Il mastino dei Baskerville

Materie:Altro
Categoria:Italiano

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Data:09.02.2006
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Testo

Personaggi

SHERLOCK HOLMES_ Eccentrico e, a tratti, velatamente insopportabile, fisicamente presenta una figura atletica. La sua mente adora dare sfoggio della sua abilità, spesso ai danni del prossimo, sfoggiando grandi capacità logiche e incredibile acutezza. Da buon inglese, volutamente stereotipato, Holmes beve tè ad ogni ora. Fuma la pipa e non è per niente mattiniero, ma si dimostra anche brillante uomo d’azione.
IL DOTTOR WATSON_ E’ la voce narrante del racconto. Ammira profondamente il suo amico investigatore e, a tratti, tenta di imitarne i metodi di investigazione. Ogni tanto lascia trasparire una certa frustrazione per non riuscire ad eguagliare Holmes, ma esterna in modo chiaro l’amicizia che lega i due.
IL DOTTOR JAMES MORTIMER_ Esecutore testamentario del defunto sir Charles, si reca da Sherlock Holmes per chiedergli consiglio. E’ lui che confida all’investigatore la leggenda del cane infernale e i suoi sospetti sulla causa della morte dell’amico sir Charles. E’ sempre lui a condurre sir Henry Baskerville alla sua proprietà nella brughiera.
SIR HENRY BASKERVILLE_ Impetuoso e a volte iracondo, è il cliente principale di Sherlock Homes, che ha il compito di proteggerlo da colui che vuole spaventarlo con la leggenda del cane, o addirittura ucciderlo.
JACK STAPLETON_ Naturalista stravagante, vive con la sorella Beryl in una casa nella brughiera. In realtà è lui l’ultimo lontano discendente della dinastia dei Baskerville e Beryl non è sua sorella, ma sua moglie. Al centro di un terreno acquitrinoso ha allevato un cane gigantesco, un incrocio tra un mastino e un bracco, che aveva utilizzato per far morire di paura sir Charles. L’ultima notte della vicenda Stapleton lancia il cane contro sir Henry, ma uditi gli spari di Holmes, era scappato. Nel tentativo di raggiungere la palude, in quella notte nebbiosa, era scivolato nell’acquitrino e annegato.
BERYL STAPLETON_ Moglie dell’assassino, si innamora di Henry Baskerville. L’ultima notte viene legata in soffitta dal marito. Liberata da Holmes, aiuta l’investigatore a rincorrere il marito. Secondo me si potrebbe tranquillamente annoverare tra le vittime dell’assassino: «Sono la mia mente e la mia anima che ha torturato e rovinato. Io avrei potuto sopportare tutto, i maltrattamenti, la solitudine, una vita di inganni, tutto, finché avessi potuto aggrapparmi alla speranza di avere ancora il suo amore, ma adesso so che anche in questo sono stata ingannata e si è servito di me.»
BARRYMORE_ E’ il maggiordomo di Baskerville Hall. La moglie è la sorella dell’evaso nella brughiera. Di nascosto dal padrone lascia vestiti e cibo al cognato.

I luoghi

LA BRUGHIERA_ E’ un luogo tetro e oscuro la cui diabolicità ruota attorno a due fulcri:_ Baskerville Hall e la palude di Grimpen. Baskerville Hall è il punto di riferimento per sir Henry e Watson, Grimpen è quello che si potrebbe definire il centro dell’inferno. Lì Stapleton teneva rinchiuso il mastino –del quale si sentivano i lamenti –e sempre lì l’assassino tenta di rifugiarsi una volta vistosi scoperto.
Si possono riscontrare numerosi altri esempi letterari in cui la palude è un luogo infernale in cui dominano gli aspetti del diabolico o, comunque, su cui grava un’atmosfera di mistero e di morte. Per esempio si potrebbe fare un parallelismo con la Palude della Tristezza de “La Storia Infinita” di Ende, oppure in “Lo Scarabeo d’oro” di Edgard Allan Poe, che sfrutta l’atmosfera della palude per accrescere l’aura di mistero attorno ad un tesoro.
LONDRA_ A differenza di quasi tutti i libri che hanno Sherlock Holmes come protagonista, “Il mastino dei Baskerville” non è ambientato a Londra. Normalmente, infatti, l’investigatore non è un personaggio d’azione, ma di ragionamento e del quale viene messa in evidenza soprattutto l’intelligenza. In questo caso, invece, credo come diretta conseguenza dell’ambientazione in esterni, Holmes si dimostra anche pronto nel momento del pericolo. In questo racconto Watson desidera spesso di trovarsi a Londra e la città è dipinta agli occhi del baronetto come il luogo di salvezza. Si potrebbe quindi definire in netta contrapposizione con la diabolicità della brughiera.

Ambiente Sociale dei Personaggi :
• Sherlock Holmes è un investigatore molto acuto, a cui non sfugge nessun particolare, ride poco, è alto, magro e molto in forma, anche se è un grande fumatore.
• Watson è un dottore che aiuta Holmes nelle indagini, è la sua musa ispiratrice ma le sue osservazioni non sono quasi mai di fondamentale importanza.
• Sir Henry Baskerville è un uomo giovane, sulla trentina, ha un fisico abbastanza atletico, è piuttosto soggetto alle emozioni, è l’ erede del maniero nel Devonshire perché lontano nipote del povero zio Charles morto.
• I signori Barrymore sono due coniugi che svolgono i lavori casalinghi nel maniero. La donna è la sorella di un evaso e il marito ogni due sere porta i viveri al malavitoso nella brughiera (prima di essere scoperto da Watson).
• Stapleton è l’ antagonista, un naturalista. Lui ha comprato il cane e per farlo sembrare fosforescente ed ancora più mostruoso lo dipinge persino con del fosforo; inoltre non è il fratello di Beryl bensì suo marito(dopo varie vicissitudini hanno mutato il loro cognome in Stapleton, sono fuggiti nel Devon e si sono spacciati per fratelli). Questo uomo è deciso a far fuori tutti i membri della famiglia Baskerville in questo modo il castello finirebbe nelle sue mani (dopo varie ricerche Holmes scopre che il suo vero cognome è Baskerville).
• Beryl è la moglie di Stapleton. Ella, stufa di reggere il gioco al marito perfido, manda una lettera scritta con alcuni ritagli del Times a sir Henry per cercare di convincerlo a non recarsi al castello incontro a una morte certa.
• Laura Lyons è una donna che è stata convinta da Stapleton (uomo che lei ama perché non pensa sia già sposato) a dare un appuntamento a Sir Charles davanti al cancello di casa sua. Poi all’ ultimo momento l’ assassino la persuade a non recarsi dal destinatario della sua lettera, così facendo riesce ad uccidere lo zio del nuovo erede, a cui basta vedere il mastino per cadere a terra privo di vita (il suo cuore non è in gran forma). A lei rimane un gran senso di colpa perché pensa che se non gli avesse scritto, o se almeno avesse potuto avvisarlo del suo contrattempo, non sarebbe perito, ma non ha neppure il minimo sospetto su chi possa essere stato a provocare la morte del buon Baskerville.
• Il dottor Mortimer è una persona molto buona, colta, socievole e simpatica. E’ lui che mette al corrente Sherlock della leggenda del mastino e di tutti i fatti ad essa relativi. L’ uomo era inoltre amico e medico di sir Charles ed ora lo è diventato del giovane baronetto. Conosce tutti gli abitanti residenti vicino al maniero fra cui anche Stapleton ma non si immagina che dietro quella figura ci sia una così terribile personalità.
Tematica (gli argomenti e i problemi fondamentali trattati nel libro) : Nel libro non vengono trattate tematiche particolari. L’ autore si limita a descrivere i fatti che si susseguono, i pensieri espressi dai personaggi, tutte le loro tesi e lo svolgersi delle indagini con molta precisione. Il problema fondamentale trattato nel libro è infatti quello della risoluzione della serie di omicidi che avvengono nel Devonshire, così lo scrittore si concentra al massimo su questo punto e lo sviluppa.

Visione del Mondo, della Vita e Ideali evidenziati nell’ opera : Il ‘mondo’ che si presenta ai personaggi nella brughiera è molto cupo e insidioso, monotono e quasi irreale. Il pericolo è sempre in agguato nella landa desolata, nessuno si spinge lontano da casa al buio. Nell’ opera non sono evidenziati particolari ideali: gli investigatori proteggono esclusivamente sir Henry da un pericolo di cui non si conoscono bene né l’ origine né le fattezze, ma con il tempo diventano suoi grandi amici e confidenti. L’ amicizia e l’ aiuto reciproco sono i sentimenti più in evidenza nel libro.

Sintesi di un Episodio particolarmente significativo e motivo per cui lo giudichi tale : Un capitolo che ha suscitato in me molto stupore è stato il 12°, uno degli ultimi, intitolato “ Morte nella Brughiera” .
Watson , una notte, scorge un ombra su di un picco e vuole sapere di cosa si tratta. Così, un pomeriggio, si dirige verso le capanne primitive situate su una collina e in una di esse trova dei segni di vita, dopo di che incontra l’ uomo che aveva visto: Holmes. Egli era andato lì all’ insaputa di tutti, facendosi aiutare da un giovane di Londra: le lettere di Watson gli pervenivano con un giorno di ritardo ma poteva ugualmente, grazie anche alle descrizioni dell’ amico, portare avanti le indagini. Dirigendosi al maniero (ormai era notte e Watson aveva detto ad Henry che sarebbe tornato per cena), sentono un grande ululato e delle urla, corono in direzione dei suoni e trovano un uomo morto. Pensano sia il baronetto perché indossa i suoi vestiti, ma girandolo (ha il viso a terra) vedono che si tratta dell’ evaso. Possiede un vestito del loro protetto poiché sir Henry ne ha donati alcuni vecchi al maggiordomo che, essendo suo cognato, glie li deve avere portati insieme ai viveri (l’ evaso è fratello della signora Barrymore, vive nella landa da quando è fuggito dal carcere, così viene rifornito di viveri e/o abiti ogni due sere dal cognato). Intanto arriva anche Stapleton che chiede cosa è accaduto, ma, sfortunatamente per lui, non è l’erede tanto invidiato ad essere finito male. Arrivati al maniero cenano e raccontano tutto l’ accaduto, preparando un piano d’azione per il giorno successivo (hanno capito che è il naturalista l’ assassino).

Analisi dello stile dell’ Autore : L’ autore ha uno stile molto particolare, infatti è parte integrante delle indagini perché è Watson. Il libro è come una specie di diario su cui il dottore scrive tutte le sue scoperte, i suoi pensieri, le sue constatazioni. Nell’ opera sono presenti minuziose descrizioni dei luoghi, delle persone, delle sensazioni provate non solo dall’ autore, ma anche dagli altri personaggi. Non si tratta però di semplici parole che annoiano, anzi, Conan Doyle mi ha fatto sentire quasi partecipe dei fatti che si susseguivano.

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