Sviluppo e sotto sviluppo

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Testo

Cartellina dati per l’esame orale degli esami di licenza media
Argomento SVILUPPO E SOTTOSVILUPPO
L’argomento che ho deciso di affrontare per l’esame di terza media, è la
questione dello sviluppo e del sottosviluppo; due cose nettamente contrastanti ma decisamente attuali.
Lo sviluppo è un insieme di cose assolutamente positive:
1. Maggior reddito procapite;
2. Sviluppo culturale;
3. Sviluppo tecnologico;
4. Sviluppo agricolo;
5. Sviluppo industriale;
6. Migliori condizioni di vita;
7. Diritti conosciuti e mantenuti;
8. Popolo con propria dignità;
9. Controllo demografico;
10. Soddisfacimento dei bisogni primari.
Il sottosviluppo è generalmente lo stesso insieme ma al negativo, e inoltre:
1. Sovrappopolamento;
2. Ignoranza (ANALFABETISMO);
3. Arretratezza economica – politica – sociale;
4. Fame – sete – malattie;
5. Mancanza di lavoro, capitali, industrie;
6. Agricoltura arretrata;
7. Colonialismo;
8. Mancanza d’autonomia;
Lo sviluppo e il sottosviluppo, nascono originariamente da cause interne al paese, e da cause esterne, provocate da agenti esterni allo stato, come i colonizzatori o dai neocolonizzatori. Nonostante tutto, una cosa è chiara, e cioè che

A parte questa mia deduzione il sottosviluppo è un fenomeno complesso.
Per descriverlo, bisogna ricorrere a molti esempi e a parecchi misuratori, i così detti indici, ovvero quelle “unità di misura” che servono a stabilire il livello di sviluppo o di sottosviluppo di una determinata zona; alcuni di questi sono:
• Il tasso di mortalità infantile;
• La speranza di vita alla nascita;
• Il numero di abitanti per medico;
• Il tasso di analfabetismo;
• Il numero di telefoni,
• . . .
Proseguendo con l’indagine posso delineare che le cause del sottosviluppo sono:
INTERNE
1. La mentalità contadina chiusa alle innovazioni;
2. L’influenza di certe religioni;
3. Le periodiche calamità naturali;
4. L’eccessivo frazionamento delle proprietà contadine e la presenza di latifondi;
5. La mancanza di infrastrutture;
6. Le carenti strutture sanitarie;
7. Le guerre e le lotti tribali;
8. L’instabilità politica;
9. La corruzione, gli sprechi, il parassitismo.
ESTERNE
1. Il commercio di rapina;
2. L’imposizione di colture agrarie;
3. Lo sfruttamento delle risorse minerarie;
4. L’imposizione del potere politico e culturale;
5. L’imposizione di confini spesso innaturali.
Tutte queste sono le cause, ma queste due parole, sviluppo e sottosviluppo, pur essendo entrate da poco nel linguaggio comune, hanno origini abbastanza antiche. Difatti per quanto riguarda la storia di questo fenomeno, bisogna riguardare lo sviluppo economico dell’Europa e degli Stati Uniti, che accentuò, nel corso della prima metà dell’Ottocento, le differenze di ricchezza fra queste aree progredite(le maggiori potenze industriali)e gli altri continenti che venivano via, via esplorati e colonizzati.
Questo sviluppo disuguale, favorì l’occidente e costrinse i continenti extraeuropei a dipendere, direttamente o meno, dagli interessi dei bianchi.
In questa fase si capovolse il tradizionale rapporto che aveva visto l’Occidente importare dagli altri continenti più merci di quante ne esportasse.
Lo sviluppo dell’industria europea, aveva provocato in molti casi il crollo definitivo di sistemi produttivi che fino ad allora avevano ben funzionato.
E’ il caso dell’India che disponeva di un’industria tessile molto sviluppata.
Nel corso dell’Ottocento la superiorità politico – militare ed economica della
Gran Bretagna, distrusse l’industria cotoniera indiana, riducendola a livelli di povertà molto alta.
Nelle colonie, invece, gli interessi economici europei portarono alla distruzione dei sistemi economici esistenti, per realizzare forme di monocoltura e di piantagioni coloniali, redditizie per il mercato europeo, ma molto dannose per quelle popolazioni, in cui furono tolte le basi dell’alimentazione; difatti così facendo non portarono ricchezze alle zone sottosviluppate, ma aggravarono la povertà già presente, dato che i contadini lavorarono per pochissimo, in condizioni malsane e producendo materie che apportavano ricchezze utili solo per i colonizzatori, non per la propria patria.
ED. CIVICA
Tutto questo dipende dal fatto che, nelle zone invase da questo problema l’istruzione non è molto curata e la gente non è a conoscenza dei propri diritti e non sa che se questi vengono calpestati, a danno di stessi, ci si può difendere . . .
Si è visto che uno degli aspetti negativi del colonialismo, era la pretesa delle potenze europee, di voler “civilizzare” i popoli dei territori più miseri, con l’ideologia che l’unica cultura possibile è quella de “l’Europa al centro del mondo”, alla base e al fondamento di tutto, per tutti. Inoltre molte delle persone che tiravano le redini delle zone in condizioni di sottosviluppo, “tenevano volontariamente in ignoranza” le popolazioni sotto il loro controllo, ed è logico, perché, non avendo ricevuto un’istruzione adeguata, le persone sotto uno stato di tirannia, non sono competenti riguardo i loro diritti, e per questo non si ribellano a tali situazioni, e subiscono ingenuamente tutte le pene inflitte loro.
Per fortuna che in Italia la costituzione parla chiaro . . .
Nel secondo dopoguerra, quando fu emanata la Costituzione italiana, la preoccupazione delle forze politiche italiane, era soprattutto quella del mantenimento della pace. Per questo motivo, i costituenti, non presero specificatamente in considerazione i problemi economici e sociali dei Paesi più poveri. In base però ad alcuni articoli della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e della “Costituzione”, l’Italia ha l’obbligo di cooperare, affinché siano superati gli squilibri del mondo, tra Paesi ricchi e poveri.
Ecco cosa dicono tali articoli:
• Nella DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO, approvata nel 1948 dall’assemblea generale dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), è sancito che:
• Art. 1 Tutti gli esseri umani, nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
• Art. 22 Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza personale nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali, indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità.
• Art. 28 Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale ed internazionale, nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione, possano essere pienamente realizzati.
• Nella COSTITUZIONE ITALIANA,
• Art. 10 primo comma si afferma che: l’ordinamento giuridico italiano, si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciuto;
• Art. 11 si aggiunge che: l’Italia promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte ad assicurare la pace e la giustizia tra le nazioni.
GEOGRAFIA
“Costituzione” e “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo” a parte, questo fenomeno divide geograficamente il mondo in due generiche parti:
• La parte Nord, considerata all’avanguardia in quasi tutti i settori, in pratica definita Sviluppata;
• La parte Sud, approssimativamente povera e in molti casi ancora ad uno stato primitivo, cioè Sottosviluppata.
Oltre a queste due generiche parti, il pianeta viene a sua volta diviso in quattro fasce:
1. La prima fascia raggruppa i “Paesi Molto ricchi”: sono circa una quarantina di stati il cui reddito medio per abitante supera i 10000$. Fra questi troviamo Svizzera, Norvegia, Svezia, Danimarca, Giappone e Stati Uniti ai primi posti in graduatoria. L’Italia fa parte di questo settore ed è all’incirca a metà di questa “classifica” per ricchezza.
2. La seconda fascia raduna i “Paesi Relativamente Ricchi”: si tratta di circa 45 stati con reddito medio che va dai 4000$ ai 9000$. In questa sezione sono presenti l’Unione Sovietica, i Paesi Europei dell’est, alcuni stati asiatici, altri latino – americani. Pochissimi sono quelli africani.
3. La terza fascia riunisce gli stati “Poveri”, il cui reddito medio non supera i 3500$ e parte dagli 800$.
La maggioranza sono asiatici, latino–americani e africani.

4. La quarta e ultima fascia è la più povera, detta dei “Paesi Molto Poveri”; come esempio di questa fascia troviamo India e Cina. Etiopia e Mozambico detengono il primato dei più poveri. Tutti gli altri sono stati africani. In questa parte del mondo la gente deve vivere su 410000 £ circa annue, sta a dire che la popolazione deve farsi bastare ca. 34000 £ al mese: è un’indecenza!
Però, come abbiamo studiato dal libro che abbiamo letto durante l’anno:
“Il razzismo spiegato a mia figlia”, ho capito che non bisogna generalizzare mai, neanche quando si parla delle ipotetiche abitazioni dello sviluppo e del sottosviluppo. Difatti se osserviamo nel dettaglio la situazione mondiale, possiamo ritrovare zone sviluppate e zone sottosviluppate sia al Nord che al Sud.
Un esempio di terra dove si avvicendano sviluppo e sottosviluppo è l’India:
GEOGRAFIA 2
L’India fa parte del subcontinente indiano, assieme ad esso troviamo stati minori ma l’India è quello più importante. Si tratta di una penisola che si protende a Sud verso l’Oceano Indiano, presentandosi con una forma genericamente triangolare. Inizialmente staccata dal resto del continente, l’India si è in seguito unita, formando la catena dell’Himalaya, la catena con le vette più alte del mondo. L’ambiente fisico di questo stato può essere distinto abbastanza nettamente in tre grandi aree:
• A Nord la catena montuosa dell’Himalaya;
• Al centro, la pianura idrogangetica caratterizzata dall’importantissimo fiume Gange;
• A Sud, infine, si trova un immenso altopiano di forma triangolare, formato da rocce molto antiche, ovvero l’altopiano del Deccan.
E’ una repubblica con più 3 milioni di superficie e con una popolazione che sfiora i 900 milioni di persone. La capitale è New Delhi, ma una delle principali città è Calcutta: sorge sul ramo del delta del Gange, è sempre stata il mercato di sbocco delle produzioni di cotone e Juta della pianura settentrionale e ed è anche sede delle più importanti industrie dell’intero subcontinente.
INGLESE
India the immense country. Here there are more than 850 million of people, with many different languages, civilization, religions, customs and a rigid social division with the “caste” system. Here arrived the English and landed India in 1857. In 1858 it became the jewel of the Empire, when Victoria took over control from the East India Company and became Empress of India (Imperatrice d’India).
Here, in India governed a viceroy; but in August 1947 (after Gandhi’s protest) India and Pakistan became independent nations. Today India is a member of the British Commonwealth
Il Commonwealth, è una forma di governo adottata dall’Inghilterra nel periodo Cromwelliano (Richard Cromwell, Lord protettore dell’Inghilterra nel periodo che va dal 1649 al 1660). Questa forma è il corrispondente di “Repubblica”. La forma inglese del Commonwealth, è un’associazione volontaria delle comunità sovrane e indipendenti sorte nell’orbita britannica, che riconoscono il monarca del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, come simbolo del loro legame e come tale capo dell’associazione stessa.
India is a unique country, full of contradictions: it is extremely rich but at the same time extremely poor.
Statistics:
Area: 3.287.700 Kmq
Population: 845.931.000 inhabitants
Capital: New Delhi
Government: Federal Republic
Currency: Rupee
Languages: Hindi, English, Urdu
Religions: Hinduism (83%), Roman Catholic (3%), Sikh (2%), Buddhism (1%)
A Large Indian City is Calcutta . . .
Calcutta was founded in 1690 by the Eastern Indian Company. It is situated in the north – eastern part of the country, 145 Km from the Gulf of Bengal. In 1774 it became the capital of British India and in 1877 the capital of the Empire. Calcutta has a population of 9.500.000 inhabitants.
Its commerce in cotton, silk, opium and later tea, has helped Calcutta to increase its wealth. Now the shortage of water and the presence of Bangladesh refugees have created severe problems for many thousands of people.
ITALIANO
Nonostante tutto, le terre del Sud hanno avuto e hanno grandi operatori di pace che con la loro volontà d’animo, la loro semplicità e la loro forza combattiva, hanno donato la loro vita con solidarietà, lottando contro l’emarginazione e attuando una forma di volontariato che ha commosso il mondo intero.
Il nostro secolo è stato segnato da importanti personaggi che tutti ricordano, in particolare in questo anno, il 1998, perché è un anno di ricorrenze storiche per la non violenza: in questa tabella possiamo notare come il calendario degli avvenimenti sia molto vario per la non violenza nel mondo, praticata inizialmente da Gandhi ma poi attuata da decine di operatori di pace:
ED. ALLA PACE
Giorno ricorrenza
Anno ricorrenza
Anniversario
Primi di settembre
1997
Muore Madre Teresa di Calcutta.
30 gennaio
1948
50 anni dalla morte di Gandhi.
04 aprile
1968
30 anni dalla morte di Martin Luter King.
19 ottobre
1969
30 anni dalla morte di Aldo Capitini, un famoso filosofo italiano che praticava la
non – violenza. (29 anni).
12 dicembre
1938
60 anni dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.
11 luglio 1997
Tutti i premi nobel per la pace firmano un trattato con un appello affinché i primi dieci anni del 2000 siano dieci anni per l’insegnamento e la pratica della non violenza.
ITALIANO ED. ALLA PACE 2
Un altro grande personaggio che con la sua forza d’animo ha aiutato i poveri dei poveri, i bisognosi fra i bisognosi, i bambini senza amore, fu madre Teresa di Calcutta. È nata a Skopje nel 1910 e il suo vero nome era Agnes Gonxha Bojaxhiu. La piccola Madre indossava un sari bianco e viveva la sua vita nella povertà e nella dedizione dell’aiutare il prossimo. Era spesso fragile e desiderosa di mollare tutto per cercarsi occupazioni più serene e adatte alle sue necessità. Nonostante questi suoi bisogni, nasconde tutto per l’amore dei suoi poveri, dei suoi bambini, che chiama i prediletti di Dio. Oltre allo spirito che era fragile, anche le sue condizioni fisiche erano tutt’altro che buone; soffriva di etisia polmonare, un particolare tipo di tubercolosi,
(che attacca l’organismo e lo lacera in maniera più o meno grave, a seconda della resistenza dell’ammalato. E’ causata dal bacillo di Koch e genera tosse ed espettorato, è curabile tramite antibiotici o al limite tramite operazione chirurgica.)
Nascondendo più volte le sue condizioni, entra nel 1928 nella congregazione delle Suore di Nostra Signora di Loreto, in Irlanda, svolse il noviziato in India e vi rimase come insegnante alla ST. Mary’s High school di Calcutta.
Qui fondò nel 1950 la congregazione delle Missionarie della Carità, centro propulsore di numerose attività assistenziali.
Nel 1979, Madre Teresa è insignita nel premio nobel per la pace e devo dire la verità, la piccola madre vestita di bianco se lo merita veramente, perché ben pochi penso siamo disposti a dare la loro vita per aiutare i poveri come ha fatto lei.
Ha aiutato i “senza - tetto” per le strade dando loro da mangiare e da vivere, fino al punto di chiedere come casa per i “POOREST OF THE POOR”, come li chiamava lei, il tempio Indù della dea Kali; inoltre ha dato loro il vero ingrediente necessario alla felicità di una vita, ha dato a chi lo chiedeva, l’amore, quello vero, dicendo loro anche solo
,
dando loro così, la soddisfazione di morire in pace, sapendo che c’era al mondo qualcuno che li ha amati.
Ora la piccola Madre è morta e tutto il mondo la ricorda con semplicità, amore e ammirazione, fino al punto di volerla rendere santa.
INGLESE 2
… Here in Calcutta, Mother Teresa worked and helped the poor . . .
The true name of Mother Teresa was Agnese Gonxha of Bojaxhin. She was born in 1910 of Macedonian Origin and lived in Calcutta.
She dedicated all her life to helping the sick and homeless in India.
She founded the Order of “Teresa’s Missionaries of Charity” in 1950.
She received the Nobel Peace Prize in 1979.
She is also Know like the
.
This is a poem (inscription) that was write on the hall of “Shishu Bhavan”, the children’s home in Calcutta . . .
IT DOESN’T MATTER
Man is irrational, illogical, self – centered
It doesn’t matter, love him
If you do good, they will attribute it to secondary, selfish ends
It doesn’t matter, do good
If you do realise your objectives, you’ll find false friends and true enemies
It doesn’t matter, realise them
The good that you do will be forgotten tomorrow
It doesn’t matter, do good
Honesty and sincerity will make you vulnerable
It doesn’t matter, be frank and honest
What have you been building for a years, can be destroyed in a moment
It doesn’t matter, build it
If you help people, they will resent you
It doesn’t matter, help them
Give to the world the best of yourself, and they will kick you
It doesn’t matter, give the best of yourself.

SCIENZE
Nonostante le zone più povere del mondo abbiano avuto grandi operatori di pace, hanno anche avuto notevoli occasioni e mezzi che non hanno sfruttato, come le risorse energetiche, ad esempio il petrolio; difatti al Sud se ne è sempre prodotto di più rispetto al Nord. Ma come ben sappiamo, tutte le ricchezze prodotte da questa risorsa sono finite in mani di pochi, che le hanno utilizzate solo per scopi personali, non per il bene del proprio paese e per lo sviluppo dello stesso.
Difatti, il Sud e le così dette zone “sottosviluppate” del mondo poche volte hanno saputo ritrovare nella loro povertà uno stato di ricchezza.
Per fare un esempio, analizzerò appunto la questione petrolifera.
Dai Paesi in via di sviluppo viene estratto il 61% della produzione di petrolio e ne viene consumato appena il 18%, rispetto al 19% della produzione e il 65% del consumo delle zone sviluppate.
Questi dati riassumono una situazione che è fonte di gravi tensioni.
Fino a qualche decennio fa, i Paesi in via di sviluppo, che esportavano il petrolio, si trovavano in una posizione assai debole nei confronti dei Paesi industrializzati. Il mercato del petrolio, infatti, era dominato da sette grandi società:
• Exxon
• Mobi
• Texaco
• Chevron
• Golf
• BP
• Shell
Queste sono le così dette “sette sorelle”, di proprietà americana o europea, che acquistavano il greggio (cioè il petrolio non raffinato) a prezzi assai bassi.
Per contrastare lo strapotere di queste compagnie, i Paesi produttori si associarono fra loro, formando l’OPEC (Organization of the petroleum exporting countries = Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) e, fra il 1973 e il 1979, imposero forti rialzi del prezzo del greggio.
Le conseguenze per i Paesi industrializzati, specie per quelli che, come l’Italia, sono più poveri di risorse d’energia, furono gravi.
Negli anni ’80, la situazione è nuovamente cambiata. Vari avvenimenti hanno indebolito la posizione dei Paesi dell’OPEC.
Di fronte al rincaro del greggio, le Nazioni industrializzate, hanno adottato una politica di risparmio energetico e hanno cercato di sostituire il petrolio con altre fonti d’energia (carbone, energia nucleare).
Così facendo, hanno ridotto le loro importazioni di petrolio. Inoltre sul mercato del petrolio si sono affacciati nuovi Paesi produttori, come la Gran Bretagna e la Norvegia, nei cui territori sono stati trovati importanti giacimenti. Il prezzo del greggio è così calato. Le previsioni per il futuro sono incerte, sia la situazione dei Paesi industrializzati, sia la situazione dei Paesi produttori rimane difficile.

Ed è proprio vero che le situazioni sia del Sud che del Nord, non sono delle migliori, ma si può cambiare . . .
Una delle cause del sottosviluppo è l’ignoranza. Ignorare i propri bisogni essenziali, quali il lavoro, l’igiene, i propri diritti e doveri . . . porta inevitabilmente ad uno stato di povertà. Per questo, l’obiettivo di ogni piano di sviluppo può essere di cambiare l’uomo . . . Ma come cambiare l’individuo, rispettando la sua cultura, le sue tradizioni e i suoi legami con il passato, senza farne un uomo a metà, ma un individuo pienamente realizzato in grado di manovrare la macchina del suo sviluppo senza contare sugli aiuti esterni?
Perché ciò avvenga, alla base di qualsiasi piano di sviluppo, ci devono essere due elementi semplici ma essenziali, che si uniscono in una cosa sola fino al punto di formare l’uomo vero:
questi due elementi sono il mezzo della comunicazione e quello strumento semplice che si chiama scrittura.
Chi non sa leggere e scrivere è tagliato fuori dalla società e dalla fruizione dei suoi beni, perché non è in grado di comunicare con gli altri.
Difatti chi possiede il minimo necessario dell’istruzione, può conoscere i propri diritti e farli rispettare, per non essere un uomo calpestato e svestito del proprio orgoglio.
Deve essere anche un fatto personale lo sviluppo.
Non bisogna rimanere chiusi in casa nella solitudine: bisogna aggiornarsi all’attualità, istruirsi e conoscere i propri diritti – doveri, per diventare istruiti noi, ma a sua volta, anche il mondo intero, arrivando ad uno sviluppo dell’intero pianeta e dell’intero genere umano.
Conclusione:
PER COMBATTERE IL SOTTOSVILUPPO E PER AVERE UNO SVILUPPO OMOGENEO, BISOGNA CHE NEL MONDO CI SIA L’ISTRUZIONE APERTA PER TUTTI, IN MODO CHE NON CI SIANO PIU’ DIFFERENZE SPAVENTOSE E IN MODO CHE I DIRITTI DI OGNI UOMO NON SIANO PIU’ CALPESTATI.
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