Ricerca sulla Nuova Zelanda

Materie:Appunti
Categoria:Geografia
Download:474
Data:10.01.2006
Numero di pagine:18
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
ricerca-nuova-zelanda_1.zip (Dimensione: 26.63 Kb)
trucheck.it_ricerca-sulla-nuova-zelanda.doc     101 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

INTRODUZIONE
Nuova Zelanda (nome ufficiale New Zealand; maori Aotearoa, “Terra della grande nuvola bianca”), stato insulare indipendente nell’ambito del Commonwealth, situato nell'oceano Pacifico meridionale, circa 1.600 km a sud-est dell'Australia. Il territorio della Nuova Zelanda consiste di due isole principali: l'Isola del Nord (North Island) e l'Isola del Sud (South Island), separate dallo stretto di Cook, e da numerose isole minori, tra le quali l'isola di Stewart, che sorge dinanzi alla costa meridionale dell'Isola del Sud. La superficie complessiva del paese è di 270.534 km², con un’estensione costiera di 15.134 km. L'Isola del Nord ospita sia la capitale, Wellington, sia Auckland, la città più popolata del paese.
La Nuova Zelanda amministra direttamente alcune dipendenze: la dipendenza di Ross, in Antartide, e l'arcipelago di Tokelau, situato nell'oceano Pacifico, a nord delle Samoa. Le isole Cook e l'atollo di Niue, anch'essi nel Pacifico, hanno invece governo autonomo, ma sono liberamente associati alla Nuova Zelanda.
TERRITORIO
Il paesaggio neozelandese è scolpito dalle profonde fratture e dalle linee di faglia che attraversano il paese evidenziando i blocchi geomorfologici il cui sollevamento ha creato, circa 26 milioni di anni fa, i rilievi che dominano l'Isola del Sud. Esse rappresentano tuttora la causa dell'incessante attività vulcanica tipica dell'Isola del Nord. Entrambe le isole sono attraversate da catene montuose: l'Isola del Sud dalle Alpi neozelandesi e l'Isola del Nord da catene di minore altitudine. Il monte Cook (in lingua maori Aorangi, “che trapassa le nubi”), nella sezione centrale delle Alpi neozelandesi, con i suoi 3.754 m è la vetta più elevata del paese.
I numerosi corsi d'acqua, la maggior parte dei quali nasce nei rilievi, sono brevi e di difficile navigabilità. Solo l'Isola del Sud possiede vaste pianure alluvionali, tra le quali la pianura costiera di Canterbury, che sorge a est delle Alpi neozelandesi. Diffusi sono cascate e laghi; questi ultimi sono originati da antichi crateri vulcanici spenti e si trovano soprattutto nella zona centrale dell'Isola del Nord, come ad esempio il lago Taupo (606 km²), o nelle valli delle Alpi neozelandesi, nell'Isola del Sud. La costa della Nuova Zelanda, che ha uno sviluppo di 15.134 km, è molto frastagliata nell'Isola del Nord, particolarmente nella zona peninsulare a nord di Auckland. Nell'Isola del Sud poche sono le insenature naturali, a eccezione della zona sudoccidentale il cui litorale è inciso da fiordi e lagune.
Isola del nord
L'Isola del Nord, che ha un'estensione di 114.690 km², ha un'economia più fiorente rispetto all'Isola del Sud e ospita gran parte della popolazione della Nuova Zelanda. Al centro dell'isola si innalza un altopiano, che emerge ripido dalle sponde meridionali del lago Taupo; qui abbondano i geyser, le fumarole e le fonti termali. Si tratta di una zona di intensa attività vulcanica, epicentro di frequenti movimenti tellurici; sono presenti tre vulcani attivi: il Ruapehu (2.797 m), il Ngauruhoe e il Tongariro. All'estremità orientale e meridionale dell'altopiano i rilievi si estendono da capo Est allo stretto di Cook, dando origine, lungo i contrafforti orientali, a pianure costiere e, lungo quelli occidentali, a un terreno da pascolo dolcemente collinare, sfruttato per l'allevamento degli ovini. A ovest dell'altopiano vulcanico i rilievi cedono il posto a un'estensione arabile, la zona del monte Taranaki (o Egmont), un vulcano spento situato presso l'estremità occidentale dell'isola.
Il fiume Waikato, che con i suoi 425 km è il più lungo della Nuova Zelanda, esce del lago Taupo a nord e sfocia a ovest nel mare di Tasman, attraversando una delle regioni più rilevanti dal punto di vista economico: la zona prospiciente la città di Auckland, le cui attività economiche principali sono la silvicoltura, l'industria lattiero-casearia e l'agricoltura.
Isola del sud
L’isola, che ha una superficie di 150.460 km², è attraversata per oltre 480 km dalle Alpi neozelandesi, un sistema montuoso che si estende da sud-ovest a nord-est e che, oltre al monte Cook, annovera molte vette di altitudine superiore ai 3.000 metri. Il versante occidentale delle Alpi è ricoperto da foreste e caratterizzato da un clima prevalentemente umido, mentre nelle regioni corrispondenti ai versanti orientali i rilievi hanno altitudini inferiori e il clima è più secco. A nord le Alpi neozelandesi si suddividono in numerose catene meno elevate, le cui propaggini occidentali sono ricche di giacimenti minerari, mentre quelle meridionali, aspre e boscose, creano lo splendido scenario naturale del Fiordland. La pianura di Canterbury è la più vasta della Nuova Zelanda e la principale area di coltivazione del frumento. La maggior parte dei fiumi dell'Isola del Sud nasce nelle Alpi neozelandesi; tra questi, il Clutha è il più lungo (336 km).
CLIMA
Il clima della Nuova Zelanda è temperato, umido e non soggetto a significative variazioni stagionali. Le temperature più elevate si registrano nella regione del Northland, le più basse in corrispondenza dei versanti sudoccidentali delle Alpi neozelandesi. La media delle precipitazioni supera ovunque i 500 mm annui, con maggiori concentrazioni sui versanti occidentali, dove possono raggiungere una media annua di 5.000 mm. A Wellington la temperatura media varia dai 20 °C di gennaio, il mese più caldo, ai 5,6 °C di luglio, e le precipitazioni medie si aggirano attorno ai 1.230 mm. Ad Auckland le temperature medie di gennaio e luglio sono rispettivamente di 23,4 °C e di 7,8 °C, mentre le precipitazioni medie annuali si attestano attorno ai 1.850 mm.
Flora
L’isolamento del paese e la tardiva colonizzazione hanno fatto sì che in questa parte del mondo prosperassero circa 1.500 specie vegetali autoctone. Prima dell'arrivo degli europei la vegetazione dominante era la foresta sempreverde, diffusa soprattutto nell'Isola del Nord, che gode di un clima più mite, a eccezione dell'altopiano vulcanico dove predominava invece la prateria, oggi sopravvissuta unicamente nelle riserve naturali e nei parchi nazionali. La costa occidentale dell'Isola del Sud comprende alcune delle estensioni più vaste di foresta mista indigena e fornisce la maggior parte del legname esportato, come il kauri, il rimu, il kahikatea e il totara. Le praterie orientali dell'Isola del Sud, che si estendono fino a 1.525 m d'altitudine, sono prevalentemente destinate al pascolo. Il faggio australe, originario di queste zone, cresce sui bassi versanti delle Alpi neozelandesi, mentre a quote più elevate si incontra una vegetazione di tipo alpino.
Fauna
In contrasto con la ricca flora indigena, le specie animali endemiche sono assai rare. Attualmente la fauna selvatica della Nuova Zelanda comprende il cervo rosso, il coniglio, la capra, il cinghiale, la lontra, il furetto e l'opossum australiano (Tarsipes spenserae), tutti animali discendenti da specie importate dai coloni. Data l'assenza di predatori naturali, questi animali si sono riprodotti in gran numero e sono attualmente all'origine di gravi danni ambientali. In Nuova Zelanda non esistono serpenti. Le specie ornitologiche comprendono numerosi uccelli canori, come l'uccello campana e il tui, e apterigiformi (uccelli incapaci di volare) quali il kiwi, il kakapo, il takahe e il weka, specie attualmente protette perché in pericolo di estinzione.
I fiumi e i laghi del paese ospitano una grande varietà di specie ittiche, tra cui la trota e il salmone. Nelle acque dell'oceano vivono il tonno, il pesce volante e il marlin.
Problemi e tutela dell’ambiente
La Nuova Zelanda è caratterizzata da una notevole biodiversità e la maggior parte delle specie vegetali sono endemiche. Le risorse naturali, in passato molto abbondanti, vennero sottoposte a un intenso sfruttamento fin dall'arrivo, nel IX secolo, dei primi coloni, i maori che nel corso del tempo, insieme agli europei, contribuirono al declino di molte specie. Le grandi foreste di pini kauri vennero incendiate per far posto ai pascoli e molte specie di animali, come il moa, un uccello gigante simile allo struzzo, si estinsero. La foresta copre oggi il 29,7% della superficie totale del paese, ed è composta in gran parte di palme, felci arboree e conifere.
Nel 1987 l'amministrazione dei programmi di conservazione ha riunito un certo numero di zone protette in un sistema più efficiente e ha notevolmente ampliato la loro estensione. Il 23,4% (2000) del territorio è protetto, essendo posto sotto la tutela di diversi parchi nazionali e di numerose altre riserve; tra i principali parchi nazionali ricordiamo il Tongariro, World Heritage Site dal 1990 e il Fiordland. Il governo della Nuova Zelanda cerca di garantire un uso sostenibile delle risorse naturali, coinvolgendo nelle decisioni anche i maori e gli iwi.
Le minacce più gravi all'ecologia della Nuova Zelanda vengono dalle specie importate. Sono stati introdotti circa 2.000 animali non originari, fra cui almeno 30 specie di uccelli, 20 specie di mammiferi, alcune specie di insetti europee come vespe e bombi. Gli animali introdotti che creano più problemi sono gli opossum e le capre selvatiche. Le piante non originarie tendono a sovrastare quelle indigene: in alcune zone le conifere sono particolarmente invasive e fanno rapidamente scomparire la flora indigena.
La Nuova Zelanda si è attivata dal punto di vista ambientale nell'oceano Pacifico meridionale, essendo firmataria di diversi importanti accordi sulla conservazione, che riguardano soprattutto gli habitat marini. Fra gli altri accordi ambientali internazionali ratificati vi sono quelli relativi al Protocollo Ambientale Antartico, al Trattato Antartico, alla biodiversità, al cambiamento del clima, alle specie in via d'estinzione, alle modifiche dell'ambiente, ai rifiuti pericolosi, allo scarico dei rifiuti in mare, all’eliminazione dei test nucleari, alla protezione dell’ozonosfera, al Trattato per il legname tropicale del 1983, alle zone umide e alla caccia alla balena.
POPOLAZIONE
Le isole, originariamente abitate dal popolo polinesiano dei maori, vennero colonizzate dagli europei a partire dal 1820. Oggi l'83% della popolazione è di origine europea (soprattutto britannica) e solo il 9% è maori. Il 2% proviene da altre isole del Pacifico e sono presenti altre minoranze etniche, soprattutto asiatiche.
Nel 2004 la popolazione del paese era di 3.993.817 abitanti, con una densità media di 15 unità per km². Quasi tre quarti della popolazione vive nell'Isola del Nord e prevalentemente in insediamenti urbani (86%). I maori, che vivono soprattutto nei pressi di Auckland e nella regione costiera del Capo, costituiscono la maggioranza della popolazione anche a Capo Est, o Aotearoa, considerato la culla della loro lingua e della loro cultura.
Lingua e religione
Le lingue ufficiali sono l'inglese e il maori, anche se la popolazione è prevalentemente anglofona. Le religioni maggiormente professate sono quelle cristiane di confessione anglicana (25%), presbiteriana (18%) e cattolica (16%). La maggioranza dei maori appartiene alle Chiese cristiane di Ratana e di Ringatu. Sono inoltre presenti nel paese minoranze di ebrei, indù e confuciani.
Istruzione e cultura
L’istruzione è obbligatoria tra i 6 e i 16 anni di età, ma i bambini possono iniziare gli studi a partire dai 5 anni e la scuola pubblica è gratuita fino ai 19 anni. Nel 1995 il tasso di alfabetizzazione era del 99%. Fra i principali atenei si annoverano le università di Otago (1869) e di Auckland (1882).
Le raccolte librarie del paese sono più di duemila; tra esse si citano la Biblioteca nazionale di Wellington, la Biblioteca pubblica di Auckland e la Biblioteca universitaria di Otago. Gli archivi governativi sono conservati a Wellington.
Musei e gallerie d'arte hanno sede nelle città più importanti. Il museo e la galleria di Auckland vantano buone collezioni. La Pinacoteca di Wellington è nota soprattutto per i dipinti di artisti australiani e neozelandesi. Il Museo nazionale della città conserva importanti reperti di etnologia e storia naturale.
DIVISIONI AMMINISTRATIVE E CITTA’ PRINCIPALI
La Nuova Zelanda è divisa in diciassette regioni: Auckland, Bay of Plenty, Gisborne, Hawke’s Bay, Manawatu-Wanganui, Northland, Taranaki, Waikato e Wellington nell’Isola del Nord; Canterbury, Marlborough, Nelson, Otago, Southland, Tasman e West Coast nell’Isola del Sud. Le regioni sono a loro volta ripartite in 79 distretti.
La capitale politica e amministrativa è Wellington, porto di rilevante attività. L’altro porto del paese, Auckland, è il più popoloso agglomerato urbano e ospita gran parte delle attività industriali del paese; altri centri di rilievo dell’Isola del Nord sono Hamilton, Rotorua e Manukau; Christchurch e Dunedin sono le maggiori città dell’Isola del Sud.

ECONOMIA
Negli ultimi trent'anni l'economia neozelandese, precedentemente basata sull'agricoltura, si è orientata progressivamente verso l'industria e il settore terziario; una voce importante è costituita dal turismo (2,04 milioni di arrivi nel 2002). Dalla metà degli anni Ottanta il governo ha gradualmente abbandonato il protezionismo economico iniziale, in favore di una politica di apertura e deregolamentazione allo scopo di incentivare la crescita economica, controllando l'inflazione e riducendo il deficit e il debito pubblico. Questi obiettivi appaiono ora raggiunti o prossimi al compimento, anche se le riforme economiche e la deregulation hanno provocato un aumento della disoccupazione. Nel 2002 il prodotto interno lordo del paese era di 58.581 milioni di dollari USA, pari a 14.870 dollari pro capite.
Agricoltura e allevamento
Solo il 7% del territorio neozelandese è coltivato; il settore primario fornisce il 7% del PIL annuo, occupando il 9% della forza lavoro. Le fattorie neozelandesi sono tra le più produttive al mondo e l'allevamento resta un’importante fonte di ricchezza. Nel 2003 erano presenti nel paese 9.614.000 bovini, 341.337 suini, 13,3 milioni di polli e altri volatili, 44.700.000 ovini. La produzione agricola è basata sulle colture cerealicole (frumento, orzo, mais); importanti sono anche i pomodori, le patate, l'avena, la colza, il tabacco e la frutta come gli agrumi o il kiwi; di quest'ultimo la Nuova Zelanda è il maggiore esportatore mondiale. Un altro settore in via di sviluppo è la viticoltura. La produzione di carne e di lana e l'industria lattiero-casearia rimangono le attività più importanti per l'economia neozelandese, formando un terzo degli utili derivati dalle esportazioni.
Risorse energetiche e minerarie
Tra i giacimenti minerari, solo parzialmente sfruttati, vi sono carbone, lignite, oro, rame, sabbie ferrose e minerali, quali bentonite, pomice, calcare, argilla, dolomite, silicio e ghiaia. La Nuova Zelanda è ricca di fonti energetiche: oltre all'energia geotermica dell'altipiano vulcanico e ai cospicui giacimenti di gas naturale dell'Isola del Nord, numerose sono le centrali idroelettriche costruite lungo i fiumi; queste ultime forniscono il 58% dell’energia prodotta.
Industria
Nel 2001 era occupato nell'industria il 23% della forza lavoro; il settore contribuisce per il 25,3% alla formazione del PIL. Oltre all'industria agroalimentare spiccano i settori cartario, chimico, petrolchimico, metallurgico, tessile, del legno, automobilistico, dei componenti elettrici e tipografico. La scarsità di materie prime e gli alti costi di importazione di queste ultime hanno limitato lo sviluppo dell'industria pesante in Nuova Zelanda. Il principale centro manifatturiero è Auckland.
Commercio e finanza
L'economia neozelandese dipende in ampia misura dal commercio. Fino agli anni Settanta il più importante partner commerciale era il Regno Unito e l'esportazione si limitava essenzialmente a carne e prodotti caseari. Dopo l'ingresso del Regno Unito nella Comunità Europea (attuale Unione Europea) la Nuova Zelanda dovette affrontare il protezionismo dei paesi occidentali e iniziò a effettuare scambi con Australia, Giappone e Stati Uniti. Nel corso degli anni Novanta sono aumentati gli scambi con i paesi del Pacifico, come la Cina, l'Indonesia e la Malaysia. Nel 2001 il valore totale delle esportazioni fu di 13.270 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per un valore di 8.056 milioni di $ USA.
I prodotti agricoli (12,7%) e i generi alimentari (49%) sono le voci forti delle esportazioni. Vengono importati soprattutto componenti e apparecchiature elettriche, autoveicoli, petrolio grezzo, prodotti plastici e farmaceutici, metalli e prodotti chimici. Da quando la maggior parte delle tariffe protezionistiche venne rimossa, l'economia neozelandese è divenuta una delle economie più aperte del mondo: circa la metà dei beni d'importazione fa il suo ingresso nel paese senza tasse doganali.
La valuta ufficiale è il dollaro neozelandese, emesso dalla Banca centrale della Nuova Zelanda.
ORDINAMENTO DELLO STATO
Dominion britannico dal 1907, la Nuova Zelanda ottenne l’indipendenza dal Regno Unito nel 1931. La Nuova Zelanda è una monarchia parlamentare indipendente nell'ambito del Commonwealth britannico. L’ordinamento si basa su una serie di atti parlamentari sia neozelandesi sia britannici; una Costituzione redatta nel 1986 non è stata ancora ratificata. Il capo dello stato è formalmente il sovrano del Regno Unito, rappresentato da un governatore generale, di nomina regia.
Potere esecutivo
Il governatore generale nomina il primo ministro e, su suggerimento di questi, i ministri che compongono il governo. Viene solitamente nominato primo ministro dal governatore generale il leader del partito o della coalizione di maggioranza.

Potere legislativo
Il sistema legislativo è basato su un Parlamento unicamerale, la Camera dei rappresentanti (House of Representatives), composta da 120 membri (di cui 5 in rappresentanza dei maori) eletti a suffragio universale con un mandato di tre anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età.
Potere giudiziario
L’ordinamento giudiziario, basato sulla Common Law anglosassone ma con una speciale legislazione per i maori, prevede un’Alta corte e una Corte d’appello. La pena di morte è stata abolita nel 1989.
Istituzioni periferiche
La nuova suddivisione amministrativa neozelandese prevede 17 regioni, ripartite in 79 distretti.
Difesa
Il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi abili a partire dai 20 anni di età. Le forze armate contano 8.610 membri effettivi (2002).
Forze politiche
I principali schieramenti politici del paese sono il Partito laburista (New Zealand Labour Party, NZLP) e il Partito nazionale (New Zealand National Party, NP; conservatori); tra i partiti minori, i più importanti sono Alliance (Alleanza), di orientamento progressista, Act New Zealand e il partito ecologista Green Party of Aotearoa.
STORIA
Il nome “Nuova Zelanda” venne coniato da un ignoto cartografo olandese dopo che un connazionale, il navigatore Abel Janszoon Tasman, sbarcò sulle isole nel 1642; nel 1769 l'esploratore britannico James Cook ne rivendicò il possesso in nome del Regno Unito, che tuttavia incorporò ufficialmente il territorio solo 75 anni dopo.
I maori
L’isola era stata colonizzata diversi secoli prima dello sbarco di Abel Tasman da una popolazione originaria della Polinesia orientale, giuntavi probabilmente dalle isole Cook o da Tahiti. Il nome maori (che nella lingua omonima significa “comune”, “normale”) venne probabilmente adottato verso la metà del XIX secolo dai discendenti dei primi abitanti per distinguersi dai pakeha (europei). Secondo la tradizione maori il paese fu scoperto da Kupe, che lo denominò Aotearoa (“terra della lunga nuvola bianca”). I primi insediamenti maori sorsero nelle zone litoranee dell’Isola del Nord, che godono di un clima più mite.
Sulle tracce di Cook sopraggiunsero presto i francesi (1772), capeggiati dall’avventuriero Marion du Fresne, che combatté a lungo con i guerrieri maori e trovò la morte assieme ai suoi uomini. Nei successivi vent’anni la Nuova Zelanda venne nuovamente dimenticata dagli europei, che vi tornarono solo alla fine del XVIII secolo. L’immigrazione sistematica ebbe tuttavia inizio solo nel 1839-40 sotto gli auspici della Compagnia della Nuova Zelanda, fondata a Londra da Edward Gibbon Wakefield.
La sovranità britannica
Nel 1840 il governo britannico inviò il capitano William Hobson come console in Nuova Zelanda, autorizzandolo a trattare con i capi maori l'acquisto della maggior quantità possibile di territorio. Secondo le clausole del trattato di Waitangi, redatto da Hobson, i maori avrebbero ceduto alla Corona inglese la sovranità sul territorio, ottenendone in cambio il riconoscimento della proprietà sulle terre tribali e la protezione. Tra il febbraio e il maggio del 1840 oltre 500 capi maori sottoscrissero il trattato, cosicché il 21 maggio Hobson poté proclamare ufficialmente la sovranità britannica sull'Isola del Nord, estendendola anche a quella del Sud sulla base del diritto conseguente alla scoperta di Cook.
Nel 1841 la Nuova Zelanda divenne formalmente una colonia della Corona britannica; Auckland ne fu eletta capitale. I frequenti contenziosi, esplosi tra maori e coloni circa il diritto alla proprietà dei terreni, costituirono la causa delle due guerre dell'Isola del Nord (1845-1848 e 1860-1872), al termine delle quali le autorità coloniali adottarono una politica più conciliante verso la popolazione locale. Ciò condusse alla normalizzazione dei rapporti tra i due gruppi.
Nell'Isola del Sud, che non fu teatro di guerra e nella quale la presenza degli aborigeni era assai limitata, il processo di colonizzazione si dispiegò senza ostacoli. La scoperta di oro nella penisola di Otago attirò intorno al 1860 un nuovo flusso migratorio. Alla fine del secolo XIX, spentasi la "febbre dell'oro", la maggior fonte di ricchezza del paese era l'allevamento degli ovini. Dal 1882 l'esportazione di carne divenne una delle voci principali dell'economia locale.

Le riforme liberali
Fra il 1891 e il 1912 si susseguì una serie di governi liberali, i cui programmi e la cui legiferazione suscitarono l’approvazione internazionale. Le riforme liberali posero fine al latifondo, distribuirono le terre, stabilirono l’importo dei salari minimi e la risoluzione arbitrale obbligatoria delle dispute lavorative. Nel 1893 la Nuova Zelanda fu il primo paese al mondo a concedere il diritto di voto alle donne. Nel medesimo periodo il governo liberal-laburista gettò le fondamenta del sistema di previdenza sociale.
Dagli inizi del secolo alla seconda guerra mondiale
Nel 1907 la Nuova Zelanda divenne dominion dell'impero britannico, senza però modificare la sua forma di governo. Durante la prima guerra mondiale il paese venne governato da un esecutivo di coalizione nazionale. Il dopoguerra si rivelò particolarmente difficile e la Grande Depressione, sopraggiunta all'inizio degli anni Trenta, affondò l'economia neozelandese, basata sull'esportazione dei prodotti agricoli i cui prezzi sul mercato internazionale erano crollati. Nel 1935 le elezioni parlamentari sancirono la prima affermazione elettorale del Partito laburista (vittorioso sul Partito nazionale emerso dalla fusione nel 1931 dei tradizionali partiti liberale e riformista). Il nuovo governo nazionalizzò alcuni settori dell'economia e istituì un sistema di previdenza sociale tra i più progrediti del mondo
All’inizio della seconda guerra mondiale il governo neozelandese stabilì un sistema di controllo sui salari e sui prezzi concentrando i propri sforzi sul tentativo di preservare la stabilità finanziaria del paese.
Nel dopoguerra il paese partecipò al piano Colombo per il Sud-Est asiatico (1950), firmò il patto di mutua difesa con Australia e Stati Uniti nel 1951 (ANZUS), e con altre sette nazioni aderì nel 1954 all’Organizzazione del trattato del Sud-Est asiatico (SEATO). Forze neozelandesi operarono nelle missioni delle Nazioni Unite in Corea e a Cipro, inaugurando una pratica divenuta usuale nei decenni successivi.
La seconda metà del novecento
Dal dopoguerra agli anni Settanta il continuo alternarsi di coalizioni governative laburiste e conservatrici ruotò intorno alle questioni del welfare e dell'intervento statale nell'economia. Nel 1984 i laburisti assunsero il controllo del Parlamento e, sotto la guida di David Lange, il governo diede inizio a grandi riforme economiche che ridussero notevolmente i controlli governativi e abrogarono le barriere doganali. Dopo le elezioni del 1990, il nuovo esecutivo nazionalista guidato da Jim Bolger avviò un processo di privatizzazione delle aziende statali e operò drastici tagli al sistema previdenziale. In seguito al referendum del 1992, il sistema elettorale fu modificato in senso proporzionale. Questo provvedimento accentuò tuttavia l'instabilità della vita politica neozelandese. Le elezioni del 1996 furono vinte dal partito di Bolger, che formò un governo di coalizione con un partito nazionalista (New Zealand First) guidato da Winston Peters, di discendenza maori.
La questione maori
Negli anni Sessanta e Settanta i maori rivendicarono per i membri della comunità maggiori opportunità economiche, sociali e culturali. Il problema fondamentale, tuttavia, riguardava la restituzione di terre sulla base del trattato di Waitangi. Venne istituito un apposito tribunale per esaminare le rivendicazioni territoriali dei maori, ma la lentezza dei procedimenti condusse nel 1994-95 a forti proteste della comunità. Il 22 maggio 1995 il primo ministro Bolger e Arkinui Te Atairangikaahu, regina dei tainu (il più numeroso clan tribale maori), firmarono un accordo relativo a oltre 50.000 ettari di terra illegalmente acquisita dai coloni europei durante gli anni Sessanta dell’Ottocento. Una parte dei terreni venne risarcita in denaro, un’altra parte fu restituita ai maori.
Sviluppi recenti
Alla fine del 1999 il Partito laburista di Helen Clark ha vinto le elezioni legislative, riconquistando il governo del paese dopo nove anni di supremazia conservatrice. La nuova premier ha annunciato di voler affrontare la difficile situazione sociale del paese rilanciando il welfare state, in netta controtendenza rispetto alle politiche di riduzione della spesa pubblica adottate dalla gran parte degli attuali governi di ispirazione socialdemocratica. Ulteriore conferma alla politica laburista è arrivata dal risultato delle successive elezioni legislative, svoltesi nel luglio 2002, che hanno visto il partito di Helen Clark assicurarsi la guida del paese per altri tre anni.
COMMONWEALTH BRITANNICO
(nome ufficiale “The Commonwealth of Nations”)
È un’associazione di stati sviluppatasi nell'ambito dell'impero britannico, costituita dai paesi che, raggiunta l'indipendenza, hanno conservato un rapporto economico e culturale con il Regno Unito.
Attualmente comprende le seguenti nazioni: Gran Bretagna, Antigua e Barbuda, Australia, Bahama, Bangladesh, Barbados, Belize, Botswana, Brunei, Camerun, Canada, Cipro, Dominica, Figi, Gambia, Ghana, Giamaica, Grenada, Guyana, India, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malaysia, Maldive, Malta, Maurizio, Mozambico, Namibia, Nauru, Nigeria, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, isole Salomone, Samoa, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Sri Lanka, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Uganda, Vanuatu e Zambia. L'Unione sudafricana, ora Sudafrica, si ritirò dal Commonwealth nel 1961, ma vi aderì di nuovo nel 1994 dopo la definitiva abrogazione delle norme sull'apartheid. Il Pakistan ne uscì nel 1972 per poi rientrarvi nel 1989 ed è, dal 1999, sospeso. L’Irlanda è associata al Commonwealth per motivi commerciali, ma non ne è membro a tutti gli effetti. Nel 1995 il Mozambico fu il primo paese non anglofono a essere accolto nel Commonwealth. Nel 2003, al contrario, lo Zimbabwe interruppe ufficialmente la sua appartenenza all’associazione, che durava dal 1980.
Le relazioni tra la Gran Bretagna e gli altri membri dell'associazione sono regolate dai rispettivi ministeri degli Affari Esteri anche attraverso l'invio di alti commissari con il rango di ambasciatori. Il Segretariato del Commonwealth, fondato nel 1965, fornisce informazioni e consulenze utili alla reciproca cooperazione tra i membri; nei territori non autonomi il sovrano britannico è rappresentato da un governatore generale.
L'espressione “The Commonwealth of Nations” fu impiegata ufficialmente per la prima volta alla conferenza imperiale del 1926, in riferimento al "gruppo di comunità autogovernantisi composto dalla Gran Bretagna e dai Dominions". Lo statuto di Westminster sancì la piena eguaglianza tra Regno Unito e dominions e la costituzione del Commonwealth. Al raggiungimento dell'indipendenza nel 1949, l'India confermò la propria appartenenza al Commonwealth, stabilendo un precedente seguito poi da molte ex colonie britanniche. Il Commonwealth non dispone di un proprio organismo espressamente incaricato di compiti politici; questa funzione è riservata alle periodiche consultazioni tra i membri su temi di comune interesse.
INFORMAZIONI GENERALI
Fuso orario
Da ottobre a marzo: GMT +13 (Roma +12) Da aprile a settembre: GMT +11 (Roma +10)
Visti
I cittadini dell’UE non hanno bisogno di un visto se il soggiorno non supera tre mesi, basta un passaporto valido per almeno tre mesi dopo la data del rientro. Non occorrono vaccinazioni perché non ci sono animali pericolosi.
GLI ALL BLACKS

La nazionale neozelandese di rugby è stata fondata nel 1892, ed è una delle più famose squadre di questo sport. È una delle protagoniste, insieme a quelle di Sud Africa e Australia, del prestigioso torneo annuale Tri Nations, l’equivalente subequatoriale del Sei Nazioni europeo.
Il soprannome, però, non deriva affatto dal tipico colore dell’uniforme, il nero, ma da un errore giornalistico: durante il tour della nazionale in Europa del 1905, un cronista definì la formazione come una squadra composta da “all backs”, ovvero, in gergo, tutti giocatori agili e veloci. Quando l’articolo venne mandato in stampa, si aggiunse una L, dando vita al soprannome con il quale sono celebri ancora oggi, e che spesso viene attribuito alle maglie nere.
Tipica degli All Blacks è la “Ka Mate”, un tipo di “Haka”, la danza tipica dei Maori, che ha lo scopo di intimorire gli avversari prima di ogni partita. Il rituale è ormai divenuto celebre in tutto il mondo e fa parte dello show offerto dalla squadra.

Esempio