"Uno studio in rosso", di Arthur Conan Doyle

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

UNO STUDIO IN ROSSO
Arthur Conan Doyle

RIASSUNTO
La narrazione inizia con il personaggio di John Watson, un ufficiale medico dell’esercito britannico, che viene congedato dopo essersi ammalato in Afghanistan. Tornato a Londra, dopo esser guarito, vive per qualche tempo in un hotel, grazie al sussidio fornito dall’esercito. Dopo poco però decide di cambiare abitazione e inizia a cercare un appartamento. Fortunatamente incontra l’ infermiere Stanford, che era stato alle sue dipendenze il quale gli presenta un signore che cerca un inquilino con cui condividere un appartamento. Il signore in questione si chiama Sherlock Holmes. Dopo essersi incontrati si accordano per andare a vedere l’appartamento e discutere dell’eventuale prezzo. L’affitto si rivela un vero affare, e pertanto i due firmano subito il contratto. Pur essendo stato avvertito da Stanford di alcuni comportamenti anomali del suo nuovo inquilino, Watson non se ne preoccupa anche se nota l’iperattività di certi giorni di Holmes contrastati da lunghe giornate passate sul divano immobile, quasi morto. La cosa che più lo incuriosisce però sono gli studi che Holmes conduce durante il giorno; Watson non gli chiese mai a cosa mirassero i suoi studi, ma capita che un giorno si metta a discutere con il suo coinquilino di un articolo di giornale che aveva appena letto e scopre così che l’articolo in questione èstato scritto proprio da lui. Holmes nel suo pezzo sostiene di poter ricavare molte informazioni solamente dall’osservazione sistematica e accurata dagli eventi che gli capitano intorno .Gli confida inoltre di essere un consulente investigativo, ovvero di aiutare i detective nei casi più complessi dando loro delle spiegazioni su come si sia potuto svolgere l’accaduto sulla base delle prove trovate. Poichè Watson è molto scettico al riguardo, Holmes, per convincerlo delle sue capacità, dichiara che secondo lui l’uomo che in quel momento sta camminando in strada dev’essere un ex-sergente della marina. Subito dopo l’uomo suona alla porta e consegna una busta a Holmes. Watson coglie l’occasione e chiede al giovane che lavoro facesse prima di fare il fattorino e l’uomo afferma di essere stato un ufficiale di marina confermando così la teoria di Sherlock. Nella busta vi è una lettera inviata dall’investigatore Tobias Gregson, il quale racconta di uno strano omicidio che lui e il suo collega Lestrade, altro famoso investigatore, non riescono a risolvere. L’uomo che è stato ucciso si chiama Enoch Drebber. Gregson nella lettera invita Holmes a raggiungerlo nel luogo del delitto per aiutarlo nelle indagini anche perché vi sono alcune prove che non riescono a spiegarsi. Allora Holmes decide di fare una visita ai due investigatori di Scotland Yard, accompagnato da Watson. Arrivati presso il luogo dell’omicidio che si rivela essere una casa abbandonata, Holmes inizia subito ad osservare la zona circostante, e una volta entrato nell’abitazione, inizia ad ispezionare la casa e il cadavere scoprendo dati importanti sull’aspetto fisico dell’assassino. Viene rinvenuta inoltre una fede e la scritta “rache” su una parete della stanza. I due investigatori, i quali pensavano che la scritta si riferisse al nome di una donna, vengono subito smentiti da Holmes il quale afferma che la parola è in lingua tedesca e significa “vendetta”. Afferma inoltre che la vittima è stata avvelenata. Finito il rilevamento Watson e Sherlock Holmes si recano dall’agente che ha trovato il cadavere il quale racconta che dopo aver rinvenuto il corpo ha visto solamente un ubriaco in strada e nessun altro. Holmes è quasi sicuro che quell’ubriaco sia l’assassino e che, cercando di non dare nell’occhio, abbia cercato di tornare sulla scena del delitto per recuperare l’anello. Holmes decide quindi di tendergli una trappola e mette un annuncio sul giornale dicendo di aver trovato una fede nuziale femminile nella zona dell’omicidio. Nel pomeriggio si presenta alla porta di Holmes un’anziana signora che richiede l’anello dicendo che la propria figlia l’aveva perduto il giorno prima. Holmes le consegna l’anello e quindi la signora se ne va in una carrozza ma a sua insaputa viene inseguita dall’investigatore. La donna però sparisce prima che la carrozza si fermi; Holmes deduce che si trattasse di un giovane travestito da anziana signora, perché solo un ragazzo sarebbe potuto scendere da una carrozza in corsa. Tornato a casa poco dopo giunge Gregson che gli annuncia di aver risolto il caso. Era andato dal fabbricante del cappello della vittima che gli riferì che quel cappello apparteneva a un certo signor Drebber che abitava in una pensione. Trovata la pensione si recò dalla proprietaria la quale impallidì violentemente alla vista del detective e gli raccontò che la sera prima il figlio aveva avuto una violenta discussione con Drebber e dopo lo aveva scortato via dalla pensione. Così Gregson attese il ritorno del giovane, poiché secondo lui è l’assassino, e lo arrestò. Dopo aver concluso il racconto giunge Lestrade annunciando che è appena stato commesso un altro omicidio: si tratta del segretario di Drebber morto pugnalato. Accanto al corpo vengono trovate due pillole che secondo Holmes sono di veleno. Decidono di provare con il cane della padrona di casa, ammalato gravemente. La prima pillola non funziona ma appena viene data la seconda il cane muore all’istante. Una delle due pillole infatti era innocua. Holmes allora fa chiamare una carrozza dicendo che di li a poco sarebbe arrivato il vero assassino di Drebber e del suo segretario. Quando arriva la carrozza, il detective fa salire il cocchiere con la scusa di dover essere aiutato a chiudere una valigia e mentre l’uomo lo aiuta Holmes lo ammanetta. L’uomo cerca di divincolarsi ma inutilmente.
Inizia quindi la seconda parte del racconto che cronologicamente si svolge prima dell’omicidio. Riporta la storia di 2 personaggi: Lucy e il padre adottivo John Ferrier, che vengono salvati nel deserto da una comitiva di mormoni ai quali finiscono per unirsi ed andare ad abitare nella loro colonia. Lucy cresce e diventa una bella ragazza, e quando raggiunge l’età per sposarsi, la religione dei mormoni a cui si è unita gli impone di sposare un ragazzo della comunità. Lucy ha due spasimanti tra i mormoni Drebber e Stangerson ma è innamorata Jefferson un ragazzo che non appartiene alla comunità e con cui suo padre vorrebbe che si sposasse. Il giovane però è andato a cercar fortuna lontano e quando riceve la lettera di aiuto inviata da Lucy e suo padre accorre e li fa scappare dal paese. Vengono però inseguiti dai mormoni che, in un momento in cui Jefferson lascia soli Lucy e suo padre, uccidono Ferrier e riportano Lucy nella loro comunità. Lucy viene costretta a sposare Drebber con la forza e muore un mese dopo per il dolore. Jefferson riesce a dare un ultimo saluto alla ragazza e le prende la fede giurando vendetta. Lavora per molti anni in luoghi diversi sempre inseguendo Drebber e Stangerson, che nel frattempo era diventato il suo segretario. Riesce finalmente a rintracciarli a Londra e qui si fa assumere come cocchiere così da avere l’opportunità di incontrarli. Prima di uccidere Drebber e Stangerson mostra loro l’anello di Lucy facendo così capire chi sia. Riesce a far inghiottire a Drebber la pillola avvelenata mentre è costretto a pugnalare Stangerson poiché aveva reagito. Jefferson, ormai vecchio e sofferente di aneurisma cardiaco muore prima del processo. Tutti i giornali riportano come Gregson e Lastrade siano riusciti a risolvere l’intricato caso del duplice omicidio trascurando il ruolo importante invece avuto da Holmes, al quale però basta saper di aver risolto un caso così interessante e di aver dimostrato a Watson come dalla semplice osservazione si ricavino tante informazioni.

PERSONAGGI
SHERLOCK HOLMES: è l’investigatore protagonista della storia. È un personaggio un po’ misterioso, sempre impegnato nei suoi esperimenti e nei suoi studi. Dimostra grande interesse per la storia criminale e per vari rami della scienza sostenendo che impara solo ciò che può essergli utile. Holmes si affida solo all’osservazione di dettagli minimi e indizi trascurabili riuscendo a ricostruire la vicenda solo a rigor di logica. In questo racconto riesce a risolvere un caso che nemmeno Scotland Yard non era riuscita a risolvere.
JOHN WATSON: è un soldato dell’esercito britannico. Ha combattuto in India ma, a causa di una ferita al braccio e delle continue malattie, è stato congedato. È molto incuriosito dal suo coinquilino e dal suo metodo di applicazione della “scienza dell’osservazione”. In questo episodio è lui a riportare le vicende di Holmes.
JEFFERSON HOPE: è l’assassino. Voleva vendicare la morte, accaduta vent’anni prima, dell’amata, costretta a sposare Drebber con la forza, e la morte del padre di Lucy, ucciso da Drebber e Stargenson.
DREBBER E STARGENSON: sono due persone appartenenti alla comunità dei mormoni. Sono descritti come meschini e vigliacchi. Sono le due vittime della vicenda.
LASTRADE E GREGSON: sono due agenti di Scotland Yard. Sono considerati i migliori nel loro campo anche se Sherlock ne sottolinea più volte l’incapacità. Sono loro che chiedono l’aiuto di Holmes e che alla fine si prendono il merito di aver risolto il caso.

LO SPAZIO
La prima parte della storia si svolge a Londra, per poi spostarsi con la seconda nello Utah in America. Nella parte iniziale ci sono in prevalenza spazi chiusi contrastanti da quelli descritti nella seconda in America, dove il narratore racconta di grandi vallate e di bellissime montagne.

IL TEMPO
La prima parte del libro si svolge negli anni ottanta dell’ottocento in un arco di tempo di tre giorni. La seconda parte invece, che non è altro che un flash back della storia dell’assassino, è ambientata circa vent’anni prima in America.
COMMENTO
il libro mi è piaciuto per quanto riguarda l’originalità della narrazione e dei personaggi. Mi è piaciuto particolarmente il carattere di Sherlock Holmes: sempre un po’ misterioso, eccentrico, assorto nei suoi pensieri e nei suoi studi. Ho trovato invece molto noiosa la seconda parte del libro, quella che racconta la storia di Jefferson Hope, perché le descrizioni e la vicenda in se sono state allungate troppo, rendendo la storia pesante da leggere, non come nella prima parte del libro dove invece il ritmo di lettura è incalzante.

BIOGRAFIA
Nato in Scozia nel 1859, Doyle era inglese per parte di padre, mentre per parte di madre discendeva da una famiglia irlandese di antica nobiltà (imparentata con i Plantageneti). Il giovane Arthur iniziò i suoi studi prima presso una scuola della sua città, quindi alla Hodder Preparatory School, nel Lancashire. I suoi studi più importanti proseguirono presso lo Stonyhurst Jesuit College, scuola cattolica gestita dai Gesuiti nei pressi di Clitheroe, e quindi all'Università di Edimburgo nel 1876, dove si laureò in medicina nel 1885.
È di quel periodo la sua prima opera, Il mist ero di Sasassa Valley (1879, racconto del terrore venduto al Chambers Journal) e il suo primo articolo medico, su un sedativo sperimentato su di sé. L'anno successivo vende a The London Society la storia Il racconto dell'americano, su una mostruosa pianta originaria del Madagascar che si ciba di carne umana (con buona probabilità questo racconto è tra le fonti del romanzo del mistero Relic, diDouglas Preston e Lincoln Child).
Nel 1881 ottenne prima il baccellierato in Medicina, quindi il Master in Chirurgia, iniziando a lavorare presso l'ospedale di Edimburgo, dove conobbe il dottor Joseph Bell, di cui divenne anche assistente per un breve periodo, prima di laurearsi. Il brillante e freddo dottor Bell, con il suo metodo scientifico e le sue abilità deduttive, gli ispirò in seguito il fortunato personaggio di Holmes, che ha così, almeno nelle origini, un legame con il medical thriller.
Dopo la laurea si imbarcò su una baleniera come medico di bordo, trascorrendo molti mesi nell'Oceano Atlantico e in Africa. Tornato in Inghilterra, aprì, con scarso successo, uno studio medico nel Southsea, sobborgo di Portsmouth: fu proprio in questo periodo - complice la disponibilità di tempo - che Doyle cominciò a scrivere le avventure di Holmes, che così iniziarono ad avere un discreto successo presso il pubblico britannico. Il primo romanzo sul detectivedal fisico asciutto fu Uno studio in rosso, del 1887, pubblicato sullo Strand Magazine, in cui il narratore, il buon Dottor Watson, che in un certo senso rappresenta l'autore stesso, presenta Holmes e la sottile scienza della deduzione. A questa prima opera fece seguito Il segno dei quattro (1890), opera che gli valse enorme successo. Nonostante ciò la famosissima frase "Elementare, Watson!" fu inventata dai posteri.
Doyle, nonostante l'enorme successo (senza pari nella storia della letteratura poliziesca) non legò mai abbastanza con il suo personaggio più popolare, che odiava perché divenuto più famoso di lui. Era invece attirato da altri generi letterari come l'avventura o il fantastico o come opere di ricerca storica: in questo campo realizzò romanzi storici come La Compagnia Bianca (1891), Le avventure del brigadiere Gérard (raccolta di sedici racconti del 1896) e The Great Boer War (1900, scritto mentre era corrispondente della guerra anglo-boera in Sudafrica) che gli fruttò nel 1902 il titolo di baronetto. Ripeté l'esperienza di corrispondente di guerra durante la Grande Guerra, senza però dimenticare la sua attività di romanziere, saggista e giornalista.
Numerosi, come detto, i suoi lavori nel campo dell'avventura, del fantastico, del soprannaturale e del terrore: si possono citare a titolo di esempio The Last Of The Legions and other tales of long ago, Tales of Pirates, My Friend The Murderer and other mysteries, Lot 249 (La mummia), Il mondo perduto.
Anche se l'elemento fantastico non è mai completamente assente neppure dalla sua produzione realistica - si pensi al romanzo Il mastino dei Baskerville(1902) o al racconto Il vampiro del Sussex (1927), entrambi del ciclo di Sherlock Holmes - Doyle scrisse "solo" cinque romanzi e una quarantina di racconti strettamente fantastici, la maggior parte dei quali dell'orrore e del soprannaturale. La fantascienza è rappresentata principalmente dalla serie del professor Challenger (1912-1929), personaggio che lo scrittore modellò sulla figura del professor Ernest Rutherford, eccentrico e irascibile "padre" dell'atomo e della radioattività. Tra questi il più celebre è rimasto Il mondo perduto, un romanzo del 1912che racconta di una spedizione guidata da Challenger su di un altopiano del Sud America popolato da animali preistorici sopravvissuti all'estinzione. La storia ha avuto notevole successo nel mondo del cinema, a partire dall'epoca del muto nel 1925 con il primo film al quale seguirono altre cinque pellicole (compresi due remake).
Doyle scrisse inoltre nel 1926 il saggio Storia dello Spiritismo (The History of Spiritualism), argomento cui dedicò gli ultimi anni della sua vita, realizzando articoli e conferenze grazie ai contatti con la Golden Dawn. A causa del tema controverso di questi studi, tale attività non gli diede quei riconoscimenti che, come studioso, si attendeva: subì anzi gli attacchi della Chiesa cattolica. Prima della sua morte fece in tempo a pubblicare il suo ultimo lavoro, The Edge of Unknown, nel quale spiega le sue esperienze psichiche, ormai divenute sua unica fonte di interesse.
Durante le Olimpiadi di Londra del 1908 Sir Arthur Conan Doyle, scrisse in un articolo per il Daily Mail, un pezzo esaltante che ebbe grande risalto, in esso paragonò Dorando Pietri (vincitore della maratona olimpica, ma squalificato) a un antico romano. Egli scrisse che quella vittoria non sarebbe mai stata inficiata dalla semplice decisione di un giudice. Conan Doyle si fece tra l'altro promotore di una colletta per lo sfortunato italiano e raccolse una bella somma per l'epoca: quasi 300 sterline. È inoltre leggenda che fosse lo stesso Doyle l'addetto al megafono che sorresse Pietrinegli ultimi metri della maratona olimpica. Pare tuttavia che i due personaggi che attorniano Pietri, siano rispettivamente: alla destra dell'atleta - con il megafono - il giudice di gara Jack Andrew e alla sinistra il capo dello staff medico, il dottor Michael Bulger. Conan Doyle era in effetti presente in tribuna, a pochi metri dalla linea del traguardo, dato che era stato incaricato da Lord Northcliffe di redigere la cronaca della gara per ilDaily Mail.
Conan Doyle morì mentre si trovava nella sua casa in campagna, colto da un improvviso attacco cardiaco, il 7 luglio 1930 a 71 anni.

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  1. mohammed

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