I tre cavalieri del Graal

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

Voto:

2.5 (2)
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Data:28.10.2009
Numero di pagine:2
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Testo

Luca Scarabottolo recensione del libro letto: “I tre cavalieri del grall”

“I tre cavalieri del grall” è un romanzo che sa di altri tempi, ci proietta in una realtà medievale fra dame,cavalieri,castelli e magnifici destrieri.
La storia racconta la dura impresa di tre cavalieri che,per volere del mago Merlino, sono stati scelti per la ricerca del leggendario calice con il quale Giuseppe di Aritmea raccolse il sangue dalla ferita del costato di Cristo.
I tre uomini sono molto diversi fra loro,così da rappresentare le varie virtù e vizi dell’uomo: Galvano è forte e coraggioso ma spesso pecca di lussuria lasciandosi travolgere dai piaceri mondani; Perceval ha tutte le caratteristiche dell’eremita,è forte di fronte a digiuni e penitenze e preferisce i libri alle donne; l’ultimo cavaliere è Gaalad, più giovane rispetto gli altri,discende da una famiglia di ninfee fatate, particolare che fa di lui un uomo dalle fattezze sovrumane in fatto di bellezza e misticità.
Dopo varie peripezie e un cammino che riserva ad ognuno fantastiche avventure, i tre si ritrovano nel castello sul monte Pirichiamo. Qui sono chiamati a giudizio da un misterioso vescovo per la decisione del prescelto che ,con il calice, avrebbe dovuto guidare un regno di giustizia e pace. Inaspettatamente il giudizio non spetta a nessuno se non che alla coscienza dei tre cavalieri.
Ognuno riflette su di se e sulle proprie caratteristiche più o meno consone al governo di un regno perfetto ma, dopo averci pensato , nessuno si ritiene all’altezza di un compito così arduo. Il calice rimane così nel letto del fiume che lo custodisce e i tre cavalieri tornano verso il luogo a loro familiare o si dedicano a ciò che piace: Galvano scappa con la figlia della contessa del castello, Perceval si dedica alla lettura e Gaalad torna nel mondo fatato della madre.
L’autrice Laura Mancinelli reinventa in modo leggero e simpatico un classico dei classici modificando la storia ma senza strafare, questo metodo di scrittura rende il libro piacevole a grandi e piccini.
La fantasia della scrittrice ha,a mio parere, fatto un mix fra altri “capolavori” cogliendo per esempio una morale biblica nel fatto che,come nel testo sacro l’uomo è posto di fronte alla scelta fra peccato e immortalità, anche nel libro i cavalieri devono scegliere fra le cose che hanno di più caro e il governo di un regno perfetto. In entrambi i casi l’uomo sceglie ciò che è meglio per lui. Questo particolare esalta proprio l’umanità dell’uomo e la sua predisposizione a cedere di fronte a compiti troppo grandi.
Anche il fatto che il racconto di Galvano si svolge in forma di flashback nel castello mi ha riportato all’odissea di Omero nella quale Ulisse fece lo stesso.
Insomma,credo che sia un libro di facile comprensione e di scorrevole lettura sia perché breve sia perché di semplice linguaggio e se potessi lo consiglierei ad adolescenti che più di tutti possono apprezzare questo mix di semplicità e fantasia.

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