Fahrenheit 451

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:28.01.2008
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Testo

Fahrenheit 451
“C’era un buffissimo uccello, chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni si costruiva una pira e ci si immolava sopra. Ma ogni volta che si bruciava, rinasceva subito poi dalle sue stesse ceneri, per ricominciare. E a quanto sembra, noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte, ma abbiamo una cosa che la fenice non ebbe mai. Sappiamo la colossale sciocchezza che abbiamo appena fatta”.
Fahrenheit 451 è un romanzo di Ray Bradbury ambientato in un ipotetico futuro in cui i libri sono proibiti perché causano tristezza e l’uomo vive in un’apparente felicità ma subendo in realtà il “lavaggio del cervello” da parte della tecnologia; il corpo dei pompieri ha come unico compito quello di bruciare i libri, materiale illegale tenuto spesso nascosto dai lettori fuorilegge.
Il protagonista di Fahrenheit è appunto un Milite del Fuoco - Guy Montag – che grazie all’incontro con una diciassettenne “diversa da tutti gli altri” inizia ad interrogarsi sulla sua vita e sulla sua felicità “mi ha domandato se sono felice!”, arrivando alla conclusione che qualcosa nel suo modo di vivere non funziona e lo rende infelice. Per questo il personaggio di Montag è una figura molto umana, non un eroe: un uomo che nonostante la sua paura cerca comunque di cambiare le cose. Egli stesso inizierà a nascondere alcuni dei libri che dovrebbe bruciare e, gradualmente, capisce che il mondo trasmesso dai mass media, in cui lui è sempre vissuto, è ben diverso da quello reale. Montag è indotto a riflettere su come mai nessuno pensi più: tutti sono schiavi della TV e della tecnologia che diletta i cittadini anziché informarli sui veri problemi. Sarà infatti Montag l’unico personaggio dinamico, che nel corso della storia deciderà di cambiare e diventerà simbolo della scoperta dei valori e del risveglio dall’ignoranza, accorgendosi che la sua esistenza incentrata unicamente sul lavoro, la moglie e la televisione non lo porta da nessuna parte “indossava la sua felicità come una maschera, e quella ragazzina se n’era andata per il prato con la maschera e non c’era modo di andare a battere alla sua porta per riaverla”. Due episodi contribuiscono al cambiamento di Montag: l’incontro con la diciassettenne Clarisse e la scelta di un’anziana donna che si fa bruciare insieme ai suoi libri. Questi due episodi saranno per Montag la “scintilla” che lo porterà alla confusione “non so proprio più nulla di nulla”. Montag è dunque un uomo non chiuso, ma aperto alle novità, capace di rinnovare la sua vita e ben disposto a seguire l’esempio di persone significative come il professor Faber e Clarisse “perfino ora egli sentiva già che il suo viaggio era cominciato, il congedo, il distacco dal se stesso che egli era stato”. Quest’ultima è una vicina di casa di Montag, “una ragazza dalla carnagione bianca come il latte… dagli occhi neri, scintillanti e vivi”. “si muoveva come… se lasciasse che il vento e le foglie la spingessero innanzi”. Clarisse ha una personalità che essa stessa definisce “pazza”, è diversa da tutti gli altri, le piace sentire l’odore delle cose, guardare come sono fatte, osservare la gente (sarà lei, infatti, a capire che Montag è infelice, ma anche che non è come gli altri). “Alle volte resto seduta semplicemente a pensare”. Quando Clarisse parla sembra che non viva nel mondo dove effettivamente vive “era come l’appassionata spettatrice d’uno spettacolo di burattini, che prevede ogni batter di palpebre, ogni gesto della mano, ogni movimento d’un dito un istante prima che lo spettacolo cominci”. Montag ha notato inoltre che i familiari di Clarisse alla sera non guardano la televisione, ma preferiscono trascorrere il tempo parlando tra di loro e tutti dimostrano di possedere un’allegria e una spensieratezza difficile da comprendere e facilmente invidiabile “il loro riso era sereno e cordiale, per nulla forzato, e veniva Da quella casa così sfarzosamente illuminata la notte, mentre tutte le altre case se ne restavano chiuse nel buio”.
Altro personaggio molto importante è Faber, un anziano professore stanco di avere paura e di nascondere la sua cultura, che lo guida nelle sue azioni. È molto indicativo il fatto che nella storia molti professori di materie umanistiche, come appunto Faber, vengano costretti a lasciare il proprio incarico, che risulta scomodo per il regime. Inizialmente non vuole ascoltare Montag, ma in seguito, vedendo l’entusiasmo del giovane, decide anch’egli di tornare attivo e di partecipare all’opposizione contro il Potere, e alla fine darà al protagonista il consiglio di salvarsi raggiungendo quei particolari uomini che vivono in luoghi isolati, in attesa di trasformare il mondo riportandovi la cultura.
Tra i personaggi negativi principali spiccano in modo particolare il capitano Beatty e la moglie di Montag, Mildred. Beatty è il capo dei militi del fuoco, e ha una personalità negativa e timorosa nei confronti di persone come Clarisse, capaci di osservare il mondo e quindi anche di ribellarsi nel caso qualcosa sia da cambiare. Quando Montag inizierà a ragionare sulla verità, Beatty cercherà di convincerlo a lasciar perdere con discorsi sulla tecnologia e sui libri “riempi i crani della gente di dati non combustibili, imbottiscili di fatti al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri di essere veramente ben informati…non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Chiunque possa far riapparire una parete TV e farla riapparire a volontà, e la maggioranza dei cittadini ora può farlo, sarà sempre più felice di chiunque cerchi di regolo-calcolare l’universo, il quale non può esserlo se non dando all’uomo la sensazione della sua piccolezza e un’immensa malinconia” “chiunque creda di poter ingannare il governo o noi è un pazzo”.
L’altro forte personaggio negativo è la moglie di Montag. È questa il simbolo della strumentalizzazione dell’individuo per mano della tecnologia. “Questa è una commedia che trasmettono sul canale parete-parete entro dieci minuti. Mi hanno spedito per posta la parte stamattina. Scrivono un lavoro con una parte mancante. È una nuova idea della TV. Quella che rimane in casa, cioè io, è la parte che manca. Quando viene il momento delle battute mancanti, tutti si girano verso di me a guardarmi dalle tre pareti e io dico le battute…una cosa davvero divertente. E lo sarà ancora di più quando potremo fare l’impianto della quarta parete della TV”. Mildred ha un carattere indifferente e, in un certo senso, stupido, poiché giudica i libri senza neanche averli letti. Tema del romanzo è anche il tradimento, che trova espressione nel momento in cui Mildred effettua la chiamata-denuncia senza pensare a suo marito Montag. “la porta di casa si aprì; Mildred scese i gradini…Mildred, non sei stata tu, vero, a fare la chiamata-denuncia?” “e poi si ricordò di aver pensato, in quel momento, che se Mildred fosse morta, lui si sentiva sicuro di non piangere…e a un tratto gli divenne così estranea e ignota che egli non poteva credere di conoscerla”.
È presente anche un terzo personaggio negativo, nato da pura tecnologia e quindi non identificabile come vero e proprio personaggio: è questo il Segugio, “la belva morta e vivente insieme”, addetta a “cercare i fuorilegge e ad iniettargli dosi massicce di morfina o procaina”. Pur sapendo che esso è una macchina, Montag non riesce ad immaginare che il Segugio non abbia pensieri propri.
La vicenda si svolge principalmente in quattro luoghi: lungo le vie della città (cosparse di mezzi superveloci e quasi prive di passanti), nella casa di Montag, nel palazzo dei militi del fuoco (la casa del fuoco) e nella sede degli uomini-libro. Della città non è nemmeno indicato il nome per far sì che questa si identifichi nella città-tipo del mondo futuro immaginato da Bradbury. Nella città non è concesso alla gente di fermarsi un momento a pensare. Tutto questo accade perché il sistema vuole sempre e solo persone occupate, sempre di corsa, sempre in tensione, che non si possano porre domande sulla realtà.
La maggior parte dei cittadini ignora che poco fuori dalla città si trova un ambiente naturale, tutti preferiscono restare negli spazi urbani, dove sono meglio controllabili e dove tutto è già organizzato e previsto. La casa di Montag ha come camera principale il salotto, di cui tre pareti sono occupate dagli schermi della televisione. È in quel salotto che Mildred, come altri milioni di donne e di uomini, passa la maggior parte del suo tempo ad ascoltare e prendere per vero tutto ciò che è trasmesso. Montag, dopo la sua “trasformazione”, troverà sia la casa sia il posto di lavoro luoghi estranei e lontani da lui: solo fuggendo da questa realtà Montag scoprirà un rifugio nella natura, presso gli uomini libri, delle persone non allineate con le masse. Tutte le descrizioni fisiche e dei luoghi sono molto limitate, l’autore preferisce dare più spazio alle caratterizzazioni psicologiche, per alcuni personaggi molto semplici e indifferenti, per altri estremamente complesse. L’ambiente sociale è fortemente influenzato dalla tecnologia, in ogni cosa compaiono elementi, chiaramente inventati dall’autore, che fanno capire quanto essa sia importante per l’uomo, quasi necessaria. “Fahrenheit 451” è un libro di pura invenzione, anche se l’autore si è ispirato a cose e situazioni del mondo contemporaneo, come ad esempio la presenza invadente della televisione, le auto molto veloci, le guerre in cui si ricorre a bombe capaci di causare enormi distruzioni. Il linguaggio usato nell’opera è scorrevole e comprensibile, non compaiono termini complessi perché l’ambiente sociale non è elevato e non sono presenti nemmeno termini arcaici perché la storia è ambientata nel futuro. Il linguaggio è dunque adatto ai personaggi, e chiaramente il discorso del capitano Beatty è di registro più elevato rispetto a quello della diciassettenne Clarisse. L’autore non indica date, i fatti sono ambientati in un futuro non determinato: l’unico elemento temporale è il confronto, compiuto da alcuni personaggi, tra il presente e le epoche passate. Il sistema politico, però, cerca di persuadere in tutti i modi i cittadini che il mondo è sempre stato così e che la forma di vita attuale è la migliore possibile.
I fatti sono narrati in terza persona da una voce narrante esterna alla storia. L’autore non rilascia giudizi personali espliciti, ma si può intuire il suo punto di vista attraverso le idee e i dialoghi dei personaggi più importanti.
Per quanto riguarda la struttura del romanzo si possono notare alcuni elementi: il tempo viene spesso spezzato con l’uso di ellissi e pause “le gallerie gli sfrecciavano via ai lati, mattonelle bianche, nero lucente, mattonelle bianche, nero lucente, numeri e tenebre, e ancora tenebre, e il totale che sommava se stesso”.
Nelle singole frasi prevale la subordinazione, è poco usata la punteggiatura e compare un grande numero di aggettivi.
Nel libro sono presenti numerosi messaggi destinati ai lettori, di cui forse il più rilevante è quello sull’importanza dei libri “i libri non sono reali…li si può almeno chiudere, dire ‘aspetta un momento ’…ma chi è mai riuscito a strapparsi dall’artiglio che vi imprigiona quando mettete piede nel salotto della TV?”. Il romanzo batte in modo particolare sull’impiego dei libri come veicolo di memoria e sul conseguente valore della lettura e dei lettori “non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisioni. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto i libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film, e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stessi. I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c’è nulla di magico nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui essi hanno cucito le pezze dell’universo per mettere insieme così un mantello di cui rivestirci” “questa notte ho pensato a tutto il cherosene di cui mi sono servito da dieci anni a questa parte. E ho pensato ai libri. E per la prima volta mi sono accorto che dietro ogni libro c’è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarli. Un uomo a cui è occorso molto tempo per scriverli, per buttar giù tante parole sulla carta”.
Vengono inoltre descritte molte scene indicative sulla distruzione: all’inizio del romanzo il protagonista è quasi ipnotizzato dal suo lavoro “era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse…i libri morivano…salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall’incendio” “il cherosene…è ormai per me il miglior profumo che esista al mondo”; verso la metà della storia tuttavia Montag subisce un cambiamento interiore che lo porta poi a ribellarsi e, nel finale, a lasciare al lettore un messaggio di speranza “se togli agli uomini i libri, certi uomini diventano libri viventi e aspettano con pazienza che la barbarie finisca, per poter di nuovo far circolare ciò che ora è custodito nella loro memoria”.
Infine fahrenheit 451 è in particolare un libro critico nei confronti della tecnologia, di una società vuota in cui i veri sacri valori sono stati sostituiti da superficialità e strumentalizzazione “la nostra epoca prende sul serio più un idiota pieno d’orpelli che un santo vestito di stracci nella scuola della saggezza”; per ottenere un effetto più profondo le macchine vengono quasi personificate, come nel caso del Segugio, per esprimere a fondo la loro ingannevolezza apparente. La tecnologia però è vista dall’autore come elemento estremamente negativo e invadente “Una ragazza come Clarisse, che ama la natura, che fa una vita libera e si pone domande sul passato, viene guardata con grande sospetto e disapprovazione” “la tecnologia, lo sfruttamento delle masse e la pressione delle minoranze…grazie a loro, tu puoi vivere sereno e contento per ventiquattr’ore al giorno, hai il permesso di leggere i fumetti,tutte le nostre care e vecchie confessioni con i bollettini e i periodici commerciali” “insomma questa è l’epoca della carta igienica. Ti soffi il naso su una persona, la appallottoli, la getti via, tiri la catena e lo sciacquone se la porta via, allunghi la mano, per un’altra persona, ti soffi, l’appallottoli, tiri la catena”. Nel corso della storia lo stesso protagonista terrà un discorso contro la tecnologia, poiché egli stesso capisce che nel mondo dell’apparenza non esiste la felicità “tornatevene a casa e pensate un po’ al vostro primo marito, dal quale divorziaste, al vostro secondo marito, morto in un incidente d’automobile a razzo, al vostro terzo marito, pensate, che si fece saltare le cervella, andatevene a casa a pensare alla dozzina di aborti che avete avuto, a questi e anche ai vostri maledetti tagli cesarei, e ai vostri bambini, pensate, che vi odiano! Andatevene a casa a domandarvi come tutto ciò possa essere accaduto, e a ricordare quello che avete fatto per impedire che accadesse!” “Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi! Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno studiato e prodotto dalle più grandi fabbriche”.
Il romanzo si chiude con il bombardamento della città, che segna la caduta della tecnologia e la rinascita di una nuova cultura “questo era tutto ciò che ora voleva. Un segno che il mondo immenso era favorevole ad accoglierlo, lo accettava e gli dava il lungo tempo che gli occorreva per pensare tutte le cose che si dovevano pensare” “questa è la cosa meravigliosa dell’uomo: che non si scoraggia mai, l’uomo, o non si disgusta mai fino al punto di rinunciare a rifar tutto da capo, perché sa, l’uomo, quanto tutto ciò sia importante e quanto valga la pena di essere fatto”.

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