Il Romanticismo

Materie:Tema
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TEMA: Il Romanticismo

Il Romanticismo è un movimento culturale sviluppatosi dalla fine del ‘700 fino alla metà dell’’800 , in un periodo storico che vede l’Europavivere uno dei periodi più drammatici della sua storia con la Rivoluzione Francese, la Rivoluzione industriale e agraria, che permisero, oltre ad un cambiamento nel modo di vedere e vivere la vita, un progresso tecnologico.
Le origini del Romanticismo risalgono, appunto, alla fine del ‘700, in quella Germania ricca di fermenti e di iniziative, saggiamente assecondati dal re di Prussia, Federico II, con importanti e radicali riforme ispirate ai principi di rinnovamento dell’Illuminismo francese.
Le prime manifestazioni di questa nuova cultura, fervida di ideali e ricca di passionalità, si hanno tra il 1770 e il 1785, ancora in pieno clima illuministico, col movimento chiamato “Sturm und Drang” (impeto ed assalto), formatosi in aperta polemica con la cultura illuministica e quindi contro la soggezione culturale francese. Ma in tutta l’Europa esistevano già fermenti culturali e letterari precorritori della nuova sensibilità: non si può, quindi, parlare del Romanticismo come di una corrente culturale legata ad una singola nazione, esso è ,piuttosto, il frutto del maturare di una serie di esigenze, non solo letterarie, ma anche filosofiche, morali, religiose e sentimentali.
Il Romanticismo, prima ancora che una nuova poetica, è un nuovo modo. Per l’uomo, di porsi innanzi all’esistenza: un atteggiamento che ha in sé elementi contraddittori, che finiscono spesso di risolversi in posizioni fra loro contrapposte, ma in cui è possibile rintracciare alcuni elementi fondamentali di comunione. Propria dello spirito romantico è la coscienza del drammatico dissidio tra l’ideale e il reale, tra i sogni di infinito ed il condizionamento della realtà concreta che ci circonda, tra il desiderio a realizzare, nella vita individuale come in quella sociale, un modello di perfezione e di bellezza, e la drammatica constatazione dei limiti propri e dell’uomo uiversale. Da questa consapevolezza deriva il carattere di fondo dell’anima romantica, la predisposizione al pessimismo, alla coscienza dolorosa dell’essere: la prima e più evidente risposta dell’anima romantica è il rinchiudersi in se stessa, o nell’esasperata contrapposizione della propria individualità contro ogni condizionamento esterno, o nella contemplazione della propria sensibilità oppure nel lamento versato sulla propria incapacità di comunicare con gli altri e di capire l’esistenza: possiamo, cioè, indicare nel titanismo, nell’egotismo e nel vittimismo tre aspetti paralleli dell’individualismo romantico.
Accanto a questi aspetti della spiritualità romantica, caratterizzati dall’individualismo, si fa strada la consapevolezza di essere partecipe di un processo costante di evoluzione e trasformazione della società umana che segue leggi esterne, misteriose, provvidenziali. La coscienza di essere parte necessaria e responsabile del continuo divenire della storia, spinge l’uomo a scoprire alcuni valori assoluti che costituiscono il momento iniziale ed il motivo ricorrente delle varie esperienza storiche: l’uomo romantico, scopre così, i legami profondi con una collettività umana con cui ha in comune un’eredità di tradizioni e di sentimento, di richiami culturali e di speranze di progresso. Nasce così il moderno concetto di nazione. La nazione assume, quindi, u valore quasi religioso ed assoluto, diviene uno dei tipici miti romantici accanto all’esaltazione del valore religioso della libertà ed al desiderio all’infinito che assume spesso il significato di una vera, interiore ricerca di Dio. Infine, bisogna osservare che il Romanticismo non è impregnato solo di tematiche negative (dolore, angoscia, sofferenza, delusione, rifiuto della realtà), ma anche da positive, quali, ad esempio, il concetto di natura o la rivalutazione della storia.

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