territorio U.S.A

Materie:Appunti
Categoria:Geografia
Download:174
Data:12.10.2005
Numero di pagine:11
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
territorio_1.zip (Dimensione: 9.85 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_territorio-usa.doc     37 Kb



Testo

Il Territorio

Gli elementi morfologici e strutturali degli USA, escludendo l’Alaska, coincidono in massima parte con quelli dell’America Settentrionale, ricordiamo il sistema montuoso degli Appalachi, le pianure centrali, il sistema delle montagne rocciose.
Orografia
-Gli Apppalachi:
Tutta la sezione orientale degli USA è dominata dal sistema montuoso degli Appalachi. Il sistema si estende da Nord-Est a Sud-Ovest per circa 2500 km, largo in media 200 - 300 km, ha avuto origine dai corrugamenti paleozoici e raggiunge la massima altezza nel Monte Mitchell (2307 m). Pur molto spianati ed erosi, nella sezione meridionale gli Appalachi mostrano ancora la tipica struttura a pieghe i fiumi che vi scorrono, con andamento in genere meandriforme, talvolta si aprono dei varchi per uscire dalla catena. A Nord del gran solco segnato dal fiume Hudson, il sistema appalachiano si presenta come una successione di massicci e dorsali isolati, tra i quali spiccano le Green Mountain e le White Mountains. Nello stesso settore settentrionale degli Appalachi il versante Atlantico è percorso da valli in prevalenza orientate verso Sud, sono proprio queste valli che danno origine sulla costa ad ampi estuari. Nel complesso il rilievo appalacchiano presenta strutture diverse, tra cui masse cristalline d’origine archeozoica, formazioni vulcaniche e sedimentarie paleozoiche verso oriente i rilievi digradano in una fascia pedemontana costituita dai conoidi fluviali che si sovrappongono a formazione cenozoiche. Essa sovrasta la piana costiera alluvionale da cui è separata da un “gradino” strutturale che rappresenta il limite orografico orientale.
La piana costiera è notevolmente ampia, con frequenti aree paludose, dando origine ad una morfologia di tipo lagunare. Ampie analogie si riscontrano con la penisola della Florida: si tratta di un antico tavolato, ricoperto da terreni sedimentari calcari che non hanno subito alcun perturbamento tettonico, situato a pochi metri sopra il livello del mare e quindi dal drenaggio difficile. Ciò spiega la presenza di vaste zone paludose specie nella sezione meridionale della Florida, dove si aprono ampi bacini lacustri e le aree anfibie conosciute come Everglades.
-Le Pianure Centrali:
Il corso del Mississippi e quello del suo affluente Missouri costituiscono l’asse del sistema di bassopiani che si frappongono tra gli Appalachi e le Montagne Rocciose. Qui le alluvioni del Mississippi e dei suoi affluenti hanno ricoperto un substrato sedimentario, essenzialmente paleozoico e mesozoico, con un cospicuo apporto di materiale detritico: ai suoi bordi si estendono gli altipiani che preludono gli Appalachi a Est, a Ovest delle Montagne Rocciose.
A loro volta le pianure centrali si articolano in varie sezioni. A Nord è il cosiddetto bassopiano centrale, esteso intorno ai grandi laghi fino a raggiungere i margini del sistema appalachiano a Est, la valle del Missouri a Ovest, che costituisce un insieme di pianori ondulati che in parte poggia sopra lo Scudo canadese il quale però affiora solo in brevi tratti a Sud del Lago Superiore.
Segue la gran pianura alluvionale del Mississippi, che viene fatta generalmente iniziare dal punto in cui l’Ohio confluisce nel Mississippi e termina con l’ampia falciatura del golfo del Messico.
Infine a Ovest vi è l’immensa regione delle Great Plains estese in senso meridiano dal Messico all’Alaska ed elevate in media dai 700 ai 1200 m.. Nel complesso la morfologia delle Pianure Centrali presenta localmente aspetti assai vari. Essa assume tipici caratteri fluviali nella parte più depressa, meridionale, mentre nei pianori a Ovest dei Grandi Laghi, anche il Mississippi scorre talora tra sponde rocciose; paesaggio del tutto particolare. Variano anche i suoli: a quelli alluvionali nella sezione meridionale succedono i suoli eolici nel tratto settentrionale.
- Le Montagne Rocciose e gli altipiani interni:
Costituiscono un sistema assai complesso, risultato di molteplici corrugamenti. Le più antiche fasi orogenetiche risalgono al Paleozoico, ma i sollevamenti particolarmente poderosi furono quelli del tardo Cretaceo, che si accompagnarono a un’intensa attività vulcaniche: il Parco nazionale dello Yellowstone, è celebre per le sue manifestazioni vulcaniche tra cui i tipici geyesers il gran sistema montuoso delle Rocciose forma una bastonatura possente anche se non molto elevata. Morfologicamente presenta una serie di catene in genere ben delineate, ma a volte spezzate da interposti bacini; racchiudendo vasti altipiani sedimentari, tra cui notevolmente esteso quello del Wyoming, dominato da grandiose dorsali. Si affacciano a Ovest su una serie di altipiani interni, i principali sono quelli detti del Columbia e del Colorado, solcati dagli omonimi fiumi. Sezionati da imponenti fratture crustali, essi sono stati interessati altresì da intense manifestazioni vulcaniche e da una non meno possente attività erosiva, fluviale ed eolica. Impostato su un basamento di rocce cristalline e metamorfiche di età paleozoica, l’altipiano del Columbia, è interamente ricoperto da stratificazioni laviche. L’altopiano del Colorado è posto a un’altitudine media di 2000 - 3000 m ed è esteso per circa 325 000 km², poggia anch’esso su un basamento di antiche rocce cristalline; tuttavia la sua peculiarità consiste nella sovrastante poderosa sedimentazione. Si apre infine il Gran Bacino con andamento per lo più meridiano sfiorando i 4 000 m nei Monti Snake. Alcuni bacini intermontani costituiscono depressioni tettoniche tra le più profonde del globo: la Valle della Morte tocca i meno 86 m, minimo assoluto del continente americano. Chiusa agli influssi oceanici, la regione degli altipiani interni ha carattere spesso desertico in cui non di rado si estendono laghi salati come il Grande Lago Salato.
-Le catene occidentali e costiere
L’ultimo grande elemento strutturale del territorio statunitense è rappresentato dalle catene che dominano la facciata del Pacifico; sviluppata dall’Alaska al Messico, rappresentano forse l’elemento morfologico più straordinario dell’America settentrionale. L’allineamento interno comprende la Sierra Nevada la Catena delle Cascate. Il loro versante orientale, soprattutto nella Sierra Nevada, incombe direttamente sulle superfici sabbiose del Gran Bacino dal Monte Whitney in soli 100 km di distanza si scende alla ricordata depressione della Valle della Morte il sollevamento delle due catene ha portato allo sprofondamento di una lunga fascia ad Ovest delle medesime e precisamente della valle percorsa dal fiume Willamette, a Nord di quella solcata dai fiumi Sacramento e San Joaquin a Sud: quest’ultima nota come Valle della California, è una delle più caratteristiche depressioni tettoniche del mondo. L’allineamento più esterno, forma la vera e propria catena costiera, in particolare nella parte meridionale, mentre tocca i 2 424 m nel Monte Olympus, presso il confine con il Canada.
Idrografia
-Bacino del Mississippi – Missouri:
Il Bacino del Mississippi e del Missouri è di circa 3 328 000 km² (terzo del mondo) e include regioni con precipitazioni molto variabili. L’afflusso maggiore proviene dagli affluenti, provenienti dai Monti Appalacchiani, occidentali tra cui l’Ohio; i tributari orientali, provenienti dalle Montagne Rocciose, hanno bacini complessivamente più estesi, particolarmente il Missouri. Essi attraversano le aree semiaride soggette a forte erosione. Il Missouri è oggi controllato da un gigantesco sistema di dighe. Il Mississippi si sviluppa per 5 970 km, è navigabile fino alla città di Cairo, mentre oggi la sua navigabilità si spinge molto più a monte e un canale lo congiunge ai Grandi Laghi. La sua funzione come via di comunicazione rimane tuttora importante e la sua foce costituisce il massimo apparato deltizio del mondo.
-Il bacino dei Grandi Laghi e i fiumi del versante Atlantico:
La rimanente sezione del territorio statunitense, che rientra nel settore dell’Atlantico, è drenata essenzialmente dal S. Lorenzo e dai fiumi appalachiani. Da Nord a Sud essi sfociano in mare con ampi estuari. Più a Sud i fiumi sono privi di estuario, data l’esistenza della piana alluvionale costiera. Quanto al S. Lorenzo, pur non rientrando nel territorio degli USA, esso rappresenta una fondamentale via d’acqua in quanto collega l’Atlantico con i Grandi Laghi. I cinque Grandi Bacini (Superiore, Michigan, Huron, Erie, Ontario) formano un unico spazio lacustre.
-I fiumi del versante Pacifico: nella fascia Ovest è in parte esoreica e endoreica. In quest’ultima rientra tutto il Gran Bacino e il Gran Lago Salato. All’Oceano Pacifico tributano due importanti fiumi il Colorado e il Columbia, quest’ultimo con il suo gran affluente Snake. Il Colorado attinge le sue acque dalle montagne che dominano la sezione centro- settentrionale sfociando nel fiume California; il Columbia, con un bacino più vasto, si origina nella Columbia britannica sfociando nella valle di Portland in Oregon. Un sistema idrografico molto caratteristico è infine quello della Valle della California percorsa dal Sacramento e dal S. Joaquin.
-Clima
Negli Stati Uniti il clima è ovunque temperato, a esclusione dell'Alaska, situata nella fascia climatica subartica. Esso presenta tuttavia marcate variazioni regionali dovute alla disposizione dei rilievi, orientati in senso meridiano, e alla diversa influenza degli oceani. Specialmente la vasta sezione interna del paese, priva di sbarramenti orografici, è esposta alle masse d'aria fredda provenienti dal Polo Nord, che possono spesso raggiungere le aree più meridionali del paese, e, in senso opposto, alle masse d'aria calda e umida provenienti dai tropici, che possono spingersi sino alle regioni nordorientali.La sezione orientale del paese, esposta all'Atlantico, è soggetta a sud agli influssi subtropicali, che rendono gradevole il clima della Florida, a nord agli influssi continentali, come dimostra il clima severo di New York. La sezione occidentale è invece condizionata climaticamente dalle correnti oceaniche occidentali, che rendono umidi e piovosi i versanti montuosi rivolti al Pacifico a nord, mentre a sud, nella California, prevalgono gli influssi subtropicali che apparentano il clima locale a quello mediterraneo. Però tutta la parte interna, dalle Grandi Pianure sino alle catene costiere, schermata dai rilievi, è poco piovosa e in certe aree addirittura desertica.Due fenomeni, legati alla circolazione atmosferica, condizionano in modo determinante il clima degli Stati Uniti. Il primo, legato agli alisei, riguarda le correnti ascendenti di aria calda e umida provenienti dalla fascia equatoriale che, a 30° di latitudine nord, perduta l'umidità, iniziano a scendere, portando condizioni atmosferiche calde e asciutte nelle aree sudoccidentali del paese, soprattutto in estate. Un altro fenomeno significativo è la corrente a getto, cioè quei forti venti che soffiano generalmente da ovest verso est negli strati alti dell'atmosfera, ma che influenzano in modo decisivo la circolazione negli strati più bassi dell'atmosfera stessa. L'osservazione delle correnti a getto consente di effettuare accurate previsioni meteorologiche in qualsiasi momento del giorno. In estate la corrente a getto si trova generalmente vicino al confine con il Canada, ma può spostarsi a nord fino all'Alaska o a sud fino alla Louisiana. Nello stato di Washington e in Alaska essa porta l'aria umida del Pacifico verso le regioni interne, mentre negli altri stati occidentali hanno la prevalenza le masse di aria asciutta provenienti dal Messico e dal Canada. A est, al contrario, la corrente a getto può determinare lo spostamento di masse d'aria umida dal golfo del Messico al Canada. Durante l'inverno il sistema dei venti influenza le regioni meridionali del paese. Le masse d'aria provenienti dal Pacifico portano nuvole e pioggia sui rilievi della costa californiana e dell'Alaska meridionale.I cataclismi meteorologici sono strettamente connessi alla direzione stagionale della corrente a getto e ai fronti a essa associati. Le piogge torrenziali sono più frequenti nelle vicinanze del golfo del Messico; i tornado si verificano nelle regioni centrali degli Stati Uniti, dove le masse d'aria provenienti dal Canada e dal golfo si scontrano violentemente; gli uragani si sviluppano nella tarda stagione estiva e, provocati dalle masse d'aria calda provenienti dall'Atlantico, si spostano verso gli stati sudorientali nella stagione autunnale. Le abbondanti nevicate invernali negli Stati Uniti orientali sono causate dal rapido raffreddamento dell'aria del golfo, fenomeno che, nella regione dei Grandi Laghi, risulta amplificato dai venti continentali freddi provenienti da nord.
-Flora
Al tempo in cui iniziò la colonizzazione europea circa metà del territorio statunitense era ricoperto da foreste, l'estensione delle quali è stata negli anni notevolmente ridotta per lasciare il posto a coltivazioni e insediamenti abitati. Gli Stati Uniti conservano tuttavia una vegetazione molto ricca che varia in corrispondenza delle diverse fasce climatiche del paese.La vegetazione dell'Alaska settentrionale è dominata da una tundra brulla, battuta dal vento, dove crescono in prevalenza muschi, licheni e bassi arbusti. Nelle regioni interne e meridionali la stagione favorevole alla crescita è più lunga e spiega la presenza di alcune specie di conifere, in particolare abeti. Qui si sviluppa la taiga che si estende fino al New England settentrionale e alla regione dei Grandi Laghi.A sud della taiga crescono foreste di conifere e latifoglie quali pini, aceri, olmi, betulle, querce, noci americani, faggi e sicomori. Questo tipo di vegetazione caratterizza la regione dei Grandi Laghi e la maggior parte del New England e degli stati del Middle Atlantic. Le specie arboree si fanno più numerose procedendo verso sud: il parco nazionale delle Great Smoky Mountains, che si trova tra il North Carolina e il Tennessee, ospita più specie di alberi dell'intero continente europeo.Nelle regioni affacciate sul golfo del Messico crescono in prevalenza foreste di pini, oltre a magnolie e alberi della gomma (tupelo); lungo le coste paludose si incontrano cipressi e mangrovie che permettono alla costa di resistere all'erosione del vento e delle mareggiate.A ovest degli Appalachi le fitte foreste di latifoglie si estendono sino alla valle del Mississippi, ma, procedendo verso il centro delle Grandi Pianure, diventano sempre più rade, lasciando il posto a gruppi isolati di querce e a praterie. Queste, prima che la terra fosse destinata alla coltivazione, occupavano l'attuale Corn Belt, dall'Indiana alle Grandi Pianure dell'est. Più a ovest, in corrispondenza di climi più aridi, la vegetazione delle praterie è dominata a nord da specie arbustive quali l'artemisia e, a sud, dal mesquite e dal ginepro.
La graduale transizione verso la tipica vegetazione delle zone aride è interrotta dalle Montagne Rocciose e da contrafforti montuosi isolati, dove crescono alberi d'alto fusto. Qui pini e ginepri, sui bassi versanti, lasciano il posto, a quote più elevate, a pioppi tremuli, abeti e abeti rossi. In tutti gli stati del Mountain e in quelli affacciati al Pacifico le zone aride, caratterizzate da una povera vegetazione arbustiva, si alternano ad aree montuose ricche di foreste. Nelle aree desertiche crescono l'artemisia, il ginepro, il mesquite, cespugli di creosoto e yucca; le "foreste" di cactus che, nell'immaginazione popolare, sono associate alle aree desertiche si trovano in realtà sui versanti dei rilievi nel deserto del Mojave e in California. Sull'altopiano del Colorado, più alto e ancora piuttosto arido, si trovano pini ponderosa e piñon.
Le estati calde e secche e gli inverni miti e umidi delle coste della California meridionale permettono la crescita di una particolare vegetazione arbustiva xerofila meglio conosciuta come chaparral. Più a nord, sulle pendici occidentali dei rilievi costieri e della Sierra Nevada, la stagione invernale più lunga e particolarmente piovosa favorisce la crescita di sequoie. Nell'Oregon occidentale e nello stato di Washington cresce una ricca foresta, alimentata dalle abbondanti precipitazioni, che ospita innumerevoli specie di abeti, cedri e pini, alcuni dei quali di statura gigante, come il pino Douglas, che costituiscono un'importante risorsa forestale. Lungo le coste dell'Alaska le specie arboree sono meno numerose ma caratterizzate da una rapida crescita.La vegetazione delle isole Hawaii, dove il clima è influenzato dalla presenza dei rilievi e dagli alisei carichi di umidità, presenta lungo la costa nordorientale foreste di alberi di guava che alle medie altitudini, dove si registra una media delle precipitazioni annuali particolarmente elevata, lasciano il posto a una ricca foresta tropicale (ohia). A quote elevate la vegetazione è di tipo arbustivo e sulle vette più alte, il Mauna Loa e il Mauna Kea, si trovano macchie di tundra. Le zone sottovento (sud-est) sono, di fatto, aride e ospitano cespugli spinosi di koa e kiave che crescono sui pendii leggermente più umidi.
-Fauna
Nelle zone artiche e nella tundra montana vivono marmotte, scoiattoli e, occasionalmente, orsi. Numerosi grandi mammiferi, tra i quali il tricheco e la foca, trovano un habitat ideale nelle regioni costiere dell'Alaska. Caribù e alci trascorrono l'estate nella tundra, mentre d'inverno migrano verso sud nelle foreste di conifere. Le foreste di latifoglie delle montagne appalachiane ospitano alci, orsi bruni, volpi, cervi, procioni, moffette, scoiattoli e una grande varietà di piccoli uccelli. Lungo la costa del golfo del Messico vivono uccelli quali il pellicano, il fenicottero e il martin pescatore, mentre le acque delle paludi costiere e della Florida sono abitate da alligatori. I bisonti vengono comunemente associati alle praterie, sebbene un tempo popolassero la maggior parte dell'America orientale, prima di essere quasi completamente sterminati dagli europei; oggi vivono solo in aree protette o in cattività. Tartarughe, conigli e cani della prateria vivono nelle regioni centrali.Gli stati montuosi occidentali, specialmente l'Alaska, sono gli ultimi rifugi di animali di grossa taglia: alci, antilocapre, cervi, bighorn (pecora delle Montagne Rocciose), capre delle nevi, lupi e, in poche zone isolate, grizzly. In Alaska vive inoltre l'orso kodiak, il più grande carnivoro del Nord America. Le zone desertiche dell'Ovest sono abitate da pochi animali di piccola taglia e, in alcuni casi, da serpenti velenosi: ratti-canguro, lucertole e rapaci sono animali tipici di queste inospitali regioni. La fauna delle Hawaii comprende molte specie autoctone, ma fra queste molte sono quasi estinte a causa delle modificazioni indotte nell'habitat naturale dall'uomo. L'unico mammifero indigeno presente nelle Hawaii è il pipistrello.

Esempio