il giocato-Dostoevskij

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:12.06.2006
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Testo

Valentina Carboni, 4aB-ling.
Scheda di Lettura
Titolo: “Il giocatore”, titolo originale “Igrok”
Autore: Fëdor Michailovič Dostoevskij
Editore (casa editrice): Demetra

Cenni biografici dell’autore: Fëdor Michailovič Dostoevskij nasce il 30 settembre 1821 a Mosca. È il secondo di sette figli. La sua infanzia, dominata dalla presenza paterna, non è felice, anche perché il ragazzo è dotato di un animo molto sensibile. Quando muore la madre, la famiglia si divide: Fëdor e il fratello maggiore vengono mandati alla Scuola di Ingegneria per terminare gli studi. Due anni dopo viene assassinato il padre, ormai alcolizzato, da un gruppo di servi esasperati dalle sue prepotenze. Questa morte violenta segna molto Dostoevskij, che viene colpito da un attacco di epilessia, malattia che lo perseguiterà per tutta la vita. La morte e il carattere del padre gli ispireranno il personaggio Fëdor Karamasov, padre de I fratelli Karamasov. Lasciati gli studi, viene distaccato a Pietroburgo come cartografo. L’impiego non gli piace ed è mal retribuito. È divorato dalle passioni del gioco, che gli crea continui problemi con creditori e usurai. Nel 1844 si congeda e decide di diventare scrittore a tempo pieno. Comincia come traduttore e intanto scrive il suo primo racconto lungo, Povera gente, opera che attira l’attenzione di un grande poeta e scrittore, Nekrasov. Da questo momento in poi frequenta vari circoli letterali e politico-sociali, entra così a far parte del mondo intellettuale russo. Nel 1849 è arrestato è rinchiuso nella fortezza di Pietro e Paolo a Pietroburgo per aver preso parte a una società segreta. È condannato alla fucilazione, ma una disposizione dello Zar salva in extremis i condannati e la pena è tramutata nella deportazione in Siberia. Tutto ciò è raccontato ne L’idiota. Dopo quattro anni di carcere viene inviato in un lontano governatorato nella steppa. Qui conosce la sua prima moglie e scrive Memorie di una casa di morti, opera autobiografica in cui descrive la sua esperienza in carcere. Nel 1859 può tornare a Pietroburgo, sorvegliato però dalla polizia segreta. Inizia a collaborare con Il Tempo, fondata dal fratello, un mensile di orientamento moderato che tratta di letteratura, filosofia, finanza ed economia. Nel 1862 compie il suo primo viaggio all’estero: visita quasi tutta l’Europa e, poco interessato ai monumenti, ma attratto dalle persone e dalla gente, resta profondamente disgustato dalla mentalità borghese europea. L’anno successivo, 1863, in seguito alla rivolta polacca, parecchie riviste vengono chiuse e tra queste anche Il Tempo. Dostoevskij riparte per l’estero, all’inseguimento di una donna di cui è innamorato. La relazione con questa donna è molto irrequieta e l’amore contrastato, unito alla folle passione per il gioco d’azzardo, oltre che caratterizzare questo suo soggiorno all’estero sono anche i temi del racconto Il giocatore. Nel 1964, in pochi mesi muoiono la moglie, a cui era molto affezionato, il fratello e un carissimo amico. Depresso, oppresso dai debiti, decide di ripartire per l’estero, dopo essersi nuovamente risposato con la stenografa che lo aiutò a scrivere Il giocatore. Rimarrà all’estero per quattro anni. Dal 1871 al 1881 pubblica le sue più grandi opere: I demoni (1871), L’adolescente (1875). Nel 1878 comincia la stesura del suo ultimo capolavoro, I fratelli Karamasov, che terminerà due anni dopo, prima di essere stroncato dall’enfisema polmonare che lo affliggeva gia da tempo. Muore il 28 gennaio 1881: una folla incredibile parteciperà ai suoi funerali, conferma della sua grande fama di cui gode ora in patria.

Argomento (trama): il racconto si svolge, nella sua maggior parte, a Roulettenburg, città termale tedesca ma anche città di casinò, ed è narrato dal protagonista, il giovane precettore Aleksej Ivanovič, che vive con la famiglia di un generale ed è innamorato della figliastra di questi, Polina. Il generale, pieno di debiti e innamorato di M.lle Blanche, che sta affianco a lui solo per interesse, porta la propria famiglia alla rovina: gioca d’azzardo e sperando il più presto possibile nell’eredità della ormai vecchia nonna morente, ipoteca tutti sui beni all’usuraio francese De Grieux, con il quale Polina si è fidanzata, e continua a chiedergli prestiti. La situazione si fa ancora più disastrosa del solito quando giunge a Roulettenburg la vecchia nonna, al posto del tanto atteso telegramma di risposta che annunciasse la morte di questa. La nonna, venuta a conoscenza che nella piccola cittadina tedesca esisteva un luogo, chiamato casinò, dove si vince denaro giocando alla roulette, decide subito di tentare fortuna, non sapendo però come si giocasse. Dunque anche lei, come tutta al sua famiglia, si fa contagiare dalla passione del gioco: inizialmente sembra andare tutto per il meglio, poi, volendo ritentare la fortuna, stavolta le va male, tanto che perde migliaia di rubli. Sfumato il desiderio di avere nelle proprie mani l’eredità della nonna, entrambi i francesi, M.lle Blanche e De Grieux, si staccano dalla ormai rovinata famiglia del generale. De Grieux, in una lettera, fa sapere a Polina che le ha condonato cinquantamila franchi sulle ipoteche; ma questa, offesa e umiliata, decide di volersi procurare quella somma per «sbattergliela in faccia». Per aiutarla Aleksej gioca e vince una somma enorme, duemila fiorini, ma Polina, che in segreto lo ha sempre amato, rifiuta sconvolta il suo dono e si rifugia dall’inglese Mister Astley, che si prenderà cura di lei, portandola con sé in Inghilterra, dove vivrà per un breve periodo insieme alla sorella e alla madre di questo, per poi trasferirsi in Svizzera. Aleksej, nel quale l’esaltazione per il denaro e per il gioco ha offuscato il suo amore per Polina, parte per Parigi insieme a M.lle Blanche, dove sperpererà molto in fretta la sua vincita. I due vengono poi raggiunti dal generale e a questo punto avviene il matrimonio fra questi e M.lle Blanche, che si prenderà cura di lui fino alla morte. Nel finale Aleksej è ormai preso dalla passione per il gioco, rovinato, dopo che per circa un anno e mezzo ha fatto un qualunque mestiere per guadagnarsi da vivere, vagabondando da una casa da gioco all’altra. Incontra Mister Astley in un parco di Homburg, incaricato questo da Polina di avere sue notizie, e in un’ultima chiacchiera con lui, Aleksej viene a sapere che la ragazza lo ha sempre amato e, afflitto, rivela la speranza, forse vana, che saprà rinascere e «…domani tutto finirà!».

Personaggi (principali) e i loro tratti psicologici caratteristici:
• Aleksej Ivanovič: narratore-protagonista del racconto; ama Polina, ma come e perché la amasse non lo sapeva nemmeno lui, e fino all’ultimo capitolo del libro è della certezza di non avere speranze con la ragazza, infatti davanti a Polina, davanti ai suoi occhi si considerava una nullità. Quando chiacchierano, gli piace sempre guardarla negli occhi se lei gli si blocca di colpo davanti e gli piace provocare spesso in lei la sua ira. Dice sempre tutto quello che gli passa per la testa e a volte fa domande molto dirette. Si capisce fin dall’inizio che il giocatore sarà lui, è destino, ma al principio è solo un “novellino”: non è mai stato in un casinò, non conosce le regole del gioco, l’atmosfera che regna tra i tavoli con la roulette gli è totalmente estranea, tutto gli sembra sporco. Solo quando comincia a giocare per conto di Polina, la sua amata, e puntando secondo come gli ordinava la nonna, anche per lui la roulette è la sua unica vera via d’uscita e di salvezza, diventa indispensabile vincere , visto che ne è fanaticamente convinto. La sua convinzione aumenta quando conta il tanto denaro vinto durante una giocata in piena notte e il suo amore passa, quindi, in secondo piano: dunque è un vero giocatore.
• La Nonna, Antonida Vasil’evna Taraseviča: la sua figura era austera, diritta, dall’aspetto imperioso e potente, lo sguardo un po’ altero e con aria di sfida, tanto da avere il rispetto da tutti ed essere considerata une russe, une comtesse, grande dame, grande duchesse. Prima di entrarci non conosceva il casinò e guardava tutto ciò che apparteneva a quel luogo con curiosità “selvaggia”. Perché una donna tanto anziana, malata e invalida, mostrava così tanto interesse per la roulette e per il gioco? Sta di fatto che con l’entrata al casinò della nonna, il vero “giocatore”, solo con lei, arrivano il vero piacere del gioco, la suspance, la tensione, il fiato sospeso in attesa dell’annuncio del croupier. In soli due giorni, puntando a caso cifre che mai avrei immaginato, da capogiro, ha tenuto con il fiato sospeso per intere pagine. La nonna, imprevedibile e folle, durante il gioco è tesa e nervosa quando gira la pallina sulla roulette, felice, fin troppo, se vince, depressa se perde, ma subito pronta a sfidare nuovamente la fortuna appena si riaprono le puntate, tanto che il suo comportamento diventa, spontaneamente, esageratamente egocentrico. Quando è lei dietro il tavolo da gioco il racconto diventa più coinvolgente, frenetico, pressante: si respira la vera tensione del gioco d’azzardo. Dostoevskij dice che la roulette è stata inventata per i russi, è tipicamente russa perché richiede carattere portato agli eccessi, generoso, passionale, e, chi meglio della Nonna raffigura la vera anima russa per il gioco d’azzardo? Nessuno, logico.
• Polina Aleksandrovna: la sua vanità e il suo tanto orgoglio la portano alla pazzia, alla disperazione. La ragazza è, però, anche sensibile, ma finge di essere forte per non dare a vedere i sui sentimenti nei confronti di Aleksej, che mette spesso alla prova con freddezza per non fargli notare i suoi interessi per lui. Tenendosi distante dalla situazione disastrosa della famiglia, sembra non sappia niente di quello che le accade intorno e invece sa, anche troppo.
• Mister Astley: amico della famiglia del generale. Inglese, timido fino alla stupidità, per il resto calmo, simpatico e affidabile; il tipico uomo che si innamora facilmente, infatti, come il nostro protagonista, è innamorato di Polina. Riservato e corretto, si teneva spesso in disparte; parla spesso in modo estremamente sconnesso. È affezionato al nostro protagonista, Aleksej.
• Generale: come gioca il generale al casinò? Come tutti i gentleman, si avvicina al tavolo con aria importante e imponente e, quando finisce il gioco, si allontana da questo con un immenso sorriso stampato in bocca sia che vinca sia che perda. Parlava sempre dall’alto in basso, da superiore, ma quando comincia a parlare di qualcosa che supera i limiti di un normale e comune discorso, non termina mai la frase che stava finendo di dire. All’inizio del racconto è visto e considerato come un grande signore, ricco sfondato, ma più verrà abbandonato, sommerso di debiti e contagiato dalla passione per il gioco e per M.lle Blanche, più diventerà pazzo e andrà in rovina, soprattutto quando la donna lo lascia per ritornare in Francia.
• M.lle Blanche: priva di qualsiasi istruzione, per niente intelligente, anzi forse un poco, ma solo nel capo in cui è presente profumo di affari e di denaro. È però sospettosa e furba; ha alle spalle una vita non sicuramente priva di avventure. Si veste sempre per fare effetto, in modo sfarzoso, vistoso, ma anche con grande gusto. Sta insieme al generale solo per interesse, aspettando la morte della nonna per incassare anche lei una parte dell’eredità, e aspettando ancora la morte del generale per possedere, non una parte ma, tutta l’eredità, per poter aumentare il suo capitale venuto ad avere con situazioni simili a questa: dopo essere andata in rovina una volta, si è rifatta la vita sempre con uomini dell’alta società, che, nemmeno passa molto tempo, “evaporano” e lei incassa il loro capitale, che poi presta a interesse.
• De Grieux: è più che sicuro che non appartiene all’alta società, è legato al generale per affari, infatti è l’usuraio personale del generale. In generale si comporta in modo molto, anche troppo, altezzoso. Si intromette solo nelle cose più importanti, soprattutto quando sente nell’aria che si tratta di denaro che può essere in mani sbagliate e non nelle sue. Come tutti i francesi, è allegro e affidabile quando serve, e noioso e insopportabile quando non è necessario essere allegri e affidabili…sebbene i russi giocasse molto al casinò, tuttavia per lui, non erano affatto capaci di giocare. Tratta tutti con non curanza e superiorità.

Dinamiche relazionali:
Il gioco è il tema portante del romanzo. Il racconto gira intorno al narratore-protagonista, che, appunto, narra ciò che accade nella famiglia del generale e intorno a lui. Un altro personaggio molto interessante, su cui ruotano i primi dodici capitoli del libro, è la nonna: la sua tanto attesa morte e il tanto atteso telegramma che annunci questa “bella” notizia, la sua morte, mettono suspance al racconto. Poi ogni personaggio singolo ha un proprio rapporto che lo lega a qualche altro personaggio. Tutta l’attenzione è posta nell’eredità: arriva l’eredità della nonna e, il genere si sposa con M.lle Blanche, Polina diventa “libera” e De Grieux sparirà non appena gli saranno restituiti i soldi che aveva prestato al generale, dopotutto aspetta solo quelli. L’atteggiamento che fra loro hanno il marchese De Grieux e M.lle Blanche fa subito pensare a “qui gatta ci cova”, uno dei tanti motivi è la loro molto dubitata parentela e la loro precedente vita prima di entrare nella famiglia del generale. Il rapporto fra il francese De Grieux e Polina, anche se fidanzati per motivi economici e di affari fino a quando il marchese abbandona la famiglia del generale, il loro rapporto è sempre stato un enigma fin dall’inizio: in lei c’era un deciso odio e anche disprezzo nei confronti di lui, e lui non la guardava nemmeno, tanto che arrivava ad essere persino scortese con lei. Polina, secondo Aleksej, non cerca di nascondergli la sua repulsione nei suoi confronti, eppure non gli nasconde nemmeno che lui le serve per qualcosa, dunque per questo motivo deve interessarsi a lui. Tra loro si sono stabiliti degli strani rapporti, incomprensibili. Lei sa che Aleksej la ama alla follia (anche lei è da sempre innamorata di Aleksej, ma si scoprirà solo alla fine del racconto), gli permette di parlargli delle sue passioni, tuttavia non gli ha mostrato altro che il suo disprezzo. La ragazza ha sempre parlato ad Aleksej dei suoi affari privati e dei suoi problemi, anche se non sempre è stata sincera. Se necessario lo usa per i suoi scopi e per fargli svolgere commissioni, e non lo ha mai tranquillizzato se lui si preoccupava per lei. Fino a quando Aleksej non vince quella somma vertiginosa, M.lle Blanche si è sempre comportata con lui con un’esagerata indifferenza, non rispondeva agli inchini, semplicemente non si accorgeva di lui.

Considerazioni personali sulla lettura e sul libro: Non posso non dire che non mi sia piaciuto il libro, ma mi aspettavo un diverso finale: speravo in un ultimo incontro tra Aleksej e Polina, che non è accaduto. Per tutto il resto, sono stata più che soddisfatta di venire a conoscenza che esiste un così bel libro. Quel che più mi ha coinvolto nella lettura è quando entrati al casinò, si comincia a giocare ai tavoli, alla roulette: proprio le parti che descrivono in modo così particolareggiato il gioco mi hanno rapito, tanto da sembrare che mi trovassi proprio dentro il casinò, ma stavo solo a guardare lo svolgimento dei fatti, senza giocare…altrimenti avrei sicuramente perso quei pochi soldi che possedevo. E chi più della nonna è riuscita a coinvolgermi in modo impressionante? Nessuno. Proprio lei, una vecchietta settantenne, più morente che viva, appena gioca alla roulette per la sua prima volta, riesce a trasmettermi tutte le sensazioni che agitano un vero giocatore. Non a caso è una donna russa, e la roulette, come afferma l’autore, è adatta solo ai russi, i giocatori per eccellenza. Forse il tanto coinvolgimento che mi ha creato il libro durante la lettura è perché anch’io sono un vero giocatore… Si, credo di essere anch’io un vero giocatore… Devo solo credere in questa mia convinzione…

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