Fahrenheit 451

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Data:20.08.2007
Numero di pagine:6
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Testo

FAHRENHEIT 451

1)AUTORE:
Ray Bradbury

2)TITOLO:
FAHRENHEIT 451

3)TRAMA
la vicnda tratta la storia di Montag, un pompiere che ricerca e arde libri. Secondo la società in cui vive i libri rendono la gente infelice ed è il compito del pompiere di rimuovere tutte le tensioni discordanti e di permettere alla tecnologia dell’intrattenimento di dominare. Montag fa conoscenza di Clarisse, una ragazza minuta la cui innocenza fanciullesca lo spinge a riconsiderare la sua vocazione. Inizia a leggere illegalmente dei libri e a mettere in questione la sua non-relazione con la moglie Mildred che impiega le sue giornate assorbita dalle pareti televisive del salotto e dalle radioline miniaturizzate nelle orecchie.
Montag comincia ad andare alla ricerca dei propri bisogni. Un avvenimento lascia il segno nel protagonista è un’anziana signora che preferisce ardere assieme ai suoi amati libri che perderli. Il protagonista decide di contattareun professore , Faber, che ha incontrato per caso un anno prima dell’inizio della vicenda. Il protagonista si prefigge di sovvertire l’ordine repressivo ma viene scoperto. Viene costretto a bruciare la propria casa e la sua raccolta di libri. Riesce a sfuggire all’arresto e si unisce ad un gruppo libero di ex accademici in esilio che tentano salvare la conoscenza dei libri memorizzandoli nella loro mente un’opera ciascuno. La storia si conclude con la distruzione per mezzo di armi atomiche della città, lasciando Montag e gli accademici girovaghi come gli unici guardiani dell’antica saggezza umana.

3)TEMI TRATTATI
Il messaggio che l'autore trasmette ruota intorno alla questione della proibizione dei libri.
Il mondo da lui presentato è un mondo senza libri e pieno di televisione: ne esce una realtà piuttosto desolante, dato che gli uomini hanno perso tutto il loro passato e si trovano quasi completamente vuoti. E' molto importante che la cultura delle epoche precedenti non vada distrutta e quindi devono essere tenuti in massima considerazione quei particolari "oggetti" che trasmettono il sapere delle varie epoche, cioè i libri. E' da questi che si possono sentire ancora, a distanza di molti secoli, le voci più alte delle letteratura, del pensiero e della scienza. Se si fosse privi dei testi del passato, certo l'umanità ci perderebbe molto e sarebbe più povera senza Omero, Platone, la Bibbia, senza i poeti e gli scrittori più grandi.
E' un grande messaggio di libertà quello proposto da Bradbury e si oppone a tutte quelle realtà politiche in cui vengono messe a tacere le idee non gradite a chi si trova al potere. La Chiesa della Controriforma aveva un "Indice dei libri proibiti", che non dovevano essere stampati e circolare, perché ritenuti pericolosi. Durante il Fascismo c'era un'attenta censura per tutti i libri che parlassero di libertà e di democrazia; lo stesso vale per la Germania hitleriana. Anche il comunismo sovietico vietava tutti quei testi che non erano in linea con l'ideologia del partito dominante. Dove si proibiscono i libri dunque ci sono sicuramente poteri oppressivi o dittature, e ciò che l'autore ha descritto nella finzione letteraria rispecchia dei pericoli e dei fatti realmente accaduti nella storia.
Eliminando i libri, suggerisce poi l'autore, si rischia di creare un mondo piuttosto superficiale, dominato da vuoti spettacoli e da messaggi pubblicitari emanati in continuazione e in ogni luogo. Si pensi ad una scena del romanzo: Montag è riuscito a sottrarre ad un incendio l'unica copia della Bibbia che sia rimasta in circolazione; egli sa che il libro prima o poi finirà bruciato e decide così di impararlo a memoria, per poterlo salvare. Montag inizia questo suo sforzo di memorizzazione durante un viaggio in metropolitana e, mentre egli ripete tra sé versetti evangelici, gli risuonano continuamente negli orecchi gli slogan pubblicitari. Montag sta leggendo un passo in cui Cristo invita a non preoccuparsi con eccessiva ansia del cibo e del vestirsi, poiché ci sono cose più importanti di queste; la pubblicità, al contrario, pone i beni immediati esattamente al primo posto, ritenendo secondario tutto il resto. Qui Bradbury ha messo a confronto, con grande efficacia, due testi veramente stridenti fra loro: uno slogan consumistico e Matteo, capitolo sesto, cioè una parte del Discorso della Montagna.

4)MESSAGGIO INVIATO

lo scrittore vuole secondo me dare un messaggio sull’importanza della cultura, sull’importanza del sapere, perché come vuole farci capire lui stesso, solo chi è istruito può sfuggire all’oppressione dei potenti, può ribellarsi ad un mondo dominato dalla televisione e dai mass-media. Infatti con la distruzione del sapere, i potenti della società di Bradbury vogliono soggiogare i cittadini, togliendogli piano piano ogni libertà, fino a renderli schiavi della televisione come succede alla moglie del protagonista. Bradbury era evidentemente pessimista nei confronti del futuro, ma ha quasi indovinato com’è la società oggi, anche se ancora non esistono reparti incaricati di bruciare le case contenenti libri, perché siamo sempre più schiavi della televisione.

5)TECNICA DI SCRITTURA
Il racconto è in terza persona ed è condotta da una voce narrante esterna ai fatti, che domina dall'alto il succedersi di questi. L'autore non interviene direttamente con i suoi giudizi sulle cose, ma lascia spazio alla narrazione ed a numerosi e vivaci dialoghi. Si può però conoscere il suo punto di vista attraverso le idee e il comportamento dei due personaggi emergenti: Guy Montag e il professor faber.
La trama si svolge secondo un ordine cronologicamente regolare e non vi è un intreccio particolarmente complesso. Tutta l'azione del romanzo è basata sulla trasformazione interna del protagonista, il quale, dopo essere stato un uomo ben integrato nel sistema, prende coscienza di ciò che non va in esso e diventa un ribelle, iniziando una lotta clandestina contro il potere. Da questa sua trasformazione derivano tutti i fatti e i colpi di scena che vivacizzano la trama: l'incendio della casa di Montag, il suo incontro con Faber, che si farà suo aiutante, la drammatica fuga dalla città, inseguito da elicotteri e dal Segugio meccanico, e la salvezza finale presso gli uomini-libro, accampati lungo il fiume.
La parte finale si caratterizza per il lieto fine; il sistema oppressivo salta in aria durante una guerra e il vecchio mondo finisce distrutto dalle bombe: sulle sue rovine nascerà una realtà nuova e migliore di quella precedente, grazie all'aiuto di quegli uomini che hanno conservato nella loro memoria le tracce più valide della cultura e del sapere umano.

6)GIUDIZIO PERSONALE

Ho trovato "Fahrenheit 451" un romanzo piuttosto bello e di piacevole lettura. E' un libro di pura invenzione fantastica, ma in esso si possono anche trovare dei riferimenti e delle riflessioni sulla realtà contemporanea.
Il mondo descritto nel racconto appare dominato da un potere che non ama troppo la libertà dei cittadini; intorno a tale potere e agli uomini che lo esercitano, l'autore non fornisce molti dettagli o una analisi lunga e precisa. In "Fahrenheit 451" viene descritto soprattutto il modo in cui il condizionamento de l'autorità si calano nella vita quotidiana degli uomini. Questi devono essere sempre in movimento e sempre in attività frenetica, cosicché sia loro impossibile osservare il mondo, riflettere sulle cose e farsene un'idea personale. Si vogliono uomini, in sostanza, del tutto distolti da se stessi. Una ragazza come Clarisse, che ama la natura, che fa una vita libera e si pone domande sul passato, viene guardata con grande sospetto e disapprovazione.
Il modo di vita "consigliato" è quello di vivere come fanno tutti e di avere come riferimento centrale ciò che viene detto per televisione. Ci sono persone nel romanzo che passano quasi ogni istante della loro giornata incollate davanti al video: per loro finisce per diventare realtà ciò che è soltanto immagine, si dimenticano di sé stesse, delle persone che hanno vicino e rinunciano ad un contatto vero e diretto con il mondo. Comportamenti di questo genere si vedono anche nella nostra realtà sociale: in tal modo il testo di Bradbury si pone come una "fotografia" di grande attualità su nostro tempo.
Mi è piaciuta straordinariamente la parte del romanzo, nella quale si descrive la vita di alcuni individui, che si possono chiamare uomini-libro. Essendo in quel mondo vietato possedere libri, è accaduto che un gruppo di ex-professori, allontanati dalla loro attività da parte del regime, si siano incaricati di imparare a memoria ciascuno un testo di grande importanza. "Ti piacerebbe, Montag, uno di questi giorni, leggere la Repubblica di Platone? Sono io la Repubblica di Platone? Vuoi leggere Marc'Aurelio? Il professor Simmons è Marc'Aurelio". "Meglio tenersi tutto quanto in testa, dove nessuno può venire a vedere o sospettare nulla". "Qui ci siamo tutti, Montag: Aristofane, il Mahamta Gandhi, Gautama Buddha, e Confucio, Thomas Love Peacok, Thomas Jefferson, Lindoln, se permetti. Siamo anche Matteo, Marco, Luca e Giovanni" (pag 179). Il potere vuole eliminare il passato, ma ciò non è possibile: se togli agli uomini i libri, certi uomini diventano libri diventi e aspettano con pazienza che la barbarie finisca, per poter di nuovo far circolare ciò che ora è custodito nella loro memoria.
Quale libro è toccato a Montag di imparare? E' il libro dell'Ecclesiaste, appartenente alla Bibbia, e un suo passo dice: "C'è un tempo per ogni cosa; un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per tacere e un tempo per parlare". Il romanzo termina proprio in questo modo, con il tempo della ricostruzione e della parola: finito il vecchio mondo, gli uomini-libro si dirigono verso la città, la quale verrà da loro fatta rinascere con l'aiuto della razionalità e della saggezza.

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