L'Invalido, Lisia

Materie:Traduzione
Categoria:Greco
Download:12603
Data:30.03.2007
Numero di pagine:6
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
invalido-lisia_1.zip (Dimensione: 7.2 Kb)
trucheck.it_l-invalido,-lisia.doc     29.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Poco manca che ringrazi, o assemblea, l’accusatore di avermi procurato questo processo. Infatti, se prima non avevo pretesto per rendere conto della mia vita, ora grazie a questo l’ho ottenuto.proverò anche a dimostrare con questo discorso da una parte che costui mente, dall’altra che io stesso ho vissuto fino oggi in modo + degno di lode che di biasimo; infatti mi sembra che costui mi abbia provocato questo rischio x nessun altro motivo che l’invidia.Eppure chi prova invidia per coloro di cui gli altri hanno pietà, da quale malvagità vi sembra che una tale persona potrebbe astenersi?infatti mi accusa per denaro; se invece si vendica su di me come un suo nemico, mente; infatti x la sua malvagità non ho mai avuto rapporti con lui né come amico né come nemico. O assemblea, quindi è evidente che mi invidia per il fatto che pur avendo a che fare con tale disgrazia sono un cittadino migliore di costui. Infatti ritengo anche che , o ass, bisogna correggere i difetti fisici con le qualità morali,naturalmente. Infatti se condurrò il mio modo di pensare il resto dell’esistenza inn modo uguale alla sventura, in che sarò diverso da costui?

Dunque riguardo a questi argomenti questo sia detto da me; invece riguardo alle cose che mi conviene dire, per quanto potrebbe essere possibile, ne parlerò + brevemente che posso. Infatti l’accusatore dice che illegalmente ho ricevuto il sussidio dalla città; e infatti dice che grazie al mio corpo sono capace, e che quindi non sono uno degli invalidi, e conosco un mestiere tale da vivere anche senza il sussidio che mi è concesso.E usa come prove della mia costituzione sana il fatto che salgo a cavallo, e dell’agiatezza riposta nel mio mestiere il fatto che posso frequentare persone ricche. Dunque io ritengo che tutti voi sappiate quale sia l’agiatezza derivante dal mestiere e tutti gli altri aspetti della mia vita; tuttavia io dirò anche questo brevemente.Infatti da una parte mio padre non mi ha lasciato niente e dall’altra ho cessato di prendermi cura di mia madre dato che è morta 3anni fa, e non ho ancora figli che in futuro si prendano cura di me,e posseggo un mestiere che può giovarmi ben poco,e che io personalmente esercito con difficoltà, e non posso ancora procurarmi colui che riceverà da me il mestiere.non ho nessun’altra entrata eccetto questa,nel caso in cui me la toglieste potrei rischiare di cadere nella sorte più disgraziata.

Quindi, poiché è possibile, o ass., salvarmi giustamente, non mandatemi in rovina ingiustamente;né toglietemi ciò che mi davate quando ero più giovane e piuttosto in buona salute, mentre sto diventando vecchio e + malfermo di salute; né in passato nei confronti di chi non aveva alcun male siete stati pietosissimi mentre davate l’impressione di esserlo,ora a causa sua non trattate con asprezza coloro che suscitano compassione addirittura nei nemici; e voi che avete osato commettere un’ingiustizia verso di me non fate scoraggiare gli altri che si trovano nella mia stessa condizione.E infatti sarebbe fuori luogo, o ass., se quando una sola era la mia disgrazia, risultasse evidente che prendevo questo denaro, mentre ora che la vecchiaia, le malattie e le conseguenze che ne derivano mi toccano, così allora ne sarei privato.Mi sembra che l’accusatore potrebbe essere l’unico uomo a dimostrare perfettamente la grandezza della mia povertà, se infatti io, eletto corego per le rappresentazioni tragiche, lo invitassi allo scambio di beni, preferirebbe senza dubbio sostenere dieci volte le spese per i cori piuttosto che fare la permuta. E come non è assurdo che ora questo mi accusi del fatto che grazie alla mia abbondanza di mezzi posso frequentare in condizioni di parità i più ricchi, mentre se si verificasse una delle condizioni che ho detto, potrebbe ammettere che io sono tale e anche + disgraziato?

Il discorso del mio andare a cavallo, che osò ricordarvi, senza temere la sorte e senza vergognarsi di voi, non è lungo. Infatti è verosimile, o ass, che tutti quelli che subiscono una sventura cerchino e escogitino il mezzo per affrontare il meno dolorosamente possibile la sciagura capitata. E poiché io sono uno di questi sventurati e essendo andato incontro a una tale sventura trovai l’andare a cavallo x le strade + lunghe fra quelle che dovevo percorrere agevolissimo per me. La prova più importante, o assemblea, è che x colpa della sventura e non per la tracotanza, come questo dice, vado a cavallo, o ass. se davvero possedessi un patrimonio cospicuo girerei su una mula sellata e non monterei cavalli altrui. In realtà siccome la mula non posso comprarmela sono spesso costretto a usare cavalli altrui. E allora come non è strano, o ass, che quest’uomo se mi vedesse girare in sella a una mula starebbe zitto (che potrebbe dire, infatti?), invece dato che monto cavalli presi in prestito cerca di convincervi che non sono invalido! E x il fatto che uso 2 bastoni per camminare mentre di solito gli altri ne usano solo 1 non muove l’accusa che anche questo è proprio dei ricchi; ma del fatto che cavalco invece si serve come prova x dimostrare che sono ricco. Eppure faccio entrambe le cose x lo stesso motivo!

Ma tanto lui supera in spudoratezza gli altri uomini che cerca di convincervi ( lui da solo mentre voi siete tanti) che io non appartengo alla categoria degli invalidi; e allora se riuscirà a convincere di ciò alcuni di voi, o ass, cosa mi impedisce di partecipare al sorteggio x i 9 arconti e a voi di togliermi il sussidio come persona sana e che votiate per costui in quanto invalido?lo stesso uomo a cui toglierete l’obolo perché sano i tesmoteti non lo escluderanno certo dal sorteggio perché non idoneo fisicamente!Infatti voi non siete certo della sua opinione, né lui la penserebbe così agendo bene! Lui si è presentato qui a contestarmi come se la mia disgrazia fosse ereditaria e cerca di convincervi che io non sono quello che voi tutti potete vedere; voi però come fanno le persone intelligenti credete più ai vostri occhi che ai suoi discorsi.Dice che sono insolente e violento e mi comporto in modo troppo arrogante, come se incutendo paura dicesse la verità, ma non potesse riuscirci se la indicasse con molta moderazione senza mentire.ma io, o ass, penso che voi dovete senza dubbio distinguere coloro ai quali tra gli uomini è permesso essere insolente e quelli a cui non conviene.

Infatti non è verosimile che quelli che sono nel bisogno e assolutamente privi di mezzi siano insolenti ma invece è verosimile che siano insolenti quelli che hanno +ricchezze di quante necessitano; né è verosimile che lo siano gli invalidi nel corpo ma è verosimile che lo siano quelli che possono fare pieno affidamento sulle loro forze fisiche, né è verosimile..quelli che sono ormai avanti negli anni ma è verosimile che lo siano quelli che sono ancora giovani e hanno pensieri giovanili.Inoltre dice che si raccolgono alla mia bottega uomini malvagi e numerosi che hanno dissipato le loro ricchezze da un lato, e dall’altro cospirano contro coloro che vogliono salvare le loro; ma voi tutti meditate che facendo questa accusa non mi accusa x nulla + degli altri che possiedono un’attività né più di coloro che entrano da me + che nella bottega di altri artigiani.Infatti ciascuno di voi è abituato a recarsi chi dal profumiere, chi dal barbiere, chi dal calzolaio, chi dovunque capiti, e moltissimi di quelli disposti vicinissimi alla piazza,pochissimi da coloro che ne distano moltissimo, così che se qualcuno di voi accusa di malvagità quelli che vengono da me, è chiaro che accuserà anche quelli che si fermano nelle altre botteghe; se però qualcuno di voi accuserà anche loro, accuserà tutti gli Ateniesi; infatti tutti voi usate recarvi e frequentare qualunque altro luogo in ogni caso.

Ma non so infatti perché devo importunarvi più a lungo difendendomi troppo minutamente rispetto a ciascuna delle accuse pronunciate. Se infatti ho parlato delle + importanti perché devo occuparmi delle sciocchezze come costui?io, o ass, prego voi tutti di avere nei miei confronti la stessa opinione che avete avuto prima; non mi private a causa sua dell’unico vantaggio cui la sorte mi concesse di avere parte fra quelli possibili in patria; e lui, che è uno,non vi convinca a sottrarmi ora ciò che in passato mi concedeste tutti, di comune accordo. Infatti, o ass, poiché il destino ci tolse i beni + grandi la città stabilì per noi questo sussidio, ritenendo che sia la buona sia la cattiva sorte siano a tutti comuni.Come dunque non sarei davvero disgraziato se fossi stato privato delle cose + belle e +importanti x la menomazione,e a causa dell’accusatore fossi privato di ciò che la città mi diede preoccupandosi di coloro che si trovano in questa condizione? O ass, non votate assolutamente in questo modo. Per quale motivo infatti dovrei trovarvi in questa condizione?

Forse perché qualcuno mai perse il patrimonio trovandosi coinvolto in un processo a causa mia?ma nessuno potrebbe dimostrarlo. O perché sono intrigante, sfacciato, rissoso? Ma non mi trovo a disporre di risorse adeguate per simili atteggiamenti.Perché sono troppo arrogante e violento? Ma neppure lui lo direbbe se non volesse mentire anche su questo come sul resto. Perché sotto i 30 essendo al potere feci del male a molti fra i cittadini? Ma con la maggioranza di voi fuggii a Calcide e pur essendomi possibile vivere in città al sicuro con loro scelsi di rischiare andandomene con voi.
Dunque consiglio, che io non vi trovi, benché non abbia commesso alcuna colpa, severi tali quali vi trovano coloro che hanno compiuto molte ingiustizie,ma esprimete su di me lo stesso voto espresso neglia altri consigli, ricordando che non rendo conto di essi dopo aver amministrato i beni della città né affrontato la verifica di essa avendo esercitato alcuna carica,ma mi difendo solo x un obolo. E così voi tutti deciderete giustamente, io sarò riconoscente x questi benefici se li otterrò, costui imparerà x il futuro a non insidiare i + deboli ma a cercare di prevalere sui suoi pari.

Esempio