Il razzismo

Materie:Tema
Categoria:Italiano
Download:1626
Data:26.05.2009
Numero di pagine:4
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
razzismo_19.zip (Dimensione: 6.69 Kb)
trucheck.it_il-razzismo.doc     32 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Pamela Chiaro 4^Fla Montebelluna, 26.01.2007
Tema D’Italiano
Il razzismo è una piaga ancora diffusa nel mondo

Il razzismo. Un tema di cui, ai giorni nostri, è difficile parlare senza correre il rischio di cadere in banali stereotipi: spesso si ricorre ai soliti preconcetti buonisti (che hanno i loro fondamenti, non lo metto certo in dubbio) grazie ai quali è possibile liquidare l’argomento in maniera rapida, senza arrivare però ad alcuna conclusione concreta.
Chi non conosce la frase “Siamo tutti cittadini dello stesso mondo”? Questa semplice proposizione racchiude un concetto di fratellanza più che giusto, sottolinea che i confini tra i vari paesi sono solamente frutto di una convenzione umana. Purtroppo però, qualunque uomo pronunci questa frase è ben lontano dal credervi fermamente, di questo sono certa.
Il razzismo è infatti un sentimento presente in ogni essere umano in maniera più o meno evidente, ed esso è parte dell’aggressività e dell’istinto dell’uomo, il quale non può essere eliminato in alcun modo.
Per capire in tutti i sensi il fenomeno del razzismo, bisogna tuttavia conoscere il concetto di “razza.” Per “razze” s’intendono i gruppi di persone o cose che si possono formare entro una specie. Nella “specie umana” il concetto di razza si basa su delle caratteristiche fisiche o culturali, che costituiscono la principale fonte per giustificare la discriminazione.
A poco è servita l’evoluzione delle società odierne: nonostante si sia raggiunta una certa capacità di accettazione e tolleranza, episodi più o meno gravi di violenza a sfondo razziale accadono tuttora in svariate parti del mondo. Basti pensare al Libano, all’India, all’Irlanda. Insomma, il razzismo, i pregiudizi razziali, la segregazione, gli odi di tipo tribale sono ben lontani dal cessare di esistere.
L’esempio recente più eclatante di razzismo è quello del Sud Africa. Qui la politica di apartheid, ufficializzata dal 1948, è stata abolita solamente nel 1993: è stato allora possibile per la popolazione di colore partecipare per la prima volta alle elezioni per eleggere i propri rappresentanti e soprattutto il primo presidente nero, Nelson Mandela.
Uno dei pochi uomini politici che hanno potuto veder realizzati i propri ideali di libertà, Mandela fu il simbolo delle aspirazioni di indipendenza per la popolazione nera sudafricana. L’apartheid, cioè la segregazione razziale che i bianchi avevano imposto come legge fondamentale dello Stato, non soltanto era disumana, ma rappresentava anche un sistema per lo sfruttamento del lavoro dei Neri. Nel 1960, dopo un atroce massacro di Africani da parte dell’esercito governativo, fu lo stesso Mandela ad abbandonare la politica della non-violenza e ad autorizzare atti di sabotaggio contro il regime sudafricano. Ciò gli costò una condanna al carcere, dove rimase quasi trent’anni, nonostante fosse ammalato di tubercolosi.
Nel 1990, sotto la presidenza di de Klerk, Mandela è stato scarcerato e nominato presidente dell’ANC (African National Congress) e nel 1993 i due uomini di Stato hanno ricevuto insieme il premio Nobel per la pace.
L’esempio più drammatico di razzismo è però quello della Germania nazista di Hitler, il quale aveva teorizzato il razzismo nel suo programma politico scritto in prigione, Mein Kampf (“La mia battaglia”). Tale programma non era originale, ma proprio questo ne facilitò il successo: esso riuniva insieme tutti quei pregiudizi fermamente radicati negli uomini della destra più estrema.
Ben presto iniziarono le persecuzioni antisemite. Nella notte tra l’8 e il 9 novembre 1938 Hitler scatenò in tutta la Germania azioni violente contro gli ebrei: essa fu denominata “notte dei cristalli” a causa delle vetrine dei negozi infrante. Centinaia di ebrei furono uccisi nei linciaggi, e nel giro di pochissimo tempo migliaia furono rinchiusi in campi di concentramento. La “soluzione finale”, cioè la distruzione totale del popolo ebraico, era ora possibile.
Le scuole furono “nazificate” , gli scrittori e i pittori non nazisti furono perseguitati, e le loro opere distrutte. Persino le Chiese furono indotte a sostenere le idee naziste.
Attualmente, e ciò non può che essere preoccupante, esistono ancora persone che sostengono le ideologie naziste e fasciste, soprattutto tra i giovani: questi sono detti naziskin, ed appartengono al più vasto gruppo degli Skinhead. Essi sono spesso responsabili di atti di violenza antisemiti o ancora verso altre minoranze etniche (ed anche verso militanti di sinistra). I naziskin sono oggi numerosi in Italia, soprattutto al nord. Ma non sono i soli a dimostrare sentimenti razzisti nel nostro paese: molti italiani sono spesso colpevoli di discriminazioni non solo verso extracomunitari, ma verso gli stessi italiani provenienti dal Meridione.
Il quadro generale che emerge da questa breve analisi dimostra come, nel corso degli anni, l’uomo abbia sempre dimostrato disprezzo, in maniera moderata o violenta, verso coloro che vengono classificati come “differenti”. Questo a causa della solita vecchia paura del diverso e dell’ignoto, che noi esseri umani non riusciremo mai a vincere. Nonostante ciò, la mia visione della situazione non è del tutto pessimistica: il razzismo non può essere completamente debellato dall’animo umano, ma può essere assopito grazie a due grandi possibilità di scelta che l’uomo possiede: la scelta di una strada dedita alla cultura ed alla conoscenza.

Bibliografia:
• Apartheid -> Enciclopedia Universale “Le garzatine”
• Definizione Naziskin -> Wikipedia.it

Esempio



  


  1. callosa

    Pin viene condotto in una villa inglese adibita a carcere e dopo un paio di interrogatori incontra Lupo Rosso, un ragazzo sui 16 anni


Come usare