Il doppio uomo che c'era in petrarca e il corpo di laura

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Categoria:Italiano

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Testo

IL “DOPPIO UOMO CHE ERA IN FRANCESCO”
E IL CORPO DI LAURA
Nel sonetto di Petrarca abbiamo un dissidio tra l’opposizione dei valori della civiltà cortese e stilnovistica e quelli cristiani, infatti da una parte troviamo l’esaltazione dell’amore e dall’altra il richiamo sulla meditazione su ogni richiamo terreno.
L’amore non è presentato come un mezzo di elevazione al divino, ma un errore e un senso di colpa per Tetrarca che mira al soddisfacimento dei suoi desideri.
Questo si ha perché l’autore vive in una civiltà in cui si è molto attaccati ai beni terreni e materiali, tanto che sono quasi vitali.
Come sostiene Agostino, Petrarca crede di avere amato l’anima di Laura, in realtà ha amato il suo corpo e ha ammirato la sua bellezza.
Laura ha una funzione negativa nei confronti di Francesco che si ritiene come un disgraziato.
Dopo di che Francesco ammette di avere amato sia il corpo che l’anima, valori che convivono assieme al contrario del Medioevo che erano ritenuti antitetici.
Grazie alla confusione tra l’amore per l’anima e per il corpo e la concretezza fisica della donna, Laura è una figura rappresentata in modo diverso dal Stil novo, anche se mantiene alcuni tratti stilnovistici quali la soavità e la grazia leggera della donna-angelo.
Nell’opera Laura viene descritta solo in alcuni suoi particolari che non sono di tipo allegorico, e risponde al modello estetico medievale.
Una dimensione nuova è l’invecchiamento, infatti la donna non è più giovane ma continua a piacere a Francesco.
In “Chiare, fresche et dolci acque” si ha quasi una corrispondenza e un rapporto con la natura.
La passione per Laura diventa una presenza mentale ossessiva che si manifesta nella disseminazione delle parvenze della donna nella natura.
Anche dopo la sua morte, Tetrarca continua ad amarla e deve essere consolato da Laura stessa, e nonostante la sua morte l’autore vede in lei gli stessi attributi che sono indeterminati.
Il poeta rappresenta gli effetti della passione, del desiderio che sono provocati nel suo animo, e Laura si trasforma in un immagine simbolica, un archetipo dove non è una donna, ma è la donna.

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