IL DECADENTISMO

Materie:Appunti
Categoria:Italiano

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Testo

IL DECADENTISMO
Sul finire dell’ottocento in Francia si sviluppa una corrente artistico-letteraria sotto il nome di decadentismo, nata come reazione al positivismo. L’ideologia alla base del decadentismo è l’irrazionalismo. L’artista decadente ritiene che la scienza non sia capace di dare una spiegazione alla complessa realtà: l’essenza del reale si trova infatti al di là delle cose, in una dimensione misteriosa ed enigmatica, con la quale è possibile entrare in contatto attraverso illuminazioni e folgorazioni momentanee o, comunque, attraverso stati abnormi della coscienza. Solo attraverso l’irrazionalità, l’uomo può attingere alla realtà vera, che è sommersa, è nascosta in profondità e si nasconde dietro l’aspetto apparente, la realtà apparente. Ci sono quindi due realtà, quella vera che è difficile da penetrare, e quella apparente, che è quella dei simboli. La realtà vera si cela dietro questi simboli, che solo il poeta può comprendere. I poeti, grazie alle loro doti, cercano di far capire la vera realtà, di svelare ciò che si cela dietro i simboli. Poiché la realtà è fatta di simboli, solo attraverso situazioni irrazionali la si può conoscere e sono privilegiati gli stati di alterazione della coscienza. Nel decadentismo si parla di poeta veggente: è colui che riesce a decodificare i simboli, è come un mago che riesce a penetrare il mistero del mondo e della natura. Da questi principi sono nate molte mode letterarie e di costume, come l’estetismo: difatti il decadentismo ha aspirazioni aristocratiche che si esprimono nel gusto estetizzante. Sul piano artistico l’estetismo si traduce nella ricerca di raffinatezza esasperata. L’idea della superiorità assoluta dell’esperienza estetica, induce l’artista a tentare di trasformare la vita stessa in opera d’arte, dedicandosi al culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in polemica contrapposizione con la volgarità del mondo borghese. Alla cultura del decadentismo fornì un decisivo contributo Freud, fondatore della psicoanalisi. Il presupposto di Freud è che l’io degli uomini sia diviso: c’è una parte cosciente, ma c’è anche una larga zona, l’inconscio, di cui non abbiamo né la coscienza, né il controllo. L’io autentico è oscuro a noi stessi, la psicoanalisi porta a galla ciò che di oscuro c’è in noi. L’inconscio è l’io vero, la parte oscura, misteriosa, nascosta dal nostro io, ma è, rappresenta, l’io autentico. La parte conscia, razionale, è quella che si oppone, non risiede lì la nostra autenticità.

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