Il rapporto padri-figli

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Testo

TIPOLOGIA B SAGGIO BREVE
Ambito storico letterario
Argomento: Rapporto padri figli
Al Giornalino Scolastico

Il rapporto padri figli è molto spesso difficile. Questo perché non sempre capita che c’è un’intesa tra i due e molto spesso i figli non comprendono le decisioni paterne.
Fare il padre è abbastanza difficile come ci fa notare Terenzio nell’Adelphoe. Nell’atto V scena IV, Demea ha dei ripensamenti sul suo modo di comportarsi nei confronti del figlio. Demea è, infatti, un padre molto rigido, però, dopo aver visto le conseguenze del suo comportamento, ha dei ripensamenti e decide di comportarsi come il fratello (padre abbastanza liberale). Da questo si evince la difficoltà che sta nel modo migliore di educare i figli. Può capitare, infatti, che i comportamenti rigidi assunti dal padre, vengano intesi in modo negativo dal figlio e lo portino a fare azioni errate. Comportamenti più liberali da parte del padre, invece, possono portare il figlio ad essere più responsabile, perché lo portano ad assumersi le proprie colpe e a non sbagliare in futuro, perche si capiscono i propri errori.
Fortunatamente molte volte crescendo i figli capiscono il perché di certe azioni paterne e questo rapporto migliora.
Altre volte può capitare che il rapporto padre figlio è ottimo sin dall’inizio. Lo possiamo notare nella “Lettera al padre” del 1924 di Kafka, dove è notevole l’ammirazione del figlio nei confronti del padre (forte, orgoglioso, caparbio, alla sua “superiorità fisica corrispondeva quella spirituale”).
Purtroppo, però, capita che non è così. Questo è il caso di Umberto Saba, il quale mette in evidenza il suo disprezzo per il padre nella poesia “Mio padre è stato per me l’assassino”. In questo componimento, Saba, parla di un padre sempre allegro, spensierato, infedele: un eterno bambino (“un sorriso dolce e astuto”;”più di una donna l’ha pasciuto”). In questo caso il rapporto con il padre va sempre a peggiorare e non si riesce a trovare un punto d’incontro.
In conclusione il rapporto tra padri e figli è sempre molto vario. Può capitare che il padre non sa come comportarsi nei confronti del figlio, perché vuole il meglio per lui, però molto spesso non coincide con la volontà del ragazzo (come è per Demea). O che il figlio, invece, essendo ancora immaturo, vuole ottenere a tutti i costi ciò che desidera, andando contro la volontà del padre. Può, anche, capitare che vi sia un’ottima o pessima intesa sin dall’inizio tra i due (come nel caso di Kafka o Saba). Crescendo certi rapporti possono variare sia in male che in bene. Questo accade perche il figlio crescendo e maturando riconosce i suoi errori, o quelli del padre.
Tutto questo mi porta a concludere che non esistono norme ben precise che regolano questo rapporto e che ognuno lo vive come meglio crede.
Giorgia Cimiotta III E

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