Turchia

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Turchia

Stato (Türkiye Cumhuriyeti) dell'Asia occidentale che comprende anche una parte europea (il settore orientale della Tracia).
Superficie: 779.452 km2 (di cui 23.764 nella zona europea).
Popolazione: 56.979.000 ab. (poco più di 6 milioni nella zona europea).
Capitale: Ankara.
Lingua: ufficiale il turco, minoranze parlano il curdo, l'armeno, l'arabo, il greco.
Religione: in maggioranza musulmana.
Unità monetaria: la lira turca.
Confini: confina a nord-est con Georgia e Armenia, a est con l'Iran, a sud con l'Iraq e la Siria, a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria.
Ordinamento: Repubblica presidenziale.

GEOGRAFIA
Il territorio della Turchia europea si estende sul settore orientale della Tracia e si affaccia a sud allo stretto dei Dardanelli, al Mare di Marmara e al Bosforo, e a nord-est al Mar Nero. Collinare e montuosa. La Turchia asiatica si estende sull'Anatolia, che si affaccia a nord al Mar Nero e al Mare di Marmara, a ovest al Mar Egeo, a sud al Mare Mediterraneo. È in gran parte costituita da un vasto altopiano, attraversato da numerose catene, e delimitato a nord dall'allineamento dei Monti del Ponto, a sud da quelli del Tauro, che procedendo verso est, si fondono nell'Acrocoro Armeno. I corsi d'acqua principali sono: il Kizilirmak, lo Yesilirmak e il Sakarya (che tributano al Mar Nero); il Gediz e il Büyük Menderes che scendono al Mar Egeo; l'Eufrate e il Tigri, diretti al golfo Persico. L'Anatolia è ricca di bacini lacustri per lo più salati: i più vasti sono il Van, il Tuz, il Beysehir. Il clima è mediterraneo nelle zone costiere, continentale all'interno dell'Anatolia, alpino nell'Acrocoro Armeno. Le precipitazioni sono assai scarse e per lo più limitate al periodo invernale. Lungo la costa prevale la macchia mediterranea, all'interno la steppa, spesso desertica. Le risorse sono costituite dall'agricoltura (cereali, agrumi, papaveri da oppio, rose, cotone, uva, olive, tabacco, tè, lino, canapa) e dall'allevamento ovino e caprino. Industrie tessili, alimentari, del cemento, metalliche, meccaniche, chimiche, conciarie e del vetro. Sviluppato l'artigianato (tappeti, cuoio e metalli). Si esportano tabacco, frutta secca, cotone, cereali, essenza di rose, prodotti artigianali, minerali, attraverso i porti di I°stanbul e Smirne. Altre città: Adrianopoli, Bursa, Manisa, Antalya, Adana, Alessandretta, Antiochia, Konya, Erzurum.

STORIA
La moderna Turchia nacque dallo sfaldamento dell'Impero ottomano alla fine della prima guerra mondiale. Il generale Kemal Atatürk, messosi a capo della rivolta nazionalista, riuscì a scacciare i Greci dall'Anatolia (1921-1922), abolì il sultanato e proclamò la Repubblica (1923). Il trattato di Losanna (1923) riconobbe il nuovo Stato turco che ebbe come suo centro l'Anatolia e riottenne la Tracia nei limiti stabiliti nel 1913. Atatürk, accentrando nelle sue mani il potere, attuò all'interno vaste riforme per modernizzare il Paese. Nel 1938 gli succedette Ismet Inönü. Neutrale durante la prima fase della seconda guerra mondiale, la Turchia dichiarò guerra alla Germania nel 1945. Nel 1950 al Partito kemalista succedette il Partito democratico, più marcatamente filoccidentale. Presidente della Repubblica fu nominato Bayar e capo del governo A. Menderes che instaurò un regime autoritario di destra nel corso del quale la Turchia aderì alla NATO (1952), e al patto di Baghdad (1955). Nel 1960 il presidente Bayar era abbattuto da un colpo di Stato militare, guidato dal generale C. Gürsel. Seguiva un decennio di forti tensioni, scandito dall'alternarsi al potere del Partito della giustizia (di centrodestra) di S. Demirel, e di quello repubblicano popolare (di centrosinistra) di B. Ecevit. Un nuovo colpo di Stato nel 1971 ridiede il controllo della situazione ai militari, ma il ritorno alla democrazia nel 1974 (in concomitanza con la crisi di Cipro, conclusasi con la parziale occupazione dell'isola), con la vittoria del Partito repubblicano-popolare, significò anni di crisi, di terrorismo, di contrasti con la Grecia per la questione di Cipro, finché nel 1980 il generale Kenan Evren assunse i pieni poteri. Approvata nel 1982 una nuova Costituzione, Evren è rimasto alla presidenza della Repubblica; primo ministro è diventato il conservatore Turgut Özal, il quale è riuscito a risanare la disastrata economia turca con un piano di netta impronta liberista e nel 1989 è stato eletto presidente della Repubblica. Le elezioni del 1991 furono vinte dall'opposizione di S. Demirel, il quale nel 1993, alla morte di Ozal, diveniva presidente lasciando la guida del governo alla leader del suo partito Tansu Ciller. Nel 1995 è apparsa evidente l'avanzata delle forze islamiche, che alle elezioni di dicembre si sono aggiudicati la vittoria, pur non essendo in grado di formare un governo vista la netta opposizione delle forze armate. Nel 1992 e ancora nel 1995 le rivendicazioni autonomistiche delle popolazioni curde ai confini con l'Iraq sono state represse dall'intervento armato dell'esercito, provocando numerose proteste in campo internazionale. Rimangono tesi i rapporti con la Grecia a causa della questione cipriota.

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