Il novizio del diavolo di Ellis Peters

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

IL NOVIZIO DEL DIAVOLO
Ellis Peters
AUTORE: Ellis peters
Ellis Peters è lo pseudonimo della scrittrice Edith Pargeter. Nata nel 1910 in Inghiletrra. Con il suo vero nome ha pubblicato alcuni romanzi di narrativa. Con lo pseudonimo di Ellis Peters ha scritto numerose detective-stories. Le più interessanti sono quelle dedicate al frate Cadfael, monaco benedettino del XII secolo, con il vizio dell'investigazione. Tra i diversi volumi dedicati a questo personaggio vi sono: I due prigionieri, Il novizio del diavolo (The devil's novice, 1983), La bara d'argento, Un cadavere di troppo, Due delitti per un monaco, Il cappuccio del monaco, La fiera di San Pietro, La vergine nel ghiaccio, Il rifugiato nell'abbazia, Il pellegrino dell'odio, Mistero doppio, Il corvo dell'abbazia, Le confessioni di fratello Haluin, L’apprendista eretico, La missione di fratello Cadfael e Il monaco prigioniero.

PERIODO STORICO: I fatti narrati nel romanzo si svolgono a partire dalla metà di
settembre dell’anno del Signore 1140 e durano poco piu di tre mesi durante la guerra civile che si stava combattendo in quel periodo in Inghilterra tra le truppe di re Stefano e quelle dell’imperatrice.
AMBIENTI GEOGRAFICI: Il racconto si svolge nella parte meridionale dell’Inghilterra nei pressi del piccolo borgo di Shrewsbury nella contea dello Shropshire e nei suoi dintorni.
Vengono descritti vari spazi, sia aperti, sia chiusi. Gli ambienti principali sono:
• L’abazzia dei santi Pietro e Paolo che si torva poco fuori Shrewsbury vicino alle rive del fiume Severn. È un edificio destinato appunto alla vita monastica che ospita un discreto numero di religiosi e di novizi impazienti di prendere i voti.
• Gli ambienti esterni...comprendono le foreste e le campagne che circondano il monastero e che occupano il territorio della contea dello Shropshire oltre alle paludi che si trovano nella parte settentrionale della stessa e alcuni piccoli paesi e borgate.
• L’ospizio di St. Giles...un ospizio curato da uno dei frati dell’abazzia in cui vengono accolti malati di lebbra o più semplicemente dei viandanti in difficoltà. Si trova a sud dell’abazzia
• I tre feudi degli Aspley, dei Linde e dei Foriet....Sono tre feudi limitrofi che si trovano nella parte più meridionale dello Shropshire, il piu grande dei tre è quello dei Foriet, lontani parenti degli Aspley.
• La radura del carbonaio che si trova all’interno della foresta a qualche miglia dalla proprietà degli Aspley. È ormai abbandonata da circa un anno, da quando il carbonaio che vi viveva è morto. Si possono ancora notare le rovine di una modesta capanna col tetto in paglia abitata un tempo dal carbonaio e alcune cataste di legna destinate a diventare carbone bruciate solo in parte che però nascondono qualcosa di particolarmente inquietante.

ANALISI DEI PERSONAGGI:
Personaggi Principali:
• FRATELLO CADFAEL : è un monaco di circa sessant’anni molto astuto e con i capelli ormai brizzolati che ha vissuto una vita intensa come condottiero in oriente prima di decidersi a prendere i voti. All’abazzia svolge perfettamente le sue mansioni che comprendono il lavoro in un piccolo laboratorio di erboristeria in cui passa molto tempo quando non è impegnato con gli altri confratelli o non si occupa di qualche bisognoso. Parlando con Meriet Aspley afferma di avere un figlio.
• MERIET ASPLEY : è il secondo genito dell’importante famiglia degli Aspley, ha un fisico abbastanza imponete e una folta capigliatura ricciuta che inquadra un viso autoritario e fiero e al contempo sottomesso. Suo padre, Leoric Aspley lo ha sempre considerato meno rispetto al fratello maggiore e spesso lo ha trattato anche in modo non troppo giusto. Ha circa diciannove anni quando “decide” di voler diventare monaco e viene accettato come novizio all’abazzia. Da subito tutti notano che risulta essere piuttosto impressionabile e poi durante la notte, non di rado ha degli incubi e si mette a urlare nel sonno cose incomprenibili, fino al punto che gli altri fratelli hanno paura di lui (credendo che sia posseduto dal diavolo).
• L’ABATE RADULFUS : è la massima autorità dell’abazzia dei santi Pietro e Paolo e, pur essendo molto autoritario sa comunque essere indulgente al momento giusto. Si può dire che in un certo senso prende a cuore la situazione di Meriet anche se ad un certo punto, a causa di un’aggressione è costretto a punirlo con la fustigazione e l’isolamento. Più che un “superiore”, per Cadfael sembra essere un “amico” che lo appoggia in buona parte delle sue iniziative se non addirittura in tutte.
• PETER CLEMENCE : questo personaggio, per la verità non occupa un ruolo di primo piano, però va citato in quanto è la vittima. È l’emissario del vescovo e forse uno dei suoi uomini più fidati. Il sig. Clemence è anche un lontano parente degli Aspley e forse è più adatto alla vita mondana che a quella monastica.
• HUGH BERINGAR : è il vice sceriffo dello Shropshire ed è un grande amico di fratello Cadfael, tant’è che lo stesso Cadfael è padrino del suo unico figlio. Vive con la moglie il figlio e qualche servo in una casa accogliente poco distante dall’abazzia. In mancanza dello sceriffo, che ha seguito il re in un viaggio, si vede costretto ad occuparsi delle indagini sulla scomparsa di Peter Clemence.
Personaggi secondari e comparse:
• FRATELLO MARK : grande amico e protetto di fratello Cadfael che si occupa della gestione dell’ospizio di St. Giles e che accoglie Meriet con molto calore
• LEORIC ASPLEY : è il padre di Meriet, è vedovo e ha un altro figlio, Nigel, che ammira in tutto e per tutto. È molto autoritario e severo e non ammete errori da parte di nessuno, però in fondo scopre di voler molto bene a Meriet e si pente di averlo sempre trattato malamente.
• NIGEL ASPLEY : fratello maggiore di Meriet, è un ragazzo imponente e molto abile nelle mansioni che si addicono ad un nobile del suo rango; e in procinto di sposarsi con la sua vicina di casa, la bellissima Roswitha Linde
• ROSWITHA LINDE : bellissima ragazza che si diverte a farsi guardare dagli uomini e a provocarli sapendo benissimo che tutti la guardano. È alta e snella e ha una folta chioma ricciuta che le incornicia un viso ovale e pallido.
• IL CANONICO ELUARD : canonico molto vicino al vescovo che si trova a passare da Shrewsbury e avendo appreso della scomparsa di Peter Clemence decide di fermarsi qualche giorno al convento
• ISOUDA FORIET : bella ragazza dai capelli bruni e dal viso dolce, sembra ancora quasi una bambina pur essendo coetanea di Meriet. Cresciuta con lui fin da piccola, se ne è innamorata. Fin da quando Isouda ha perso i genitori, in tenera età, Leoric Aspley si è sempre preso cura di lei come una parente e ha gestito le sue proprietà.
• JANYN LINDE : fratello di Roswitha che, come lei, è molto bello e in forma e che con l’aiuto dell’ex compagno di giochi e amico Nigel Aspley sta tramando qualcosa di strano.
• HARALD : servo della gleba fuggito al suo destino che, rifugiatosi nella foresta, trova il pugnale di Peter Clemence e ruba alcuni animali per sfamarsi. Viene arrestato da Beringar con la finta accusa di aver ucciso il sig. Clemence ma con lo scopo di fare abbassare la guardia al vero assassino e di salvargli la vita che avrebbe sicuramente perso se fosse rimasto tutto l’inverno nella foresta
• GLI ABITANTI DEL BORGO : volente o nolente sono il mezzo più rapido se non l’unico per far arrivare le notizie velocemente da un luogo all altro.
• GLI INVITATI AL MATRIMONIO : nobili e feudatari provenienti da buona parte dell’Inghilterra e in qualche modo legati ai Linde o agli Aspley. Nel momento cruciale del romanzo, si disperdono o si ritirano con le famiglie degli sposi nella foresteria dell’abazzia.
• LE FAMIGLIE CHE VIVONO NEI PRESSI DELLA PALUDE : rispondono con collaborazione alle domande del vice sceriffo e si offrono di aiutarlo a perlustrare le paludi dopo avergli consegnato il cavallo e i pregiati finimenti appartenuti a Peter Clemence.
CONTENUTO:
è ormai arrivata la sera e all’abazzia dei santi Pietro e Paolo i fratelli sono riuniti insieme all’abate Radulfus per discutere a proposito di due novizi da accettare o meno presso il convento. Il primo caso su cui si accese la discussione era quello di un bambino ancora molto piccolo per cui i genitori avevano chiesto la vita monastica. Dopo alcuni minuti di discussioni e aver sentito i pareri di alcuni dei confratelli, la decisione fu di rifiutarlo fino a quando non fosse stato abbastanza grande per decidere del suo futuro. Il discorso si spostò poi sul secondo ed ultimo caso, quello del secondo genito dell’importante famiglia degli Aspley, Meriet che essendo ormai adulto era in grado di prendere da se le proprie decisioni. Per questo motivo le discussioni non furono per nulla accese e a l’unanimità, si decise di accettarlo come novizio.
La sera in cui il novizio arrivò all’abazzia, accompagnato da un servo e dal padre, che non sembrava affatto dispiaciuto di dover lasciare il figlio, stava piovendo e fratello Cadfael vide, non certo per la prima volta la scena del saluto tra un padre e suo figlio ma rimase sorpreso dalla noncuranza e dal modo di fare piuttosto brutale del padre.
Il novizio dopo alcuni giorni dovette seguire i fratelli al lavoro nel frutteto e per la prima volta dal suo arrivo, Cadfael lo vide sereno e tranquillo, almeno fino a quando uno dei monaci cadde su di un falcetto dimenticato sotto una pianta ferendosi e perdendo tanto sangue al punto di sembrare morto.
La reazione del giovane fu piuttosto esagerata e l’espressione di gioia che prima regnava sul suo volto , ora era un’espressione di puro terrore.
Venne la sera e i fratelli dopo aver cenato e pregato, si ritirarono nei loro ddormitori e tutti si addormentarono. Durante la notte, però, furono svegliati da delle urla tremende provenienti dalla stanza di Meriet che se ne stava seduto sul letto ancora dormendo emettendo dei versi molesti per alcuni e spaventosi per molti.
Dopo quella notte, altri episodi simili si susseguirono a catena alimentando la voce che il ragazzo fosse posseduto dal demonio.
Come se non bastasse, a complicare le cose arrivò pure la scomparsa del messo del vescovo, Peter Clemence che, essendo parente degli Aspley aveva passato la notte prima della scomparsa come loro ospite. Fu Hugh Beringar, vice sceriffo e grande amico di Cadfael a portare queta notizia e a svolgere le indagini in sostituzione dello sceriffo che era in viaggio con il re. Venne ritrovato il cavallo della vittima a nord della contea, lontano dalla strada che avrebbe dovuto percorrere e vennero trovati anche i preziosi finimenti a casa del signorotto che aveva trovato il cavallo abbandonato e senza cavaliere. Vennero perlustrate tutte le paludi con l’aiuto degli abitanti della zona ma non venne portato alla luce niente di interessante.
A proposito di questa faccenda, esclusa la pista del furto ( nessun bandito avrebbe lasciato dei finimenti così preziosi attacaccati al cavallo altrettanto prezioso se avesse ucciso Peter Clemence ) i sospetti caddero inesorabilmente sulla famiglia Aspley e anche Meriet venne interrogato sui fatti.
Le voci correvano in fretta e alcuni dissero di aver visto Meriet nascondere qualcosa sotto il suo letto. Subito fratello Jerome, l’addetto alla cura dei novizi, decise di controllare approfittando dell’assenza del novizio che era a colloquio con l’abate per giustificare i sui gesti. Proprio mentre fratello Jerome era intento a curiosare tra la roba di Meriet, sopraggiunse il giovane che furioso lo cacciò fuori dalla stanza. Fratello Jerome aveva però trovato nella branda di Meriet una ciocca di capelli legati con un nastro tipicamente femminile, la prese e la bruciò facendo infuriare ancora di più Meriet che gli si scagliò addosso con una ferocia spaventosa e cercò di strozzarlo con tutta l’energia di cui disponeva.
Questo gesto, stupido in un certo senso, gli costò la fustigazione e la cella d’isolamento lontano dagli altri confratelli.
Tuttavia per fratello Cadfael non fu un problema avvicinarsi al giovane in quanto aveva il dovere di medicare le ferite causate dalla fustigazione utilizzando i suoi preparati a base di erbe. Grazie a questo suo impiego avrebbe così potuto capire meglio quella personalità contorta e contrastante.
A colloquio con Radulfus, fratello Cadfael propose che Meriet venisse mandato per un periodo fuori dal convento, all’ospizio di St.Giles ad aiutare fratello Mark che aveva grosso modo la sua stessa età, in modo da vedere le sue reazioni e da tranquillizzare gli altri novizi del convento.
Quando arrivò il giorno prestabilito, Meriet venne portato da Radulfus che gli comunicò il suo destino per un periodo da stabilire. Seppur con difficoltà, Meriet si finse sorpreso siccome sapeva gia tutto per via di Cadfael.
Il giorno seguente fratello Cadfael e Meriet si misero in viaggio per raggiungere St. Giles dove torvarono fratello Mark tutto indaffarato a far quadrare le cose al meglio e si presentarono. Cadfael non raccontò nulla degli “incubi” di Meriet in modo da non creare pregiudizi e dopo aver salutato entrambi affettuosamente, se ne tornò da dove era arrivato.
Arrivato di nuovo all’abazzia, gli venne chiesto dall’abate di recarsi da Lord Leoric per parlare dei molteplici dubbi alternati a forti convinzioni che il figlio aveva avuto riguardo a prendere i voti e fratello Cadfael accettò con piacere il compito assegnatogli.
Quando fu deciso, il frate, sempre preciso e volenteroso nello svolgimento dei suoi doveri, si recò alle prime luci del mattino nella tenuta degli Aspley a dorso di mulo per poter risparmiare un po’ di tempo e non affaticarsi troppo. Prese la strada maestra e dopo alcune miglia girò sul piccolo sentiero che portava al castello degli Aspley. Lungo il suo percorso fece un incontro interessante con un giovane che pensò potesse essere Nigel Aspley ma scoprì che era il suo grande amico, e fratello della sua sposa, Janyn Linde. Si fece insegnare la strada e accompagnae un pezzo dal giovane, cogliendo così l’occasione per scambiarvi qualche parola su Meriet e sugli Aspley.
Giunto infine a destinazione, gli venne comunicato che lord Leoric era uscito e che qualcuno sarebbe andato a chiamarlo. Il monaco era già nella casa quando sopraggiunse Leoric, imponente e autoritario come sempre. I due parlarono qualche istante dei problemi di Meriet ma il signore, scocciato disse che non era affar suo quello che faceva Meriet siccome aveva preso la sua decisione da solo e non lo avrebbe più accolto in casa sua se avesse cambiato idea in proposito. Un po’ affranto anche se non troppo stupito dalla reazione di Leoric, fratello Cadfael rifiutò gentilmente l’invito a pranzo e si rimise in viaggio verso il suo convento.
Sulla via del ritorno incontrò prima Nigel Aspley in compagnia dela sua futura sposa Roswitha Linde e si accorse che quella ragazza era altrettanto bella che il fratello e con una persona come Nigel faceva proprio una bella figura. Nigel, a differenza del padre, chiese subito notizie del fratello ma Cadfael fu comunque piuttosto vago e non raccontò tutto al giovane. Salutati i due ragazzi, Cadfael si rimise in marcia ma poco dopo fece un secondo incontro; questa volta si trattava della vicina di casa degli Aspley, Iosuda Foriet che fin da piccola aveva vissuto con lo “zio” Leoric e la sua famiglia avendo perso i genitori.
La ragazza stava aspettando l’arrivo di Cadfael per chiedergli notizie di Meriet e questa volta Cadfael, capendo di potersi fidare, le parlò dei problemi di Meriet e le espose le sue idee sulla faccenda.
Da questo punto fino al convento, il viaggio di fratello Cadfael non subì più rallentamenti ne soste e fu a destinazione in tempo per riferire tutto all’abate Radulfus.
Intanto, a St. Giles, ormai Meriet si era ambientato e approfittando della sola giornata dal clima favorevole che si presentò, in accordo con fratello Mark, decisero di recarsi tutti, compresi gli ospiti meno gravi e alcuni ragazzini a cercare della legna per l’inverno nel bosco. Il gruppo lavorò freneticamente e all’ora di pranzo i carretti erano ormai pieni di legna. Dopo una breve pausa per ristorarsi e riposare, Meriet si ricordò che poco lontano da lì, nel bosco, c’era una radura che era abitata da un vecchio carbonaio morto da circa un anno e decise di comunicarlo a fratello Mark nella speranza di poter andare a controllare se ci fosse stato ancora del carbone o almeno delle cataste di legna ancora da carbonizzare. La comitiva si mise allora in cerca della radura guidata da Meriet che stava poco più avanti e faceva strada agli altri.
Giunti infine nella radura, Meriet vide delle cataste di legna bruciate solo in parte e si mise subito al lavoro per controllare se ci fosse anche del carbone.
Nel frattempo, fratello Mark stava oservando che le foglie degli alberi attorno alla radura sembravano rovinate da un fuoco recente e decise quindi di chiamare Meriet per fargli notare questo fatto. Il novizio si precipitò dall’amico trascinandosi dietro il rastrello che stava usando poco prima e inavvertitamente fece crollare una parte della catasta che lasciò intravvedere dei resti umani parzialmente bruciati. Meriet rimase come paralizzato a quella visione come pure fratello Mark che però chiese al ragazzo di non toccare nulla e di non farne parola con gli altri membri della spedizione. La sera stessa, frartello Mark andò da Hugh Beringar a raccontare tutta la storia e il vice sceriffo, sospettando che si trattasse di Peter Clemence, disse che il giorno seguente avrebbe contollato e sarebbe passato a prendere con se Meriet per vedere la sua reazione e per fare pressione sul giovane in modo da fargli confessare ciò che sapeva a proposito della morte del suo ospite.
Di buon ora il vice sceriffo si trovò con alcuni suoi uomini e con fratello Cadfael a St. Giles per prender con se anche Meriet. Guidato dal novizio, il gruppo si mise in marcia verso la radura e dopo aver analizzato accuratamente la scena, si arrivò alla conclusione che i resti erano di Peter Clemence e che chiunque lo avesse ucciso non era un bandito, perchè gli effetti personali più preziosi erano ancora sul corpo. Meriet venne interrogato per un po’ dallo sceriffo ma non disse nulla di compromettente per nessuno.
Sia Cadfael che Beringar sapevano benissimo che Meriet, anche non essendo il colpevole dell’assassinio, sapeva più di ciò che diceva, ma decisero di non divulgare la notizia in modo da poter indagare più tranquillamnete da li a due settimane, quando tutti i possibili sospetti sarebbero stati riuniti al matrimonio di Nigel e Roswitha all’abazzia dei santi Pietro e Paolo. Il giorno seguente venne arrestato un servo della gleba di nome Harald che era in possesso del pugnale di Sir Clemence, e disse che lo aveva trovato e che lo aveva usato dopo essere fuggito dal suo padrone per uccidere qualche animale per sfamarsi. Hugh lo fece arrestare, più per farlo stare al “caldo” e assicurargli del cibo che per ciò che aveva fatto. E decise di divulgare la notizia che l’assassino di Peter Clemence era stato catturato.
La notizia ci mise circa tre giorni prima di giungere a St. Giles e quindi alle orecchie di Meriet, che a tale notizia reagì in modo piuttosto strano.
Quella sera stessa, fratello Mark decise di andare nella soffitta del fienile dove Meriet aveva fatto portare il suo letto per paura di svegliare gli ospiti dell’ospizio con i suoi incubi e quando vi giunse, senza fare rumore, sentì che qualcuno si stava agitando nel letto bisbigliando qualcosa. Preoccupato per l’amico pensò di salire a dare un’occhiata, ma udì dei passi e vide Meriet scendere dalla scala a pioli dicendo ”Basta! Non ne posso più” e cose simili. Pensando che Meriet fosse sveglio, Mark lo chiamò, ma svegliandolo lo fece cadere rovinosamenete a terra. Nonostante sia riuscito ad afferrarlo in parte e ad attutirne la caduta, il giovane si ruppe la testa al suolo e svenne.. le cure furono immediate e il letto venne portato nel fienile per non spostare troppo l’infortunato che fratello Mark assistette tutta la notte. Il mattino segunete, Meriet riprese lentamente conoscenza senza però ricordarsi cosa fosse successo durante la notte. Si ricordava bene però ciò che voleva fare prima di svenire; raccontò a fratello Mark che era stato lui a uccidere Peter Clemence e lo pregò di informare Hugh Beringar al fine di liberare il sospetto che era stato arrestato.
Mark accettò il compito e chiese al suo amico di confessarsi a un prete ma Meriet rifiutò.
Sulla via che conduceva a casa dello sceriffo, fratello Mark incontrò Cadfael e lo pregò di accompagnarlo cosicchè avrebbe potuto sentire tutta la storia.
Terminato il racconto, tutti i presenti erano fermamanete convinti che Meriet non avesse ucciso nessuno e che stesse proteggendo l’assassino a cui evidentemente era molto legato.
I tre partirono per St Giles per sentire il racconto di Meriet che faceva acqua in parecchi punti e benchè non venne creduto da nessuno, tutti si mostrarono convinti della colpevolezza di Meriet in modo da non turbarlo ulteriormente.
Cadfael approfittò dell’occasione per controllare e medicare le ferite di Meriet che erano piuttosto serie. Oltre alla violenta botta alla testa, si era lussato una gamba e zoppicava vistosamente; per vari giorni avrebbe dovuto riposarsi a lungo senza affaticarsi.
Mancavano pochi giorni al matrimonio e gli ospiti arrivarono alla foresteria del convento dove si sistemarono in attesa del lieto evento.
Di comune accrdo, Cadfael, Hugh e Mark decisero di tenere segreta la confessione di Meriet agli invitati al ricevimento e fino alla sera tutto fu quasì tranquillo.
Cadfael era nel cortile dell’abazzia quando vide un ombra che lo seguiva e capì trattarsi di Isouda che voleva avere notizie del suo Meriet. A lei, Cadfael raccontò tutta la storia e la giovane si fece la stessa opinione in proposito all’accaduto. Prima di salutarsi, chiese a fratello Cadfael di accomapagnarla da Meriet il giorno seguente dopo la messa e il frate accettò con piacere di farlo.
Come stabilito, Cadfael e Isouda si avviarono verso St. Giles e quando arrivarono Meriet non era nel letto a riposare, aveva voluto alzarsi e cercava di camminare come meglio poteva per l’ospizio. Isouda lo aspettò seduta sulla sua branda mentre Cadfael andò a cercarlo.
Il ragazzo non aspettava di certo una visita e subito si mostrò turbato almeno fino a quando gli venne detto che si trattava di Isouda. I due giovani parlarono alcuni istanti e Isouda promise di mandare un cavallo a prenderlo per portarlo al matrimonio del fratello. Dopo essersi salutati , i due visitatori si allontanarono lasciando un Meriet sorpreso dal cambiamento subito da Isouda dalla sua partenza per l’abazzia.
Quando Cadfael arrivò all’abazzia cercò lord Leoric che si trovava nella cappella in cui era riposta la salma di Peter Clemence a pregare e, dicendogli che Meriet era in punto di morte, riuscì a portarlo a St. Giles e a fargli incontrare il figlio. I due parlarono e dopo alcune fasi iniziali in cui non riuscirono a capirsi, entrarono in sintonia e Leoric si comportò in un modo tanto diverso e dolce con Meriet da stupire anche Cadfael.
Intanto, Isouda stava aiutando la sua amica Roswitha nei preparativi per le nozze del giorno seguente in seguito alle quali i due sposi si sarebbero trasferiti nei possedimenti settentrionali degli Aspley.
Cercando i gioielli adatti alla cerimonia in un baule dell’amica, Isouda scoprì una spilla che era sicuramente quella che aveva visto sul mantello di Peter Clemence quando lo aveva portato nella stanza preparata per lui a casa degli Aspley. Roswitha appena la vide, la prese e la gettò nuovamente in fondo al baule.
Quella sera, Isouda senza farsi vedere riferì ciò che aveva visto a Cadfael e insieme meditarono un piano per incastrare l’assassino.
Come promesso, il mattino seguente vennero mandati due cavalli a St. Giles a prendere Meriet e Mark che arrivarono prima degli altri invitati e si prepararono ad assistere alla cerimonia lontano da occhi indiscreti.
Finalmente la sposa arrivò verso la chiesa, ancor più bella e raggiante del solito accompagnata da Isouda che le faceva da damigella e dal padre. All’ingresso della chiesa, Isouda le tolse il mantello e Roswitha si avviò verso l’altare con il suo sposo.
Al termine della cerimonia i due sposi uscirono seguiti dagli ospiti, dai monaci e dal canonico Eluard che conosceva bene Peter Clemence e che era già stato determinante per riconoscerne gli effetti personali trovati vicino al cadavere carbonizzato. L’uomo non ci mise molto a notare la spilla di Clemence che Isouda aveva appuntato al mantello della sposa durante la cerimonia.
Dopo alcune domande Roswitha disse che gliel’aveva regalata Meriet che da tempo era innamorato di lei, ma vedendolo tra la gente si corresse e disse la verità, cioè che gliel’aveva regalata il fratello, Janyn che ormai aveva rubato il cavallo di isouda che era vicino all’ingresso del convento ed era fuggito. Velocemente Hugh Beringar partì a cavallo con alcuni suoi uomini, ma mentre usciva incontrò un messo del re che chiedeva di formare un esercito per attaccare un regno che si era appena formato sotto due feufatari che avevano appena ricevuto il titolo.
Quando furono di nuovo all’abazzia, anche Nigel era ormai fuggito con l’altro cavallo ammettendo così la sua fino ad allora presunta complicità.
L’inseguimento ripartì ma quando il vice sceriffo arrivò, trovò solo Nigel riverso a terra con un coltello nella schiena e un cavallo zoppo. Di tutta fretta il ferito fu riportato all’abazzia e fu curato. Quando potè parlare raccontò che lui e Janyn erano venuti a conoscenza del complotto quando si erano recati a nord per vedere i terreni e la casa riservati ai due giovani sposi e che avevano accettato di farne parte, poi, quando Peter Clemence arrivò a casa sua, durante la cena disse di dover portare un messaggio per conto del vescovo proprio nel luogo in cui i cospiratori usavano trovarsi per organizzare il piano.
Il giorno seguente Nigel chiese a Janyn di andare ad avvertire gli altri cospiratori dell’arrivo di Clemence e Nigel per non rischiare decise di raggiungerlo e ucciderlo.
Quando Nigel apprese questa notizia decise di nascondere il corpo e mentre lo stava facendo, Meriet lo vide e si offrì di proteggerlo. Il padre poi, trovando Meriet accanto al corpo senza vita , lo riportò a casa e lo fece scegliere tra la morte e il monastero per non infangare il nome della famiglia.
Al momento della fuga, Nigel volle tirarsi indietro e Janyn decise di ucciderlo e fuggire da solo a nord.
Quando si fu ripreso dalla ferita, Nigel venne arruolato nell’esercito del re e dovette combattere al nord contro coloro di cui faceva parte fino a poco prima.
Leoric capì finalmente di avere due figli e non solo uno e lasciò tutti i suoi beni a Meriet che si fidanzò con Isouda lasciando la vita monastica ma portando con se dei bei ricordi e un vero amico...fratello Cadfael.
EPISODIO SIGNIFICATIVO: l’episodio più significativo, a mio avviso è quando, il giorno del matrimonio, grazie al piano studiato da Cadfael e Isouda si riesce a incastrare l’assassino, perchè questo episodio rende finalmente chiaro tutto un insieme di eventi che raccontati già in precedenza nel romanzo assumono solo un valore secondario, come ad esempio quando si parla delle terre settentrionali degli Aspley o del viaggio del re a nord.
STILE DELL’AUTORE: l’autore descrive accuratamente i luoghi e le persone che fa interagire tra loro anche con l’utilizzo del discorso diretto, il narratore “principale” è esterno alla storia, ma all’interno del racconto, alcuni personaggi racconatano tramite dei flashback degli episodi o delle situazioni precedenti al periodo in cui si svolgono i fatti (es. La descrizione della radura del carbonaio da parte di Meriet)

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