Regioni del Giappone

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Testo

Il Giappone
Il Giappone detto anche Paese del Sol Levante, è uno stato insulare dell'Asia orientale (377,835 km², 127.214.499 abitanti). Il Giappone si estende sulla maggior parte dell'arcipelago giapponese, nell'Oceano Pacifico nord-occidentale, al largo delle coste della Cina e della Corea e la sua capitale è Tokyo.
Le regioni del Giappone
Il territorio del Giappone è costituito da quattro isole principali (da nord a sud: Hokkaidô, Honshû, Shikoku e Kyûshû) e da migliaia di isole minori.
Il Giappone ha una superficie totale di circa 378.000 km2 (superiore di circa il 25% a quella dell'Italia) ed una popolazione di 125 milioni di abitanti.

Geografia
Il 75% del terreno è montuoso. I rilievi sono costituiti da una serie di catene che formano l'ossatura longitudinale dell'intero arco insulare; a questa si contrappone, nell'Honshu centrale, la catena delle Alpi Giapponesi, fortemente inclinata rispetto alla direzione precedente e comprende cime di altezza superiore ai 3000m. Isolato a sud-ovest del Fuji (3.776 m), il monte più alto del paese. Le coste che si estendono per circa 27.000 km, sono prevalentemente a terrazze rocciose e sono accompagnate da isole. Limitate quelle basse e sabbiose, con formazione di lagune e laghi costieri. Quelle prospicienti il Mar del Giappone sono relativamente poco articolate; le altre sono invece caratterizzate da numerosissime frastagliature, che sovente si allargano a formare vaste e profonde insenature.
Idrografia
Dato l'aspetto della regione, non esistono grandi laghi tranne il Biwa e i fiumi hanno carattere torrentizio, mancanti di bacini estesi e quindi non navigabili. I fiumi principali sono il Tone e il Kitami. Diversamente da questi il resto dei fiumi giapponesi hanno corsi più o meno diretti tra lo spartiacque e la costa, verso la quale mantengono una direzione normale. Altri fiumi sono: Shikoku, Yoshino, Shinanu. Hanno un ruolo fondamentale come fonti idriche per l'irrigazione. Gran parte delle risaie irrigue sfruttano le acque fluviali, specie nelle pianure costiere, che rappresentano le principali zone agricole del paese.
Clima
Il Giappone presenta un clima molto vario da parte a parte. A nord vi è un clima temperato, quindi calo in estate e abbastanza freddo in inverno, a sud tropicale-monsonico, decisamente molto più piovoso.
Etnie e religione
Giapponesi 99%, altri (coreani, cinesi) 1%. Scintoisti 76%, buddhisti 16%, altri 8%.
Geografia politica
La struttura amministrativa del paese consta di 44 prefetture (ken), 2 prefetture urbane (fu, Kyoto e Osaka) e una metropoli (to, Tokyo).
Economia
Una espansione economica iniziata negli anni 1950 e praticamente ininterrotta ha permesso al Giappone di divenire la seconda potenza mondiale dopo gli Stati Uniti con un prodotto lordo pro capite di 38.160 $ annui.
Punti di forza.
Grande produttore high-tech e automobilistico. Impegno in ricerca e sviluppo di lungo termine. Capacità di sviluppare idee importate da UE e USA. Diffusione globale delle imprese, con stabilimenti anche in UE e USA.
Punti di debolezza.
Pesante dipendenza dal petrolio importato. Il surplus di bilancia commerciale è fonte di tensioni internazionali. Sistema finanziario bisognoso di riforme, appesantito da un elevato tasso di cattivi debiti e da scarsa trasparenza. Il sistema industriale è indebolito dalla presenza di un gran numero di piccole e medie imprese che vivono al riparo di barriere commerciali e con forti protezioni politiche. L'agricoltura condiziona fortemente la vita politica del paese malgrado la sua declinante importanza economica.
Basi dell'economia.
Lo sviluppo è stato particolarmente rilevante nel decennio 1961-1970, durante il quale il tasso medio di accrescimento annuo del prodotto nazionale si è aggirato sul 10%. L'economia poggia eminentemente sull'industria, che ha raggiunto livelli eccezionali e che ha trasformato radicalmente le strutture produttive di un paese rimasto fondamentalmente agricolo. Essenzialmente il formidabile sviluppo giapponese è riconducibile alla felice associazione dell'abbondanza di manodopera e dell'ampia reperibilità di capitali all'interno del paese.
Ruolo governativo.
Pur rimanendo fedele al principio dell'economia liberista, il governo ha sempre avuto fin dall'epoca Meiji un ruolo decisivo per orientare i piani di sviluppo. Dopo la guerra questo ruolo di guida si è accentuato. L'industrializzazione, che sin da principio ha riguardato essenzialmente i settori di base (siderurgia, chimica, petrolchimica, metalmeccanica, macchinari e impianti industriali, navi e automobili), è stata facilitata dall'esistenza di aree adatte all'insediamento degli stabilimenti.
Per combattere il costo sempre crescente delle materie prime e la concorrenza ormai pericolosa presentata da alcuni paesi nel settore della siderurgia, della metalmeccanica e in genere dell'industria pesante, la produzione si è sempre più andata orientando verso settori ad alta tecnologia e a basso contenuto di materie prime e di consumo energetico, principalmente verso l'elettronica, l'informatica, le telecomunicazioni, la meccanica di precisione altamente sofisticata, l'aeronautica, la tecnologia spaziale, la farmaceutica e in genere la chimica fine, ecc., settori nel quale il mercato internazionale è tuttora apertissimo. Contemporaneamente, per alleggerire le attualmente molto elevate importazioni di petrolio, colossali investimenti vengono destinati al settore della ricerca sia per l'ottenimento di maggiori risparmi energetici durante i processi produttivi sia per un migliore sfruttamento delle fonti di energia alternativa privilegiando soprattutto l'energia nucleare, il cui ruolo è ritenuto determinante per l'intera economia.
Risorse
Produzione di energia elettrica: 227.000.000 kw.
Pesca: 6.800.000 tonnellate.
Petrolio: 17.183 b/g.
Allevamento: capre 28.500, bovini 4,7 milioni, suini 9,8 milioni.
Minerali: calcare, zolfo, carbone.

Agricoltura
Contrariamente agli altri settori economici e nonostante gli sforzi governativi per introdurre sistemi moderni, l'agricoltura (interessa il 12,8% del territorio) non ha certo conseguito sensibili progressi, né ha compiuto trasformazioni di rilievo nelle tecniche produttive. Occupa il 6,4% della popolazione attiva. Data la generale limitatezza dei redditi agricoli, molti contadini lavorano anche in vicine aziende manifatturiere o comunque dedicano parte del loro tempo ad altre attività produttive; la polverizzazione fondiaria non consente di ottenere redditi elevati ne di realizzare grandi progressi in campo agricolo, benché sia sensibilmente cresciuto l'impiego tanto di macchine agricole che di fertilizzanti.

Riso e frumento.
Nonostante una certa modernizzazione, l'agricoltura è fondamentalmente rimasta con i suoi tipici caratteri asiatici, il che significa netta prevalenza della risicoltura intensiva su gran parte dell'arcipelago; essa però rende possibile due raccolti l'anno. Il riso occupa più di metà dell'arativo e, con una produzione annua di circa 131 milioni di quintali, riesce a coprire il fabbisogno interno, benché sia molto elevato l'impiego del riso per la fabbricazione del sake (liquore nazionale).
Altri cereali e ortaggi.
Abbastanza diffuso è anche l'orzo, esso pure seminato dopo la raccolta del riso; molto meno rilevanti sono le produzioni degli altri cereali (mais, avena, miglio), mentre ben rappresentate sono le patate e le patate dolci: tuttavia i consumi alimentari della popolazione sono in via di graduale trasformazione, soprattutto per le mutate richieste di chi vive in città. Così, mentre nel complesso è diminuito il consumo di riso, particolare importanza ha assunto la coltivazione di ortaggi, come pomodori, cipolle, cavoli, ecc., coltivate sia nelle immediate vicinanze delle città sia in aree lontane ma particolarmente favorite dal clima, come le pianure costiere dell'Oceano Pacifico, influenzate dalla corrente di Curoscivo.

Altre colture.
Anche la frutticoltura ha registrato un notevole incremento per l'accresciuta richiesta nazionale e per il rifornimento dell'industria conserviera, largamente al servizio dell'esportazione; si producono annualmente milioni di q. di agrumi (arance, mandarini, mandaranci, ecc.), di mele, quindi, pere, pesche, uva, prugne, ecc. Tra le colture industriali è largamente diffusa quella del tè, coltivato sui pendii montuosi del Giappone centrale e meridionale e in gran parte esportato. Tra le colture oleaginose un buon posto occupa la soia, quindi colza e arachidi; tra quelle tessili, tutte modeste, prevalgono lino e canapa. Benché la seta non sia più così prestigiosa come un tempo, in Giappone è molto praticata la gelsicoltura per l'allevamento del baco da seta; consistente è anche la produzione del tabacco, che, con il luppolo, la canna e la barbabietola da zucchero, completa il quadro delle principali coltura industriali.

Foreste.
Elevatissimo è il patrimonio forestale, specie per un paese di cosi antico e fitto popolamento; ben il 67% della superficie nazionale è ricoperto da foreste, con prevalenza di conifere e latifoglie a seconda delle regioni e quindi delle varieta climatiche; le maggiori distese di conifere sono statali e strettamente controllate da un apposito organismo governativo allo scopo di non depauperare eccessivamente le risorse nazionali. La produzione annua di legname, largamente utilizzato come materiale da costruzione e per pasta da carta, si aggira sui 32 milioni di m³ si ricorre quindi in larga misura a legname d'importazione.
Allevamento Come la maggior parte dei paesi dell'estremo oriente, anche in Giappone il ruolo dell'allevamento è molto limitato; le aree a prato e a pascolo permanente sono appena l'1,7% del territorio nazionale. Tuttavia, in relazione alle trasformazioni indotte dalle richieste urbane nel settore dell'alimentazione, e in particolar modo per la sempre crescente domanda di carni e latticini, il Giappone dispone oggi, soprattutto per bovini, di complessi zootecnici moderni e razionali; dipende invece per lo più da piccoli agricoltori il tradizionale allevamento di suini e quello dei volatili da cortili.

Pesca
La pesca, nonostante la decisione presa nel 1976 da parte di molti paesi di creare delle zone di pesca esclusiva, resta un settore di grandissima importanza per l'economia giapponese e dà lavoro a oltre 900.000 addetti; circa 11 milioni di tonnellate di pescato. L'attività è organizzata in modo moderno, con tecniche d'avanguardia e sperimentazioni con le quali si cerca di valorizzare tutte le risorse del mare, che per il Giappone è uno spazio vitale. La pesca è praticata sia da numerosissime imprese di piccole dimensioni, che la esercitano lungo le coste, sia da imponenti complessi industriali. Questi complessi sono attrezzatissimi, con potenti flottiglie di battelli che solcano non solo i mari giapponesi, ma spaziano nel Pacifico, specie nella sezione settentrionale e che si spingono anche nell'Atlantico e nei mari antartici. Molto redditizia è anche la caccia alla balena, benché contraria agli accordi internazionali, definita dal governo giapponese "a scopo scientifico". Altre attività di sfruttamento del mare sono la raccolta di perle naturali e la coltivazione delle ostriche perlifere.
Risorse minerarie
Le risorse minerarie del Giappone sono limitate, largamente insufficienti per le richieste nazionali. Gli unici minerali metalliferi di cui esistono buoni giacimenti sono quelli di zinco e di rame; di minor rilievo sono quelle di piombo, oro, argento, stagno, cromo, manganese, tungsteno, mercurio, ecc. Incosistenti sono le risorse di minerali ferrosi. Tra i minerali non metalliferi, buoni sono i giacimenti di zolfo. Per quanto riguarda le risorse energetiche, il Giappone dispone quasi esclusivamente di carbone, di scarsa qualità e di difficile estraibilità.
Industria Energia elettrica.
Il potenziale idrico fornisce poco più dell'11% del totale; la principale forma di energia è dunque ormai costituita dalle centrali termiche che operano con petrolio d'importazione e sono dislocate lungo le coste, dove sorgono anche le grandi raffinerie che alimentano i consumi delle aree industrializzate ed urbanizzate. Un certo contributo proviene anche dalle centrali nucleari.
Industria di base.
Nel quadro generale dell'economia giapponese l'industria partecipa per circa il 42% alla formazione del reddito nazionale e occupa il 39% della popolazione attiva. Il Giappone è il secondo produttore di acciaio e di ghise e ferroleghe
Industrie navali e automobilistiche.
Potentissimo è il settore cantieristico, legato alle necessita marine del Giappone. In espansione l'industria automobilistica, rappresentate da fabbriche che riescono ad esportare in tutto il mondo, annualmente si fabbricano oltre 12 milioni di autoveicoli. Molto importante anche l'industria ciclistica e motociclistica.
Industrie di precisione.
L'industria di precisione è forse la più peculiare del Giappone. Strumenti ottici giapponesi (macchine fotografiche e cinematografiche, binocoli, microscopi, proiettori, strumenti geodetici, ecc.) sono diffusi in tutto il mondo insieme con i prodotti della radiotecnica (radio e televisori) e con gli orologi, con una colossale avanzata sui mercati internazionali. Affermati anche i calcolatori e in generi i prodotti dell'industria elettronica. Industrie chimiche e cementifere. Non meno poderosa è l'industria chimica, che dispone di numerosi impianti, dislocati nei pressi dei centri portuali.
Trasporti
Strade: 11,6 milioni di km.
Autostrade: 6.070 km.
Ferrovie: 20.175 km.
Canali navigabili: 1.770 km.

La frammentazione insulare e il notevole sviluppo orografico hanno costituito un forte ostacolo alla realizzazione di una rete di vie di comunicazione; fin dai secoli più lontani la trama delle comunicazioni stradali si articolò lungo le coste, sulle quali ebbe sempre i suoi nodi principali. Il paese è dotato di oggi di un sistema sufficiente organico di vie di comunicazione, anche se non forse all'altezza della sua globale economia. Le ferrovie, in larghissima parte statali, si sviluppano per circa 26.000 km, concentrate sulle aree convergenti sulle città; dal 1979 il Giappone può contare sul più lungo tunnel ferroviario, il Daishimizu di oltre 22 km. Anche le strade si snodano soprattutto lungo le coste, allacciando tra loro le città costiere.

Aeree
Per le comunicazioni aeree internazionali il Giappone si avvale della compagnia Japan Air Lines (JAL), che effettua collegamenti diretti con tutto il mondo, incluse rotte transpolari e transiberiane; numerose le compagnie aeree minori, tra cui la Air Nippon Airways. I maggiori aeroporti sono quelli internazionali di Tokyo e di Osaka.
Turismo
Quanto al turismo, sono oltre 4,2 milioni gli stranieri che annualmente visitano il Giappone, ma assai più alto il numero di Giapponesi che si recano all'estero.
Esportazioni
Il commercio estero è forse il più straordinariamente organizzato dell'intero sistema economico giapponese. L'avanzata dei prodotti nazionali pare praticamente inarrestabile anche nei paesi altamente industrializzati. Esporta: ferro e acciaio, autoveicoli, navi, strumenti ottici, apparecchi radio e televisivi, manufatti metallici, motociclette, fertilizzanti, fibre sintetiche, tessuti e prodotti dell'abbigliamento.
Importazioni
Importa: petrolio, minerali metalliferi, legname ed altre materie prime, prodotti agricoli.
Storia
Storia generale
La struttura sociale del Giappone è sempre stato molto simile a quella medievale. Primo l’imperatore, secondo lo shogun, cioè il primo ministro, e poi i nobili feudatari e i samurai. Il 1854 fu l’anno in cui il Giappone si spogliò della sua chiusura verso il mondo, firmando un “trattato di amicizia” con gli Stati Uniti. Da allora fu il primo stato in Asia ad avviare un processo di rivoluzione industriale. Dopo l’inizio di una politica espansionistica, il paese del Sol Levante si scontrò con la Russia per la conquista della Manciuria. Il Giappone iniziò così ad espandersi in Asia dopo la sconfitta della Russia. Entrò nella Seconda Guerra Mondiale firmando il “Patto tripartito” con l’Italia ed il Giappone.
La seconda guerra mondiale
Il 7 dicembre aerei giapponesi attaccarono a sorpresa Pearl Harbor dando inizio alle ostilità nell'Oceano Pacifico. Truppe giapponesi occuparono in poche settimane le colonie inglesi di Singapore e Malaysia, l'Indonesia olandese, le Filippine americane, giungendo a minacciare da vicino l'Impero Britannico in India e l'Australia (bombardamenti di Darwin). La marina del Sol Levante giunse anche a minacciare le Aleutine, vicino all'Alaska, ma con la battaglia navale delle Midway (4-6 giugno 1942) l'avanzata giapponese venne arrestata e iniziò la lunga e durissima riconquista del Pacifico da parte degli Stati Uniti. Non vi erano dubbi che la superiorità demografica, tecnologica e industriale degli Stati Uniti condannavano il Giappone alla sconfitta, ciò nonostante la guerra proseguì per altri tre anni durissimi anni, alla fine dei quali il paese era completamente distrutto e, primo al mondo, aveva sperimentato il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki il 6 e 9 agosto 1945. Il 15 agosto 1945 il Giappone si arrendeva senza condizioni. Alla fine della seconda guerra mondiale il Giappone fu occupato dalle forze americane. La fine della guerra indusse gli americani a favorire la ricostruzione industriale del paese. Gli sviluppi demografici subirono un repentino arresto durante gli anni di guerra 1944- 45, sia per la ridotta natalità sia per l'elevata mortalità dovuta alle perdite in guerra e ai bombardamenti nelle grandi città. Queste perdite sono state in parte bilanciate, alla fine della guerra, dai rimpatri dei numerosi giapponesi che si erano stabiliti in Manciuria, Taiwan e in altri paesi dell'estremo oriente, furono politicamente perse anche la parte meridionale dell'isola di Sahalin e vari arcipelaghi del Pacifico; il territorio nazionale si ridusse di circa il 47%.
La storia recente
La pace fu firmata l'8 settembre 1951, insieme ad un trattato di sicurezza reciproca in base al quale venivano concesse agli USA diverse basi militari. La caduta del ministero Yoshida Shigeru, favorevole alla politica di collaborazione, fu provocata dall'opposizione interna sia di destra che di sinistra. All'interno continuarono le lotte fra i partiti estremisti, di cui un tipico esempio fu l'assassinio nel 1960 del leader socialista Asanuma. Una certa calma tornò nel paese con i governi di Ikeda Hayato (1960- 64) e Sato Eisaku (1964), rieletto nel 1967.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 99%.
Studenti universitari: 3.900.000.
Ambiente
Il 7% del territorio è protetto. Trattati internazionali ambientali sottoscritti:
Flora
Alla divisione dell'arcipelago in diversi domini climatici, uno subtropicale e l'altro temperato, si deve la varietà degli aspetti vegetali del paese. A tale varietà hanno anche contribuito le oscillazioni climatiche delle epoche passate, cui si deve l'introduzione di specie di domini ancora differenti. La foresta subtropicale è caratterizzata da specie sempreverdi, rappresentate da bambù, querce, alberi della canfora, ecc. Queste e altre specie formano spesso, nel sud, una sorta di macchia o boscaglia rada, derivata dalla degradazione della foresta primaria e nella quale prevale sovente il bambù nano in fitta associazione; le specie subtropicali si spingono verso nord fin sulla costa dell'Honshu centrale. La foresta temperata è la più estesa ed è rappresentata da latifoglie (pioppi, querce, frassini, castagni, faggi) e da conifere varie, con prevalenza di pino rosso. Nelle zone elevate e nell'Hokkaido compaiono le conifere d'ambiente boreale che nell'aree più fredde e a maggiori altitudini lasciano il posto alle praterie e alle tundre di ambiente nivale. In un paese così popolato come il Giappone il manto vegetale naturale è stato largamente alterato dall'uomo; tuttavia, data la montuosità delle isole e il prevalere della popolazione lungo le coste, il manto boschivo è tuttora molto esteso, rappresentando ben il 68% dell'intera superficie dell'arcipelago; nelle zone montagnose interne meno accessibili vi sono estese aree boscose intatte.
Politica
Ordinamento monarchia costituzionale ereditaria (la costituzione è del 3 novembre 1946), la funzione dei poteri statali è conferita alle due camere (Camera dei Deputati e Camera dei Consiglieri). L'imperatore è privo di poteri sostanziali ed è semplicemente simbolo dello stato e dell'unità del popolo. Il diritto di voto è universale per i cittadini con età maggiore di 20 anni. Imperatore: Akihito.

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