Il Cavaliere Inesistente

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:05.10.2006
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Testo

Scheda libro del “Cavaliere inesistente”

Autore: Italo Calvino

Titolo: Il cavaliere inesistente

Data della prima pubblicazione: 1990

Casa Editrice: Einaudi Scuola

Data dell’edizione letta: 2002

Riassunto: Il libro inizia nell’accampamento cristiano dove vengono presentati tutti i cavalieri li si viene a conoscenza di Agilulfo, splendido cavaliere dalla bianca armatura, che riesce ad esistere solo grazie alla forza di volontà.
Egli è un perfetto esempio di paladino che è preso come modello da Rambaldo, un giovane cavaliere accorso in guerra per vendicare la morte del padre.
Durante un duello contro due infedeli Rambaldo viene aiutato e salvato da un cavaliere color pervinca: Brandamante.
Brandamante è in verità una donna cavaliere di cui s’innamorerà pazzamente. L’amore del ragazzo però non è corrisposto, perché Brandamante è innamorata di Agilulfo.
Un giorno l’identità di cavaliere di Agilulfo verrà messa in discussione dal cavaliere Torrismondo di Cornovaglia.
Il cavaliere afferma che la vergine che Agilulfo ha salvato, e che grazie alla qual è stato investito cavaliere, è in verità sua madre e suo padre sarebbe un cavaliere del San Gral.
Entrambi i cavalieri partono quindi alla ricerca, Agilulfo (seguito dal fedele Gurdulù, e a distanza dall’innamorata Brandamante e dal discepolo Rambaldo) della vergine, Sofronia, e Torrismondo di suo padre.
Dopo molte peripezie Agilulfo riesce a rintracciare la bella Sofronia e a riportarla in Francia, ma giunta ormai la sera si fermano in una grotta dove la lascia sola mentre va a cercare Carlo Magno.
Nel frattempo Torrismondo, tornato anche lui dalle sue imprese e dopo aver trovato e sconfitto i cavalieri del San Gral, senza però esser riuscito a scoprire chi fosse suo padre, si rifugia anche lui nella grotta, dove vede Sofronia e si innamora.
Quando Agilulfo torna con Carlo Magno per mostrarli che la fanciulla è ancora vergine, trovano Torrismondo e Sofronia uniti, perciò Agilulfo si sente tradito nei suoi ideali, e scappa nel bosco dove si dissolve; con lui scappa anche Torrismondo vergognandosi di aver commesso un incesto, ma presto torna indietro realizzando che non può essere la madre essendo che era ancora vergine.
Portata davanti alla corte di Carlo Magno Sofronia confessa tutta la verità: lei infatti non è la madre di Torrismondo ma la sorella a cui la madre aveva affidato il figlio illegittimo. Si scopre anche che non è avvenuto un incesto perché lei era figlia del re e di una contadina mentre Torrismondo della regina e di un cavaliere, così si sposarono.
Allora Rambaldo corre nella foresta per cercare Agilulfo, ma ne trova solo l’armatura inanimata, con accanto un biglietto nel quale il cavaliere lascia a lui tutta la sua armatura.
Indossatala in combattimento questa perde tutta la perfezione, ma permette a Rambaldo di essere ricambiato nel suo amore di Bradamante.
Il romanzo si conclude con l’inaspettata rivelazione che suor Palmira, la monaca narratrice, è in verità Brandamante che dopo aver scoperto che l’armatura di Agilulfo è “stata riempita” da Rambaldo si rifugia dal dispiacere in un convento.
Proprio allora però si accorge di amarlo e quando, per sbaglio, Rambaldo arriva al convento per cercarla decide di partire con lui.

Le frasi da non dimenticare:
“Com’è che… non esisto sire.” - pg 6
“Agilulfo parve … nostra santa causa!” - pg 7
“Cosa fosse … nemmeno concepire” - pg 10
“O bella… lo dico io” - pg 27
“Agilulfo trascina un morto…non la tua pace” - pg 55/56
“All’angolo della.. li rimanda indietro” - pg 71/72
“Tratteneva il fiato.. subito interrotta” - pg 123
“Sì, libro.. stessa donna” - pg 132

Tempo: La vicenda si svolge nel Medioevo, durante il periodo dell'impero di Carlo Magno e delle Crociate, quindi nell’VIII secolo d.C. circa. L’arco di tempo in cui si svolge la vicenda è piuttosto lungo e non ben definito.

Spazio: Il romanzo è ambientato prevalentemente in Francia, prima sotto le mura di Parigi dove era schierato l’esercito e più avanti nel libro sulle coste della Bretagna; ma vi è anche un breve spostamento in Marocco ed in Inghilterra.

Personaggi:
• Agilulfo: Agilulfo è il cavaliere inesistente, rappresentato da una bianca armatura vuota. Riesce a non svanire con la forza della volontà e la fede nella santa causa. Si differenzia dagli altri cavalieri perchè non può dormire e mangiare. E’ molto preciso e pignolo. Appunto per la sua precisione, sta antipatico a tutti perché controlla sempre che tutto sia fatto precisamente e smentisce i cavalieri quando cercano di ingrandire le loro gesta. Agilulfo incarna la perfezione. La sua armatura, al contrario di quella degli altri soldati, è pulita e senza un graffio. E’ molto fiero di sè, infatti quando viene messo in discussione il suo onore preferisce scomparire che essere umiliato. Ha una voce metallica e meccanica ed è molto freddo. È anche molto sincero; dice sempre la verità. Agilulfo è sempre pronto a risanare i torti; corre sempre in aiuto alle vergini e alle vedove.
• Rambaldo: Rambaldo è un giovane inesperto andato in guerra per vendicare il padre ucciso dagli infedeli. Presto però, anche con l’aiuto di Agilulfo, riesce a diventare abbastanza abile nel combattimento e animato da una grande voglia di lottare. Ammira Agilulfo per la sua perfezione e spesso, quando è in difficoltà, cerca un aiuto in lui. E’ inoltre passionale, infatti si innamora di una donna cavaliere, Bradamante. Quando Agilulfo svanisce indossa l’armatura bianca che gli ha lasciato,ma, naturalmente, si sporca e graffia subito, poiché indossata da un normale cavaliere.
• Gurdulù: Gurdulù è conosciuto ovunque con nomi differenti, l’esercito l’ha incontrato durante uno spostamento, e da allora diventò lo scudiero di Agilulfo. Gurdulù è praticamente matto anche se il cavaliere inesistente cerca di mettergli la testa a posto; si comporta come fosse un oggetto o un animale. Gurdulù è il contrario di Agilulfo, infatti viene definito da Carlo Magno ‘uno che c’è, ma non sa d’esserci’, al contrario di Agilulfo che ‘crede d’esserci, ma non c’è’.
• Torrismondo: Torrismondo di Cornovaglia è il cavaliere che mette in discussione l’onore di Agilulfo dicendo che la presunta vergine, cioè Sofronia, salvata dal cavaliere inesistente sarebbe in realtà sua madre. Ha un grande onore per i Cavalieri del San Gral e presume di essere loro figlio. Per Torrismondo tutto è uno schifo e crede che tutto sia una montatura. Ritiene che la guerra non finirà mai e che continueranno a combattere senza nemmeno ricordarsi il motivo della guerra.
• Bradamante: Bradamante è l’unica donna cavaliere nell’accampamento. È molto bella e leggiadra. Ha un’armatura splendente, un mantello pervinca e una sottoveste color topazio. È anche molto fiera di se e sa controllare tutti gli uomini dell’accampamento. È stanca della monotonia degli altri uomini e si innamora di Agilulfo; ama la sua perfezione. Anche se non sembra Bradamante è molto disordinata e poco fine. Nel corso della storia Bradamante cambia, infatti, dopo la scomparsa di Agilulfo, si rinchiude in un convento, si fa monaca e passa le sue giornate a scrivere questo romanzo. Ma, all’arrivo di Rambaldo al convento, si svela e scappa con il ragazzo di cui si era innamorata scrivendo la storia.

Narratore: Il narratore è la monaca Suor Teodora, che scrive all'interno di un convento; la quale nel finale si rivelerà essere Bradamante. Il narratore è dunque esterno, poiché racconta la vicenda da un punto di vista del tutto estraneo dalla vicenda, senza mai commentare o giudicare.

Principali temi trattati: Il tema principale del libro è la perfezione, o meglio l’inesistenza della perfezione. Infatti la perfezione è rappresentata da Agilulfo, che però non esiste, e dalla sua candida armatura, che, indossata da Rambaldo, si sporca subito. Ciò vuol far capire che sulla terra nessuno può essere perfetto, tutti hanno qualche difetto, se no non esisterebbero come il cavaliere.

Lessico: Il romanzo è scorrevole e di facile lettura, anche se vengono spesso usati termini specialistici per indicare particolari parti dell’armatura. Ogni tanto nel romanzo si incontrano classiche espressioni medioevali, che però sono tradotte nelle note a fondo pagina. Il contenuto del libro è semplice da comprendere, anche grazie alle note a fondo pagina che spiegano chi è una certa persona, dove si trova quel luogo o cosa è successo in quella occasione.

Giudizio personale: Questo libro mi è abbastanza piaciuto; non l’ho nè trovato molto bello e avvincente, ma neanche troppo noioso. La prima parte del libro, dove racconta tutti i combattimenti l’ho trovata noiosa; ma la seconda parte, dove descrive il viaggio di Agilulfo e Torrismondo, l’ho trovata molto divertente. Mi è piaciuto il modo in cui era strutturato il libro, cioè con tutte le note di fondo che spiegavano meglio. L’ho trovato facile da leggere e scorrevole. Consiglio questo libro agli amanti delle storie sui cavalieri.

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