il fu mattia pascal:analisi del romanzo

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Data:27.01.2006
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Testo

Gianluca Ruggeri 3° C 10/01/2006

“ IL FU MATTIA PASCAL ” di Luigi Pirandello

- Riassunto

La prima parte del romanzo è molto narrativa, infatti Mattia Pascal racconta della sua gioventù trascorsa nell'ozio e nell'agiatezza più sfrenata senza curarsi minimamente della sua situazione finanziaria, poiché sua madre aveva preso la decisione di far amministrare tutto il patrimonio lasciatole dal marito, morto in seguito ad un naufragio, ad un certo Malagna, il quale si era offerto volontariamente di aiutare la vedova Pascal nella gestione del patrimonio, ma che in realtà aveva come unico fine quello di impadronirsi dell’eredità della famiglia Pascal. Mattia Pascal narra delle sue prime avventure amorose, prima con Oliva, da cui avrà un figlio, ma che non sposerà mai, perchè già fidanzata con Malagna, ed in seguito con Romilda Pescatore, la ragazza che inizialmente Mattia voleva far fidanzare col suo amico Pomino, ma che poi sposerà in seguito ad un fidanzamento. Questo matrimonio non fu altro che la rovina sia economica che psicologica di Mattia, perchè causò una serie di disagi, soprattutto a causa della suocera, che lo condurranno a fuggire da casa. Dovette così abbandonare il posto di bibliotecario fattogli assegnare dal padre di Pomino, che gli aveva dato modo di guadagnarsi da vivere. Infatti Pascal era un classico buono a nulla neanche tanto istruito e perciò era molto difficile trovare un lavoro.
Dopo la sua scomparsa, si recò a Montecarlo dove la fortuna gli fece vincere al casinò una discreta somma, ma nel frattempo vicino al canale venne trovato il cadavere di un uomo che gli somigliava perfettamente e che tutti identificarono come Mattia Pascal. Mentre tornava a casa sul treno, lesse su un giornale un necrologio con scritto il suo nome e questo fatto lo sconvolge. Infatti dapprima decide di rientrare a Miragno, la sua città, ma poi si rende conto che non è il caso di tornare a casa e prende la decisione di cambiare vita. E' proprio questo evento la scintilla che fa nascere, o più probabilmente emergere, il suo desiderio di libertà che lo farà vivere per oltre due anni viaggiando senza meta. Mente e costruisce il personaggio di Adriano Meis tenendo conto di tanti particolari in modo da non destare alcun sospetto riguardo la sua vera identità. Dopo aver viaggiato per molte città decide di stabilirsi a Roma dove trova alloggio in casa del Sig. Anselmo Paleari, un anziano senza soldi ormai solo accecato dalla fissazione per il mondo della magia. In casa vive anche una ex pianista, la signorina Caporale, zitella ossessionata dalla sua bruttezza e dalla mancanza di un uomo. Il Paleari tiene in casa con se la figlia Adriana che pulisce la casa e si prende cura sia della Caporale che di Adriano Meis, soprattutto nel periodo della convalescenza. Infatti Mattia Pascal era strabico e fu questo un particolare che gli fece pensare di cancellare definitivamente la sua vecchia personalità facendosi operare e cambiando così il suo aspetto. Col passare dei mesi il protagonista si innamora di Adriana e pensa di decidere di sposarla, ma una serie di problemi alla fine gli fanno cambiare idea in modo del tutto inaspettato. Infatti Adriano non avrebbe mai potuto sposarla perchè in realtà era un altro, Mattia Pascal, che era a sua volta sposato con Romilda Pescatore. Tuttavia, in seguito ad un furto operato dal fratello del Paleari, Adriano Meis decide di tornare a Miragno per riprendersi la sua vera identità che aveva perso non a causa della sua presunta morte, ma solamente per sua volontà. Prima di giungere al suo paese passa a trovare il fratello Berto, che alla vista rimane esterrefatto. E' proprio qui che viene a conoscenza del matrimonio di Romilda con Pomino e perciò decide di rovinare tutto riprendendosi sua moglie. Tornato a Miragno e giunto in casa di Pomino trova addirittura una bambina, figlia dei due coniugi e decide di non riprendersi Romilda. Lo sgomento che suscita la ricomparsa di Mattia è notevole tanto da mettere in agitazione Pomino, Romilda e la vedova Pescatore.
Nonostante la lunga litigata con questi, Mattia decide alla fine di riprendersi la sua vera identità, ma di non rovinare il matrimonio dei due e perciò si reca a farsi riconoscere dai concittadini, in particolar modo da don Eligio, ed infine va a vivere insieme alla zia Scolastica.

- L’ambiente

La vicenda è dapprima ambientata a Miragno, un paesetto ligure nei presi di Oneglia, dove i luoghi sono descritti solo in modo sommario; successivamente la narrazione si sposta a Montecarlo e dopo il cambiamento di identità Mattia è costretto a vagabondare per l’Italia fino a stabilirsi a Roma presso un vecchio squattrinato. Durante il pellegrinaggio di Mattia sono citate molte città italiane ma l’autore si limita a dare una descrizione generale e poco dettagliata, tranne che in alcuni rari casi. L’autore non si sofferma quindi a descrivere i vari paesaggi perché rallentano la narrazione rendendola meno attraente. Anche il periodo storico non è ben delineato, ma si riesce ad intuire che la vicenda si svolge agli inizi del novecento; l’arco di tempo molto lungo perché descrive tutte le tappe della vita di Mattia: a partire dall'’infanzia sino all’età adulta,passando per la tappa più complicata della sua vita, la gioventù. La maggior parte della vicenda si svolge in pochi anni e l’ordine cronologico degli eventi non viene sempre rispettato, infatti ricorda fatti avvenuti in precedenza e va a ritroso nel tempo.

- I personaggi

Il protagonista di questo romanzo è Mattia Pascal che non voleva più essere un "escluso" come era sempre stato durante la sua adolescenza; infatti era solamente riuscito a farsi pochi amici, tra cui Girolamo Pomino .
Mattia era un giovane di bell'aspetto, tranne che per il suo strano occhio, appartenente a una famiglia benestante; dopo la morte del padre ed a causa una cattiva gestione del patrimonio si trova costretto a trovarsi un lavoro. Mattia è tutto sommato un ragazzo sensibile, capace di provare sentimenti forti come ad esempio l'amore che provava per Adriana.
Il suo comportamento era abbastanza ribelle in quanto voleva a tutti i costi un ruolo migliore nella società in cui viveva e un giorno gli capitò l’occasione di raggiungere il suo sogno di libertà: corona il suo desiderio attribuendosi un falso nome,Adriano Meis, dopo aver scoperto la morte di un suo sosia che venne scambiato per lui.
Un altro personaggio rilevante in questo romanzo è Romilda moglie di Mattia. Romilda prima del suo matrimonio era una ragazza di bell'aspetto e con una grande voglia di vivere; successivamente cadde in depressione.
Romilda è comunque una ragazza sensibile e psicologicamente fragile e questa sua debolezza la portava a abbattersi se le cose le andavano male.
Un altro personaggio è la vedova del Pescatore, suocera di Mattia; donna anziana e dall'aspetto di una strega. Il suo carattere è forte e autoritario, vuole sempre avere la meglio, brontola con tutti e specie con Mattia, che viene ritenuto il colpevole della situazione in cui si trova sua figlia.
Leggendo il romanzo emerge anche la figura della madre di Mattia, la quale era totalmente dipendente dagli altri. La donna è buona con tutti, non reagisce mai e soffre in silenzio. Sicuramente è una donna sensibile anche se si disinteressa di ciò che le accade in torno.
Il Malagna è un uomo dall'aspetto abbastanza brutto. E' anche un uomo meschino infatti deruba i Pascal dai loro possedimenti.
Da quanto risulta egli non si accetta fisicamente e per compensare questo sua mancanza cerca di assumere una posizione rilevante nella società.
Pomino è senza dubbio il miglior amico di Mattia, è timido e proviene da una famiglia di contadini. Ragazzo onesto e buono tanto da aiutare Mattia anche dopo che quest'ultimo gli aveva portato via la donna che amava.
Adraina è l'affittuaria di Mattia in veste di Adriano. Ragazza sensibile e un po’ imbarazzata non che timida e fragile. La ragazza odia affrontale le situazioni difficili e imbarazzanti e quando queste le si presentano cerca di fuggire.
Inoltre ci sono personaggi di secondo piano, quasi irrilevanti, che vengo descritti solo in modo sommario e possono essere definiti come semplici conparse.

- Le azioni

Il romanzo è facilmente divisibile in tre diverse situazioni: una iniziale che descrive l’infanzia e l’adolescenza di Mattia, questa è particolarmente ricca di tensione e viene interrotta dallo stesso protagonista che scappa da casa abbandonando tutti i suoi averi.
Si presenta così una situazione intermedia, nella quale Mattia vagabonda tra le varie città italiane e straniere sotto un falso nome, che viene spezzata da un particolare colpo di scena finale: il ritorno a casa di Mattia che inizialmente crea scompiglio tra i cittadini, ma infine la situazione si stabilizza e la vicenda si conclude felicemente.

- Punto di vista e scelte linguistiche

Il narratore è interno alla narrazione infatti il romanzo è narrato in prima persona dallo stesso protagonista. Il linguaggio è semplice e colloquiale arricchito con alcune espressioni dialettali e talvolta con brevi dialoghi in lingua stranera, nonostante queste ultime l’autore è riuscito a rendere scorrevole la lettura. L’autore è riuscito a rendere incalzante la lettura tanto che viene voglia di leggerlo tutto d’un fiato, come se si dovesse vedere un film, tralasciando le varie descrizioni dei paesaggi e aumentandoli ritmo narrativo.

- Giudizio personale

Senza alcun dubbio il romanzo mi è piaciuto, anzi mi ha entusiasmato . Mi ha colpito lo stile dell'autore, capace di animare le sue marionette fino a renderle umane; molti personaggi possono apparire irreali agli occhi del lettore, ma certo non lo sono, perché Pirandello non fa che rappresentare la realtà nelle sue mille sfaccettature e stranezze: egli non inventa nulla, è la vita stessa che è imprevedibile. Così il caso di Mattia, che potrebbe sembrare inverosimile, è vero semplicemente perché nella vita tutto può succedere.

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