Internet: il nostro futuro?

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Internet: il nostro futuro?

“Are you ready?”: così cita la pubblicità di una delle società leader nel mercato dei router. “Ma pronti a che cosa?”, pronti alle nuove tecnologie, alla globalizzazione, ad un nuovo standard di vita di vita: a dialogare con il mondo intero in un modo tutto nuovo. Già, perché il futuro che ci si prospetta è senza alcun dubbio tecnologico.
Ma se Internet ha avuto un così rapido e travolgente successo, un motivo c’è: è colorato, ricco di opzioni, divertente, facile, ha una logica interna che tende a risolvere i problemi senza che neppure il netsurfer più esperto se ne accorga. E nonostante le sue grandissime potenzialità, molti rimangono con tranquillità nelle rotte maestre delineate dai portali di maggiore rilievo, perdendo una vera infinità di occasioni (si calcola che oggi siano più di 5 milioni le aziende collegate alla rete solo in Italia). Spesso, infatti, si incrociano parole che non si conoscono o che vengono fraintese a causa di una traduzione letterale. In questo senso Internet ha davvero due anime: mass-media che unifica il mondo con il suo linguaggio universale, e, contemporaneamente, media che seleziona per i suoi innumerevoli neologismi. Ma il fascino e la potenzialità vera del web li si misurano proprio allontanandosi dalle vie più battute, arrivando nelle nicchie, dove sono annidate le opportunità più incredibili. Un esempio di questo è la prova fatta da un noto giornale francese: ha messo una ragazza in una casa del tutto vuota se non per il computer collegato alla rete. Quattro giorni dopo la casa aveva cambiato completamente aspetto: tutto merito di quello che attraverso la vetrina di Internet la ragazza era riuscita a comprare.
Ma tutto questo non basta agli scettici, a coloro che di Internet e dei nuovi appliances non ne vogliono proprio sapere. Sono convinti che lo sviluppo di queste nuove tecnologie comporti un’eccessiva quantità di informazioni che potrebbe infondere un pericoloso senso di onnipotenza e stimoli una società sempre più amorale in quanto priva di contatti umani.
Certo è che, parallelamente, l’euforia digitale si è trasformata per molti in una vera e propria fobia battezzata “Early Adopter Syndrome”, o più semplicemente tecnodipendenza: comprare subito, a costo di qualunque sacrificio, per essere all’avanguardia. La Internet Addiction è una patologia sempre più diffusa, ma, tuttavia, è uno stato mentale decisamente incentivato dalle sempre più numerose aziende on-line.
E, intanto, gli utenti lontano dalla Milano cablata aspettano con ansia la sostituzione totale delle linee telefoniche a favore delle nuove tecnologie optical e wireless, per una connessione veloce in grado di corrispondere alle esigenze del navigatore. Un navigatore che, va ricordato, è indistinto: dal broker alla casalinga, dall’haker all’operatore aziendale. Insomma il popolo di Internet è certamente vasto, e col tempo si è certi che aumenterà, fino a, come qualcuno sostiene, essere l’unico mezzo di comunicazione privato e pubblico.
E se per il momento il web non ha ancora sostituito la cara vecchia TV, in quanto l’evoluzione dei nuovi sistemi operativi ha portato con sé una serie di problemi non indifferenti che riguardano non solo la struttura di Internet come i nuovi bugs, ma anche fenomeni di massa come i pedofili nelle chat-line, i più ottimisti rimangono convinti che il progresso tecnologico continuerà la sua ascesa in ordine ai problemi che qualsiasi novità comporta.

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