Canto XXII dell'Iliade v.306-329

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Testo

Iliade – Canto XXII
306-329
Così dunque dopo aver parlato Ettore impugna la spada affilata, e che grande e che massiccia pende a lui lungo il fianco , tutto raccolto si lancia come un’aquila che vola in alto , che vola verso la pianura attraverso le nuvole tenebrose per afferrare e rapire o il tenero agnello o la lepre paurosa , così ettore si lancia impugnando la spada affilata ,Achille si lancia e riempie l’animo di ira selvaggia, davanti al petto lo protegge un bello scudo ben lavorato e ondeggia con l’elmo splendente a quattro punte ,bei crini belli e dorati gli scendono sulle spalle e folti intorno all’elmo [che Efesto gli aveva fatto].Come l’astro della sera sale con le stelle nel cuore della notte, l’astro che più bello si trova nel cielo, così splendeva la lancia luminosa[così veniva bagliore dalla punta luminosa] che Achille impugnava con la (mano) destra , tramando qualcosa di cattivo per Ettore divino cercando di vedere dove il bel corpo (soprattutto) fosse debole ; di questo le bronze armi belle riparavano la pelle di cui (riferito a belle armi) aveva spogliato Patroclo dopo averlo ucciso ; e apparve dove le clavicole dividono il collo dalle spalle alla gola dove la morte è veloce . Lì a lui che gli andava contro il divino Achille colpì con l’asta , e la punta arrivò attraverso il collo tenero , ne il frassino grave di bronzo tagliò la trachea , affinchè potesse parlare con quello rispondendo a parole.

Esempio