"Il sentiero dei nidi di ragno", Italo Calvino

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

ITALO CALVINO
IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO
PRIMA EDIZIONE: ottobre 1947, collana “I coralli” Einaudi, Torino
GENERE LETTERARIO: romanzo storico
AUTORE: Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, presso L’Avana., dove il padre, agronomo, dirige una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola d'agraria. Dal padre e dalla madre, laureata in scienze naturali, riceve un'educazione rigorosamente laica. Nel 1925 la famiglia Calvino ritorna in Italia e si stabilisce a San Remo. I Calvino vivono tra la villa “La Meridiana” e la campagna avita di San Giovanni Battista. Il padre dirige la Stazione Sperimentale di Floricoltura “Orazio Raimondo”, dove Calvino vive fino a vent'anni. Nel 1941, conseguita la licenza liceale (gli esami di maturità sono sospesi a causa della guerra), si iscrive alla Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, dove il padre era incaricato di Agricoltura Tropicale, studi che però non porta a compimento. Nell’amicizia con Eugenio Scalari, già suo compagno di liceo, trova stimolo per interessi culturali e politici ancora immaturi, ma vivi, e comincia così ad identificare i suoi ideali in fatto di politica sempre più in quelli comunisti. Nel 1944 si unisce insieme al fratello alla seconda divisione di assalto “Garibaldi”, che opera sulle Alpi Marittime, teatro per venti mesi di alcuni fra i più aspri scontri tra partigiani e nazifascisti. Dopo la Liberazione, aderisce al Partito Comunista Italiano, collabora con giornali e riviste, si iscrive alla Facoltà di Lettere di Torino (dove si trasferisce stabilmente) e nel 1947 si laurea con una tesi su Joseph Conrad. Diviene amico di Cesare Pavese, che negli anni seguenti sarà non solo il suo primo lettore ma anche un paradigma di serietà e di rigore etico, su cui cercherà di modellare il proprio stile e perfino il proprio comportamento. Nel 1947 esordisce come scrittore, pubblicando Il sentiero dei nidi di ragno. A questo romanzo, con cui si rivela il più giovane e dotato tra gli scrittori neorealisti, segue il volume di racconti Ultimo viene il corvo. Negli anni Cinquanta viene assunto da Einaudi prima come redattore stabile, poi come dirigente e dal ’61 diventerà consulente editoriale. Nel frattempo intensifica sempre più la sua attività culturale e il suo impegno nel dibattito politico-intellettuale, collaborando con numerose riviste e si impone nel panorama letterario italiano come il più originale tra i giovani scrittori. Nel 1964 sposa la traduttrice argentina Esther Judith Singer, detta Chichita, e si trasferisce con la moglie a Roma. Un anno dopo nasce la figlia Giovanna. Negli anni Settanta Calvino pubblica numerosi interventi, prefazioni e traduzioni in molte lingue, e collabora prima con il “Corriere della Sera”, poi con la “Repubblica”. Nel 1984 la crisi della casa editrice Einaudi lo induce a passare all'editore milanese Garzanti. Nel 1985, avendo ricevuto l'incarico di tenere un ciclo di sei conferenze negli Stati Uniti alla Harvard University, prepara le Lezioni Americane, che tuttavia rimarranno incompiute e saranno edite solo postume nel 1988. Viene infatti colto da ictus il 6 settembre e ricoverato all’ospedale di Siena, dove muore in seguito a emorragia cerebrale nella notte fra il 18 e il 19. ALTRE OPERE: Il visconte dimezzato (1952), Il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959), Marcovaldo (1963), Le cosmicomiche (1965), Ti con zero (1968), Le città invisibili (1972), Il castello dei destini incrociati (1973), Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979), Palomar (1983), Sotto il sole giaguaro (1986), Prima che tu dica “pronto” (1993).
TRAMA: Il romanzo si svolge tra il 1943 e il 1945, gli anni della resistenza nel nord d’Italia. E’ ambientato nel borgo di una piccola città ligure nella quale nasce e vive Pin insieme alla sorella. Pin è un bambino che non ha amici della sua età e che passa la maggior parte del suo tempo con “i grandi”, che incontra all'osteria, che ama intrattenere e a cui cerca di piacere. La vicenda del libro ha inizio proprio quando Pin, per dimostrare il suo coraggio ai grandi, ruba una pistola (una P-38) ad un soldato tedesco, cliente della sorella. Dopo il furto, visto che gli adulti continuavano comunque a non prenderlo sul serio, esattamente come prima, andò a nascondere il suo “tesoro” nel sentiero dei nidi di ragno, un posto segreto che conosceva solo lui, ma viene catturato dalle Brigate Nere e messo in prigione. Lì incontra Pietromagro, il suo padrone, e Lupo Rosso, che lo aiuta ad evadere, fuggendo nella campagna. Pin viene trovato da un partigiano, Cugino, compagno di Lupo Rosso, che lo porta con sé al suo accampamento. Il ragazzo inizia così a fare una vita da partigiano, sentendosi a suo agio tra i nuovi compagni e partecipando militarmente alla resistenza. Un giorno però, dopo aver canzonato troppo i suoi compagni (aveva reso pubblico il fatto che tra il Dritto e la Giglia, moglie di Mancino, era sbocciato un amore), viene cacciato dal campo. Torna allora al sentiero dei nidi di ragno, per cercare la sua pistola, invano; quindi decide di tornare a casa, dove trova la sua P-38, che la sorella dice di aver ricevuto da un biondino delle Brigate Nere. Se la riprende, se la mette in tasca ed esce sbattendo la porta. Torna a vagare da solo nelle campagne e si imbatte di nuovo in Cugino. Pin gli fa vedere la sua pistola e Cugino mostra interesse verso l'arma ma soprattutto verso i “nidi di ragno”. Pin capisce così di aver trovato il Grande Amico che aveva tanto cercato.
PERSONAGGI:
• Pin: E' il protagonista della vicenda, un bambino orfano di entrambi i genitori allevato dalla sorella (prostituta) e che lavora come garzone nella bottega del calzolaio Pietromagro. E' un ragazzo meno ingenuo di quanto dovrebbe in quanto frequenta prevalentemente persone adulte, con cui si trova grosso modo bene anche se non riesce a comprenderle a pieno. Non può stare con i suoi coetanei dato che lo evitano accuratamente, essendo lui comunemente considerato un pessimo elemento. Nonostante ostenti sicurezza e non si faccia problemi a rendersi simpatico anche con le volgarità, in osteria, in fondo è un bambino senza certezze che ha bisogno di qualcuno si occupi di lui. Nei momenti di maggiore solitudine si rifugia nel suo luogo segreto vicino al torrente, un “sentiero in cui i ragni fanno il nido” e per tutto il romanzo cerca qualcuno, un vero amico, a cui possa mostrare il suo “mondo fantastico”.
• Cugino: E’ un omone grande e grosso (e molto ingenuo) che Pin identifica come il Grande Amico che aveva tanto desiderato, è infatti l'unico che si interessa ai nidi di ragno invece che a sua sorella (anche perché, dopo il tradimento della moglie, non riesce più ad avere fiducia nelle donne). Riesce a farsi apprezzare molto dal ragazzino, portandolo con sé e dandogli sempre molte attenzioni.
• Lupo Rosso: Un partigiano di sedici anni che viene considerato una specie di “idolo” da Pin e da tutto il paese per le sue imprese eroiche contro i soldati nazisti.
• Personaggi secondari:
* La sorella prostituta, che è disposta a fare questo mestiere pur di non vivere miseramente come il resto del paese; Pin per questo la disprezza profondamente.
* Gli uomini dell’osteria
* I partigiani dell’accampamento, tra cui Dritto (il comandante), Mancino (l’anziano cuoco) e sua moglie Giglia.
ASPETTI STILISTICI: In questo romanzo Calvino usa un linguaggio strettamente volgare, molto semplice, a tratti gergale. La narrazione è veloce e presenta molti dialoghi (è proprio nei dialoghi che l’autore inserisce il maggior numero di elementi dialettali, come canzoni ma anche parolacce). Nel complesso lo si può definire un testo di facile comprensione, molto scorrevole.
TEMATICHE GENERALI: Il libro è incentrato sulla storia del giovane Pin e di come vede attraverso i suoi occhi la vita dei partigiani, piena di ostacoli ed agguati, vita che inizia fare anche lui, seppur quasi inconsapevolmente, e che lo porterà a fare esperienze decisamente insolite per un ragazzino della sua età.
INTENZIONI DELL’AUTORE: Nella prefazione del libro, Calvino afferma: “Per mesi, dopo la fine della guerra, avevo provato a raccontare l'esperienza partigiana in prima persona, o con un protagonista simile a me. Scrissi qualche racconto che pubblicai, altri che buttai nel cestino; mi muovevo a disagio; non riuscivo mai a smorzare del tutto le vibrazioni sentimentali e moralistiche; veniva fuori sempre qualche stonatura […] E allora, proprio per non lasciarmi mettere in soggezione dal tema, decisi che l'avrei affrontato non di petto ma di scorcio. Tutto doveva essere visto dagli occhi di un bambino, in un ambiente di monelli e vagabondi. Inventai una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma nello stesso tempo ne rendesse il colore, l'aspro sapore, il ritmo”.
GIUDIZIO E COMMENTO PERSONALE: Secondo il mio modesto parere, il lato migliore di questo libro è il fatto che racconta la difficile esperienza partigiana senza però soffermarsi troppo né sulle particolareggiate descrizioni di ogni battaglia né sugli ideali dei fautori della resistenza. Insomma, secondo me l'autore è riuscito brillantemente nell'intento (sopracitato) dichiarato anche nella prefazione, scrivendo un romanzo storico non “noioso” ma scorrevole e godibile, che racconta la sua esperienza “di scorcio”, attraverso gli occhi di un bambino, e che per questo può essere facilmente apprezzato anche dai ragazzi. Del romanzo, ciò che mi ha colpita di più, sono state appunto le varie esperienze che fa Pin nel corso della storia, decisamente troppo crude per la sua età, che lo amareggiano molto, delusione dopo delusione, mentre è alla ricerca di un vero amico, di una persona speciale a cui mostrare “Il sentiero dei nidi di ragno”. Persona che sembra non arrivare mai, fino a quando non conosce Cugino.
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