Malattie di origine alimentare

Materie:Riassunto
Categoria:Igiene

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Testo

MALATTIE DELL’APPARATO DIGERENTE

I vari organi dell’apparato digerente possono essere colpiti da diverse patologie:
- Stomatite, un’infiammazione estesa a tutto il cavo orale, con aumento della salivazione, arrossamento, dolore e bruciore diffuso. Le cause, talora non evidenti, possono essere rintracciabili nella presenza di protesi dentarie difettose, sostanze alimentari irritanti, uso prolungato di alcuni farmaci, contatto professionale con metalli o altri materiali. La stomatite, che può insorgere anche durante il decorso di malattie infettive acute o croniche, o durante gravi malattie generali, è in genere prevenuta attraverso un’accurata pulizia della bocca, l’impiego di adatti colluttori e, se necessario, corrette cure vitaminiche.
- Gastrite, acuta e cronaca, è una comune infiammazione della mucosa dello stomaco, che può essere di natura infetta, tossica o allergica. La gastrite cronica o dispepsia gastrica insorge abitualmente a seguito di errori dietetici o di eccessi costanti nel consumo di bevande alcoliche, e presenta quali sintomi caratteristici, una diminuzione dell’appetito, cefalea, insonnia, talora nausea e vomito. Nella risoluzione della gastrite, oltre al consumo di pasti poco abbondanti e frequenti a intervalli regolari e all’eliminazione nella dieta di particolari alimenti, ha importanza la riduzione della fatica intellettuale e l’eliminazione, per quanto possibile, delle preoccupazioni quotidiane.
- Ulcera gastroduodenale o ulcera peptica, consiste in un’escavazione o erosione tondeggiante piuttosto profonda delle pareti dello stomaco e del duodeno, provocata da un’eccesiva produzione e acidità del secreto gastrico. Oltre all’eccesso nella produzione di acido cloridrico e pepsina, sono fattori predisponenti della malattia l’affaticamento psichico, l’uso e l’abuso di particolari farmaci, gli errori dietetici e l’infezione da Helicobacter pylori, un microrganismo che sembra prosperare nell’ambiente acido dello stomaco. Il sintomo più importante della patologia peptica è il dolore, con una tipica insorgenza in rapporto all’assunzione del cibo: da 1 a 2 ore dopo i pasti nell’ulcera propriamente gastrica e da 3 a 4 ore dopo i pasti nell’ulcera duodenale. Un altro sintomo abbastanza frequente è l’emissione di sangue proveniente dalla cavità gastrica attraverso la bocca, accompagnata da vomito. Nella gran parte dei casi l’evoluzione della malattia appare favorevole e l’ulcera cicatrizzata, talora però le lesioni si approfondano nella mucosa e negli strati muscolari della parete, causando vivo dolore e arrivando fino al peritoneo, la cui perforazione risulta sempre estremamente grave.
- Enterite, è un’infiammazione, acuta o cronica, dell’intestino tenue. Nell’infiammazione acuta, prodotta in genere da alimenti avariati, i sintomi insorgono bruscamente e comprendono dolori addominali, nausea, vomito e diarrea. L’enterite cronica, quasi sempre conseguenza di alterazioni costanti delle funzioni intestinali, manifesta sintomi analoghi all’infiammazione acuta, ma insistenti e prolungati nel tempo: dolori addominali diffusi, funzioni intestinali non regolari, diarrea. La terapia risulta essenzialmente legata a una dieta attenta (pasti leggeri e frequenti, cibi freschi e ben cotti) e al riposo fisico e psichico.
- Diarrea e stipsi, si manifestano come alterazioni delle funzioni e della motilità intestinale. Mentra la prima, però, è quasi sempre correlata a un diminuito riassorbimento dei liquidi, che causa un evidente aumento del contenuto acquoso delle feci e un insolito stato di distenzione del colon, la seconda è indotta da una ridotta motilità dell’intestino crasso, che determina una incompleta o ritardata evacuazione delle feci. La diarrea ha spesso origine da cause alimentari o infettive, la stipsi, invece, è quasi sempre correlata alla sedentarietà, all’atonia muscolare, alle patologie del fegato.
- Cirrosi, consiste nella distruzione progressiva delle cellule epatiche e nella degenerazione della trama connettivale del tessuto del fegato, che porta a una grave insufficenza epatica e a profonde alterazioni morfo-funzionali. Le cause della malattia sono in genere infettive (epatite virale) o tossiche (abuso di alcol), mentre i sintomi più frequenti e rilevanti sono l’ittero, l’ascite, che consiste nell’abbondante presenza di liquido nella cavità addominale, e alcuni disturbi digestivi, che possono portare a una cattiva assimilazione del cibo e a una severa condizione di denutrizione.

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