Il ritratto di Dorian Gray: scheda libro

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

Il Ritratto di Dorian Gray
Autore: Oscar Wilde nacque a Dublino nel 1854 da un celebre medico a da una poetessa. Romanziere, drammaturgo, poeta e saggista, teorico dell'estetismo ed esponente più rappresentativo del decadentismo inglese.
Dopo gli studi classici al Trinity College di Dublino, Wilde frequentò l'università di Oxford, dove subì l'influsso delle idee estetiche di Walter Pater e John Ruskin. Spirito eccentrico e dandy di rara eleganza, egli faceva parte del Decadentismo, movimento culturale e artistico europeo della fine dell’Ottocento che, reagendo al razionalismo e al naturalismo, esalta la fantasia, l’ignoto, il sogno e il subconscio.
Sintesi del contenuto:Nella Londra vittoriana di fine Ottocento vive il facoltoso Dorian Gray, giovane di eccezionale bellezza. Amante dell’arte e di raffinati piaceri, egli è ossessionato dall’idea di invecchiare e di perdere il suo fascino. Suggestionato dalle teorie del cinico Lord Henry Wotton, che gli rivela il senso supremo di bellezza, bene effimero e degno perciò di essere vissuto intensamente ad ogni costo, Dorian Gray ottiene, grazie ad un sortilegio, di non invecchiare: i segni che il passare del tempo ed i vizi potrebbero imprimere sul suo viso compaiono misteriosamente sul volto del perfetto ritratto che il pittore Basil Hallward ha eseguito per lui e che egli tiene accuratamente nascosto. Così trascorre gli anni lasciandosi abbandonare ai diversi piaceri, comportandosi in modo egoistico anche con chi si innamora di lui ( Sybil ). Nessuno degli sfrenati eccessi cui il giovane si abbandona altera la perfezione del suo viso, mentre l’aspetto del ritratto diventa sempre più turpe e ripugnante. Rimproverato duramente da Hallward per la sua condotta immorale, Dorian Gray lo uccide. Il volto del ritartto, ormai spaventoso, diviene per lui un atto di accusa insostenibile per ciò che resta della sua coscienza. Esasperato, Dorian squarcia la tela del dipinto con una pugnalata e in quell’istante cade morto. Per incanto, il ritratto riacquista il suo passato splendore, mentre a terra giace il cadavere di un vecchio dall’aspetto ributtante.
Personaggi: Il protagonista è DORIAN GRAY, giovane ricco, aristocratico, bellissimo, colto e raffinato che frequenta i salotti eleganti di Londra.
Rappresenta il tipico dandy, cioè un uomo particolarmente attento alla propria esteriorità, elegante, snob, ricercato e raffinato nei modi. Da questo termine deriva la parola “dandismo”: ostentazione di eccessiva eleganza.
Amico del protagonista è BASIL HALLWARD, pittore, autore del ritratto maledetto. Egli provava grande stima e adorazione nei confronti di Dorian, che frequentava il suo studio e spesso posava per lui.
Altro personaggio chiave del romanzo è LORD HENRY WOTTON, amico del pittore, uomo di mondo, colto e raffinato, che insegna al ragazzo il gusto del bello e lo incita a provare ogni piacere.
Tra le figure femminili, ha molta importanza SYBIL VANE, giovane di umile estrazione sociale, attrice in un piccolo teatro di periferia, di cui Dorian prima si innamora ma che in seguito respingerà; per questo lei disperata si uccide. Fisicamente viene descritta come bella, giovane, con lunghi capelli scuri e carnagione chiara.
Ha un ruolo importante anche il fratello di Sybil; JAMES VANE, marinaio che cerca di rivendicare la morte della sorella ma, nel tentativo, muore accidentalmente.
Personaggio meno importante è ALAN CAMPBELL, scienziato a cui Dorian chiede di distruggere il cadavere del pittore Basil, ucciso dallo stesso protagonista in un momento di follia.
Infine c’è HETTY MERTON, una giovane di famiglia contadina attraverso la quale Dorian cercherà di riscattare la sua condotta immorale, ma che invece lo indurrà al suicidio.
Analisi dello spazio: La storia è ambientata nella capitale del Regno Unito e nelle vicine località di campagna. Si svolge soprattutto in ambienti interni: lo studio del pittore Basil Hallward, dove avviene il fatidico incontro fra il protagoni-sta Dorian Gray e Lord Henry Wotton, le loro rispettive abitazioni, in particolare, la soffitta della casa di Do-rian Gray, ed altre abitazioni delle nobili signore londinesi. Rilevante è la descrizione dei ricchi giardini, spesso spunto per Oscar Wilde per una formale esercitazione estetica. Nel capitolo XVI c'è uno scorcio sui sobborghi malfamati di Londra. Inoltre sono presenti i teatri, in particolare il piccolo teatro nel quale recita Sybil Vane, luoghi importantissimi nel racconto, se è vero che l'arte è vita e realtà, secondo l'assurda logica del protagonista.
L'epoca in cui si svolge il racconto non è specificamente indicata dall'autore, ma è desumibile da alcuni particolari, come il dono di Lord Henry a Dorian Gray di un libro pubblicato nel 1884. Viene descritta una no-biltà londinese, quale poteva essere all'epoca in cui viveva l'autore. L'intera vicenda si svolge nell'arco di tempo della vita di Dorian Gray, dall'adolescenza-giovinezza, fino all'età matura.
Analisi della vicenda: All'inizio del romanzo c'è uno scambio tra finzione e realtà, ovvero la finzione, tramite l'arte, diventa realtà: infatti, reale diventa il ritratto che, nascosto da un telo broccato, è soggetto all'invecchiamento ed ai mali del-la vita; reale diviene Sybil Vane quando recita sulla scena, in quanto diversa da se stessa e dalla propria umanità. La finzione è invece rappresentata da Dorian Gray, eternamente giovane ed immorale; anche Sybil è finzione, nel suo pensiero, quando è se stessa, giovane ragazza innamorata, e trascura l'irrealtà della recita-zione; è quindi costretta al suicidio da chi disprezza la sua umanità. Ma la morte, infine, ristabilisce l'equilibrio e riconferisce ad ogni cosa il giusto posto: con le morti di Sybil e di Dorian trionferanno la verità e la moralità. Contrariamente alle aspettative, quindi, "Il ritratto di Dorian Gray" non si conclude con la sconfitta della realtà e dell'immoralità, ma con l'affermazione di questi valori, pur nella tragedia finale. Alla fine del romanzo c'è lo scioglimento di una tensione che cresce nel racconto e si acquieta solo nella morte finale.
Punto di vista: Il racconto è condotto secondo il punto di vista esterno alla vicenda e non subisce mutamenti nel corso della narrazione. L'elemento che permette di individuare il punto di vista è l'uso costante della terza persona.

Tecniche dell’autore: In questo romanzo il narratore è esterno e non è onnisciente. Ci sono molti passi descrittivi e molti discorsi diretti. Il tempo del racconto coincide con il tempo della storia. Il rapporto tra fabula e intreccio è di coincidenza. Sono molto rari flash back e i foreshadowing.
Messagi dell’autore: Il messaggio che vuole inviarci l’autore è molto importante: nella vita non bisogna pensare all’arricchimento esteriore perché di esso non rimarrà nulla; la cosa più importante nella vita di un uomo è arricchirsi interiormente, cercare nell’animo valori, sentimenti che saranno indelebili e che quindi potremo trasmettere a chi c’è vicino
Riflessioni personali: Il romanzo è molto interessante e diverso dalle solite opere: alla sua pubblicazione Wilde fu accusato di avere scritto un racconto morboso, ripugnante, immorale.
La parte che mi è piaciuta di più è quella riguardante la descrizione della morte di Basil perché avviene inaspettatamente; mentre mi ha colpito molto la prima trasformazione del ritratto perché la descrizione provoca molta tensione nel lettore.
La parte che, invece, è risultata meno coinvolgente è quella in cui lo scrittore descrive in maniera troppo particolareggiata gli hobbies di Dorian.
In conclusione la lettura non è monotona, anche per la frequente presenza di dialoghi e di un linguaggio sempre molto preciso e chiaro.
Il finale è in linea con le avventure del personaggio, anche se non ci si aspetta che lui debba morire; però per tutte le malvagità compiute viene spontaneo giudicare giusta la sua morte.
Quello che rende “fantastico” il finale è il momento magico della trasformazione del ritratto del quadro.

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