Globalizzazione

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Per riuscire a comprendere il mondo di oggi, ma soprattutto, quello di domani è necessario comprendere il fenomeno della globalizzazione.
Il fenomeno della globalizzazione è un processo che unisce sempre di più le comunità umane, grazie al continuo interscambio di beni, servizi,denaro e ai flussi migratori. In esso si possono individuare alcune dimensioni principali: economica, tecnologica, culturale, demografica e politica.
La globalizzazione nel campo dell’economia è stata favorita da: una libera circolazione dei capitali che hanno creato un mercato finanziario mondiale; e la dimensione globale dei mercati, determinata dalle multinazionali che hanno sotto il loro marchio milioni di altre piccole aziende e sono presenti in tutte le aree del mondo.
La tecnologia è una degli elementi chiave della globalizzazione resa possibile dallo sviluppo delle reti globali (tra le quali internet) che mettono in contatto con luoghi e informazioni, persone da ogni angolo del mondo.
Il processo di globalizzazione riguarda anche l’ambito culturale: la globalizzazione ha infatti portato alla diffusione di stili di vita e di consumo in tutte le parti del mondo; un'altra conseguenza della globalizzazione culturale è la percezione della Terra come casa comune di tutti gli uomini.
In campo politico, invece, la globalizzazione ha portato all’eliminazione dei due blocchi, comunista e capitalista; questo però non ha determinato la fine dei conflitti, anzi si è assistito ad un aumento di tensioni locali, guerre civili ecc.
Il fenomeno della globalizzazione è un fenomeno molto complesso perché può essere visto sotto diversi aspetti, positivi e negativi, che impediscono di prendere una posizione precisa.
Infatti il processo di globalizzazione viene visto da molti come il risultato di una maggiore unità e omogeneità del mondo, mentre molti altri confermano la situazione di maggiore frammentarietà ed esclusione.
Gli aspetti negativi della globalizzazione sono molteplici. La conseguenza maggiore della globalizzazione è l’allargarsi del divario tra le due zone del mondo: il Nord e il Sud, o meglio dire Paesi industrializzati e Paesi “in via di sviluppo”.
Infatti i Paesi del Sud non hanno seguito lo sviluppo compiuto dai paesi del Nord a partire dagli anni cinquanta. Il fenomeno dell’integrazione del mercato sulla scala mondiale ha messo in comunicazione società sviluppate con questi paesi economicamente arretrati, dotati di scarsi mezzi tecnologici e di risorse economiche.
Questo impatto ha fatto saltare l’equilibrio di questi Paesi, basato su tecniche arretrate come l’agricoltura.
Conseguenza di questo è stato l’indebitarsi del Paesi sottosviluppati con il fondo monetario internazionale, che gestisce i prestiti dei Paesi del Nord a i Paesi del Sud.
In alcuni stati però il debito è diventato patologico: questi superano la stessa ricchezza nazionale annualmente prodotta, e sono quindi costretti a versare alle banche tutto il loro guadagno per far fronte ai debiti. Questo impedisce il loro sviluppo economico.
Nel 1982 il papa Giovanni Paolo II propose l’azzeramento dei debiti. Tale richiesta non fu però accolta.
La sfida di questo nuovo millennio è appunto quella di appianare le differenze tra il Nord e il Sud del mondo.
Un altro problema della globalizzazione e l’omogeneizzazione della cultura dei vari Paesi. Infatti con la globalizzazione si stanno perdendo anche le varie culture e tradizioni di un posto, e sta avvenendo il cosiddetto fenomeno di “occidentalizzazione” ovvero l’omologarsi di tutti i paesi a quelli dell’occidente.
Un esempio è la moda che è uguale in tutte le parti del mondo cancellando, in alcuni casi, gli abiti tradizionali; o i piatti tipici di un posto che si possono trovare ormai in tutte le parti del mondo.
A lottare contro tutti i fenomeni negativi della globalizzazione, ci sono gli anti global. Questo è un movimento che si propone di dare voce, con movimenti non violenti, a quelle persone che non rientrano nei paesi industrializzati. Per i sostenitori della globalizzazione, gli anti global sbagliano perché bloccano il processo di sviluppo mondiale.
Molti sono anche gli aspetti positivi della globalizzazione, quali: la maggiore circolazione di idee e di informazioni, maggiore sensibilità dei problemi lontani da noi e il maggiore senso di appartenenza al mondo come cittadini.
L’uso delle nuove tecnologie come internet o i satelliti che possono far trasmettere notizie su i canali di tutto il mondo, ha favorito la maggiore circolazione di idee ed informazioni. Se infatti in qualsiasi parte del mondo avviene un evento importante, immediatamente tutto la Terra può esserne a conoscenza e eventualmente soccorrere. Infatti conseguenza di questo è la maggiore sensibilità dei problemi che avvengono fuori dal nostro Paese. Basta pensare allo stesso problema della fame e delle malattie nei paesi sottosviluppati: anche nel nostro paese si è sensibili a questo problema e si organizzano associazioni missionarie, anche se non ci colpisce direttamente.
Un altro aspetto positivo della globalizzazione è la sensazione di appartenenza alla Terra come suoi cittadini. Questo è un bene perché non si sente più l’appartenenza ad un solo Paese, ma si inizia a capire che si è tutti abitanti di un “villaggio globale” prima di tutto. Questo aspetto è importante perche sensibilizza i Paesi ai problemi del mondo in generale come l’inquinamento, l’effetto serra ecc.
Io non riesco a prendere una posizione ben precisa riguardo a questo fenomeno perché problemi positivi e negativi si eguagliano e non si può capire bene se il fenomeno è veramente negativo o positivo.
Per me i governi dei Paesi del Nord dovrebbero essere più sensibili ai problemi del Sud, aiutando non solo con fondi economici, ma dare il loro contributo di risorse.
Si deve poi fare un passo indietro e riscoprire la bellezza dei culture individuali, non perdendo però il senso di appartenenza alla Terra come suoi cittadini.

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