Antigone

Materie:Riassunto
Categoria:Greco

Voto:

2 (2)
Download:922
Data:18.05.2007
Numero di pagine:3
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
antigone_1.zip (Dimensione: 8.54 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_antigone.doc     31 Kb



Testo

Antigone
Figlia di Edipo* e di Giocasta, sorella di Ismene, di Eteocle e di Polinice. Accompagnò il padre quando lo sventurato, venuto a conoscenza del crimine e dell’incesto da lui inconsapevolmente commessi, andò in esilio dopo essersi accecato. Si rifugiarono a Colono, villaggio dell’Attica, dove Edipo morì, finalmente in pace. Antigone tornò allora a Tebe*.
Dopo la morte di Eteocle e Polinice nel loro duello per il potere, suo zio Creonte*, salito al trono, accordò al primo dei due fratelli solenni esequie, ma vietò sotto pena di morte qualunque sepoltura a Polinice, reo di avere combattuto contro la sua patria: il cadavere sarebbe rimasto esposto alle fiere e agli uccelli da preda. La sepoltura era un dovere sacro, poiché l’anima dell’insepolto era condannata a vagare senza requie e a non poter entrare nel regno dei morti. Mentre Ismene si rassegnò al decreto, Antigone lo sfidò, per amore del fratello e in nome delle «leggi non scritte e immutabili degli dei» (Sofocle, Antigone). Condannata ad essere murata viva, ella s’impiccò. Il fidanzato Emone, figlio di Creonte, si suicidò sul suo cadavere e la moglie di Creonte, a sua volta, si uccise per la disperazione.
→ INFERI, TEBE

• Lett. La versione del mito qui riportata è quella delle celebri tragedie di Sofocle, Antigone (440 a.C.) e Edipo a Colono (rappresentazione postuma, 403 a.C.). La tradizione più antica è in effetti eterogenea. Antigone vi compare come figlia di Eurigania e quindi non come frutto di incesto; a volte come moglie di Emone e madre di un figlio; secondo altri, Emone sarebbe stato divorato dalla Sfinge*. Euripide, rinnovando il soggetto, la presenta ne Le Fenicie (circa 408 a.C.) mentre lascia Tebe dopo la morte dei fratelli in compagnia del vecchio Edipo. Ciò dimostra chiaramente come sia vano volere attribuire «biografie» coerenti agli eroi della mitologia. È compito del poeta creare, partendo da dati isolati, grandi personaggi tragici e imporli alla posterità. Antigone è divenuta, con Sofocle, l’eroina capace di sostenere i più alti valori etici e il simbolo della resistenza ad ogni tirannide anche a costo della vita.
Tuttavia, quando in Europa comincia a nascere il mito letterario, Antigone incarna la devozione ai valori della famiglia, prima di essere colei che si oppone alla tirannide. Questo è il significato della sua figura nelle traduzioni della tragedia di Sofocle in italiano (Luigi Alamanni, 1533), in francese (Jean-Antoine de Baïf, 1573) e nella rielaborazione originale di Robert Garnier (1580), a cui si accompagna la cristianizzazione del mito. Nell’Antigone di Rotrou (1637) si ripropone la medesima interpretazione, e nel racconto epico di Pierre-Simon Ballanche (1814) vediamo un’eroina moderna, una santa paragonabile, per devozione e spirito di sacrificio, a Giovanna d’Arco.
Nel XIX secolo ella ispirò la riflessione dei romantici tedeschi, con la traduzione da Sofocle di Hölderlin, il quale, nelle sue Osservazioni su Antigone (1804), vede in lei una figura blasfema e violenta. Secondo Hegel, il mito di Antigone rappresenta la contraddizione tra i valori morali della città, incarnati da un uomo, Creonte, e i valori «naturali», ai quali, in quanto donna, è legata Antigone, contraddizione che condannò la società greca alla scomparsa. (Estetica, 1835).
Sempre nel XIX secolo si diffonde un’interpretazione apertamente politica del mito. Il conflitto tra leggi scritte e usanze diventa quello tra l’individuo e il potere assoluto. Il nucleo di una simile interpretazione è già presente in Alfieri, la cui Antigone denuncia vigorosamente la ragion di Stato e il potere monarchico. Per analogia, Antigone diviene il simbolo della rivolta e della libertà anticonformista, come nel dramma di Jean Cocteau rappresentato nel 1922 con una messa in scena d’avanguardia. L’Antigone di Jean Anouilh, portata sulle scene nel 1944, durante l’occupazione tedesca della Francia, fu per molti lettori un importante simbolo dello spirito della resistenza; malgrado ciò essa tende, nell’intento dell’autore, alla giustificazione del maresciallo Pétain, nella misura in cui tenta di dare una base razionale alla decisione di Creonte. Comunque sia, Antigone è vicina ad altre eroine di Anouilh, per il suo idealismo e la sua aspirazione alla purezza. La resistenza all’autorità costituita è pure l’interpretazione data da Bertolt Brecht in Antigone 1948, e da Rolf Hochhuth nel suo racconto L’Antigone di Berlino (1964), nel quale una giovane berlinese sfida il potere di Hitler dando segretamente sepoltura al corpo del fratello morto per aver manifestato la sua ostilità al nazismo.
• Icon. Antigone davanti a Creonte, anfora greca, posteriore al V secolo a.C., Berlino. Lo scultore Joseph-Charles Marin realizzò una notevole terracotta nello spirito antico: Antigone ed Edipo, circa 1800, Parigi.
• Mus. Antigone, opera: Arthur Honegger, 1927; Carl Orff, 1948. Antigone, balletto ispirato alla tragedia di Sofocle, musica di Mikis Theodorakis, coreografia di John Cranko, 1959.

Esempio