I tre moschettieri

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

Zucca Valentina
Classe 4^C
Istituto Tecnico Commerciale “B. Pascal”

Scheda libro

Autore: Alexandre Dumas
Titolo: “I tre moschettieri”
Genere: Romanzo

Periodo storico e luoghi: la vicenda si svolge durante il regna di Luigi XIII, quindi in pieno Seicento, in Francia.

Personaggi principali:
D’Artagnan: era un ragazzo di diciotto anni e non apparteneva al Corpo dei Moschettieri del Re, ma era solo un cadetto nel Reggimento del Signor Des Esserts. Era comunque molto agile, coraggioso, intelligente e come la gente della sua terra, la Guascogna, molto scaltro e furbo. Era anche molto abile con la spada, insegnatali da suo padre.
I tre moschettieri: erano tre gentiluomini, molto simpatici e, come D’Artagnan, abili con la spada, furbi e pronti a tutto per difendere il re, la regina, la patria e, naturalmente, il proprio onore. Essi erano Aramis, il quale sogna di prendere il sacerdozio; Porthos, arrogante con tutti, anche con gli amici; infine Athos, il più anziano, è famoso per la sua saggezza.

Personaggi secondari:
Richelieu: era un cardinale molto ricco ed era in possesso di un esercito formato da migliaia di guardie: questo faceva di lui l’uomo più potente di Francia. Era una persona molto spregevole, aveva uno sguardo pungente, in grado di mettere in soggezione anche il re.
Milady: era una collaboratrice del cardinale Richelieu, una donna pallida e bionda, con i
capelli arricciati, gli occhi azzurri e le labbra rosse. Aveva la dote di cambiare atteggiamento da un momento all’altro.
Costanza: era la figlia del signor Bonacieux, una ragazza molto alta, bella e gentile, la quale si era innamorata di D’Artagnan. Era amica della regina e l’aiutava quando era in difficoltà con il cardinale. Più volte, questi, tentò di corromperla, ma lei era impassibile, ed era troppo buona per bramare contro la regina.

Trama:
Questo libro narra le vicende di D’Artagnan, un giovane ragazzo discendente da una nobile famiglia caduta in miseria, che lascia il castello di suo padre in Guascogna, per andare a Parigi ed arruolarsi nel Corpo dei Moschettieri del Re; porta con se una lettera di presentazione per il signor De Tréville, capitano dei moschettieri, ma alle porte di Parigi viene assalito in una locanda dai servi di un misterioso cavaliere vestito di nero, che lo aveva deriso per il suo umile aspetto e sopratutto per il suo vecchio ronzino. Quando rinviene dall’aggressione, D’Artagnan entra in città e si presenta al signor De Tréville, ma dalla finestra del suo ufficio, vede l’uomo che gli aveva rubato una lettera; così esce di corsa per inseguirlo, ma si imbatte nei tre moschettieri e ne fa la loro conoscenza.
Inizia a duellare contro Athos, ma entrambi vengono bloccati dalle guardie del cardinale, che chiedono loro di seguirli; essi si rifiutano, quindi li costringono con le armi. Infine le guardie vengono sconfitte,grazie anche al tempestivo arrivo di Porthos e Aramis.
D’Artagnan invita i moschettieri nel suo appartamento, quando si accorge di essere spiato e trova il signor Bonacieux, il padrone di casa, ad origliare. In realtà egli vuole parlargli di una cosa molto importante: sua moglie è stata rapita. Lei è la guardarobiera della regina ed è a conoscenza di parecchi segreti, che, secondo D’Artagnan, possono interessare solamente una persona: il Cardinale Richelieu. Tornato nella sua stanza e dopo aver parlato con i suoi compagni, sente un grido: scende al piano inferiore e trova la moglie di Bonacieux seduta su una sedia. D’Artagnan scopre che ora ad essere rapito è il marito.
Intanto alla reggia, il cardinale Richelieu sta parlando con una sua collaboratrice, Milady, una donna molto bella, ma allo stesso tempo scaltra e furba, la quale lo informa del fatto che la regina si era incontrata con il duca di Buckingham, Re di Inghilterra, invaghitosi di Anna d'Austria,che le aveva donato due puntali di diamanti della sua collana, come pegno della sua amicizia. Così il cardinale, che odia profondamente la regina, chiede al re di organizzare un gran ballo, in occasione dell’arrivo a corte dell’ambasciatore d’Austria, in cui la regina avrebbe potuto sfoggiare i puntali di diamanti che gli aveva regalato. Il re accetta.
Richelieu sapeva che la collana della regina era formata da dodici puntali di diamante, e che due erano in possesso del duca di Buckingam, così incarica Milady di rubare al duca i due puntali, cosicché la regina non potesse più riaverli in tempo per il gran ballo.
Intanto, Bonacieux è stato liberato ed ha deciso di collaborare con il cardinale, mentre la regina ha incaricato Costanza, la moglie, di dire a D’Artagnan di andare in Inghilterra per richiedere al duca di Buckingam i due puntali e riportarli a Parigi in tempo per il gran ballo.
D’Artagnan accetta la missione e parte con i moschettieri; però, durante il tragitto verso Londra, incontrano diversi nemici ed i moschettieri rimangono impegnati a tenerli a bada, dunque il cadetto, è costretto a portare a termine la missione da solo. Riesce ad incontrare il duca, che però non è più in possesso dei due puntali, in quanto gli erano stati rubati da Milady, durante un ballo con lui. Così il duca chiede al miglior gioielliere di Londra di fare due puntali uguali a quelli della corona della regina ed in breve tempo, due nuovi puntali vengono consegnati alla regina in tempo per il gran ballo. In questo modo, l’onore della regina fu salvo.
Pochi giorni dopo, Costanza viene rapita nuovamente da Milady ed i suoi aiutanti; De Tréville consegna a D’Artagnan una lettera di Costanza, nella quale scriveva che era stata liberata e diede un nuovo incarico a D’Artagnan e ai moschettieri: quello di cervare di far evitare che le guardie di Richelieu assediassero La Rochelle, ultimo possesso degli Inglesi e ultima fortezza dei protestanti i Francia.
Mentre le guardie stavano intorno alla fortezza, D’Artagnan ed i suoi compagni si avvicinarono all’accampamento inglese, ma vennero aggrediti dalle guardie del cardinale. Dopo averle sconfitte, Athos trovò una lettera di Milady, con l’ordine di uccidere D’Artagnan. Proseguirono per la loro strada ed incontrarono il cardinale, circondato da una grande scorta.
Giunsero insieme in una locanda, dove Richelieu era atteso da Milady e riuscirono ad ascoltare il loro discorso. Il cardinale dà una lettera alla donna, dove scrive che il portatore di essa agisce per il bene della Francia; quando egli esce dalla stanza, Athos entra dalla finestra e costringe Milady a consegnargli la lettera.
In seguito, il cardinale manda Milady in Inghilterra, per assassinare il duca, che sarebbe arrivato in Francia per portare alcune scorte alle truppe inglesi che erano assediate. D’Artagnan non può permetterlo, così manda il suo servo a consegnare una lettera al duca di Buckingam, chiedendogli di stare in guardia. Ricevuta la lettera, egli fa cercare Milady, che si trova a Londra, e la fa arrestare. Ma lei con la sua astuzia, è riuscita a far innamorare di sè il suo carceriere e gli chiede di portare a termine la sua missione. Così il duca è assassinato e a Milady non rimane che portare a termine la sua ultima missione: cercare Costanza ed ucciderla, per vendicarsi.
Dunque D’Artagnan, che ha compreso il suo piano, torna dalla figlia di Bonacieux, che è nascosta in un convento, ma arriva troppo tardi, perché Milady l’ha già trovata e, con un inganno, l’ha avvelenata.
D’Artagnan è disperato: si decide di cercare la donna che aveva ucciso Costanza, per vendicarsi. Riesce a trovarla e, dopo averla catturata, la consegna alle mani del carnefice di Bethune, a cui era già riuscita a sfuggire, ma questa volta viene uccisa.
D’Artagnan è stato chiamato al cospetto del cardinale, che lo rimprovera per aver fatto giustizia da solo e lui gli mostra la lettera che Athos aveva sottratto a Milady, in cui lo stesso Richelieu aveva scritto che il portatore di quel documento agiva per il bene della Francia.
Ma il giovane Guascone, uccidendo Milady, ha tolto un grosso fardello dalle spalle di Richelieu, che aveva il terrore di essere assasinato da quella malvagia donna e, grazie a questo servizio, D'Artagnan riceve i gradi di Tenete del Corpo dei Moschettieri del Re.

Stile e giudizio personale:
Il linguaggio utilizzato da Dumas è molto scorrevole, con la presenza di discorsi diretti che favoriscono la velocità della lettura; tuttavia ho trovato il libro molto lungo, dovuto soprattutto alla presenza di descrizioni dettagliate di oggetti, comportamenti e modi d’uso dell’epoca, che però sono stati molto utili per riuscire a capire veramente la storia.

Esempio



  


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