Il clima

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6 Marzo 2006

Articolo di giornale – Il Corriere della Sera

Adesso fa più caldo e piove meno: com'è cambiato il clima in Italia.

Il 2003, con un'estate che ha fatto segnare oltre 4 gradi sopra la media, è stato l'anno più caldo degli ultimi duecento anni. Il 1816, invece, noto alle cronache come "anno senza estate" e preceduto da una lunga serie d’eruzioni vulcaniche (tra cui l'esplosione del Tambora, in Indonesia), è stato l'anno più freddo. Sono i dati più interessanti che emergono dal quadro del clima del nostro Paese negli ultimi due secoli tracciato da un team di scienziati dell'Isac (Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima) del Cnr di Bologna, in collaborazione con l'Università di Milano.
Per arrivare al bilancio delle variazioni meteorologiche in Italia negli ultimi due secoli, infatti, il team di ricercatori è riuscito per la prima volta a recuperare, digitalizzare e correggere le più lunghe serie strumentali di parametri meteorologici esistenti in Italia, pari ad oltre un centinaio.
I ricercatori spiegano che dall'analisi del database si è osservata una crescita della temperatura media dell'ordine di 1,7 °C nell'arco degli ultimi due secoli. Il contributo più forte è dato dagli ultimi cinquant'anni, per i quali l'aumento è stato di circa 1,4 °C. Studiando l'andamento delle temperature minime e massime giornaliere si è osservato un aumento più forte nelle prime rispetto alle seconde. Se però si considerano solo gli ultimi cinquant'anni, la situazione è capovolta, con le temperature massime che crescono più delle minime. Questo significa un aumento dell'escursione termica giornaliera nell'ultimo mezzo secolo. Per quanto riguarda le precipitazioni si è registrato un leggero calo nella quantità totale annua, dell'ordine del 5% ogni cento anni; una diminuzione più evidente nell'Italia peninsulare. I giorni piovosi, qui, sono diminuiti del 12%; si sono ridotte anche le giornate con precipitazioni poco intense. Ciò è controbilanciato però da un dato opposto: è in aumento il numero delle piogge concentrate, che comportano inondazioni e allagamenti in città e campagna.
Fino a pochi anni fa, in Italia, non esisteva una banca dati climatologica di questo tipo. Nell'ambito di diversi progetti nazionali e internazionale, sfruttando principalmente gli archivi dell'Ufficio centrale di Ecologia Agraria e degli Istituti idrografici, sono state quindi recuperate e digitalizzate le più lunghe serie climatologiche esistenti nel nostro Paese.
Assieme ai dati, sono state raccolte anche tutte le notizie relative alla storia delle varie stazioni meteorologiche, cioè lo spostamento delle stazioni, sostituzioni di strumenti o malfunzionamenti degli stessi. Queste informazioni si sono rivelate di fondamentale importanza nella fase di “omogeneizzazione” dei dati, necessaria per “ripulire” le serie meteorologiche da tutti i segnali di origine non climatica.
La ricostruzione del clima italiano, che verrà pubblicata anche sull'International Journal of Climatology, proseguirà in futuro con la raccolta di nuovi parametri meteorologici quali la pressione atmosferica e la copertura nuvolosa, anche se qualche risultato preliminare è già stato ottenuto per il periodo più recente: gli ultimi cinquant'anni, infatti, sono stati caratterizzati da un aumento della pressione al livello del mare e una diminuizone della copertura nuvolosa, in accordo con quanto registrato per le temperature e per l'escursione.
Le cause di questi mutamenti climatici non sono ancora del tutto chiarite, ma una possibile spiegazione è data dalla variazione della circolazione atmosferiche, che potrebbe aver portato ad una maggiore persistenza delle zone anticicloniche nel nostro Paese.

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