Il giro di vite

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:04.05.2006
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Testo

Il giro di vite di Henry James è una “ghost story” ambientata nel IXX secolo.
Douglas racconta ad un gruppo di amici la storia di una giovane istitutrice, che si reca in una grande villa nelle campagne di Londra, precisamente a Bly, per istruire due bambini: Miles e Flora, che vivono con lo zio dopo la morte dei genitori e con loro la signora Grose e tutta la servitù.
Purtroppo lo zio si deve assentare spesso e per molti giorni, ecco spiegato il motivo dell’assunzione della maestra, la quale non avrebbe dovuto disturbare il signore per nessun motivo ma al contrario sbrigare tutte le faccende da sola.
La giovane donna appena arrivata alla villa è accolta dalla signora Grose, che si dimostra subito aperta e gentile e poco dopo da Flora, una bambina bellissima con i capelli biondi, gli occhi azzurri e un carattere molto dolce; Miles arriverà dopo essere stato espulso dal collegio.
I primi giorni a Bly passano stupendamente, anche perché i bambini si dimostrano molto bravi ed educati e la maestra non può che chiedersi come mai ci siano state così tante altre istitutrici prima di lei e perché il ragazzino sia stato espulso dalla scuola.
In seguito però si manifestano avvenimenti molto strani…
Una sera, infatti, mentre passeggiava nel parco della villa, l’istitutrice nota qualcuno sulla torre, un uomo che non aveva mai visto prima e che la fissava intensamente, poco dopo però lo sconosciuto scompare senza lasciare traccia.
La donna lo rivede qualche giorno dopo con la faccia schiacciata contro la finestra della sala ma quando corre fuori per capire chi possa essere, lui non c’è già più.
Allora la maestra decide di confidarsi con la signora Grose, la quale, dopo aver sentito la descrizione dell’uomo, capisce subito che si tratta di Peter Quint, un domestico morto anni addietro.
L’istitutrice comincia a preoccuparsi seriamente perché se Quint è morto, vuol dire che quello che ha visto è un fantasma!
Poco tempo dopo, mentre è al laghetto con Flora, la maestra nota una donna vestita di nero sull’altra sponda e anche questa volta la signora Grose le risponde che si tratta di una persona morta da tempo, ovvero la vecchia istitutrice Jessel.
Il tempo passa e le apparizioni si succedono, ormai l’istitutrice non ha più paura ed è intenzionata a scoprire cosa vogliono quei fantasmi e a proteggere i bambini a cui è molto affezionata.
In effetti, una cosa la capisce: la signorina Jessel è alla ricerca di Flora, mentre Quint di Miles.
Un giorno però la donna perde di vista Flora e la ritrova in giardino che coglie dei fiori mentre la signorina Jessel la osserva dal lago.
A questo punto l’istitutrice chiede alla bambina se riesce a vedere il fantasma ma lei comincia a piangere e negare, dicendo di non volerla più rivedere.
Così dopo qualche giorno la signora Grose e Flora partono lasciando soli Miles e la maestra.
In solitudine, l’istitutrice inizia a tempestare il bambino di domande e finalmente un giorno riesce a farlo confessare ma proprio in quel momento alla finestra appare Quint e Miles comincia ad urlare e a piangere, così la donna lo abbraccia per proteggerlo ma ormai è tardi, perché il suo cuore si è già fermato.
Il racconto è a focalizzazione “zero” ed il narratore principale e onnisciente è Douglas.
L’istitutrice, la signora Grose e i bambini sono personaggi dinamici, mentre i due fantasmi sono statici, perché hanno lo stesso obiettivo sino alla fine, anche se solo Quint riuscirà a portarlo a termine.
La tecnica sicuramente più usata è quella della suspence: lunghi momenti di “stallo”, creati appositamente per aumentare la paura del lettore.
Lo spazio è principalmente quello dell’interno della villa a Bly e del giardino esterno, dato che i personaggi si avventureranno al massimo fino al laghetto lì vicino o alla chiesa.
Il tempo è invece quello della Londra di fine ‘800, non passa quasi nulla dal tempo della narrazione e quello in cui vive il narratore quando scrive.
Si può dire tutto di questo racconto, tranne che sia verosimile, visto che i fantasmi al giorno d’oggi sono considerati fantasie dalla scienza.
Personalmente, questo libro non ha suscitato in me una grande passione, l’ho semplicemente letto sino alla fine aspettando una spiegazione a tutte le mie domande che poi non è arrivata, una vera delusione.
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