IL NOME DELLA ROSA: scheda libro

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

SCHEDA BIBLIOGRAFICA:
AUTORE: Umberto Eco
TITOLO: “Il nome della rosa”
EDITORE: Bompiani Tascabili
TRADUTTORE: --
NUMERO PAGINE: 533
ANNO DI PUBBLICAZIONE: maggio 2004
PREZZO: 9.50 euro
LEAD:
Critico, saggista, scrittore di fama internazionale, Umberto Eco è nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932. Nel 1954 si è laureato, all'età di 22 anni, all'Università di Torino. Nel 1956 ha pubblicato Il problema estetico in San Tommaso. Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi, presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze ed infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Dal 1959 al 1975 ha lavorato, presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove impianta una vivace e agguerrita scuola. Negli anni 1976-'77 e 1980-'83 ha diretto l'Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l'Università di Bologna. Dal 1999 è presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici, presso l'Università di Bologna. Nell' ottobre 1980, Umberto Eco si impone sulla scena della letteratura mondiale, fino a divenire lo scrittore italiano più noto nel mondo, grazie all'improvviso e sorprendente successo de Il nome della rosa: romanzo storico-medioevale in cui l'illustre e stimato studioso di estetica e allegoria, narra gli eventi accaduti in un'abbazia (probabilmente dell’Italia settentrionale), nell' arco di sette giorni.
Edito per la prima volta in Italia da Bompiani nel 1980 e più volte ristampato, riscosse da subito un notevole successo di critica e di pubblico, inducendo la riscoperta del genere del romanzo storico, benché possa essergli attribuita la commistione di più generi narrativi (giallo, esoterico, filosofico). Il romanzo ha avuto anche grande successo internazionale, essendo stato tradotto in numerose lingue. Nel 2002 è stato oggetto di un curioso fenomeno, grazie al lancio di un'iniziativa editoriale del quotidiano La Repubblica che lo ha distribuito in oltre un milione di copie.
CONTENUTI:
Il racconto si svolge in un'abbazia benedettina di cui non è noto il nome, gli unici dati che conosciamo ci dicono che si trova sulla dorsale appenninica dell'Italia settentrionale non lontano dal mare. I fatti narrati da un certo Adso da Melk, hanno inizio una mattina di fine novembre nell'anno 1327 e hanno la durata di sette giorni; ciascuna giornata è a sua volta suddivisa secondo le ore liturgiche. Il tempo della vicenda è dichiarato esplicitamente dall'autore mentre riguardo al luogo la collocazione del monastero va dedotta da alcuni elementi presenti nel testo, che peraltro non ci forniscono l'esatta ubicazione del monastero. La maggior parte degli ambienti dell'abbazia viene descritta in modo preciso e dettagliato, così come appare ad Adso, che riporta anche le diverse emozioni che essi suscitano in lui. Scorrono davanti ai nostri occhi architetture e paesaggi medievali: la vita quotidiana di un'abbazia, gli amanuensi al lavoro nello scriptorium, che occupava l'intero secondo piano dell'Edificio, intenti alla trascrizione dei codici, il disegno fantastico dei bassorilievi e i misteri che ruotano intorno ad un labirinto, la biblioteca. I protagonisti della vicenda sono Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk, che vengono aiutati da Severino l'erborista, Nicola il fabbro e inizialmente Bencio da Upsala e Abbone. Questi sono opposti al vecchio Jorge, il cui aiutante è Malachia. L'oggetto del desiderio è rappresentato dal desiderio di scoprire chi è il responsabile della morte di vari monaci; questa indagine porta anche alla ricerca di un manoscritto protetto accuratamente, le cui pagine sono avvelenate; esso è un volume che raccoglie un testo arabo, uno siriano, una interpretazione dell'unica copia del II libro della poetica di Aristotele, che trattava della liceità del riso.
La maggior parte dei personaggi viene inizialmente introdotta da una breve descrizione fisica; successivamente vengono caratterizzati meglio tramite il loro comportamento e le loro azioni. Guglielmo da Baskerville è un uomo alto e magro; ha circa cinquanta anni, ma nonostante questo si muove con inesauribile agilità. Di tanto in tanto passa svariate ore disteso in cella con un’espressione assente negli occhi, tanto da sembrare sotto l'effetto di qualche droga. Egli appartiene all'ordine dei francescani e, dopo essere stato per molti anni inquisitore è stato inviato dall'imperatore a fare da mediatore fra il Papato, l'Impero e l'ordine francescano. E’ in possesso di un sapere enciclopedico, è quindi dotto e sapiente e ciò gli conferisce la facoltà di affrontare ogni situazione con la giusta sagacità e prontezza nell'agire, a cui unisce un grande spirito d'osservazione e un eccellente acume intellettuale, come dimostra nel ricostruire il labirinto della biblioteca da fuori. Adso da Melk, di origini tedesche, è la voce narrante della storia. Durante gli avvenimenti è ancora un giovane ma li racconta quando ha ormai raggiunto un'età avanzata. Egli è un novizio benedettino ed è stato affidato a Guglielmo per avere un maestro che lo istruisca. È molto giovane e per questo ancora ingenuo e inesperto, ma allo stesso tempo voglioso di apprendere dal suo maestro che ammira profondamente e di cui si fida, tanto da farne il suo confessore. Nei sette giorni della vicenda egli matura molto e cresce sia dal punto di vista spirituale che intellettuale, chiarendosi le idee su molti dei fenomeni del tempo, fra cui le eresie e la corruzione della Chiesa. Ma la sua ingenuità lo porta a un momento di debolezza in cui cade nel peccato carnale con una ragazza, questo episodio lo tormenta a lungo e anche da anziano lo ricorda molto bene continuando a esserne sconvolto. Per la sua inesperienza fa spesso domande che chiarificano passaggi più complessi. Il personaggio più misterioso della storia è Jorge, il quale disprezza il riso e gli esseri umani che ridono perché essi si prendono beffe della divinità e si allontanano dalla realtà. Per questo s'impone di tenere segreto il II libro della poetica di Aristotele che giustifica e apprezza il riso; egli causa molti dei delitti che sconvolgono l'abbazia, cospargendo le pagine di quel testo con un potente veleno.
Tutti i personaggi sono per lo più statici. Ognuno ha infatti una precisa funzione all'interno del romanzo e mantiene intatte le proprie idee senza introdurvi cambiamenti. Tutti infatti, da Jorge ad Abbone, sono convinti di possedere l'unica verità. Fa eccezione Adso che si pone in un atteggiamento diverso, egli è infatti disponibile a imparare e a mettere in discussione le proprie idee; grazie a questo matura molto col passare dei giorni ricevendo insegnamenti e esaminando meglio argomenti religiosi (ad esempio le eresie), in generale impara a non fermarsi alle impressioni esteriori.
Il narratore è interno alla storia ed è autodiegetico in quanto è uno dei protagonisti: si tratta infatti di Adso da Melk che, gia vecchio, racconta un episodio della sua giovinezza.
Descrizione dei principali personaggi:
• Guglielmo da Baskerville, francescano, già inquisitore in visita presso il monastero dove si svolge l'azione.
• Adso da Melk (voce narrante), novizio benedettino al seguito di Guglielmo.
• Jorge da Burgos, anziano monaco cieco, profondo conoscitore dei segreti del monastero.
• Ubertino da Casale, anziano francescano spirituale.
• Venanzio da Salvemec, "sapiente di cose greche, devoto di quell'Aristotele che certamente fu "il più saggio tra tutti gli uomini".
• Malachia da Hildesheim, bibliotecario dell'abbazia.
• Berengario da Arundel, aiuto bibliotecario dell'abbazia.
• Severino da Sant'Emmerano, padre erborista.
• Remigio da Varagine, cellario dell'abbazia.
• Salvatore, monaco dal passato oscuro.
• Bernardo Gui, inquisitore dell'ordine domenicano.
COMMENTO:
Affascinante, complicato, vivo. E' un libro che cattura; lascia che il lettore entri nella storia avviando la ricerca della verità come tenta di fare Guglielmo. Notevoli contenuti allegorici (e non potrebbe essere diversamente trattandosi di Eco) rendono difficile la comprensione di alcuni tratti della narrazione; é un' opera che va quindi studiata oltreché letta, e che necessita di letture collaterali riguardanti la storia. In conclusione un libro incredibile, con personaggi seducenti e misteriosi legati da un unico filo composto di magia, mistero e ricerca di verità attraverso la logica.
Anziliero Monica 3°Bs
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