Sudafrica

Materie:Appunti
Categoria:Geografia

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Testo

REPUBBLICA SUDAFRICANA

CAPITALE: Pretoria (Città del Capo) DISTR. DEL TERRITORIO:
SUPERFICIE: 1.221.037 kmq 1) arativo: 10,8%
LINGUA: inglese, afrikaans, xhosa, zulu 2)pascoli: 66,6%
RELIGIONE: protestante 3)boschi: 6,7%
MONETA: rand 4)incolto: 15,9%
POPOLAZIONE: 41.240.000 abitanti
DENSITA’: 33,8 abitanti/kmq DISTR. DEGLI ADDETTI:
INCREMENTO ANNUO: 2,15% 1)agricoltura: 13,5%
MORTALITA’ INFANTILE: 53% 2)industria: 32%
GOVERNO: repubblica presidenziale 3)terziario: 54,5%
PNL PRO CAPITE: 3.010 $ sul totale della popolazione:36,1%
La Repubblica del Sud Africa, è uno Stato dell'Africa australe, confinante con la Namibia a NO, il Botswana e lo Zimbabwe a nord, il Mozambico e lo Swaziland a NE, bagnata dall'Oceano Indiano a est e a SE e dall'oceano Atlantico a SO e a ovest
La Repubblica Sudafricana è formata dalle province del Capo, del Natal, del Transvaal e dello Stato libero d'Orange. Comprende inoltre, dal 1947, le isole del Principe Edoardo e le isole dei Pinguini, che fanno parte della Provincia del Capo. Il territorio è suddiviso in 9 delle province
Il rilievo
Il territorio della Repubblica Sudafricana è costituito essenzialmente da un basamento di terreni molto antichi, di tipo cristallino, sottoposti in seguito a movimenti tettonici di corrugamento (soprattutto in epoca ercinica) e di fratturazione; su questo basamento cristallino si depositarono nelle varie epoche geologiche rocce sedimentarie di origine marina, durante le trasgressioni dell'era primaria, e di origine continentale, dovute all'erosione subaerea dei rilievi nelle ere successive, durante le quali si verificarono anche effusioni di colate laviche. Nel suo aspetto attuale la morfologia è caratterizzata da vaste formazioni tabulari centrali, digradanti verso NO e verso la conca del Kalahari, e delimitate verso sud e verso est da catene più elevate e dalla cosiddetta grande scarpata (Great Escarpment), cioè il margine rialzato degli altipiani interni, sovrastante le pianure che si estendono lungo la costa. Questo margine si presenta meno largo ed elevato a ovest, mentre a sud è particolarmente largo e complesso, con una serie di catene che si susseguono da ovest a est (Roggeveld, Nuweveld, Sneeuberg, Stormberge), comprese fra i 1.600 e i 2.800 m e dominanti un primo bacino interno costituito dal Gran Karroo (600- 1.000 m d'alt.), a sua volta separato dal Piccolo Karroo o Karroo meridionale (300-450 m d'alt.) da altre dorsali montuose (monti Swartberg, Baviaanskloof); più a sud ancora si stendono le catene costiere (montagna della Tavola, Boschjesveld, Lange Berge, Outenikwa Berge). I rilievi più imponenti si trovano all'est, ove si innalzano i monti dei Draghi (Drakensberge), che superano i 3.000 m d'alt. (3.482 nel monte Thabantshonyana, oggi Thabana Ntlenyana). Con una serie di scarpate a gradinata essi dominano la fascia costiera, che in quel punto si presenta assailimitata. Verso nord essi lasciano il posto a rilievi più isolati e molto più bassi. Nel Transvaal si erge il Witwatersrand (il cosiddetto Rand).
Il clima e la vegetazione
Una spiccata assimmetria caratterizza il clima della Repubblica Sudafricana: mentre sulla zona orientale cadono abbondanti piogge estive grazie all'aliseo di SE e ai monsoni, la zona occidentale è molto più arida, perfino desertica lungo la costa atlantica, a causa dell'influsso della corrente fredda del Benguela e dello schermo offerto dalle catene montuose ai venti provenienti dall'Oceano Indiano. In linea generale il clima è di tipo tropicale o subtropicale (il territorio è attraversato dal tropico del Capricorno), con carattere di continentalità sugli altipiani interni, ove si registrano forti escursioni stagionali, e una piovosità sempre più ridotta via via che si procede da est verso ovest, fino a divenire del tutto trascurabile nella parte nordoccidentale (clima di tipo desertico). Nella regione di Città del Capo, invece, compare un carattere mediterraneo sia nelle condizioni climatiche sia nella vegetazione. Formazioni vegetali più o menosteppose appaiono verso ovest e diventano essenzialmente desertiche lungo la costa dell'Atlantico; gli altipiani della zona orientale, più umida, sono invece ricoperti da vaste savane (il Veld), e sulle montagne orientali si trovano splendide foreste, oltre le quali si stendono pascoli. Lungo le coste del Natal, calde e umide, compaiono foreste di tipo tropicale.
L'idrografia
Il più importante fiume della Repubblica Sudafricana è l'Orange, che ha origine nei monti dei Draghi e si getta nell'Atlantico dopo un corso di circa 2.100 km, in prevalenza in direzione ovest; presenta lungo il suo corso una serie di rapide; il suo principale affluente è il Vaal. Secondo fiume del paese è il Limpopo, che si getta nell'Oceano Indiano e riceve l'Olifants River. Fiumi di minore importanza, caratterizzati da regime irregolare, si gettano ancora nell'Oceano Indiano, mentre le regioni nordoccidentali, molto aride, si presentano praticamente prive di corsi d'acqua.
Geografia umana
La densità media della popolazione della Repubblica Sudafricana è di 33,8 ab. per km², ma tale valore è poco indicativo in quanto la distribuzione della popolazione del territorio presenta contrasti assai accentuati: meno di 5 ab. per km² nelle regioni occidentali, alle quali si contrappongono le regioni meridionali e orientali, assai più popolose, che raggiungono in alcune zone punte particolarmente elevate: nella regione di Città del Capo, sulla costa fra Port Elizabeth e East London, nelle zone di Durban e di Johannesburg; nelle aree urbane si addensa oltre la metà della popolazione dello Stato. Tale popolazione è formata per oltre il 68% da negri, per il 18% da bianchi, due terzi dei quali sono discendenti di immigrati olandesi (afrikaanders) e di ugonotti francesi, e un terzo di origine britannica; per circa il 10% da meticci (coloureds), che vivono prevalentemente nella Provincia del Capo; e per oltre il 3% da Asiatici, principalmente Indiani, concentrati soprattutto nella provincia del Natal. La popolazione, che ha registrato un aumentovertiginoso nel corso di questo secolo, è tuttora in forte espansione (coefficiente di accrescimento annuo: quasi 22‰, risultante da un coefficiente di natalità del 31,7‰ e da un coefficiente di mortalità del 9,8‰). L'incremento demografico è più sensibile nella popolazione negra, asiatica e di sangue misto che in quella bianca. Analoghi divari presentano anche i dati concernenti la mortalità infantile e la durata media della vita. La popolazione nera cresce non soltanto per effetto di un'eccedenza naturale, ma, in determinati periodi, anche in relazione a movimenti migratori provenienti da altri territori. I nativi sono il risultato di una serie di ondate successive di popolamento: i Boscimani, primi occupanti della zona, furono scacciati dagli Ottentotti (Provincia del Capo), ai quali seguirono popolazioni bantu (termine più linguistico che antropologico). I principali gruppi bantu sono: i Beciuana (a nord); i Sotho, gli Swazi, gli Zulu, gli Xhosa, ecc. Le lingue ufficiali sono l'afrikaans (simile all'olandese) e l'inglese; idiomi bantu sono diffusi tra gli indigeni. La popolazione biancaprofessa la religione cristiana (Chiesa riformata olandese, Chiese protestanti); i meticci sono in genere protestanti, e gli indigeni praticano in parte culti animistici e per circa la metà sono cristiani. I cattolici rappresentano complessivamente poco meno del 10%.
Geografia economica
Rimasto per molto tempo una regione agricola e di allevamento, in seguito alla scoperta dei diamanti, nel 1867, e a quella dell'oro, nel 1886, il Sud Africa divenne un ricco Stato minerario. Le coltivazioni agricole si svilupparono allora in funzione dell'incremento demografico. Lo sviluppo delle industrie di trasformazione, ostacolato dalla scarsa capacità di assorbimento del mercato interno e dalla concorrenza straniera, ricevette tuttavia un notevole impulso dalla prima e ancor più dalla seconda guerra mondiale.
In termini di PNL pro capite, la Repubblica Africana con 3.010 dollari viene al terzo posto tra i paesi africani, dopo la Libia e il Gabon. Naturalmente vi è un fortissimo divario tra il reddito medio, molto più alto, della popolazione bianca, e quello della popolazione non bianca, ma anche quest'ultima ha tratto vantaggio dall'espansione economica del paese e nell'insieme i Sudafricani neri godono di un livello di vita ben superiore a quello degli altri Africani. In anni recenti l'economia sudafricana è stata messa in difficoltà da svariati fattori negativi quali: penuria di manodopera specializzata anche in conseguenza del fatto che i lavori specializzati erano riservati alla popolazione bianca numericamente esigua rispetto a quella negra, e, in contrapposizione, sovrabbondanza di manodopera non qualificata; imposizione per anni di pesanti sanzioni economiche da parte della comunità internazionale per indurre il paese ad abbandonare la sua politica di segregazione razziale; discesa del prezzo dell'oro, ecc.
La recentissima abolizione della segregazione razziale e il processo di riforma politico-sociale così innescato dovrebbe tuttavia avere ripercussioni positive sull'economia sudafricana: un primorisultato è stato l'annullamento di gran parte delle sanzioni economiche da parte degli altri paesi e l'instaurazione, o il ripristino, di più ampi rapporti economici con l'estero.
Agricoltura, allevamento e pesca
Il contributo dell'agricoltura alla formazione del prodotto interno lordo ha continuato a diminuire nel corso di questo secolo e si aggira oggi intorno al 4,7%. Nonostante le condizioni naturali sfavorevoli, questo settore, poderoso e ben diversificato, garantisce però l'autosufficienza del paese per quanto concerne la maggior parte dei prodotti e contribuisce in maniera notevole (circa il 39% in valore) alle esportazioni (zucchero, mais e lana soprattutto). La gamma delle colture, che coprono complessivamente 13.179.000 ha (pari al solo 10,8% della superficie territoriale), è assai ampia: quella del mais, alimento di base delle popolazioni negre, praticata specialmente nell'Alto Veld, copre poco meno del 29% dell'intera superficie coltivata, e produce 9-12 milioni di t all'anno; quella del frumento (14% della superficie coltivata e 1,8 milioni di t), tradizionale nella Provincia del Capo, siestende sull'altopiano interno; le piantagioni di canna da zucchero sono dislocate lungo la costa del Natal; la vite, introdotta alla fine del XVIII sec. dagli ugonotti francesi, caratterizza la regione mediterranea dell'estremità sudoccidentale della Provincia del Capo (quasi 1,5 milioni di t di uva e oltre 9 milioni di hl di vino); i frutteti (agrumi, peri, meli, albicocchi, ecc.) oltre che nella Provincia del Capo, si trovano anche nel Transvaal e nel Natal, nella cui fascia costiera sono diffuse colture di frutti tropicali (banane, ananas, manghi, ecc.) e quella del tabacco. L'allevamento, che rappresenta il settore più importante della vita agricola del paese, dispone di oltre 81 milioni di ha di prati e pascoli permanenti, corrispondenti ai due terzi della superficie territoriale: il patrimonio ovino, che fornisce lana in abbondanza (50.000 t di lana lavata) è il più importante numericamente (32.605.000 capi), ma quello bovino (12.500.0000 capi) è più importante per valore dei prodotti derivati (carne, burro, formaggi, ecc.); i caprini sono 6.402.000, di cui oltre 1.000.000 sono capre d'angora, che forniscono lana mohair. L'aridità del clima è uno dei fattori che maggiormente limitano l'agricoltura sudafricana, la quale utilizza già circa i quattro quinti delle risorse idriche del paese; in simili condizioni assume perciò fondamentale importanza un loro sfruttamento ottimale; i vasti e complessi lavori dell'Orange River Project, iniziati nel 1962 sul fiume Orange, nel tratto tra la confluenza del Caledon e quella del Vaal, prevedono la possibilità di irrigare oltre 300.000 ha di terreno. La maggior parte della produzione agricola proviene da un relativamente limitato numero di aziende agricole in mano a bianchi: questa classe sociale ha sempre beneficiato della sollecitudine dei poteri pubblici, il che non ha però portato a sensibili miglioramenti della produttività e delle rese. Ciononostante vi è uno stridente contrasto con la drammatica situazione dell'agricoltura delle homelands negre, la cui produzione rappresenta solo una percentuale minima di quella totale e le cui rese sono irrisorie. Le cause dell'irrilevante produttività agricola delle homelands sono di ordine sociologico (agricoltura di sussistenza), ecologico (forte erosione deiterreni) ed economico (emigrazione degli uomini verso le regioni minerarie e industriali e mancanza di capitali).
La pesca ha avuto notevole sviluppo e riveste considerevole importanza economica: la produzione maggiore (sardine, merluzzi, sgombri, ecc.) proviene dalle fredde acque atlantiche e, in totale, vengono sbarcati annualmente 563.000 t di pesce (1993).
Risorse minerarie e fonti energetiche
Pilastro dello sviluppo, il settore minerario ha nell'economia sudafricana un ruolo ben più importante di quel che non appaia dal suo sempre più modesto contributo alla formazione del prodotto interno lordo, sceso ormai intorno al 10-11%. La Repubblica Sudafricana è il paese dell'oro per eccellenza: produce infatti circa 600.000 kg d'oro all'anno, ossia più di un terzo dell'intera produzione mondiale. Estratto principalmente dai giacimenti del Witwatersrand, che hanno determinato lo sviluppo di Johannesburg e dei centri satelliti, e da quelli di Odendaalsrus nell'Orange, l'oro rappresenta in valore quasi il 30% delle esportazioni del paese. Inoltre i giacimenti auriferi contengono anche considerevoli quantità di uranio, (3385 t nel 1993) di cui il Sud Africa è il terzo produttore mondiale. Esso è inoltre al primo posto mondiale nella produzione di cromo (800.000 t nel 1993) ed è uno dei maggiori produttori di platino, manganese, vanadio, antimonio, ferro e diamanti, estratti, questi ultimi, specialmente dalle miniere di Kimberley (Provincia del Capo), di Pretoria di Koffiefontein (Orange) e dai depositi alluvionali della regione a sud della foce dell'Orange (Provincia del Capo). Non mancano poi giacimenti di rame, piombo, zinco, nichel, amianto, ecc. e importantissimi sono infine i giacimenti del carbone, che si estendono soprattutto nel Transvaal e nel Natal e, situati a modesta profondità, consentono l'estrazione dei minerali a costi assai contenuti. La produzione annua, dell'ordine di circa 182 milioni di t, copre circa i tre quarti del fabbisogno energetico del paese e viene anche in parte esportata. Mancano invece petrolio e gas naturale e il Sud Africa è costretto a importare notevoli quantità di greggio.
La produzione di energia elettrica di oltre 160 miliardi di kWh proviene essenzialmente da centrali termiche e solo in misura minima da impianti idrici; a Koeberg, presso Città del Capo, è in funzione una centrale nucleare.
L'industria
La disponibilità di un'ampia gamma di materie prime e di abbondante energia a basso prezzo sono state premesse favorevoli allo sviluppo delle industrie manifatturiere, a cui lo Stato ha dato impulso a partire dagli anni Venti. Anche se più lento di quello delle industrie estrattive, esso si è notevolmente accelerato a partire dalla seconda guerra mondiale, sotto la spinta dell'esigenza di far fronte alla cresciuta domanda del mercato interno e delle misure protezionistiche adottate dal governo, e ha portato la Repubblica Sudafricana al primo posto fra gli Stati del continente: negli anni Cinquanta il contributo del settore manifatturiero alla formazione del prodotto interno lordo superò quello del settore minerario e, pari a oltre il 25%, supera oggi quello dei settori agricolo e minerario uniti. In media di dimensioni modeste, gli stabilimenti industriali sono molto concentrati geograficamente: per circa i tre quarti sono infatti localizzati nel Witwatersrand e intorno ai tre porti di Città del Capo, Durban e Port Elizabeth e impiegano una considerevole percentuale di bianchi. Grazie agli sforzi del governo verso una diversificazione delle industrie, il paese dispone oggi di un settore manifatturiero ben articolato. Le industrie meccaniche si sono sviluppate dappertutto come officine di montaggio in particolare per le automobili (quasi 200.000 autovetture nel 1994): Città del Capo, Durban, Johannesburg, Natalspruit, Port Elizabeth, East London. Nella zona di Durban-Pinetown sono accentrati i maggiori cantieri navali. Notevoli proporzioni ha assunto l'industria chimica, che oltre alle raffinerie di petrolio di Città del Capo, Durban e Sasolburg, produce fertilizzanti, resine sintetiche, superfosfati, gomma sintetica, benzina sintetica, ecc.. Le industrie alimentari (conservierie, molitorie, zuccherifici, prodotti lattiero-caseari, lavorazione del pesce) sono diffuse in tutti i centri principali e soprattutto nei centri portuali. Notevole importanza ha pure il settore tessile
Il commercio estero e le comunicazioni
Per quanto notevole sia stata l'industrializzazione della Repubblica Sudafricana nel corso di questo secolo, la struttura del suo commercio estero, decisamente in attivo, non la colloca ancora tra i paesi sviluppati: vi predominano infatti tuttora le esportazioni di materie prime e di prodotti semilavorati e le importazioni di beni strumentali e di beni di consumo correnti. Suoi principali clienti sono: l'Unione Europea (33,5% delle esportazioni complessivamente) di cui Regno Unito 5%, USA 4,3%, Giappone 3,9%; e suoi maggiori fornitori: Germania 15% circa; USA 16%, Giappone.
La rete stradale sudafricana conta 181.341 km di strade (di cui, però, soltanto il 29% sono asfaltate), e 23.627 km di linee ferroviarie, concentrate soprattutto nel Transvaal. Le due linee più imporanti sono la Città del Capo-Kimberley-Mafeking- Botswana e la Città del Capo-Port Elizabeth-Bloemfontein- Johannesburg. I portiprincipali sono Città del Capo, Richards' Bay, Saldanha, Port Elizabeth, East London e Mosselbaai. Il traffico aereo è assai intenso, sia per gli spostamenti all'interno del paese, sia per il collegamento con gli altri Stati; aeroporti internazionali a Johannesburg, Città del Capo, Pretoria, Durban, East London e Port Elizabeth.

Costituzione
In base alla costituzione del 1993, che resterà in vigore fino al 1999, il presidente della repubblica, eletto ogni cinque anni dall'Assemblea nazionale, è il capo dell'esecutivo, affiancato da vicepresidenti designati, come i membri del governo, da tutti i partiti con un dato numero di deputati (80 per la vicepresidenza e 20 per partecipare al governo). Il potere legislativo spetta al parlamento, formato da due camere, l'Assemblea nazionale (400 membri eletti con sistema proporzionale) e il Senato(90 membri designati dalle assemblee provinciali in ragione di 10 senatori per ognuna delle nove province). Sul piano amministrativo il paese è diviso in 9 province, esse hanno ciascuna una costituzione interna.
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