Doping: dalle sostanze all'allenamento

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Testo

DOPING Definizione
Si definisce "doping" l'utilizzo di qualsiasi intervento esogeno (farmacologico, endocrinologico, ematologico, ecc) o manipolazione clinica che, in assenza di precise indicazioni terapeutiche, sia finalizzato al miglioramento delle prestazioni, al di fuori degli adattamenti indotti dall'allenamento.
Le sostanze dopanti
HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/stimolanti.htm" STIMOLANTI
Sono eccitanti centrali che generalmente mimano l'azione dei mediatori prodotti dal sistema neurovegetativo simpatico nel corso dell'esercizio fisico e in situazioni di stress. Migliorano il grado di attenzione e concentrazione e aumentano la resistenza alla fatica e la tolleranza allo sforzo.
HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/stimolanti.htm" \l "nar" NARCOTICI
Fanno parte della classe degli oppioidi e derivati (morfina, eroina, metadone). Svolgono un'azione analgesica centrale e calmante. Vengono utilizzati per spegnere la sensazione dolorifica come nel pugilato; per contrastarne in parte l'effetto di spegnimento dell'attenzione vengono assunti in combinazione con sostanze stimolanti. Danno tossicodipendenza.
HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/ste_an.htm" ANABOLIZZANTI
Gli steroidi anabolizzanti sono sostanze con azione simile a quella dell'ormone maschile testosterone. Le sostanze, come d'altra parte l'ormone, legandosi a specifici recettori cellulari inducono modificazioni tipiche legate alla differenziazione sessuale, principalmente un aumento della massa muscolare e della forza.
HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/ormoni.htm" ORMONI PROTEICI, GLICOPROTEICI E ANALOGHI
Gli ormoni sono sostanze naturali che fungono da "messaggeri" all'interno dell'organismo. Questo gruppo di sostanze и disomogeneo, in quanto comprende sostanze non strettamente correlate farmacologicamente fra di loro.

DIURETICI
L’uso dei diuretici induce disidratazione; si tratta di una forma di doping specificamente adottata negli sport ove esistono categorie di peso come la lotta, il sollevamento pesi e il pugilato: il vantaggio che ne deriva и quello di gareggiare in una categoria inferiore sfruttando la struttura fisica che competerebbe ad una categoria superiore. Tuttavia, la disidratazione и causa di ridotta funzione neuromuscolare e di difficoltа di termoregolazione in quanto il processo di sudorazione и meno efficiente

> Procedure proibite INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_trasp.gif" \* MERGEFORMATINET
EMOTRASFUSIONE
L'emotrasfusione rappresentava lo strumento adottato per aumentare la massa dei globuli rossi e quindi la capacitа di trasporto dell'ossigeno nel sangue. Attualmente la pratica и in disuso essendo stata soppiantata dall'assunzione di EPO.

MANIPOLAZIONE FARMACOLOGICA, CHIMICA E FISICA
Con questo termine si intendono procedure atte ad alterare i risultati dei test antidoping. Un esempio и rappresentato dall'assunzione del probenecid, un farmaco antigotta che inibisce la secrezione renale di ormoni steroidei e puт quindi mascherare l'assunzione di anabolizzanti.

> Sostanze con restrizione INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_trasp.gif" \* MERGEFORMATINET
CANNABINOIDI
Gli effetti variano con la dose: a basso dosaggio si ha euforia, a dosaggio medio si ha disinibizione, a dosi elevate aggressivitа. Tuttavia vi и anche un complesso corredo di sintomi non necessariamente positivi ai fini della performance e che manifestano segno di sofferenza del sistema nervoso centrale: diminuzione della forza muscolare, della memoria, dell'equilibrio.

CORTICOSTEROIDI
Trattamenti prolungati con corticosteroidi sono possibili su precise indicazioni mediche (in particolare in caso di asma e rinite allergica).

BETABLOCCANTI
Si tratta di farmaci che, tra le loro azioni, riducono la frequenza cardiaca. In alcune discipline, come nei tiri (arco, carabina, pistola), l'agitazione fa aumentare la frequenza cardiaca e questo sicuramente disturba la fase di puntamento.

ANESTETICI
Si tratta di farmaci che bloccano reversibilmente la trasmissione dello stimolo dolorifico verso il sistema nervoso centrale. Iniezioni sistematiche sono considerate doping, mentre и invece permesso il trattamento locale. Gli effetti dannosi sono legati al passaggio in circolo dell'anestetico e coinvolgono principalmente il tessuto nervoso centrale e l'apparato cardiocircolatorio producendo tra l'altro alterazioni dello stato psichico (agitazione,depressione, insonnia), blocco atrioventricolare, collasso cardiocircolatorio, ipotensione.

> Alternative al doping INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_trasp.gif" \* MERGEFORMATINET
INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/newred.gif" \* MERGEFORMATINET HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/arg00/scientificita_programmazione.htm" ALLENAMENTO: LA SCIENTIFICITА DELLA PROGRAMMAZIONE COME ALTERNATIVA AL DOPING
In questo articolo vengono analizzate le basi fisiologiche ed organizzative sulle quali impostare l'allenamento al fine di ottenerne i massimi benefici e risultati senza ricorrere all'uso dannoso e sleale del doping. INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/l.gif" \* MERGEFORMATINET
ALLENAMENTO:
LA SCIENTIFICITА DELLA PROGRAMMAZIONE COME ALTERNATIVA AL DOPING A cura del Prof. HYPERLINK "http://www.benessere.com/collaboratori/testi.htm" Mario Testi
Testo del Prof. HYPERLINK "http://www.benessere.com/collaboratori/pellis.htm" Giancarlo Pellis

La sindrome generale d'adattamento e l'intervento ormonale
Da T. Lucherini, C. Cervini: Medicina dello sport, Societа Editrice Universo, Roma, 1960, 630-631, a proposito dei risultati fatti registrare alle Olimpiadi di Roma nel 1960 si riporta:
"rimasti stazionari per lungo tempo e limitati esclusivamente al giа citato campo della costituzionalistica, gli studi sui rapporti tra ormoni e sport, alla stessa stregua che gli studi sui rapporti tra ormoni e altre branche della fisiopatologia e della medicina, hanno subito un cospicuo impulso solo dopo che Selye rese note le sue ricerche e le sue teorie sulla cosм detta 'Sindrome generale d'adattamento".
Tale "sindrome", ancora oggi, costituisce la base sulla quale и essenzialmente interpretato il meccanismo con cui l'individuo in via aspecifica si difende e, quindi, si adatta all'azione dei fattori alternativi del piщ svariato genere. Tra questi fattori alterativi Selye e gli altri autori, che successivamente se ne sono occupati, hanno incluso: agli agenti fisici, chimici, batterici, il lavoro muscolare, il lavoro intellettuale, la tensione emozionale, le variazioni di temperatura, ecc..
Giа agli inizi del 1900 erano stati avviati studi sulla adattabilitа degli organismi viventi, ivi compreso l'uomo, alle varie perturbazioni esterne ed interne (agenti alterativi o "stress") che su di essi esercitano la loro influenza. Selye ha avuto il merito di definire in maniera chiara e schematica, apportandovi il contributo di numerose ed originali ricerche personali, il meccanismo ormonale che permette il realizzarsi di questo adattamento.
I fondamenti essenziali di questa nuova concezione possono essere cosм sintetizzati:

1)
Nell'adattamento degli organismi all'azione dei vari fattori alterativi esogeni ed endocrini si realizzerebbero due tipi di complesse reazioni, di cui una specifica (esempio: ipertrofia dei muscoli nel lavoro muscolare, formazione d'anticorpi nelle infezioni batteriche, ecc.) e l'altra aspecifica: quest'ultima, pur nella sua proteiformitа, sarebbe praticamente la stessa qualunque sia l'agente alterativo che lo provoca.
2)
Il meccanismo con cui si stabilirebbe il complesso delle reazioni aspecifiche che permettono all'organismo di difendersi e di adattarsi, sarebbe sempre lo stesso qualunque sia il tipo d'alterativo che lo provoca; esso consisterebbe essenzialmente in un'aumentata produzione di corticoidi (specie glicocorticoidi) da parte della corteccia surrenale, fenomeno questo mediato tramite un'aumentata produzione iperfasica d'ormone corticotropo (ACTH).
3)
La dizione "sindrome generale di adattamento", con cui и espressa la somma di queste reazioni aspecifiche, porterebbe pertanto in se un significato finalistico, che sarebbe quello di permettere all'organismo di "adattarsi" ai diversi fattori alterativi, sм da poterli sopportare e superare. Base essenziale di questa adattabilitа aspecifica и una normalitа di funzione dell'asse ipofiso-corticosurrenalico, poichй i fenomeni peculiari non si verificano se il corticosurrene manca o se l'ipofisi non и in grado di stimolare il corticosurrene mediante il suo ormone corticotropo.

L'attivitа sportiva и uno stress
Una delle evenienze piщ gravi per uno sportivo и lo scarso rendimento che puт manifestarsi lentamente ed avere una durata piщ o meno lunga (come per i giocatori di calcio, alle volte di un'intera squadra), o manifestarsi invece, in maniera acuta (come ad esempio le "crisi" o "cotte" del corridore ciclista o del podista) sм da costringere all'interruzione della prestazione. Allo stato attuale dalle conoscenze, a parte l'intervento di altri fattori (di ordine fisico, psichico, neurovegetativo, in rapporto all'uso inconsulto di eccitanti, ecc.), sembra che notevole peso abbia nella genesi di questi fenomeni un'insufficiente funzione del corticosurrene, come denunciato sia dai dati di laboratorio precedentemente riferiti, sia dalla scarsa risposta della ghiandola alla stimolazione esogena con ACTH sia dalla sintomatologia strettamente affine a quella della insufficienza surrenale vera e delle insufficienze surrenali cosi dette "sub-cliniche" o "fruste"; facile stancabilitа, astenia, ipotensione, turbe gastroenteriche, ritardo nel recupero del peso perduto durante la prova, alle volte - anche se raramente - collasso e stato di shock.
Se questi episodi, acuti o di lunga durata, di scarso rendimento riconoscono come uno dei fattori della loro genesi un'insufficienza corticosurrenale si pone logicamente la questione:
A) della possibilitа di prevenirli con l'impegno di ormoni;
B) della convenienza di curarli con ormoni;
C) del come curarli con ormoni.
Si ritiene che le forme in parola, che spesso rasentano o fanno chiara parte della patologia, debbano andare di regola trattate con gli usuali mezzi che ha a disposizione la medicina sportiva: riposo, miglioramento dell'allenamento, cure climatiche, regolare alimentazione, tonici, sedativi, ecc…
L'impiego degli ormoni deve invece essere limitato, e sempre insieme con le predette misure, solo a particolari casi, e cioи quando vi siano condizioni di gravitа o di acuzie o quando il miglioramento non intervenga in periodi di tempo ragionevole o quando, infine, necessiti un particolare recupero che richieda una pronta ripresa di forma dello sportivo.
Le risposte aspecifiche
In virtщ di quanto precedentemente detto si capisce come l'organismo tenda a mantenere integra, con lievi oscillazioni, la propria struttura funzionale come risposta agli stimoli (stress) dell'ambiente in cui vive (temperatura, malattie, traumi, attivitа muscolare, ecc.).
Le reazioni sistemiche aspecifiche si manifestano secondo una risposta che si articola sempre nella successione di tre fasi:

INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_black.gif" \* MERGEFORMATINET
FASE DI SHOCK (insufficienza corticosurrenale acuta) nella quale l'organismo subisce passivamente l'azione dell'agente stressante manifestando pallore e sudorazione fredda, debolezza muscolare, tachicardia, ipotensione, ipovolemia, emoconcentrazione, ipoglicemia, ipocloremia, iperpotassiemia, ecc.;

INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_black.gif" \* MERGEFORMATINET
FASE DI CONTROSHOCK e DI RESISTENZA (risposta corticosurrenale) nella quale l'organismo mobilita le sue difese tendendo ad aumentare la sua resistenza con la normalizzazione del volume e della pressione del sangue, la caduta dell'ematocrito, l'elevazione della glicemia, l'aumento dell'escrezione dell'azoto, l'aumento dei leucociti, la caduta dei linfociti e degli eosinofili, ecc.
In questa fase le reazioni dell'organismo sorpassano il reale bisogno di compensazione

INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_black.gif" \* MERGEFORMATINET
FASE DI ESAURIMENTO (esaurimento cortico surrenale) nella quale l'organismo soccombe agli agenti dannosi; essa puт comparire piщ o meno tardivamente in rapporto alle capacitа di risposta dell'organismo stesso e all'intensitа dello stress.
La fase di esaurimento puт anche mancare qualora lo stress si esaurisca in tempo utile, come avviene, nell'attivitа sportiva.

Le reazioni specifiche
Secondo Selye, l'attivitа muscolare и uno "stress" che provoca un periodo di shock molto breve e debole, seguito da fenomeni molto pronunciati di contro-shock che, come giа esposto, amplificano la risposta compensativa. Gli agenti stressanti, basati sull'esercizio fisico hanno un indirizzo molto mirato e preciso, in base alla specificitа della disciplina praticata e quindi impegnano molto settorialmente tutto il meccanismo di risposta.
In base al tipo di stimolo и attivata una puntuale risposta che permette all'organismo di reagire con specificitа all'evento stressante: и l'asse ipofiso-corticosurrenalico che attiva il meccanismo di adattamento specifico ormonale e funzionale: ad esempio la termoregolazione se lo stress и determinato dal passaggio da un clima all'altro, l'aumento delle difese immunitarie se la causa stressante и un'infezione, l'aumento della massa muscolare se l'organismo compie un impegnativo lavoro meccanico, ecc..
In tutti i casi, in base alla specificitа dello stress la risposta organica, и ripagata con un livello maggiore speso per resistere e rispondere allo stress.
Riferendosi al lavoro muscolare, possiamo dire che esso attiva la funzionalitа dell'asse ipofiso-corticosurrenalico che a sua volta attiva (sempre su base ormonale) il sistema muscolare ed il processo energetico piщ appropriato per poter protrarre il lavoro fino al suo compimento.
Finito il lavoro, nella fase di recupero, l'organismo ristabilisce in maniera autonoma ed in quantitа superiore a quanto speso nel lavoro stesso (supercompensazione), in previsione di un impegno successivo e piщ gravoso.
Il bivio tra programmazione e doping
In quest'ultimo concetto, che andremo ad approfondire, esiste il bivio tra i principali metodi utilizzati per elevare la capacitа organica:

INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_black.gif" \* MERGEFORMATINET programmando l'allenamento in maniera organizzata, sfruttando i principi fisiologici dell'adattamento; INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_black.gif" \* MERGEFORMATINET sfruttando l'intervento esogeno di sostanze farmacologiche a base ormonale.
In tutti e due i casi, comunque, si tende ad aumentare la potenzialitа del sistema ormonale che sta alla base del lavoro muscolare.
La differenza consiste:

INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_black.gif" \* MERGEFORMATINET nel primo caso, nell'elevarla in maniera naturale, imponendo all'organismo degli stress (esercizi o stimolo) con carico crescente ed articolati in maniera organizzata e ciclica, in modo da sfruttare l'effetto della supercompensazione INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/punto_black.gif" \* MERGEFORMATINET nel secondo caso tale aumento и demandato, per via esogena, all'utilizzo di sostanze definite dopanti.
La programmazione dell'allenamento
Tralasciando (e condannando) questa seconda strada, possiamo analizzare le basi fisiologiche ed organizzative sulle quali impostare l'allenamento al fine di ottenerne i massimi benefici e risultati.
LA SUPERCOMPENSAZIONE
Se la prima esposizione non и stata troppo severa e la durata della fase di riposo и stata sufficiente, la seconda esposizione trova l'organismo giа predisposto e con un grado di adattamento superiore in partenza, giacchй l'organismo ripaga sempre il lavoro svolto con un livello di recupero maggiore di quanto speso.
Questo aumento di disponibilitа energetica и definita supercompensazione. Ciт porta ad un successivo innalzamento della resistenza allo stimolo specifico rispetto a quella che aveva la prima volta, purchй il tempo intercorso tra le due esposizioni non sia eccessivo e l'organismo ne conservi il ricordo. In questo caso, una nuova esposizione ben dosata anche se piщ intensa della precedente, farа aumentare ancora la capacitа di risposta e si costituirа cosм per ripiani, un aumento della resistenza predisponendo il sistema ad impegni sempre piщ gravosi.
L'organismo, infatti, si adatta a tale successione di stress con precise reazioni specifiche che si esplicano ad esempio con l'ipertrofia muscolare, ipertrofia cardiaca, ecc., indispensabili nell'attivitа sportiva poichй sono la base della forza e della resistenza.
Nell'intervallo tra un'esposizione e la successiva si instaurano e si consolidano i fenomeni di adattamento; la regolaritа all'esposizione determina il potenziamento del sistema per effetto di sommazione.
Una corretta organizzazione del lavoro muscolare, quindi, deve prevedere una razionale distribuzione ciclica del rapporto stimolo-adattamento affinchй si possa esaltare al massimo l'effetto della supercompensazione.
Il collocamento dello stimolo (carico della seduta di lavoro) dedicato allo sviluppo della supercompensazione, deve essere perciт accuratamente studiato; in linea generale esso va inserito quando la supercompensazione precedente puт essere considerata completamente avvenuta.
Le singole funzioni biologiche che sono alla base dei principali indirizzi allenanti, hanno precisi tempi di supercompensazione; tale dinamica и definita eterocronismo e la sua conoscenza и fondamentale per la programmazione dell'alternanza dei carichi di allenamento che deve essere impostata sui tempi di ristabilimento parziale o totale delle varie funzioni.

FUNZIONE.BIOLOGICA
INDIRIZZO ALLENANTE
(t") SUPERCOMPENSAZ.
AUMENTI SIGNIFIC.
fosfocreatina
forza- velocitа
circa 30 min

glicogeno
resistenza
2 - 3 ore
7 - 10 gg
metabol. proteine
trofia muscolare
36 - 48 ore
20 - 30 gg
enzimi ciclo krebs
endurance

20 - 40 gg

L'organizzazione ciclica dello stimolo
Nell'attivitа sportiva lo stimolo и dato dal carico allenante del "contenuto della seduta di lavoro", ovvero dalla somma del carico di lavoro proposto per ogni singola esercitazione in ogni seduta di allenamento (definibile dalla scelta dalle esercitazioni - tipo e numero), dal carico di lavoro, dal numero di ripetizioni e dal numero delle serie nonchй dai tempi di recupero e di pausa e dalla velocitа di esecuzione.
Stabilito il "contenuto delle sedute di lavoro", и fondamentale impostare il giusto collocamento nel tempo, del carico allenante, il cui incremento tra le sedute di lavoro deve essere inserito quando и stata raggiunta la massima entitа della supercompensazione sviluppata con l'allenamento precedente.
Ciт presuppone che i carichi di lavoro tra le sedute e tra i microcicli devono essere incrementati gradualmente e progressivamente, ma alternati da precise fasi di sfogo (nelle quali il carico deve diminuire) e fasi di riposo. E' in tali periodi che avviene l'adattamento organico (reazioni specifiche) e cioи l'insediamento ed il rafforzamento di quei meccanismi che ripagano il lavoro effettuato, accrescendo cosм le riserve funzionali e predisponendo il sistema biologico ad un impegno piщ gravoso.
Questo tipo di distribuzione dello stimolo-adattamento deve avvenire mediante un'organizzazione ciclica per garantire la ripetizione dello stimolo in tempi utili al fine di sfruttare la supercompensazione; tale organizzazione deve creare dei cicli di lavoro consequenziali articolati in cicli di breve e lunga durata che nel mondo dello sport и chiamata periodizzazione.
Conclusioni
Da quanto riportato si puт concludere che Selye ha individuato nell'attivitа motoria uno stress che scatena fenomeni di adattamento aspecifici e specifici che hanno come base l'attivitа ormonale ed ha descritto le risposte fisiologiche che potenziano l'organismo predisponendolo ad uno stimolo successivo di piщ elevata intensitа.
E' tale attivitа ormonale, quindi, che indubbiamente deve essere elevata per poter aumentare la performance sportiva.
Di conseguenza le strade da percorrere possono essere come detto due: quella esogena (farmacologica) o quella fisiologica basata sull'organizzazione dell'allenamento che potenzia la funzionalitа ormonale in maniera naturale ed autonoma e che costringe l'atleta a vincere e sopportare carichi di lavoro sempre piщ impegnativi ed intensi con un forte intervento della sua volontа e della sua determinazione.
Quest'ultimo punto fa riflettere indubbiamente sulla determinazione che и acquisita dall'atleta stesso e che и trasformata in "sana aggressivitа agonistica" nel momento della competizione.
Chi si abitua a superare se stesso in allenamento saprа con piщ decisione superare un avversario durante una competizione. La vittoria nasce dalla convinzione e conoscenza delle proprie capacitа e dalla determinazione nel dare tutto quello che si ha.
L'organizzazione dell'allenamento, quindi, и un fatto puramente scientifico, che anche se con gli appropriati aggiustamenti determinati dalla reale applicazione pratica, deve rispettare le leggi fisiologiche che regolano l'adattamento organico allo stress.
Bibliografia
T. Lucherini, C. Cervini: Medicina dello sport, Societа Editrice Universo, Roma, 1960, 641-642

STIMOLANTI
Amfetamina
Sostanza ad azione simpaticomimetica, mima cioи l'azione di mediatori prodotti dal sistema neurovegetativo simpatico il quale si attiva nel corso dell'esercizio fisico e in situazioni di stress. L'amfetamina и un eccitante centrale (a dosi 5-20 mg; gli effetti si protraggono per lungo tempo).
Possiede una potente azione antifatica, aumenta la concentrazione, non migliora la potenza aerobica e anaerobica, migliora la resistenza e la tolleranza allo sforzo. Spegne l'appetito e quindi и anche assunta per il controllo del peso corporeo.
Dа assuefazione. Il pericolo и rappresentato da aritmie gravi e ipertermia (caso Simpson).
Caffeina
Eccitante centrale con effetti sui sistemi cardiocircolatorio e respiratorio. E' contenuta nel caffи, nel the, nel cioccolato, nei semi di cacao e di cola. Una tazza di caffи ne contiene da 150 a 250 mg, una tazza di the da 70 a 130 mg e una bibita circa 50 mg.
La caffeina non migliora la potenza espressa, tuttavia una buona dose (350 mg), prima di una prova di durata, migliora sensibilmente la resistenza alla fatica HYPERLINK "javascript:biblio()" (7) .
Facilita l'uso dei grassi e quindi risparmia il glicogeno.
Una dose di 600-800mg assunta nell'arco di mezz'ora porta ad un aumento del dosaggio urinario al di sopra del limite massimo consentito (12 mg/ml) e squalifica.
L'iperdosaggio puт causare eccitazione psicomotoria, emicrania, irritabilitа, aritmie cardiache gravi.
Cocaina
E' un potente psicostimolante ma ha anche azione anestetica locale. Sviluppa aggressivitа, puт portare ad allucinazioni, alterazioni dei riflessi, ansia, anoressia, nausea, insonnia. Dа sindrome da astinenza alla sospensione. E' diffusa nel tennis, nell'automobilismo e nel pugilato.
NARCOTICI
Fanno parte della classe degli oppioidi e derivati (morfina, eroina, metadone). Svolgono un'azione analgesica centrale, calmante ed euforizzante. Vengono utilizzati per spegnere la sensazione dolorifica come nel pugilato. Per contrastarne in parte l'effetto
ANABOLIZZANTI SOSTANZE DOPING INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/l.gif" \* MERGEFORMATINET
STEROIDI ANABOLIZZANTI
Gli steroidi anabolizzanti sono sostanze con azione simile a quella dell'ormone maschile testosterone. Le sostanze, come d'altra parte l'ormone, legandosi a specifici recettori cellulari inducono modificazioni tipiche legate alla differenziazione sessuale, principalmente un aumento della massa muscolare e della forza.
Negli steroidi di sintesi viene ridotto l'effetto mascolinizzante mantenendo perт l'effetto stimolante sul metabolismo proteico (deposizione di matrice muscolare). Le dosi dopanti (50-200 mg al giorno) sono dieci volte superiori a quelle consigliate per uso terapeutico. Si possono assumere per bocca o con iniezione ritardo.

Negli Stati Uniti sono disponibili statistiche relativamente all'uso degli steroidi anabolizzanti: tra il 92 e il 93 almeno 500000 persone hanno fatto uso di steroidi, con un giro economico stimato in 100 milioni di dollari all'anno. Almeno 1 ragazzo su 15 ne ha fatto uso; il 25% di questi ragazzi ha invocato una ragione puramente estetica nell'assunzione delle sostanze.
L'assunzione di ormoni steroidei induce un aumento della massa muscolare e questo, a sua volta, consente di affrontare allenamenti piщ pesanti e di conseguenza miglioramenti piщ marcati derivanti dall'allenamento stesso nelle prove di scatto e potenza. Inoltre gli steroidi inducono riduzione della massa grassa. L'assunzione di farmaci steroidei inibisce la sintesi endogena di testosterone. In uno studio condotto su sollevatori di pesi che assumevano steroidi anabolizzanti si и riscontrato che, alla cessazione della somministrazione, la concentrazione plasmatica di testosterone era ridotta alla metа del normale e rimaneva inferiore al normale per 12-16 settimane. HYPERLINK "javascript:biblio()" (14)
Nei maschi, si verifica anche un aumento dell'ormone femminile estradiolo di circa sette volte rispetto al normale
ANABOLIZZANTI NON STEROIDEI
Includono sostanze con effetto anabolico se somministrate sistematicamente (salbutamolo, salmeterolo, terbutalina, beta-agonisti).

ORMONI PROTEICI, GLICOPROTEICI e ANALOGHI SOSTANZE DOPING INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/l.gif" \* MERGEFORMATINET
Ormone dell'acrescimento (GH)
Il GH (growing hormone) и l'ormone dell'accrescimento ed и prodotto dall'ipofisi, piccola ghiandola posta nella scatola cranica alla base del cervello (essa produce molti altri ormoni che controllano anche la funzione sessuale nell’uomo e nella donna). Durante la crescita, l'azione del GH facilita la deposizione della cartilagine di accrescimento che, disposta nelle parti distali delle ossa, porta all'accrescimento in lunghezza delle ossa stesse. Un eccesso di produzione di GH, durante l'accrescimento, sviluppa il quadro del gigantismo. Se l'eccesso di produzione permane dopo il completamento dell'accrescimento corporeo (intorno ai 20 anni), si sviluppa il quadro dell'acromegalia. L'acromegalico presenta caratteristiche somatiche tipiche: i lineamenti del volto molto marcati con bozze frontali molto prominenti e grosso naso, la mandibola и grossa e squadrata, le mani sono larghe e le dita nodose.
Attualmente il GH и sintetizzabile; tutto il GH di provenienza animale и stato ritirato dal commercio per il rischio di contrarre il morbo della "mucca pazza". L'indicazione terapeutica del GH и per il trattamento di bambini con insufficienza ipofisaria.
Nell'ambiente sportivo il GH proviene esclusivamente dal mercato nero spesso in forma adulterata. Il suo uso stimola la deposizione di massa muscolare e la riduzione della massa grassa HYPERLINK "javascript:biblio()" (6) .
Il GH viene normalmente prodotto in condizioni di attivazione del sistema neurovegetativo simpatico (tipicamente durante il lavoro muscolare) pertanto и difficile rilevare un'eventuale somministrazione di GH esogeno.
ACTH (Corticotropina)
E’ uno degli ormoni prodotti dall’ipofisi.
La corticotropina stimola la funzione della corteccia surrenale, la quale produce ormoni che, a loro volta, controllano il metabolismo glucidico e l’equilibrio idrico salino. L’attivazione dell’ACTH e della corteccia surrenale и tipica nelle condizioni di stress, pertanto la giustificazione nell’uso di questo ormone и quella di fornire all’atleta una maggior quota di ormone per fronteggiare lo stress. Le complicazioni sono gravi tenuto conto dell’azione multifocale dell’ACTH e degli ormoni surrenali: ritenzione idrica, diabete, alterazioni cutanee, riduzione delle difese immunitarie, miopatie, obesitа, osteoporosi, ulcera gastroduodenale.
GONADOTROPINA CORIONICA
Questo ormone ha effetti diversi nell’uomo e nella donna. Nell’uomo, controlla la produzione di testosterone, pertanto viene assunto per ottenere gli stessi effetti degli ormoni androgeni steroidei. Nella donna controlla il processo dell’ovulazione; и anche detto “l’ormone della gravidanza”. Gli effetti collaterali sono riconducibili a quelli degli steroidi anabolizzanti. Due sintomi gravi sono rappresentati dalla cefalea fastidosissima e, sul piano psicologico, dalla depressione.
ERITROPOIETINA (EPO)
Si tratta di una molecola glicoproteica di dimensioni relativamente piccole responsabile del controllo della produzione di globuli rossi. Nel 1977 fu ottenuta EPO purificata dalle urine umane. La sintesi di EPO si effettua per il 90% nei reni e per il 10% nel fegato. Nel rene alcune cellule funzionano come sensori dello stato di ossigenazione del sangue: se questo scende, i sensori inducono sintesi di EPO da parte di specifiche cellule poste vicino ai tubuli renali. L'EPO prodotta nel rene va poi ad agire a livello del midollo osseo stimolando la produzione di globuli rossi. Tipiche condizioni nelle quali viene stimolata la produzione di EPO sono l'esposizione all'alta quota HYPERLINK "javascript:biblio()" (15) e l'ischemia renale: sotto stimolo ipossico la sintesi di EPO aumenta anche di cento volte. Dal 1983 и stato possibile ottenere EPO mediante la tecnica del DNA ricombinante e renderla quindi disponibile in clinica per il trattamento delle anemie nei nefropatici cronici. L'EPO endogena e l'EPO esogena sono perfettamente sovrapponibili dal punto di vista degli effetti e questo и largamente vero anche dal punto di vista della struttura chimica. La dose nei pazienti anemici per nefropatia и di 50 UI/kg per tre volte alla settimana per via endovenosa; l'efficacia del trattamento viene valutata misurando l'ematocrito e cioи il rapporto volumetrico tra parte corpuscolata del sangue (globuli rossi) e plasma. Nell'arco di tre mesi si raggiunge uno stato stazionario che viene successivamente mantenuto dimezzando la dose ed effettuando piccole correzioni di somministrazione (dell'ordine di 10- 20 UI/kg). L'EPO possiede un'emivita di 3-4 ore ma in effetti la farmacocinetica e la farmacodinamica possono prolungarne l'azione sino a 5-10 giorni dopo l'ultima somministrazione; questa inerzia ne determina una gestione delicata che puт facilmente sfuggire di mano
L'uso dell'EPO nel mondo sportivo и finalizzato ad aumentare la massa dei globuli rossi, e quindi il trasporto di ossigeno nel sangue, nelle discipline di resistenza.
L'aumento dei globuli rossi и valutato in termini di ematocrito che indica la frazione volumetrica occupata dai globuli rossi nel sangue. Normalmente la massa dei globuli rossi и il 45% della massa sanguigna; un suo aumento eccessivo porta alla complicazione della trombosi. L'ematocrito aumenta con l'esposizione all'alta quota: ci vogliono mediamente tre settimane perchи dal valore fisiologico di 45 si arrivi a 50 e almeno quattro per raggiungere il 52. Le oscillazione dell'ematocrito sono quindi fisiologicamente lente.
L'ematocrito si misura centrifugando il sangue, procedura che consente una separazione dei globuli rossi dal plasma: i primi, avendo densitа maggiore si accumulano nella parte bassa della provetta, il secondo si dispone nella parte superiore. Con mezzi tecnici adeguati, la misura dell'ematocrito и relativamente facile; con mezzi da campo puт dare origine ad errori consistenti.
Il limite di 50 posto per gli atleti rappresenta un valore considerato patologico in ambito clinico; in termini sportivi significa di fatto liberalizzare l'uso dell'EPO purchи non si oltrepassi il limite di 50.
Sulla validitа del limite si puт ovviamente disquisire. Hanno influenza sull'ematocrito lo stato di idratazione dell'organismo e quindi anche il volume della massa plasmatica. In condizioni di disidratazione l'ematocrito tende ad aumentare; un aumento dell'ematocrito si registra anche al mattino in conseguenza del fatto che, durante la notte, si verifica una tendenza alla riduzione della massa plasmatica per maggior perdita di acqua attraverso le urine.
SCI DI DISCESA: INTRODUZIONE HTMLCONTROL FPDTC.LINKBAR.1
Un po' di storia ...
Nel 1555 si pubblicт a Roma la versione italiana del testo dell'arcivescovo di Uppsala, Olaus Magnus, intitolato Historia de gentibus septentrionalibus.
Vi si descrivono "certi legni lisci e piani, piegati e ritorti in punta..... accomodati e ben fermati ai piedi con i quali le genti settentrionali si girano e trasportano sopra li alti monti de le nevi con meravigliosa destrezza".
Circa cento anni dopo, nel 1663 il sacerdote ravennate Francesco Negri compм un lungo viaggio nelle regioni nordiche e raccolse le sue esperienze in un libro intitolato "Viaggio settentrionale". Egli riferisce di "due tavolette sottili, che non eccedono in larghezza il piede, lunghe otto o nove palme, con la punta alquanto rilevata per non intaccar la neve".
Nell'ottocento uno sciatore и il protagonista del romanzo Ondina di Frйderic de la Motte Fouquй.
Nel 1888 il norvegese Nansen attraversт la Groenlandia con gli sci.
Fu un eclettico pittore svizzero, Mathias Zdarsky, alpinista solitario e montanaro di elezione a inventare lo slalom. Egli organizzт una gara di discesa con 800m di dislivello e 47 porte. Nel 1900 fu lui a proporre e fondare la Federazione Internazionale dello Sci Alpino. Era intrepido e coraggioso e sfidт i norvegesi, popolo di grandi tradizioni sciistiche, ad una gara di discesa con partenza dalla vetta del Monte Bianco.
Sempre verso la fine dell'ottocento e agli albori del novecento, nacque il turismo sciistico.
Si far risalire il business dello sci invernale all'iniziativa di un pastore metodista, certo Henry Lunn, che rientrato dalle Indie in condizioni di salute molto precarie, decise che suo compito era quello di risolvere il problema della divisione della cristianitа. Cosм organizzт una conferenza di teologi a Grindelvald. Per organizzare i viaggi dei vari invitati, Henry Lunn mise in piedi un'agenzia turistica. Il risultato del convegno fu del tutto negativo per quanto riguardava la riunione della cristianitа: rimase perт l'agenzia che cominciт a gestire un flusso turistico ben presto indirizzato alla stagionalitа sciistica.
Non si puт terminare questa breve nota storica senza citare Hemingway che nei Quarantanove racconti parla per il suo protagonista Nick di "...una inebriante e travolgente corsa, balzi improvvisi per superare ripidi dislivelli sul fianco del monte.. con meravigliosa sensazione fisica del volo".
Bene, veniamo ad oggi. Lo sci di discesa rappresenta un vero e proprio fenomeno di rilevanza sociale, lo dimostrano le code alla partenza degli impianti e il business che ruota intorno a questa elegante attivitа sportiva.
Fisiologia
Lo sci di discesa presenta molti aspetti positivi. E' attivitа fisica relativamente facile. Si puт sciare bene o male, ma и certo che tutti sono in grado di acquisire una tecnica sufficiente a destreggiarsi, soprattutto oggi ove le piste sono battute meccanicamente e ogni asperitа и stata cancellata.
Inoltre, lo sci di discesa garantisce una gran bella vista e una compagnia simpatica.
Infine, non и molto dispendioso dal punto di vista energetico, si sfrutta infatti l'accelerazione di gravitа. La spesa energetica serve solamente a frenare la progressione e a modificare il percorso: la spesa energetica и maggiore quanto maggiore и l'effetto freno e questo и esattamente il caso di un principiante che si oppone con tutte le sue forze all'aumento della velocitа.
Lo sci di discesa и disciplina fondamentalmente tecnica ad elevato contributo HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/fisiologia_dell'allenamento.htm" anaerobico : si caratterizza quindi con contrazioni elevate dei gruppi muscolari e produzione di acido lattico. La fatica del discesista e il suo ansimare in fondo alla discesa rispecchiano l'acidosi che si genera in seguito alla produzione di acido lattico. E' importate ricordare che la via di produzione dell' acido lattico consuma rapidamente glicogeno muscolare. Pertanto, malgrado il costo energetico globale dello sci da discesa sia relativamente basso (se paragonato ad esempio allo sci di fondo), non и infrequente che il soggetto manifesti ipoglicemia. Questa si rende anche maggiormente evidente in alta quota.
E' quindi utile e consigliato avere a disposizione qualche snack.
La stanchezza dei muscoli alla fine di una giornata rispecchia esattamente il forte impegno anaerobico.
Allenamento
Le doti necessarie a dominare la tecnica includono una notevole forza nei muscoli degli arti inferiori ma anche una grande coordinazione neuromuscolare. La coordinazione si acquista con grande facilitа nell'etа infantile e quindi per diventare buoni sciatori bisogna calzare gli sci molto presto (simile considerazione vale anche per altre discipline ad elevato contenuto tecnico come la ginnastica artistica e la scherma).
L’allenamento nello sci di discesa include una fase a secco molto importante. Occorre migliorare la forza, la flessibilitа e la mobilitа articolare.
Un buon allenamento a secco previene gli incidenti di percorso. Due mesi di allenamento (ottobre e novembre) in palestra ma anche all’aperto sono sufficienti a presentarsi in buona forma.
L’aumento della forza degli arti inferiori si ottiene mediante esercizi con macchine ergometriche o sollevamento pesi.
Se da un lato si ottiene un effetto positivo in termini di aumento della forza, dall’altro occorre prestare molta attenzione a non causare sovraccarichi che si traducono successivamente in infiammazioni delle inserzioni tendinee.
Il punto delicato и come sempre il ginocchio; quindi non conviene eccedere con questo tipo di lavoro.
Sugli sci, all’inizio della stagione, bisognerebbe ripassare lo stile e sforzarsi di eseguire bene i movimenti. Questo in effetti andrebbe fatto ad ogni uscita nei primi 10-20 minuti.
La fatica muscolare и il principale nemico dello sciatore e rappresenta in effetti la principale causa di incidenti; questi si verificano con maggior frequenza all’ultima discesa della giornata.
Alimentazione
Malgrado il costo energetico globale dello sci da discesa sia relativamente basso (se paragonato ad esempio allo HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/sci_da_fondo.htm" sci di fondo ), non и infrequente che il soggetto manifesti ipoglicemia. Questa si rende anche maggiormente evidente in alta quota.
E’ quindi utile e consigliabile avere a disposizione qualche snack.
La stanchezza dei muscoli alla fine di una giornata rispecchia esattamente il forte impegno anaerobico. E’ importate ricordare che la via di produzione dell’acido lattico consuma rapidamente glicogeno muscolare, quindi la fatica и un fenomeno molto localizzato ai muscoli usati.
SCI ALPINISMO
Un interessante sviluppo dello sci di discesa и lo sci-alpinismo. In questo caso il costo energetico и considerevolmente aumentato in quanto bisogna coprire il dislivello di salita (spesso parecchie ore). Poi viene la discesa, su nevi spesso vergini, ma variabili e spesso difficili da interpretare.
Sopra i 3000m in primavera si ha spesso la neve cosidetta "trasformata"; si intende con questo termine il fatto che la neve gela di notte creando un manto duro e resistente alla pressione dello sci che quindi non affonda. Alle prime luci del sole lo strato superficiale della neve si scioglie leggermente (per 1-2 cm) e cosм si scia beatamente su una superficie regolarissima che consente brillanti evoluzioni.
Itinerari
Vi sono molti splendidi itinerari una volta riservati allo sci alpinismo ma attualmente aperti al grande pubblico, come la discesa della "mer de glace" da Punta Helbronner (si raggiunge in funivia) fino a Chamonix. La discesa si snoda in uno scenario selvaggio e affascinante di alta montagna. Bisogna godersi lo spettacolo e godersi anche la discesa ma и indispensabile controllare le evoluzioni per non finire dritto in un crepaccio.
Per gli appassionati dello sci totale, a Chamonix si puт prendere la funivia sino all'Aiguille du Midi; da qui si scende la Vallйe Blanche in fondo alla quale ci si raccorda alla pista che discende dalla Punta Helbronner, da qui, sci in spalla o pelli di foca, bisogna risalire.
In tempi eroici e osservando una tabella di marcia si и ancora in tempo per scendere su Courmayeur per il ghiacciaio di Toula. Per questa ultima parte ci vogliono gambe solide, soprattutto all'inizio; non fatevi sorprendere dall'ipoglicemia nel canalino che scende sul ghiacciaio e sul primo traverso verso destra.
Lo sci alpino и un'attivitа sportiva che coinvolge i principali distretti muscolari ed in particolare quelli degli arti inferiori.
Pur essendoci essenzialmente un solo gesto atletico fondamentale che si puт individuare nella curva di base, questo viene ripetuto innumerevoli volte e in condizioni ed occasioni diverse tali da determinare il totale coinvolgimento di tutta la struttura corporea. Decisiva risulta quindi una capacitа di coordinazione dell'attivitа dei singoli gruppi muscolari.
Alla base di questo processo vi и la capacitа da parte del sistema nervoso centrale di elaborare e rispondere agli stimoli determinati dalle varie situazioni esterne (tipo di terreno e tipo di tracciato) che si possono presentare lungo il pendio.
Le principali fasi della curva quindi possono essere riassunte in: discesa diagonale, piegamento con angolazione, distensione, anticipazione ed appoggio del bastoncino, piegamento con angolazione opposta alla precedente.
Le azioni muscolari principali sono scomponibili nei due movimenti fondamentali: la flesso-estensione degli arti inferiori e la torsione del tronco che coinvolge anche le articolazioni del ginocchio e dell'anca.
I gruppi muscolari interessati sono tutti coinvolti per garantire la necessaria condizione di equilibrio in relazione alla velocitа ed alle innumerevoli variazioni del terreno.
GRUPPI MUSCOLARI INTERESSATI
Flesso estensione
Glutei (grande, medio, piccolo),
Quadricipite femorale,
Tensore della fascia lata,
Sartorio,
Tricipite surale,
Torsione
Retto dell'addome,
Obliqui,
Ileo psoas,
Intertrasversali,
Interspinali spinali del dorso.

Le specialitа dello sci
Lo sci alpino prevede 4 diverse specialitа che si differenziano tra loro per la distanza del tracciato, per la velocitа raggiunta nella discesa per la frequenza e raggio delle curva che lo sciatore deve affrontare:
DISCESA LIBERA
И la gara nella quale si raggiunge la massima velocitа (anche oltre i 120 km/h). La disciplina prevede poche curve direzionali e lunghi salti, durante i quali l'atleta deve mantenere una posizione piщ raccolta possibile per evitare che la sua aerodinamica lo freni durante la discesa.
SUPER G
Ha le caratteristiche molto simili alla discesa libera anche se con un numero piщ elevato di porte disposte sulla pista in modo da rendere la disciplina piщ tecnica e meno veloce
SLALOM GIGANTE
E' caratterizzato da un tracciato disegnato con curve di ampio raggio inframmezzate da tratti diagonali particolarmente tecnici.
SLALOM SPECIALE
E' la specialitа piщ spettacolare. E' caratterizzata da porte vicine e strette che esaltano le caratteristiche funamboliche, tecniche e fisiche dello sciatore.
Specificitа della contrazione muscolare nello sci
La dinamica dello sci impegna la muscolatura dell'arto inferiore con diverse forme di contrazione:
INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET Contrazione Concentrica, espressa nella distensione degli arti inferiori in uscita dalle curve; INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET Contrazione eccentrica, espressa nel piegamento che precede la curva, nelle fasi di ammortizzazione dopo un salto o dopo un dosso; INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET Contrazione eccentrico concentrica, tipica delle fasi veloci dello slalom speciale durante le quali lo sciatore alterna in maniera molto rapida il piegamento e l'estensione degli arti inferiori INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET Contrazione isometrica, richiesta nelle fasi di stabilizzazione della posizione che l'atleta deve assumere per mantenere una posizione piщ aerodinamica possibile. L'allenamento
Per rispettare i criteri esposti precedentemente e poterli cosм trasformare in un preciso metodo di allenamento, si devono adottare particolari e semplici accorgimenti che possono essere riproposti nell'allenamento a secco da effettuarsi un paio di mesi prima della stagione sciatoria.
IL CONDIZIONAMENTO MUSCOLARE
La metodologia attualmente piщ usata per l'allenamento dello sciatore, prevede il sovraccarico come mezzo principale per lo sviluppo delle caratteristiche muscolari.
Gli attrezzi piщ comunemente utilizzati sono: i bilancieri e le macchine da muscolazione.
I bilancieri, sono attrezzi semplici, poco costosi ma che richiedono una tecnica particolare e specifica; sono consigliati ad atleti esperti, in considerazioni delle problematiche che possono sorgere se l'esecuzione viene fatta in maniera errata.
Le macchine da muscolazione permettono un movimento specifico richiedendo, per l'esecuzione, l'impegno settoriale di uno specifico gruppo muscolare.
Queste ultime sono molto semplici, sicure ed adatte a tutti, atleti esperti e non, giovani ed anziani. Il problema fondamentale del loro utilizzo risiede nella scelta corretta del carico di lavoro che deve essere perfettamente calibrato sulle potenzialitа del singolo individuo.
LA PRESSA
И l'attrezzo fondamentale per l'allenamento " a secco " dello sciatore. Impegna i principali muscoli estensori dell'arto inferiore (vedi HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/sci_discesa.htm" \l "tab_a#tab_a" Tab. dei GRUPPI MUSCOLARI INTERESSATI ) e permette di eseguire l'allenamento senza creare condizioni di affaticamento sulla colonna vertebrale.
I CARICHI DI LAVORO
Per stabilire l'esatto carico di lavoro, и indispensabile inizialmente valutare la forza massima (massimale) che il gruppo muscolare specifico riesce ad esprimere nell'esercitazione programmata.
Un sistema adottabile per determinare il proprio massimale (ad esempio alla pressa), и quello di eseguire una serie di singole alzate ognuna svolta con un carico diverso e crescente, fino ad arrivare ad un carico che non si riesce piщ a sollevare. Ogni singola prova deve essere seguita da un tempo di recupero (circa 2 minuti) prima di intraprendere il sollevamento successivo. L'ultimo carico vinto viene considerato "il massimale".
A questo punto и possibile stabilire carichi di lavoro funzionali all'indirizzo che si vuole dare all'allenamento:
Indirizzo dell'allenamento
% del
massimale
Numero delle ripetizioni
Numero delle serie
Tempo di recupero (in minuti)
RESISTENZA
30-50
18-20
3
1.00"
VELOCITА
50-80
06-10
4
2.00"
FORZA CONCENTRICA
80-95
01-04
4
3.30"
FORZA ECCENTRICA (*)
120-130
05-07
3
3.00"
(*) Viene allenata utilizzando la metodica del carico cedente, con piegamenti al ginocchio fino ad un angolo massimo di 100-90 gradi.
Come si puт notare ad ogni specifico indirizzo allenante corrisponde:
INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET l'indicazione percentuale secondo la quale il massimale deve venire abbattuto per stabilire il corretto carico di lavoro; INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET il numero delle ripetizioni da effettuare con il carico di lavoro calcolato; il numero di serie (o gruppi di ripetizioni) da svolgere; INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET il tempo di recupero da rispettare tra le serie programmate. Esempio: con un massimale di 100 kg, per allenare la forza dobbiamo caricare sull'attrezzo 80 kg, eseguire 4 ripetizioni, riposare 3'30" e ripetere il tutto per un totale di 4 serie.
MODALITA' DI ESECUZIONE
L'allenamento a secco, per avere la massima resa, deve prevedere le stesse modalitа di contrazione che vengono richieste sulla neve. Ciт puт essere ottenuto variando la modalitа di esecuzione dello stesso esercizio, in modo da renderlo piщ possibilmente simile all'impegno muscolare nelle singole fasi di piegamento, distensione, posizione assunta nella diagonale o nella massima pendenza.
Nel piegamento, ovvero nella fase nella quale la muscolatura tende ad allungarsi, si determina una contrazione denominata eccentrica. In questa fase il muscolo produce forza per frenare il peso del corpo che tende ad avvicinarsi al terreno.
Lo stesso tipo di contrazione avviene quando durante la discesa si "assorbe " un asperitа del terreno (piccolo dosso).
Per simulare tale situazione, la modalitа di esecuzione dell'esercizio alla pressa, prevede un lavoro eccentrico o di frenata per impostare il quale и indispensabile conoscere il massimale di ogni singolo arto.
Il carico di lavoro (vedi HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/sci_discesa.htm" \l "tab_b#tab_b" FORZA ECCENTRICA nella Tabella ) quindi risulta superiore al massimale. L'atleta, partendo dalla posizione di gambe piegate, 90-100° al ginocchio, dovrа utilizzare l'estensione di ambedue gli arti per allontanarsi con il seggiolino. Raggiunta la massima distensione, dovrа eliminare l'appoggio di un arto e cedendo, frenare con una sola gamba, riportando il seggiolino nella posizione iniziale (massimo piegamento dell'arto) lentamente e senza sbattere.
Nella distensione, ovvero nella fase di spinta durante una curva, gli arti inferiori vengono distesi; la muscolatura si accorcia in seguito ad una contrazione concentrica.
Per simulare tale dinamica, dalla posizione di gambe piegate l'esercizio deve essere eseguito con partenza da fermo. Raggiunta la massima escursione il movimento deve essere interrotto. Ritornati alla posizione di partenza la successiva ripetizione deve essere eseguita dopo una breve pausa per evitare che l'energia elastica accumulata nel piegamento, venga riutilizzata nella successiva estensione.
Nelle fasi molto dinamiche che caratterizzano lo slalom speciale, la combinazione tra piegamento e distensione crea i presupposti per lo sfruttamento dell'energia elastica che si viene ad accumulare in particolari strutture muscolari. Tale tipo di contrazione denominata eccentrico/concentrica puт essere riprodotta eseguendo l'esercizio in maniera molto dinamica, tanto da poter staccare i piedi dalla pedana di spinta (come se si effettuasse un salto). Il movimento deve comunque essere completo ma svolto senza soluzione di continuitа per tutte le spinte programmate (i carichi di lavoro devono essere tali da permettere "il salto" ma non permettere che durante lo stesso il carrello del sedile arrivi a fondo corsa sbattendo sul telaio della macchina stessa).
Nella diagonale e/o nella massima pendenza lo sciatore tende a mantenere una posizione aerodinamica e "statica" a gambe piegate e busto avanti.
Ciт costringe l'atleta ad assumere una posizione molto raccolta tale da limitare il piщ possibile l'escursione dei movimenti, soprattutto degli arti inferiori (vedi la tipica posizione ad uovo).
La staticitа della posizione richiede forza che viene prodotta da una contrazione isometrica ovvero senza che vi sia alcuna variazione di lunghezza del muscolo e conseguente avvicinamento dei capi articolari. Nell'allenamento, ciт puт essere riprodotto eseguendo l'esercizio lentamente, con sfruttamento di tutto l'arco del movimento ed eseguendo delle pause (alcuni secondi, 5-7) alle angolature specifiche di gara.

INTRODUZIONE
ALIMENTAZIONE E SPORT
Sul piano fisiologico le caratteristiche del "motore biologico" sono ben definite e sostanzialmente immodificabili.
Il motore biologico, rispetto a quello meccanico, ha una mirabile prerogativa, puт infatti funzionare variando il combustibile (o, con terminologia biologica, il substrato) che и rappresentato da grassi, zuccheri, proteine e alcool.
Se trascuriamo l'alcool, alimento non presente in natura, e ci limitiamo a considerare grassi, zuccheri e proteine, scopriamo che la scelta del combustibile и effettuata autonomamente dalle cellule muscolari in base a:

INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET tipo di lavoro
INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET disponibilitа del substrato (grassi, zuccheri, proteine) Pertanto, volendo affrontare il problema dell'alimentazione nello sport, bisogna tenere conto delle scelte metaboliche effettuate autonomamente dall'organismo.
La fisiologia ha chiarito con precisione quali sono i HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/sport.html" consumi energetici relativi alle varie attivitа sportive e in quale misura i vari substrati intervengono a fornire il contributo calorico. Lo stesso ragionamento vale anche per un altro aspetto che tipicamente caratterizza le attivitа sportive e cioи l'equilibrio idrico e salino. E' ben noto che le attivitа sportive, in particolare in determinate condizioni ambientali, comportano sudorazione, il quesito и dunque HYPERLINK "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/cosa_bere.htm" quanto bere e cosa ? Alcuni casi possono essere difficili da trattare in quanto escono dall'ambito della normalitа gestibile in base all'esperienza e al buon senso. Tuttavia puт essere che, in seguito alla progressiva riduzione dell'attivitа fisica nella vita di tutti i giorni, si sia parallelamente perduta o notevolmente affievolita l'esperienza che suggerisce l'alimentazione adatta in relazione al carico di lavoro.
Per tranquillizzare si deve aggiungere che la specie umana si и evoluta come razza sostanzialmente migratoria e non stanziale e ha affrontato viaggi faticosi e infiniti fidando solamente sulla forza delle proprie gambe e sull'alimentazione disponibile.
Qualche gita famosa !!
....l'attraversamento dello stretto di Bering (chissа quando!) da parte di popolazioni asiatiche verso l'attuale nord America.
....Annibale che attraversт le Alpi nel 218 a.C. (portatori di eccezione 58 elefanti).
....il passaggio del Gran S. Bernardo da parte dell'armata napoleonica il 20 maggio del 1800.
....la scalata dell'Everest da parte di Hillary e Tenzing nel 1952.
Ignoriamo l'alimentazione degli asiatici che attraversarono lo stretto di Bering e quella di Annibale, ma si ritiene che non si portarono dalla lontana patria bottiglie di vino e alimenti preconfezionati. Si sa che Napoleone mandт suoi emissari nel vallese l'anno precedente la spedizione; questi scelsero accuratamente gli alimenti che avrebbero potuto compensare le fatiche dei valorosi soldati che dovevano trascinare (insieme ai muli) i pezzi d'artiglieria fino ai 2472 m del colle; essi inoltre chiesero in tutti i villaggi di preparare grandi scorte di biscotti e carne secca. E' noto invece, dagli appunti di Hillary, cosa i due conquistatori dell'Everest mangiarono la vigilia e la mattina dell'attacco: sardine in scatola con miele e come bevanda tanta limonata (forse non avevano altro).
Tutto ciт per dire che le risorse metaboliche del motore biologico sono incredibili e forse la sua principale caratteristica и quella di adattarsi a mutevoli condizioni.
E' tuttavia possibile affermare con certezza che quanto si sa oggi sull'alimentazione e quanto и disponibile in termini di alimenti dedicati all'attivitа fisica, sarebbe risultato utile ad Annibale e compagni, ai soldati napoleonici e a tutti coloro che corrono, scalano, pedalano e a chi ancora non lo fa.
In generale, la composizione della dieta и raccomandata in base al modello cosiddetto della piramide alimentare:
INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/images/pir.gif" \* MERGEFORMATINET Il passaggio dalla base all'apice della piramide simboleggia una progressiva riduzione del contributo di un determinato alimento.
La base della piramide и occupata da pane, cereali, riso e pasta; al di sopra si trova una fascia occupata in ugual misura da verdura e frutta, al di sopra ancora sempre in ugual misura carne e latticini, all'apice della piramide, quindi con un contributo minimo, i grassi e i dolci.
In pratica, il modello della piramide prevede un contributo calorico coperto:
INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET almeno al 50% da HYPERLINK "http://www.benessere.com/dietetica/glucidi.htm" carboidrati provenienti in ugual misura da cereali e frutta INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET un consistente apporto di HYPERLINK "http://www.benessere.com/dietetica/fibra.htm" fibre vegetali INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET un apporto calorico del 20% da parte di latticini e carne INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET il restante 30% da HYPERLINK "http://www.benessere.com/dietetica/lipidi.htm" grassi Non stupisca il contributo calorico dei grassi, malgrado la relativa esiguitа dell'apporto alimentare (30-40 g). I grassi hanno infatti un valore calorico di 9 kcal/g, mentre zuccheri e proteine 4 kcal/g.
Naturalmente, a seconda delle caratteristiche dell'individuo, dal tipo di sport praticato e dal livello di preparazione atletica, la dieta puт variare.
INTRODUZIONE
INTEGRATORI a cura del dottor HYPERLINK "http://www.benessere.com/collaboratori/garagiola.htm" Ubaldo Garagiola Cosa sono
Gli integratori alimentari non sono altro che i normali "nutrienti", ossia le sostanze comunemente presenti nel cibo che abitualmente consumiamo, selezionate e concentrate industrialmente sotto forma di capsule, compresse, tavolette, bustine, bevande o altro, allo scopo di consentire piщ facilmente la copertura del fabbisogno giornaliero.
Quando puт essere utile un integratore
Il fabbisogno minimo giornaliero per i vari principi attivi и ormai ben codificato.
Esistono apposite tabelle, sia americane (RDA = Recommended Dietary Allowances) che italiane (LARN = Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti), che suggeriscono valori specifici per ogni nutriente con variazioni in rapporto ad etа e sesso (per l'apporto calorico anche peso e altezza). I valori di queste tabelle si riferiscono ad individui "normalmente" attivi, al fine di mantenere un adeguato stato di salute. Nello sportivo le esigenze sono diverse: basti pensare che solo per quanto riguarda l'apporto calorico se un individuo "normalmente" attivo si nutrisse con lo stesso quantitativo di cibo di un ciclista professionista, in breve tempo diventerebbe obeso! E' ovvio che i processi metabolici degli atleti sono piщ intensi di quelli di un sedentario, ed и naturale quindi che i fabbisogni aumentino di conseguenza!
Un integratore alimentare diventa utile quando vi sia un ragionevole dubbio che ciт che mangiamo non sia in grado di soddisfare il nostro fabbisogno, ossia non riesca a coprire le necessitа minime di alcuni nutrienti specifici necessari all'organismo per poter funzionare regolarmente.

ATTENZIONE!
Non esiste alcun integratore alimentare in grado di "potenziare" le capacitа di prestazione sportiva, ma и necessario alimentarsi adeguatamente (e quindi a volte ricorrere ad un integratore) ed in base alle proprie necessitа derivanti dal tipo di attivitа fisica svolta per poter ottenere il massimo rendimento possibile.
Qualunque procedura che possa aumentare le capacitа di prestazione di uno sportivo и "doping"! L'assunzione degli integratori non и in grado di ottenere questo, altrimenti sarebbe proibito, ma consente all'organismo di dare il meglio delle proprie capacitа!

Gli integratori potranno quindi contenere: vitamine, sali minerali, zuccheri, proteine o aminoacidi, acidi grassi, "proenergetici" (carnitina, creatina, carnosina, ecc.). La loro scelta, come giа detto, dipenderа dagli obiettivi che ci si prefigge e dal tipo di attivitа svolta:
INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET copertura del fabbisogno energetico INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET copertura del fabbisogno plastico INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET recupero delle perdite idro-saline INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET ottimizzazione dei processi metabolici INCLUDEPICTURE "http://www.benessere.com/fitness_e_sport/_themes/benessere5/punto.gif" \* MERGEFORMATINET recupero dallo stress ossidativo e dalla produzione di radicali liberi OBESITA' E ATTIVITA' FISICA
OBESITA' E ATTIVITA' FISICA A cura del dott. Francesco Panarella L'obesitа и da considerarsi vera e propria patologia, figlia del suo tempo in quanto figura senza alcun dubbio tra le cosiddette "patologie del benessere", dovuta a fattori genetici, influenze ambientali e fattori sociali. Raramente si tratta di obesitа secondarie, cioи dovute ad altre patologie come ad esempio l'ipotiroidismo, l'ipopituitarismo e l'ipercorticosurrenalismo (sindrome di Cushing).
L'obesitа и dovuta ad un bilancio energetico positivo. In altri termini, le calorie ingerite con l'alimentazione quotidiana sono superiori alle calorie spese nell'arco della giornata; tutto ciт porta ad un surplus di energie che l'organismo trasforma in grasso e conserva negli adipociti, le cellule che formano il tessuto adiposo, vero e proprio magazzino di riserve energetiche. Un bilancio energetico positivo puт essere determinato da una iperalimentazione, quindi eccessive quantitа di cibo ingerito, ma anche da una ipoattivitа. E' da tempo noto che l'ipoattivitа fisica giochi un ruolo fondamentale nell'origine dell'obesitа. Essa и determinata dalla diffusione di uno stile di vita sempre piщ sedentario, con prototipi di lavori statici come quello d' ufficio, abitudini scorrette come l' uso costante di ascensori, automobili, telecomandi e in generale tutti quei mezzi che portano comoditа nella nostra vita.
Si definisce obeso un sogget

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