava l’azione in un mondo al di fuori della storia
2. Rifiuto delle unità aristoteliche di tempo, luogo e azione secondo cui i fatti si svolgevano nell’arco di una giornata, senza mutamenti di scena e senza intrecci di azioni diverse
Manzoni colloca i conflitti dei suoi personaggi in un determinato contesto storico, ricostruito con fedeltà.
• “Lettre a M. Chauvet”
- obbedienza al culto del vero: non c’è bisogno di inventare i fatti per adattarvi i sentimenti, perché nella storia c’è in ciò che gli uomini hanno compiuto il più ricco e affascinante repertorio di soggetti drammatici
- il poeta deve essere fedele al “vero storico” senza arbitrii inutili
- il poeta è diverso dallo storico perché completa i fatti tramandati investigando con l’invenzione poetica i pensieri e i sentimenti dei protagonisti degli eventi
- rifiuto delle unità aristoteliche→ costringono il poeta ad esagerare le passioni: ne deriva il romanzesco(falso della tragedia classicistica), il quale ha deleteri effetti morali poiché gli uomini finiscono per applicare alla vita reale i principi e i sentimenti falsi visti sulla scena
- il poeta è preoccupato dell’influenza che il teatro può esercitare sul pubblico
• “Il conte di Carmagnola”→conflitto tra la purezza dell’eroe e la Ragion di Stato
• “L’Adelchi”(1822)→ racconta il crollo del regno longobardo in Italia, sotto l’urto dei Franchi di Carlo Magno
- Manzoni è affascinato da quel remoto periodo storico e dalla sorte del popolo latino
- Ricerche storiche→ saggio storico: “Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia”
- Conflitto tra personaggi positivi o ideali(Adelchi ed Ermengarda), i quali sono portatori di valori nobili e disinteressati, immuni dalla contaminazione della realtà politica, e personaggi negativi o politici machiavellici(Carlo e Desiderio), che ragionano e operano solo in base al criterio della Ragion di Stato e della forza
- Desiderio→ animato dalla volontà di vendicarsi di Carlo e di riparare il torto fatto al suo onore, avido di potere e di conquiste
- Adelchi, suo figlio→ sogna la gloria in nobili imprese e non riesce a realizzarle in un mondo dominato solo da forza e ingiustizia
- Ermengarda, moglie di Carlo(ripudiata)→ vorrebbe distaccarsi dalle passioni del mondo, ma muore devastata dal suo amor tremendo per il marito
- Carlo→ha ripudiato Ermengarda e riesce a tacitare ogni rimorso in nome della Ragion di Stato, presentandosi come campione di Dio nella difesa del Papa aggredito dai Longobardi
• I cori: novità nel teatro tragico-moderno→non è più la personificazione dei pensieri e dei sentimenti che l’azione doveva ispirare, un filtro che idealizza le passioni provate dal pubblico reale(tragedia greca), ma un “cantuccio”, ovvero un momento lirico in cui lo scrittore possa esprimere la propria visione e le proprie reazioni soggettive di fronte ai fatti tragici→il poeta non ha la tentazione di introdursi nell’azione rendendo la tragedia un’effusione soggettiva, ma rappresenta caratteri e conflitti oggettivati sempre in nome del vero

Manzoni – L’utile, il vero, l’interessante
- tratto dalla lettera a Cesare D’Azeglio
- l’autore traccia il bilancio del Romanticismo, articolandolo in due momenti:
1. il “negativo romantico → espone le critiche rivolte dai romantici ai princìpi della letteratura classicistica, ovvero all’uso della mitologia e alle regole
2. il “positivo romantico” → propone i principi di poetica professati dai romantici e i loro programmi letterari:
a) UTILE PER ISCOPO → la letteratura ha fini di diffusione dei lumi, di educazione morale, di sollecitazione civile e politica
b) VERO PER SOGGETTO → espressione di un bisogno, rifiuto dei contenuti e delle forme della letteratura del passato, sentita come falsa, artificiosa, vuota e fredda
c) INTERESSANTE PER MEZZO → la letteratura deve rivolgersi ad un pubblico ampio e non può quindi adottare gli argomenti e le forme del classicismo, ma deve ricercare argomenti e forme più accessibili ed attuali, che siano vivi nella coscienza contemporanea e vicini alla vita quotidiana
Manzoni – Coro dell’Atto IV: La morte di Ermengarda
Elementi di parafrasi:
- inizia con l’immagine di Ermengarda ormai sul letto di morte
- emerge la delicatezza dell’animo femminile (Ermengarda = personaggio positivo)
- “fuor della vita è il termine del lungo tuo martir” → la felicità sarà raggiungibile solo nell’aldilà perché il dolore è tipico degli uomini e quindi impedisce qualsiasi azione ai giusti; il dolore, però, assume un valore di riscatto grazie alla “provvida sventura”
- Emerge il martellare ossessivo dei ricordi
- 2 similitudini centrali riflettono l’immobilità del destino di Ermengarda, causata dalla lotta tra il riaffiorare dei ricordi e la sua volontà di liberazione
- Tre livelli temporali (presente, passato prossimo e passato remoto) incastrati tra loro mediante il processo costruttivo del flash-back (→Cinque Maggio)
- “ te collocò la provvida sventura in fra gli oppressi” → Ermengarda appartiene alla stirpe degli oppressori, ma la provvida sventura le consente di liberarsi di questa contaminazione e di salire a Dio “santa del suo patir”
- Similitudine finale, la più sublime della lirica manzoniana → tramonto rosso = dolce speranza di un giorno migliore, speranza del cristiano che vede sorgere la giornata eterna di una nuova vita
Il personaggio di Ermengarda:
- doppio femminile di Adelchi: anima pura de elevata, estranea ad una realtà retta dalla forza e dal calcolo, con cui si scontra inevitabilmente
- Adelchi rifiuta la realtà in campo pubblico e politico, Ermengarda la rifiuta nei rapporti amorosi
- Amore coniugale, lecito e castissimo, ma con una potenza empia che non ha pietà della sua fragilità e la devasta
- Essa è fatta non per l’amore coniugale ma per quello celeste → rifugge il contatto col mondo e si protende verso il cielo
- Morte: unica soluzione → riacquista la pace e la verginità interiore che la passione terrena aveva contaminato
I Promessi Sposi
- sceglie il genere del romanzo poiché risponde perfettamente alla poetica del vero, dell’utile e dell’interessante, e poiché essendo un genere nuovo gli permette di esprimersi senza alcuna regola, in piena libertà
- rappresentazione seria della realtà quotidiana
- in opposizione alla tendenza classica, Manzoni rappresenta individui dalla personalità unica, complessa e mobile, rivelando quella tendenza all’individuale e al concreto che è propria della cultura borghese moderna→rifiuto dell’idealizzazione dei personaggi
- sceglie il romanzo storico a causa del successo dello scozzese Walter Scott
- Si propone di offrire un quadro della società lombarda del 1600 sotto la dominazione spagnola, ricostruendone gli aspetti, i costumi, la mentalità e i rapporti sociali ed economici
- Scott→personaggi inventati di oscura condizione, storia romanzata attraverso l’invenzione
Manzoni→si documenta con lo scrupolo di un autentico storico e rende anche le vicende e i personaggi d’invenzione “così simili alla realtà che li si possa credere appartenenti ad una storia vera appena scoperta”(lettera al Fauriel)
Giacomo Leopardi
La vita
- Nacque il 29 giugno 1798 a Recanati, (“natio borgo selvaggio”, piccolo ed arretrato), nello Stato Pontificio; primogenito del conte Monaldo; famiglia della nobiltà terriera marchigiana in cattive condizioni patrimoniali
- Orientamenti politici ferocemente reazionari
- Sette anni di studio “matto e disperatissimo” nella biblioteca paterna → definito ”saccentuzzo”
- Tra il 1815 e il 1816 si attua la sua conversione “dall’erudizione al bello”: abbandona la filologia e si dedica ai grandi poeti (Omero, Virgilio e Dante) e ai moderni (Alfieri, Goethe, Foscolo, De Stael)
- Amicizia con Pietro Giordani, intellettuale di orientamento classicistico→nella corrispondenza con il giordani, leopardi trova la confidenza affettuosa che gli manca nell’ambiente familiare e una guida intellettuale
- Bisogno di uscire dall’atmosfera carceraria, chiusa e stagnante di Recanati→tentativo di fuga del 1819, scoperto e sventato
- La crisi del 1819 causa il passaggio dal “bello” al “vero”, dalla poesia di immaginazione alla filosofia e ad una poesia nutrita di pensiero
- Inizia lo Zibaldone, un diario intellettuale a cui Leopardi affida appunti, riflessioni filosofiche, letterarie e linguistiche
- 1819-1821: “Piccoli idilli”
- Nel 1822 esce da Recanati( “tomba de’ vivi”) e va a Roma dallo zio Carlo Antici, dove lo aspetta una cocente delusione causata dall’ambiente caotico, vuoto e meschino e dalla grandezza monumentale della metropoli
- Tornato a Recanati nel 1823, compone le “Operette Morali”→si dedica alla prosa, all’investigazione dell’acerbo vero
- Trascorre l’inverno 1827-1828 a Pisa, dove la dolcezza del clima favorisce un risorgimento delle condizioni di salute e della sua facoltà di sentire ed immaginare
- 1829-1830: “Grandi idilli”
- L’esperienza e la passione amorosa per Fanny Targioni Tozzetti e la seguente delusione ispirano il “ciclo di Aspasia”
- Dal 1833 si stabilisce a Napoli dove scrive l’ultimo canto “La ginestra” e muore il 14 giugno 1837

Il Pensiero
Il pessimismo storico
- Causa dell’infelicità dell’uomo: l’uomo identifica la felicità con il piacere sensibile e materiale, ma non desidera un piacere, bensì il piacere, che sia infinito per estensione e per durata→senso di insoddisfazione perpetua
- Natura = madre benigna e provvidenzialmente attenta al bene delle sue creature(concezione finalistica)→offre all’uomo l’immaginazione e le illusioni come rimedio all’infelicità: gli antichi erano felici, capaci di azioni eroiche, più forti fisicamente e moralmente, ma il progresso ha allontanato l’uomo da questa condizione privilegiata, mettendo crudamente sotto i suoi occhi il vero e rendendolo infelice
- L’uomo è l’unico responsabile della sua infelicità
- Il presente (la Restaurazione) è quindi dominato dall’inerzia e dal tedio→atteggiamento titanico del poeta, il quale, come unico depositario della virtù antica, si erge solitario a sfidare il fato maligno che ha condannato l’Italia a tanta abiezione
Il pessimismo cosmico
- Natura maligna→la natura è un cieco meccanismo che mira alla conservazione della specie e per questo fine può anche sacrificare il bene del singolo e generare sofferenza, la quale rientra nel piano stesso della natura (concezione meccanicistica e materialistica)
- La colpa dell’infelicità dell’uomo è esclusivamente della natura
- L’infelicità umana non è causata dall’assenza di piacere ma dai mali esterni a cui nessuno può sfuggire in ogni tempo, luogo e tipo di società→tutti gli uomini sono infelici
- Abbandono del titanismo a favore della contemplazione lucida e disperata della verità
- Abbandono dell’ideale dell’eroe antico a favore del saggio stoico, la cui caratteristica è l’atarassia, il distacco imperturbabile dalla vita
I piccoli idilli
- “Bruto Minore” e “Ultimo canto di Saffo”, canzoni che segnano il passaggio dal pessimismo storico al pessimismo cosmico→Leopardi delega il discorso poetico a due suicidi dell’antichità, che delineano l’idea di un’umanità infelice per una condizione assoluta causata dagli dei e dal fato visti come forze malvagie che si compiacciono di perseguitare l’uomo
- Gli idilli leopardiani non hanno nulla a che fare con la tradizione bucolica classica (campagna stilizzata e figure idealizzate di pastori), né con l’idillio borghese (rappresentazione della vita quotidiana di personaggi di mediocri condizioni): “essi sono espressione di sentimenti, affezioni, avventure storiche del suo animo”→rappresentazione della realtà esterna in funzione soggettiva
- “L’infinito”: non rappresenta lo scenario di una semplice quiete contemplativa e rasserenante ma lo spunto per una meditazione lirica sull’idea di infinito creato dall’immaginazione a partire da sensazioni visive (la siepe che limita lo sguardo) e uditive (lo stormire del vento tra le foglie)
- “Alla sera del dì di festa”: prende l’avvio da un notturno lunare ma poi trapassa ad una confessione disperata dell’infelicità e dell’esclusione della vita e ad una meditazione sul tempo che cancella ogni traccia umana
Le Operette morali
- Leopardi lamenta la fine delle illusioni giovanili, lo sprofondare in uno stato d’animo di aridità e di gelo, che gli impedisce ogni moto dell’immaginazione e del sentimento→si dedica all’investigazione dell’arido vero con “le Operette morali”, quasi tutte composte nel 1824 dopo la delusione subita a Roma
- Sono prose di argomento filosofico dove Leopardi espone il sistema elaborato attingendo dallo Zibaldone attraverso una serie di invenzioni fantastiche, miti, allegorie e paradossi
- Molte delle operette sono dialoghi con creature immaginarie, personificazioni, personaggi mitici o favolosi, oppure con personaggi storici realmente esistiti o mescolati con esseri fantastici; altre invece hanno forma narrativa; altre ancora sono prose liriche
- I temi principali sono pessimistici: infelicità inevitabile dell’uomo, impossibilità del piacere, la noia come assenza di sensazioni, il dolore, i mali materiali che affliggono l’umanità
Leopardi – “Sono così stordito dal niente che mi circonda…”
- Lettera a Pietro Giordani che riflette lo stato di abbattimento causato dal fallito tentativo di fuga da Recanati, ambiente soffocante che lo costringe ad una vita disperatamente vuota
- Non trova conforto neppure nello studio poiché un disturbo agli occhi gli impedisce la lettura
- Sofferenze fisiche e psichiche = stimolo a grandi riflessioni filosofiche, NO causa del pessimismo leopardiano
- Motivi centrali : il nulla e la noia → passaggio dalle illusioni giovanili al vero, dalla poetica alla filosofia, dallo stato antico, fondato su immaginazione e illusione, allo stato moderno, fondato sulla consapevolezza del nulla e della necessaria infelicità dell’uomo

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