Il giorno della civetta di Sciascia

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

LAURA GARAVAGLIA

1. INFORMAZIONI GENERALI
a) nome dell’autore: Leonardo Sciascia
b) titolo dell’opera: Il giorno della civetta
c) luogo e data di pubblicazione: 1961
d) notizie sull’autore: Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto nel 1921. Insegna nelle scuole elementari fino al 1957 e da questa esperienza trae lo spunto per il primo romanzo, Le parrocchie di Regalpietra (1956), che rappresenta con realismo aggressivo le contraddizioni più stridenti della società siciliana. Dopo i racconti Gli zii di Sicilia (1958) e i romanzi Il consiglio d’Egitto (1963) e Morte dell’inquisitore (1964), Sciascia affronta il tema della mafia in alcune tra le sue opere più mature: Il giorno della civetta (1961) portato sullo schermo da D.Damiani nel 1968, L’onorevole (1965) e A ciascuno il suo (1966). Il procedimento di romanzo giallo caratterizza anche Il contesto (1971) e Todo modo. A La scomparsa di Majorana fanno seguito I pugnalatori (1976), Candido ovvero Un sogno fatto in Sicilia (1977) I Pamphlet, L’affaire Moro (1978) Nero su Nero e il libro-intervista La Sicilia come metafora, Kermesse (1982) raccolta di storie incentrate sui detti siciliani, La sentenza memorabile (1983) la raccolta saggistica Cruciverba (1983) e il repertorio di locuzioni siciliane Occhio di capra (1984). Del 1988 è il romanzo Il cavaliere e la morte, seguito da Una storia semplice (1989). A Sciascia si devono anche acuti saggi letterari (Pirandello e la Sicilia, 1961; La corda pazza, 1971) e tre testi teatrali riuniti in volume nel 1976: L’onorevole – Recitazione della controversia liparitana – I mafiosi. Muore nel 1989 a Palermo.
e) genere dell’opera: romanzo giallo
2. GLI ELEMENTI DELLA STORIA
2.1 tempo
a-b) Le vicende narrate sono collocate in un tempo storico indeterminato poiché l’autore non ci fornisce il periodo in cui si svolge la storia; tuttavia si presume che sia intorno al 1960 poiché viene messa in rilievo l’epoca della mafia che caratterizza lo svolgersi dei fatti e il comportamento dei personaggi.
2.2 ambiente
a-b) Le vicende della storia si svolgono principalmente in alcuni paesini in provincia di Siracusa, dei quali l’autore fornisce solo le iniziali B.,C. ed S.
Contemplate sono altre tre importanti città: Roma, Palermo e Parma.
2.3 personaggi
Il capitano Bellodi: protagonista giovane, alto e di colorito chiaro con una particolare caratteristica, quella di mangiarsi le “s” delle parole pronunciate. Originario di Parma, per tradizione famigliare repubblicano, è in Sicilia a causa del suo lavoro. Malgrado la pericolosità e le avversità del luogo, non desiste e compie il suo lavoro imparzialmente come probabilmente qualcun altro avrebbe fatto al suo posto, ma al contrario indaga a fondo. Quindi risulta essere tenace costante, ma anche calmo.
Salvatore Colasberna: presidente della cooperativa edilizia Santa Fara.
Giuseppe Colasberna: socio e fratello di Salvatore.
Calogero Dibella: soprannominato Parrinieddu che vuol dire, in siciliano,piccolo prete, a causa del dono della parola sciolta e della sua ipocrisia.
Fu un ladro di pecore nell’immediato dopoguerra, per diventare poi l’esattore di alcuni usurai: il fatto che fosse stato in galera alcune volte era il suo punto di forza, su cui si basava la sua abilità nel riscuotere. L’unico indizio psicologico che ci dà l’autore sta nella sua reazione durante l’interrogatorio con il capitano e più in generale un aspetto quasi dominante del suo carattere: la paura.
Rosario Pizzucco: uomo-intermediario nell’omicidio di Salvatore Colasberna fra don Mariano Arena e il Marchica.
Don Mariano Arena:considerato da tutti una persona onesta e perbene a causa della sua importanza in campo politico e del suo coinvolgimento in oneste e caritatevoli attività parrocchiali; in verità è il mandante dell’omicidio Colasberna e dirige sapientemente e a volte ferocemente, la mafia regionale
Diego Marchica: ha incominciato la sua “carriera” a diciotto anni, arrestato e assolto più volte per insufficienza di prove, si è macchiato di molti delitti. È definito delinquente abilissimo ed accorto, sicario di assoluta fiducia.
Paolo Nicolosi: di cui sappiamo solo che è di mestiere potatore, domiciliato e residente a S., scomparso nel nulla.
La moglie di Nicolosi: è una donna dai capelli castani e gli occhi neri, ha il volto delicato e sereno ma un sorriso malizioso sulle labbra. Sarà poi ingiustamente accusata dell’omicidio del marito.
Il brigadiere D’Antona: collega e amico del capitano Bellodi.
Inoltre compaiono anche i soci della cooperativa edilizia Santa Fara, i quali vengono soltanto nominati e non ricoprono nessun ruolo importante nella narrazione.
2.4 trama
Il romanzo “Il Giorno Della Civetta”, descrive le indagini riguardo ad un omicidio, accaduto in Sicilia, dove tutta la storia è ambientata.
Il protagonista è un ufficiale dei carabinieri, il parmense capitano Bellodi di stanza in Sicilia, che crede nei valori di una società moderna e democratica, ancora molto lontani dalla corrotta Sicilia.
Questi segue il caso dell’omicidio di un imprenditore edile, Salvatore Colasberna, morto per non aver ceduto alle minacce della mafia, e della scomparsa di un giardiniere, Paolo Nicolosi, residente vicino al luogo dell’omicidio e coinvolto accidentalmente in esso.
Attraverso le testimonianze dei presenti e soprattutto attraverso l’aiuto fornitogli da un confidente, che successivamente verrà punito con la morte per la sua testimonianza, il capitano Bellodi riuscirà ad arrivare agli assassini e al loro mandante un insospettabile, potente e rispettato uomo politico don Mariano Arena che subito verranno arrestati e fatti confessare.
Purtroppo però la storia si conclude con la vittoria dell’ingiustizia, perché i colpevoli coperti da finti alibi e da persone molto potenti, verranno scarcerati e il capitano costretto ad arrendersi si allontanerà definitivamente dalla Sicilia ritornando nella sua città natale, Parma.
3 TECNICHE NARRATIVE E STILISTICHE
3.1 la rappresentazione del tempo
a-b)La durata delle vicende raccontate si protrae per un periodo di tempo piuttosto prolungato anche se non precisato dall’autore.
Inoltre il romanzo è caratterizzato dalla presenza di alcuni sommari, flashback, poche ellissi e numerose digressioni, molto spesso infatti l’autore decide di interrompere la narrazione per introdurre soprattutto particolareggiate descrizioni di paesaggi. Nonostante ciò la tecnica più utilizzata è la scena, nei vari dialoghi e interrogatori. Da ciò possiamo dedurre che il ritmo narrativo è molto lento, anche se qualche volta viene velocizzato da sommari ed ellissi.
3.2 la rappresentazione dello spazio
a-b-c)Lo spazio descritto da Sciascia nel testo, oltre ad essere reale non ha la funzione di semplice fondale ma influisce in maniera determinante oltre che sullo svolgersi delle vicende anche sulle scelte del protagonista.
3.3 la costruzione dei personaggi
a-b)I personaggi nel romanzo vengo tutti presentati dal narratore che è esterno alle vicende e li presenta in modo diretto, descivendoli sia dal punto di vista psicologico si evidenziando le loro più significative caratteristiche, come per il Capitano Bellodi, la cui caratteristica è quella di “mangiarsi” le “s”.
c-d)Sono prevalentemente statici e si possono distinguere in due gruppi; personaggi principali e secondari. Appartenenti al primo gruppo sicuramente il capitano Bellodi, Rosario Pizzuco, Don Mariano Arena, Diego Marchica e Calogero Dibella. Tra i personaggi secondari possiamo invece contemplare Giuseppe Colasberna, Paolo Nicolosi e sua moglie ed il brigadiere D’Antona.
3.4 il punto di vista
a)Il narratore è esterno alla storia ed è un narratore palese poiché a volte interviene nel corso dello svolgersi delle vicende fornendo spiegazioni e delucidazioni.
b) Il punto di vista è a focalizzazione zero, conseguentemente il narratore è esterno alla storia e onnisciente,ovvero conosce tutto dei suoi personaggi anche i loro sentimenti ed i pensieri più segreti.
3.5 modulo narrativo
a)Nel testo sono presenti diversi tipi di moduli narrativi. In particolare prevale il discorso diretto, ovvero i dialoghi fra i vari personaggi.
3.6 le scelte linguistiche e stilistiche
a-b) All’interno del testo è possibile rilevare la presenza di elementi lessicali caratteristici, in particolare l’utilizzo di numerosi vocaboli appartenenti al dialetto siciliano.
Nel testo prevale una costruzione di tipo ipotattico e perciò basata sull’utilizzo di numerose subordinate che rendono il discorso più fluido, meno frammentato, ma allo stesso tempo più difficile e complicato da comprendere.
L’autore ha poi deciso di rappresentare le vicende attraverso un registro linguistico formale e oggettivo.
4.FUNZIONE DEL TESTO
a-b)In questo libro l’autore vuole evidenziare uno dei maggiori problemi che ha caratterizzato e ancora in parte caratterizza l’Italia meridionale: la mafia.
Infatti lo stesso scrittore che ha vissuto in stretto contatto con questa realtà ci mostra, attraverso le vicende del Capitano Bellodi, come sia impossibile combatterla e sconfiggerla perché anche le persone insospettabili e apparentemente oneste, molto spesso sono coinvolte.
5.VALUTAZIONE
a-b-c-d)Personalmente ho trovato “Il giorno della civetta” un po’ noioso perché pur essendo un giallo non è molto avvincente. Però pur se monotono è un libro significativo che mi ha lasciato riflettere molto sulle condizioni di disagio della gente siciliana che ogni giorno convive con la mafia.
Questo fenomeno di cui si parla molto spesso anche al giorno d’oggi sui giornali o alla televisione, però non ci deve far pensare solo alla Sicilia perché purtroppo la malavita e le organizzazioni delinquenziali sono diffuse anche in altre parti dell’Italia.
In questo romanzo il personaggio che più mi ha colpito è senza dubbio il capitano Bellodi che adempie al suo dovere pur mettendo la sua vita in pericolo, al contrario di molti altri persone che per timore o superficialità non collaborano alle indagini anche se in gioco ci sono le vite di molte persone.
Secondo me una nota di riguardo dovrebbe andare anche all’autore che ha avuto il coraggio di scrivere un libro su un tema così delicato, considerando poi che è stato pubblicato intorno al 1961, epoca di dominio mafioso.
Per queste motivazioni consiglierei la lettura di questo libro ai miei amici solo come approfondimento a scopo educativo e sicuramente non per personale diletto.

Esempio



  


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