La raccolta e il trattamento dei rifiuti

Materie:Tesina
Categoria:Impianti

Voto:

2 (2)
Download:266
Data:25.05.2005
Numero di pagine:7
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
raccolta-trattamento-rifiuti_1.zip (Dimensione: 7.85 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_la-raccolta-e-il-trattamento-dei-rifiuti.doc     32 Kb



Testo

LA RACCOLTA E IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI
La prima e fondamentale classificazione dei rifiuti è quella che li divide in solidi, liquidi e gassosi, ma all’interno di ciascuna di queste tre grandi categorie i prodotti di risulta possono essere ancora ripartiti in vario modo, a seconda dello specifico problema che si intende analizzare. Tra queste classificazioni sono particolarmente importanti quelle che selezionano i prodotti secondo tipo ed entità del danno che sono in grado di arrecare all’ambiente. Esse implicano il concetto di biodegradabilità, cioè di attitudine del materiale reflui ad essere attaccato dagli agenti naturali ad essere ricondotto a sostanza compatibile con l’ambiente in cui è stato immesso. La biodegradabilità non dipende soltanto dalle caratteristiche del materiale, ma anche da quelle dell’ambiente che lo accoglie. Un’altra classificazione molto importante è quella che divide i rifiuti domestici, urbani e industriali.
Si definisce rifiuto qualsiasi materiale del quale ci si vuole o ci si deve disfare. A seconda della loro origine i rifiuti vengono distinti in rifiuti urbani e in rifiuti speciali mentre, a seconda della loro natura, vengono distinti in pericolosi e non pericolosi. Appartengono ai rifiuti pericolosi tutti i rifiuti liquidi, a causa dei problemi che potrebbero causare fuoriuscendo dai loro contenitori. I rifiuti pericolosi non vanno mai miscelati fra loro o con rifiuti non pericolosi.
I rifiuti solidi urbani (RSU) sono quelli prodotti in area domestica, dalla pulizia delle strade e dalle attività commerciali in generale. Hanno la caratteristica di esser prodotti in quantità elevata e con basso rapporto peso/volume. Oggi si ricorre alla cosiddetta raccolta differenziata. La raccolta differenziata non solo permette di reintrodurre nel ciclo produttivo materiali di recupero riducendo il consumo di materie prime,ma consente anche di ridurre il volume delle masse reflue, con tutti i vantaggi e le economie che ne derivano.
Le fasi di trattamento dei rifiuti sono:
1-raccolta: consiste nelle operazioni di prelievo, cernita e raggruppamento per il trasporto. Il volume dei rifiuti viene ridotto attraverso operazioni di triturazione e compattamento effettuate a bordo degli stessi automezzi che provvedono alla raccolta
2-trasporto: viene effettuato con mezzi idonei ai vari tipi di rifiuto
3-recupero: consiste nell’insieme di operazioni di riutilizzo o riciclaggio che consentono di recuperare materia o energia.
4trattamentti d’inertizzazione e confezionamento: sono operazioni che permettono di neutralizzare la pericolosità di certi rifiuti in modo da renderli adatti alla loro destinazione finale.
5-smaltimento finale: i prodotti di risulta delle varie operazioni di recupero o i materiali dai quali non c’è più nulla da recuperare vengono avviati allo smaltimento finale che può avvenire in discariche controllate, a cielo aperto o sotterranee, o per incenerimento.
Per favorire il recupero dei rifiuti il Decreto Ronchi sui rifiuti pericolosi e sugli imballaggi e sui rifiuti d’imballaggio, ha favorito la creazione dei consorzi obbligatori, organismi ai quali è possibile conferire obbligatoriamente, ma gratuitamente, determinati tipi di rifiuti, come gli oli esausti o le batterie delle auto.
Con il Decreto Ronchi ha avuto inizio anche in Italia un sistema di gestione dei rifiuti da imballaggio fondato su un principio di collaborazione tra i prodotti d’imballaggi, gli utilizzatori dei prodotto imballati e gli operatori di un consorzio pubblico, il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI). I produttori d’imballaggi pagano al CONAI una tariffa proporzionale alla quantità d’imballaggi prodotti, o, in alternativa, offrono garanzie e dimostrano di ritirare e di riutilizzare gli imballaggi. La somma versata al CONAI viene utilizzata per coprire le spese della raccolta differenziata, il riciclaggio e il recupero. Il ruolo degli utilizzatori dei prodotti imballati è invece quello di imparare a preferire i fornitori di prodotti che adottano tecniche d’imballaggi più razionali e che incidono in misura più contenuta sul costo del prodotto.
La raccolta differenziata è l’operazione attraverso la quale i RSU vengono raggruppati in frazioni merceologiche omogenee, idonee al riutilizzo, al riciclaggio o al recupero di materia.
Il materiale raccolto nei contenitori urbani viene trasferito a un centro di raccolta dove subisce una prima grossolana selezione. Il materiale selezionato viene poi ripulito con varie tecniche dalle sostanze estranee o dannose e viene infine inoltrato alle successive lavorazioni di riciclaggio o recupero. Occorre infine tenere presente che le imprese di riciclaggio pagano il materiale delle raccolte differenziate in misura tanto minore quanto maggiore è l’offerta: ciò significa che quanto maggiore è la quantità di rifiuti inviati alla raccolta differenziata tanto minore è il loro prezzo di mercato.
La raccolta differenziata e i sistemi di cernita manuale o automatica permettono di separare il rifiuto in tipologie omogenee adatte al recupero. Il recupero può avvenire secondo diverse modalità:
-riutilizzo del materiale a seguito di lavaggio e disinfezione
-rilavorazione del materiale
-recupero energetico.
La carta si presta bene al riciclaggio contribuendo in modo significativo alla salvaguardia degli alberi e alla riproduzione dell’impatto ambientale. La produzione di carta da materiale di recupero consente una riduzione dell’inquinamento idrico, del consumo di acqua e di energia. Per contro va tenuto presente che il materiale cartaceo proveniente dalla raccolta differenziata produce quantità notevoli di fanghi contaminanti per effetto degli inchiostri e del cloro che molto spesso viene usto per schiarire la carta.
Il riciclaggio della plastica è il cosiddetto riciclaggio antieconomico. La composizione molto eterogenea delle materie plastiche e la presenza di elementi estranei nei rifiuti riducono ancora di più la convenienza di utilizzo commerciale del materiale raccolto.
Il vetro è un materiale che si presta bene al recupero perché il costo della sua raccolta differenziata e della trasformazione in altri prodotti vetrosi risulta inferiore a quella del suo smaltimento alla discarica e della produzione di altro vetro. Dai comuni rottami vetrosi misti, che inevitabilmente contengono percentuali rilevanti di materiali contaminanti, è molto difficile ottenere vetro trasparente e di buona qualità e normalmente si produce vetro verde per bottiglie.
L’alluminio avviato alla raccolta differenziata urbana è prevalentemente costituito dalle lattine per bibite, che sono prodotti tecnologicamente molto sofisticati la cui produzione è altamente inquinante e comporta consumi energetici molto elevati mentre il riciclaggio consente solo il recupero di alluminio più scadente.
La discarica controllata costituisce il termine del ciclo di recupero dei rifiuti e ad essa vengono inviate le parti residuali alle quali non è più possibile sottrarre energia o materia, come gli inerti, i prodotti di risulta delle operazioni di recupero e le ceneri. La discarica controllata avviene in aree dotate di specifici requisiti, per quanto possibile prossime ai punti di prelievo, ma in ogni caso a distanza sufficiente dalle aree abitate. I rifiuti depositati nella discarica vengono compattati e ricoperti giornalmente di terra o di altro materiale adatto, in modo da favorirne la disgregazione da parte dei microrganismi presenti nel terreno.
Il dilavamento dei rifiuti da parte delle precipitazioni atmosferiche comporta la produzione di un liquido detto liscivio di discarica o leachite che, percolando attraverso la massa dei rifiuti, si carica dei peggiori inquinanti che essi contengono. Per evitare che questo liscivio raggiunga le falde acquifere, la discarica viene realizzata impermeabilizzandone il fondo e le pareti con uno strato di argilla compattata o ricoperto da geomembrane o teloni di HPDE elettrosaldati. Il drenaggio del percolato si attua mediante uno strato di ghiaia posta sul fondo, mentre la sua rimozione avviene tramite pompe aspiranti poste all’estremità superiori dei tubi che pescano nel fondo della discarica. Il liscivio raccolto viene poi trasferito mediante autobotti agli impianti di depurazione.
A seconda della natura del terreno e delle condizioni climatiche della zona,la discarica controllata potrà essere del seguente tipo:
-a trincea: adatto per terreni piani, falde acquifere profonde e buona disponibilità di materiale di copertura;
-a dispersione areale: adatto in presenza di falde superficiali e in carenza di materiale di copertura;
-a rampe: nei terreni irregolari e dissestati.
A riempimento completato i bacini di discarica controllata possono esser trasformati in aree urbane attrezzate, aree agricole o per altri usi non edificatori.
L’incenerimento dei rifiuti con recupero dell’energia termica prodotta è un’operazione conveniente ed economicamente accettabile solo se condotta in impianti di elevata potenzialità, dotati di tecnologie adeguate e posti a servizio di aree fortemente urbanizzate. Attraverso l’incenerimento dei rifiuti è possibile ottenere energia per mezzo del recupero termico, per riscaldamento di ambienti o altri usi civili, o della cogenerazione, cioè la contemporanea produzione di calore e di energia elettrica. Il recupero termico può avvenire con varie tecniche, a seconda della distanza alla quale occorre trasferire il calore. L’inceneritore per RSU non è altro che una gigantesca caldaia che deve essere dotata di:
-bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido
-alimentazione automatica del combustibile
-regolazione automatica del combustibile
-controllo continuo di ossigeno, anidride carbonica, temperatura di combustione
controllo della presenza di inquinamenti
-dispositivi che garantiscono un’efficienza di combustibile del 99%.
L’impianto di incenerimento a forno è il più diffuso per il riutilizzo energetico dei residui e viene utilizzato normalmente con tecniche differenti a seconda che il trattamento riguardi rifiuti industriali o urbani, che hanno un contenuto di umidità più elevato. I rifiuti, preventivamente sminuzzati da un trituratore fino a raggiungere le dimensioni più adatte per la combustione (5/10cm), vengono introdotti nella camera di combustione primaria per poi avanzare all’interno lungo un percorso discendente. Sul materiale che scorre lungo una specie di piano inclinato rovente un ventilatore soffia aria comburente primaria nella quantità necessaria a garantire la combustione uniforme. Le ceneri incandescenti vengono scaricate in appositi contenitori attraverso una serranda di materiale refrattario posta sul fondo della camera di combustione.
I fumi generati dal processo di combustione dei rifiuti necessitano di una serie di trattamenti prima di esser emessi in atmosfera. Il primo trattamento avviene nella camera secondaria denominata camera di postcombustione, ove i fumi sostano per un determinato tempo ad elevate temperature con la completa distruzione di eventuali inquinanti di origine organica. L’inquinamento atmosferico è dovuto alla presenza nell’atmosfera di un gran numero di sostanze chimiche, organiche e inorganiche, in grado di produrre danni all’organismo e all’ambiente.
A seconda dell’origine le sostanze possono essere:
-inquinanti di origine naturale: prodotti dalle esalazioni vulcaniche , gas sulfurei, particelle di origine vegetale o minerale trasportate dal vento, radiazioni, microorganimi quali batteri e virus;
-inquinanti di origine artificiale: sono quelli collegati alle attività umane. Provenienti dalle lavorazioni industriali o dalla combustione di idrocarburi per autotrazione, riscaldamento o produzione di energia elettrica.
A seconda della loro natura fisico-chimica gli inquinanti possono essere:
-corpuscolari, come polveri, fumi, nebbie, aerosol ecc. che costituiscono il cosiddetto articolato;
-gassosi, come monossido di carbonio, biossido di carbonio, ossidi di zolfo e di azoto, idrocarburi;
-radioattivi.

Esempio