Eugénie Grandet

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

La storia inizia con un’accurata descrizione di un paesaggio provinciale: la cittadella di Saumur, situata sulle rive della Loira.
Il paesino pullula di uomini legati alla terra e con uno sproporzionato desiderio di arricchirsi.
Subito dopo è introdotta la figura di monsieur Grandet, padre della protagonista del romanzo.
Egli in paese ha un’ottima reputazione, perché è riuscito ad accumulare una grande somma di denaro come dal nulla, di cui tutti in paese ne parlano, ma nessuno sa a quanto ammonti realmente, tranne il possidente e il suo notaio.
Monsieur Grandet vive in una grande casa con la moglie, la figlia Eugenie e la serva Nanon; l’abitazione all’esterno ha un ampio giardino con una panchina di legno, mentre all’interno ha un aspetto freddo, abbastanza misero e trascurato.
La famiglia vive la vita quotidiana con molte restrizioni economiche, a causa dell’avarizia del padre.
La sera del ventitreesimo compleanno di Eugenie, a casa Grandet arrivano due famiglie, le quali vogliono far maritare ai propri figli la ragazza: i Cruchot e i Grassin; ma mentre giocano a tombola, arriva da Parigi il cugino Charles, il quale è stato mandato dal padre a casa dello zio per consegnarli una lettera dove gli racconta del suo fallimento e della successiva decisione di suicidarsi.
Come suo ultimo desiderio chiede a monsieur Grandet di prendersi cura del figlio Charles, di trattarlo come un figlio e riferirgli la drammatica notizia della sua morte.
Il giovane, essendo abituato alla vita di città ricca di privilegi, rimane molto deluso dalla casa dello zio, ma riceve subito tutte le attenzioni da parte di Eugenie, la quale per fargli pesare meno il trasferimento, abbellisce con l’aiuto di Nanon e della madre la sua stanza, usando anche oggetti riservati per le occasioni speciali.
La ragazza continua con l’aiuto della madre a cercare di fornire tutte le comodità possibili al cugino, soprattutto quando cade in depressione dopo che lo zio gli comunica la morte del padre.
Nel frattempo Charles decide di partire per le Indie in cerca di fortuna e per cancellare il fallimento del padre.
I due cugini entrano molto in confidenza, specialmente dopo che Eugenie consegna a Charles il suo denaro in cambio di un nécessaire di toeletta in oro contenente il ritratto della madre e del padre defunti, fino a giurarsi eterno amore prima della partenza di lui.
La madre viene a sapere dello scambio e ammira insieme alla figlia il tesoro.
La ragazza sente molto la mancanza del giovane e va spesso in giardino a piangere sulla panchina di legno.
A capodanno il padre vuole rivedere l’oro della figlia, ma la giovane gli confessa di non averlo più, senza dargli informazioni sull’investimento.
Allora l’uomo perde la pazienza e costringe la figlia in camera sua a pane ed acqua.
La ragazza riesce solo ad andare a trovare la madre quando il padre non c’è; ma un giorno monsieur Grandet le scopre mentre guardano lo scrigno di Charles e intuisce lo scambio avvenuto fra i giovani, così si getta con avidità sul cofanetto immaginando cosa avrebbe potuto ricavare con quell’oggetto prezioso.
Eugenie cerca di riprenderlo ma il padre glielo impedisce sino a quando la madre non si sente male, così restituisce l’oggetto alla figlia e la perdona baciandola.
L’uomo, con il passare dei giorni, diventa sempre più buono e fa venire il medico ogni volta che la moglie ne ha bisogno, senza badare alle spese.
Intanto l’avvocato di Grandet fa firmare ad Eugenie un atto in cui lei acconsente di lasciare la parte d’eredità che le spettava dalla morte della madre, al padre.
Dopo la morte della donna, il rapporto padre-figlia migliora, la ragazza viene a sapere dell’ammontare del reddito del padre e comincia a lavorare per lui, diventando così sempre più avara. Purtroppo una paralisi colpisce l’uomo, ma lei continua a tenere la contabilità.
Quando il padre muore, Eugenie rimane sola con la serva Nanon, che diventa la sua unica amica, ma anche quest’ultima in seguito l’abbandonerà per sposarsi.
La ragazza viene poi a sapere del tradimento del cugino attraverso una lettera: Charles era infatti diventato un avido arrampicatore sociale e non aveva esitato a sacrificare l’amore della cugina per un matrimonio d’interesse con mademoiselle D’Abrion che gli aveva fruttato un titolo nobiliare e una carica a corte.
Essendo ormai abituata alle delusioni, Eugenie si rassegna a sposare l’anziano presidente Cruchot de Bonfons, ma il loro rapporto è più che altro un’amicizia.
L’uomo muore senza eredi e così in paese si parla di chi potrà essere il nuovo marito della ricca vedova.
Il racconto è a focalizzazione “zero” e il narratore esterno onnisciente è lo scrittore stesso, il quale scrive il romanzo dal suo punto di vista e a volte addirittura interviene per esprimere i suoi giudizi, anticipando eventi futuri.
Lo spazio è quello della città di Saumur e naturalmente della casa di Grandet; viene citata anche Parigi, il luogo da cui proviene Charles, ma ad Eugenie non sarà mai concesso visitarla; la trasgressiva capitale francese viene così contrapposta alla noiosa Saumur.
Il tempo (IXX secolo) subisce invece delle accelerazioni e dei rallentamenti: fino alla scomparsa di Grandet è lento, mentre in seguito i fatti volgono rapidi alla conclusione e le ultime vicende di Eugenie sono molto sintetizzate.
La storia inoltre è verosimile, infatti, lo stile di Balzac è quello del romanzo realista.
Questo libro ha suscitato in me non poca rabbia per il comportamento di monsieur Grandet, ma anche per l’ingenuità di Eugenie.
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