Basi dell'Informatica

Materie:Riassunto
Categoria:Informatica

Voto:

2 (2)
Download:235
Data:08.03.2007
Numero di pagine:9
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
basi-informatica_1.zip (Dimensione: 10.47 Kb)
trucheck.it_basi-dell-informatica.doc     50 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Basi dell’informatica

Tipo di dato: il tipo di dato serve a definire qual è l’insieme dei valori possibili che un dato può assumere e le operazioni che possono essere fatte con quel tipo di dato.
L’array: l’array è un insieme di elementi omogenei tra loro. Con una variabile possiamo indicare solo un dato, con l’array possiamo indicare tanti dati dello stesso tipo con un solo nome collettivo di variabile, l’identificatore dell’array: gli elementi si distinguono uno dall’altro attraverso l’indice che viene assegnato nell’array, e che viene posto accanto all’identificatore dell’array.
Due array collegati tra loro da un indice, sono due array paralleli, quindi un array di array.
Record: quando abbiamo un insieme di dati non omogenei tra loro, la struttura che serve per contenerli, si chiama record e lo spazio per una singola informazione si chiama campo del record;nel stabilire quali sono i campi e le loro caratteristiche, si determina il tracciato del record.
Tabella: un array di record viene chiamato tabella, p-erché si può schematizzare come una tabella con tante colonne quante sono i campi del record e un numerosi righe pari al numero dei componenti dell’array.
File: un archivio di dati viene chiamato file. Esso può anche essere considerato come un insieme di record legati tra loro da un nesso logico, quindi è una struttura di dati simile ad una tabella.
Le operazioni su file:
• apertura, si stabilisce un collegamento tra memoria centrale e l’unità di memoria di massa che contiene il file per svolgere su di esso delle operazioni;
• lettura(input), le operazioni che trasferiscono dati dal file alla memoria centrale;
• scrittura(output), le operazioni che trasferiscono dati dalla memoria centrale al file;
• chiusura, si chiude il collegamento tra memoria centrale e file.
Solitamente l’uso di archivi riguarda file formati da record aventi tutti la stessa struttura.
File di testo: il computer considera file anche il testo di un programma o di un documento; le istruzione del programma o le righe del documento sono i record del file, quindi si parla di file di testo (text file).
Pila: con il termine pila si indica un elenco di dati avente la caratteristica peculiare di permettere l’inserimento di nuovi elementi e l’estrazione degli elementi introdotti da un’unica estremità (LIFO = last inp first out).
Coda: con il termine coda si indica un elenco di dati aventi la caratteristica di entrare da una parte ed uscire dalla parte opposta (FIFO = first in first out). Ciò accade spesso per le code di stampa.
Liste semplici: la lista semplice è un insieme di elementi composti da un’informazione e da uno o più puntatori ad altri elementi dello stesso tipo.
Grafo: il grafo è la rappresentazione di relazioni tra diversi oggetti. Gli elementi del grafo sono detti nodi, e i segmenti archi. Quando si specifica la direzione del segmento, si parla di grafo orientato, altrimenti vi è un grafo simmetrico. Coda e pila sono dei grafi orientati. Il percorso che si deve effettuare per spostarsi da un nodo all’altro è chiamato cammino. Se è sempre possibile stabilire un cammino da qualsiasi nodo fino ad arrivare a quello desiderato, si parla di grafo connesso, altrimenti di grafo non connesso.
Albero: l’albero è un grafo connesso privo di circuiti, ovvero di percorsi in cui partendo da un elemento si torna ad esso senza ripercorrere lo stesso tratto due volte. Gli elementi si chiamano nodi, mentre il cammino si chiama ramo. Il nodo che si trova alla fine di un ramo si chiama foglia, mentre quello che si trova in cima, si chiama radice.

SQL
La produzione del software: lo sviluppo di un progetto è un sistema complesso di attività tese ad ottenere un risultato che chiamiamo prodotto. Il prodotto di un progetto informatico è l’insieme dei moduli software (programmi) e degli archivi elettronici (dati) idoneo a soddisfare gli obbiettivi definitivi.
Il controllo di qualità: per ogni prodotto è opportuno determinare le sue capacità nel dettaglio, ovvero fare il controllo di qualità: verificare se il prodotto corrisponda alle caratteristiche che si vorrebbe avesse; verificare le proprietà del programma; identificare per ogni dettaglio la sua unità di misura; e quindi si definiscono i valori di qualità.
Le principali caratteristiche da verificare sono:
• robustezza, cioè il programma non si blocca per motivi banali;
• efficienza, cioè le elaborazioni sono veloci e occupano poche risorse;
• facilità, cioè il facile utilizzo;
• razionalità, cioè non ci sono attività ripetitive o inutili;
• manutenibilità, cioè la documentazione è adeguata e consente di ben intervenire per le modifiche al programma.
Esistono norme ufficiali che determinano la qualità, emanate da organismi internazionali, il principale è ISO.
Base di dati: le basi di dati (database) è una collezione di archivi di dati organizzati e ben strutturati, in modo che possono costituire una base di lavoro per utenti diversi con programmi diversi. I dati in essi contenuti devono essere significativi ed essere effettivamente utilizzabili nelle applicazioni dell’azienda, quindi deve essere garantita la consistenza. Bisogna inoltre impedire che il database venga danneggiato da interventi accidentali o non autorizzati, quindi sicurezza. Infine bisogna garantire che le operazioni effettuate sul database da utenti autorizzati non provochino una perdita di consistenza dei dati, quindi integrità.
I prodotti software per la gestione di database vengono indicati con il termine DBMS, i quali permettono si preoccupano dell’ organizzazione fisica dei file. Gli archivi possono risiedere nello stesso computer o anche in diverse memorie di massa e quindi essere fisicamente lontani, in questo caso si parla di database distribuiti.
I limiti dell’organizzazione convenzionale degli archivi: possono verificarsi dei difetti che derivano dalla ridondanza dei file, ovvero gli stessi dati compaiono in maniera duplicata; essa può portare all’incongruenza, nel caso in cui un dato venga aggiornato in un archivio e non in un altro, oppure siano presenti valori diversi per lo stesso dato; l’incongruenza porta all’inconsistenza, cioè i dati a disposizione non sono più affidabili perché non si sa in modo certo quale dei diversi valori sia quello corretto.
Per evitare questi limiti si effettua un tipo di gestione con delle caratteristiche principali: indipendenza dalla struttura fisica dei dati, senza modificare le applicazioni, indipendenza dalla struttura logica dei dati, senza modificare il software applicativo, utilizzo da parte di più utenti, senza interferire l’uno con l’altro, eliminazione della ridondanza, eliminazione della inconsistenza, facilità d’accesso, integrità dei dati, sicurezza dei dati applicando delle procedure per evitare accessi non autorizzati, uso di linguaggi per la gestione del database.
Il modello del database: un database può essere progettato e realizzato nella struttura dati, e la struttura che gli viene assegnata, richiama flat file. Vi sono tre modelli principalmente usati:
Modello gerarchico, è adatto per situazioni nelle quali è possibile fornire all’insieme dei dati una struttura nella quale ci sono entità che stanno in alto e altre in basso, secondo uno scherma ad albero, nel quale i nodi sono le entità e gli archi le associazioni.
Modello reticolare: le entità sono i nodi e le associazioni sono gli archi di uno schema a grafo orientato: si tratta cioè di una estensione del modello di albero gerarchico, essendo consentite anche associazioni tra entità che stanno in base, e non solo dall’alto verso il basso come avviene nel modello gerarchico.
Modello relazionale, rappresenta il database come un insieme di tabelle. Esso viene considerato attualmente il modello più semplice ed efficace, perché è più vicino al modo consueto di pensare i dati, e si adatta in modo naturale alla classificazione e alla strutturazione dei dati.
I database che sono orientati agli oggetti, sono database che gestiscono oggetti e classi. Sono diversi dai tradizionali database perché accettano sottoclassi di oggetti, ogni oggetto ha una propria identità e utilizzano i concetti tipici della programmazione ad oggetti, quali il metodo e l’ereditarietà.
La normalizzazione delle relazioni: la normalizzazione è un processo formalizzato con il quale le tabelle vengono trasformate in modo tale che ogni tabella corrisponda a un singolo oggetto della realtà, rappresentata con il modello di database: le regole della normalizzazione sono definite per evitare l’inconsistenza dei dati e le anomalie nelle operazioni di aggiornamento.
Prima forma normale: una relazione si dice in prima forma normale (1FN) quando rispetta i requisiti fondamentali del modello relazionale, in particolare ogni attributo è elementare, non ci sono righe uguali e non ci sono attributi ripetitivi;
Seconda forma normale: una relazione è in seconda forma normale (2FN) quando è in prima forma normale e non ci sono attributi non-chiave che dipendono parzialmente dalla chiave;
Terza forma normale: una relazione è di terza forma normale (3FN) quando è in seconda forma normale e non ci sono attributi non-chiave che dipendono transitivamente dalla chiave.
Forma normale di Boyce-Codd: una relazione è in forma normale di Boyce-Codd (BCNF) quando è in seconda forma normale e in essa ogni determinante è una chiave candidata.
L’integrità referenziale: è un insieme di regole del modello relazionale che garantiscono l’integrità dei dati quando si hanno relazioni associate tra loro attraverso la chiave esterna: queste regole servono per rendere valide le associazioni tra le tabelle e per eliminare gli errori di inserimento, cancellazione o modifica di dati collegati tra loro.

La metodologia: adottare una metodologia significa organizzare il lavoro. Essa identifica le attività da svolgere e le organizza per ottimizzare il lavoro. Suddividiamo quindi la metodologia in sezioni che chiamiamo fasi o passi. Nella metodologia in cascata alcune fasi devono essere svolte in sequenza,mentre altre sono in parallelo tra loro; se invece si prevede il riciclo delle fasi si ha una metodologia a spirale.
Per ogni fase si deve indicare l’attività da svolgere, i risultati da ottenere, i controlli da eseguire, il tempo da impiegare e le figure professionali che devono operare. Il ruolo di ognuna di queste, può essere di 4 tipi:
• la responsabilità: garantire che il lavoro sia svolto secondo la pianificazione ed i risultati siano coerenti con le esigenze di progetto e ottenuti come previsto;
• la collaborazione: contribuire alle attività di sviluppo;
• il controllo: verificare il rispetto della metodologia;
• l’approvazione: accettare o rivedere le scelte e i risultati ottenuti.
1. La conoscenza degli obiettivi.
Detta anche analisi preliminare. È un’attività di ricerca e di studio che deve portare il progettista ad essere l’esperto della materia in questione. Egli deve rispettare dei vincoli.
2. L’analisi.
Questa è la fase più importante, dove si determinano e si descrivono dettagliatamente tutti i componenti del progetto. È costituita da tre componenti:
• la documentazione dei dati, quindi assegnare ad ognuno le varie caratteristiche, come il nome, la descrizione, il formato… Queste caratteristiche a loro volta formano dati che per essere distinti dai dati di base, si chiamano metadati.
• la scomposizione funzionale, si decidono le funzioni, ovvero le attività, che il computer dovrà svolgere; i dati saranno registrati negli archivi, mentre le funzioni saranno i programmi.
• Il flusso dei dati tra le funzioni, ovvero abbinare ad ogni funzione quali dati siano di input e di output.
3. La progettazione e la transizione.
L’obiettivo della fase di progettazione è definire e descrivere dettagliatamente le caratteristiche del sistema informatico del progetto.
L’obiettivo della fase di transizione è quello di definire le modalità di passaggio dal sistema esistente a quello del nuovo progetto.
4. La realizzazione.
In questa fase si genera il prodotto del progetto, sottoforma di software e di archivi elettronici.
5. La documentazione, le prove e la formazione.
Questa ottimizzano l’ambiente in cui si dovrà operare, e lavorano in contemporanea.
- La documentazione fornisce tutti gli utenti tre tipi di documenti da consultare:
• manuale per l’utente, che descrive le funzionalità del progetto;
• manuale elettronico, cioè la documentazione interattiva;
• manuale operativo, spiega come funziona il sistema del progetto.
- Le prove verificano il grado di aderenza del progetto alle necessità indicate dall’utente e di eliminare eventuali errori presenti nel codice. Per far ciò si deve creare un apposito ambiente, detto sistema di prova. Il risultato finale di queste prove è costituito dalla certificazione del progetto.
- La formazione da la possibilità a tutti gli utenti di riuscire ad operare sul nuovo programma, attraverso dei corsi di formazione.
6. La produzione.
Detta anche rilascio del progetto. L’obiettivo di questa fase è attivare il progetto presso gli utenti, controllare che i processi elaborati producano i risultati attesi e verificare globalmente il sistema.

Modellazione dei dati: significa costruire una rappresentazione semplificata della realtà osservata o di un problema aziendale, individuandone gli elementi caratterizzanti e i legami intercorrenti tra essi.
La progettazione di un modello di dati avviene quindi a livelli diversi:
• il livello concettuale rappresenta la realtà dei dati e le relazioni tra essi attraverso uno schema
• il livello logico rappresenta il modo attraverso il quale i dati sono organizzati negli archivi elettronici: descrive quindi la composizione e il formato dei dati nel loro aspetto di struttura logica di dati.
• Il livello fisico rappresenta l’effettiva installazione degli archivi elettronici: esso indica l’ubicazione dei dati nelle memorie di massa.
Il modello concettuale viene definito attraverso lo schema dei dati, cioè una rappresentazione sintetica degli elementi fondamentali. Questa rappresentazione è indipendente da:
• I valori che verranno assegnati
• Le applicazioni degli utenti che utilizzano i dati
• Le visioni parziali dei dati da parte degli utenti.
Con il passaggio al livello logico, l’insieme dei dati viene dotato di una struttura che deve facilitare:
• la manipolazione, cioè la possibilità di inserire modificare e cancellare i dati
• l’interrogazione, cioè la possibilità di ritrovare i dati, in modo semplice e veloce.
Queste strutture di dati vengono poi implementate sulle memorie di massa, realizzando in pratica il modello fisico rappresentato dai file registrati nei blocchi del disco.

Esempio



  



Come usare