Oceania

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Testo

OCEANIA
L'Oceania e la prosecuzione naturale dell'Asia e dell'Australia, che costituisce la terraferma del continente, fa parte della zona indo-australiana, eppure che differenza tra l'Oceania e la Asia sono immesse: la flora e la fauna sono molto diverse da quelle asiatiche; le popolazioni presenti hanno caratteri fisici e culture molto lontane dai popoli dell'Asia; la storia della regione, in cui non si formarono mai grandi stati e popolosi centro urbani, ha tempi e vicende che nulla hanno a che fare con la storia dell'Asia. L'arrivo degli europei accentuò le differenze tra l'Oceania e l'Asia, perché in Australia e in nuova Zelanda essi sostituirono quasi completamente la popolazione originaria, creando due stati di tipo europeo.
Nelle altre isole invece, escluse le Hawaii, la popolazione originaria rimase di solito in maggioranza. Per questo motivo c'è viene solitamente divisa in due regioni: da una parte l'Australia e la nuova Zelanda, che vengono anche indicate come Oceania bianca, e dall'altra la nuova Guinea e isole minori, indicate anche come Oceania indigena.
Estensione, confini e origini geologiche
L'Oceania è il continente più lontano dall'Europa, rispetto cui si trova esattamente gli antipodi, cioè all'estremità opposta della terra. Unico dei continenti, si trova quasi per intero nell'emisfero meridionale, estendendosi per oltre il 99% a sud dell'equatore. L'Australia, che costituisce la massa continentale dell'Oceania, e la nuova Guinea, che ne è l'isola maggiore, sono vicine alle isole della Sonda, che formano un grande ponte naturale tra l'Asia e l'Oceania. Le altre isole sono disperse nel Pacifico occidentale e centrale, mentre nella parte orientale dell'oceano esse sono poco numerose.
Vi sono grandi differenze geologiche e morfologiche tra i diversi territori della regione: lo scudo australiano è antichissimo, come conferma la sua forma a tavolato spianato dall'erosione, con modesti rilievi solo nelle aree marginali; le isole, invece, sono perlopiù di formazione recente e presentano forme aspre, con rilievi notevoli e grandi vulcani, spesso attivi.
Climi
La maggior parte delle isole dell'Oceania si trova a latitudini equatoriali e tropicali.
Le isole dell'Oceania, essendo in prevalenza comprese tra i due tropici, godono di un clima caldo e umido, con escursione termica molto ridotta e precipitazioni distribuite nel corso dell'anno. Il clima caldo è mitigato dalla presenza del mare nelle isole di minore estensione e lungo le coste australiane.
L'Australia è attraversata dal tropico del capricorno: l'area settentrionale ha un clima tropicale e subtropicale umido(monsonico) con inverni asciutti e piogge soprattutto estive; la zona centrale ha un clima desertico con scarse precipitazioni; sulle coste sud orientali il clima è temperato marittimo, con piogge distribuite durante tutto il corso dell'anno.
La nuova Zelanda ha un clima temperato mitigato dall'influenza dell'oceano, con temperature più basse nell'isola del sud; le piogge sono ben distinte nel corso dell'anno.
Ambienti climatici
Lo sviluppo economico in Australia ha avuto un fortissimo impatto sull'ambiente, favorendo l'espansione dei deserti e la salinizzazione di molte fonti d'acqua. La stessa cultura indigena, basata sul rispetto della natura, è stata distrutta quasi completamente.
Gli esperimenti nucleari in alcune isole del Pacifico hanno causato un aumento della radioattività nelle acque oceaniche, danneggiando le scogliere coralline e la vita acquatica.
L'arrivo degli europei ha provocato gravissimi danni all'ambiente naturale australiano, perché il disboscamento e l'introduzione di numerose specie animali e vegetali europee hanno ridotto la habitat delle specie locali e favorito la loro estinzione.
Dall'oca della Hawaii(ridotta nel 1950 a 50 esemplari ed oggi in ripresa grazie a un programma di protezione e ripopolamento) al tilacino( un lupo marsupiale della Tasmania, fosse estinto) , dell'opossum a coda squamosa al wallaby dalle briglie( una specie simile al canguro e ), sono centinaia le specie dell'Oceania fortemente minacciate.
Per preservare gli ambienti del continente australe, sono state istituite numerose aree protette, come il parco naturale Uluru e quello di Kakadu, in Australia, e i parchi del monte Cook e il Fiordland in nuova Zelanda.
La foresta equatoriale, oggi molto ridotta, copriva la nuova Guinea, una parte delle coste nord orientali della Australia e molte isole minori, mentre lungo la costa sud orientale dell'Australia si estendeva la foresta temperata. L'interno dell'Australia, a causa dell'aridità del clima, è occupato da deserto, steppa e savana. In tutta la regione sono frequenti gli endemismi, cioè la presenza di specie che vivono solo in un'area ristretta: questo fenomeno dipende dall'isolamento, che ha permesso l'evoluzione di forme di vita molto particolari. La Australia ha sviluppato una fauna molto diversa da quella delle altre terre emerse: vi si contano circa 160 specie del tutto sconosciute o estinte in altri continenti. Qui sono presenti numerosi marsupiali, mammiferi che partoriscono i figli ancora non completamente formati e li accolgono in una specie di tasca ventrale, detta marsupio, in cui portano a termine lo sviluppo; tra i marsupiali australiani il più famoso è il canguro, di cui esistono una cinquantina di varietà. Molto noto è anche il Koala, o orso australiano, ma in Australia vivono anche alcuni animali assolutamente unici, come l'orinitorinco, che pur adattando i piccoli ed essendo perciò mammifero, depone uova, e l'echidna. Mancano invece completamente i grandi carnivori e l'unico mammifero carnivoro di medie dimensioni è il dingo, un cane selvatico probabilmente di origine asiatica. Numerosi gli uccelli, tra cui l'emù, simile allo struzzo e anch'esse incapace di volare. L'Oceania presenta inoltre una eccezionale varietà di ecosistemi marini, tra cui spicca la grande barriera corallina: questa formazione corallina di oltre 2.000 Km, posta lungo la costa orientale della Australia a una distanza tra i 30 e i 50 km, costituisce l'ambiente più ricco di vita animale di tutta la superficie terrestre.
Idrografia
A causa del clima arido l'Australia è povera di fiumi. L'unico fiume di una certa portata è il Murray che, come il suo affluente in Darling, scorre nella parte sud orientale. Una caratteristica dell'area centro orientale di australiana è la presenza di numerose falde freatiche sotterranee che formano il gran bacino artesiano; portate in superficie mediante pozzi, queste acque fortemente saline e non utilizzabili per usi domestici e per l'irrigazione, sono invece tollerate dal bestiame e vengono utilizzate nell'allevamento degli ovini.
Il principale lago dell'Australia è l'Eyre, un lago salato privo di emissario e alimentata da alcuni corsi d'acqua stagionali dalla portata molto irregolare.
Le isole sono prive di lunghi fiumi e laghi.
Corsi d'acqua di un certo rilievo si trovano anche in nuova Zelanda, Tasmania e nuova Guinea.
Orografia
COSTE ED ISOLE
L'Oceania è costituita da una massa continentale, l'Australia(oltre l'85% della superficie continentale) e da migliaia di isole, molte delle quali disabitate, sparse su uno spazio immenso, spesso a grande distanza le une dalle altre. Tradizionalmente si distinguono, oltre alla nuova Guinea e alla Tasmania, alcuni grandi arcipelaghi: la nuova Zelanda, separata dalla Australia e dal mare di Tasman e formata da due isole maggiori( isola del nord e isola del sud); la Micronesia a nord dell'equatore e (Mariane, Caroline, Marshal Gilbert); la Melanesia(isole dei neri), che comprende gli arcipelaghi posti tra la nuova Guinea e la nuova Zelanda(Salomone, Nuove Ebridi, Nuova Caledonia, Figi) ed infine la Polinesia, che comprende moltissime isole sparse nel pacifico centrale( Sporadi equatoriali, Tuamotu, isole della società).
Queste isole sono diverse per origine e per forma. Alcune, tra cui in particolare la nuova Guinea e la nuova Zelanda, sono quanto emerge di tratti di costa continentale rimasti isolati per l'innalzamento del livello dell'oceano. Numerose altre, in particolare in Melanesia e nelle Hawaii, sono di origine vulcanica, e possono perciò raggiungere altezze considerevoli ed avere una certa estensione: l''isola di Hawaii, nell'arcipelago omonimo è formata da tre grandi coni vulcanici, tra i quali il Mauna Loa, che supera i 4.000m, era una superficie di 10.400 Kmq. Altre isole, soprattutto in Polinesia e in Micronesia, sono invece atolli corrallini, che emergono appena dal mare e hanno spesso una superficie molto ridotta, talvolta meno di 1 Kmq.
L'Australia ha coste molto lineari, di solito basse, che formano solo due grandi golfi: a nord il golfo di Carpentaria, a sud la Gran Baia Australiana. Lo stretto di Torres divide l'Australia dalla nuova Guinea e quello di Bass dalla Tasmania.
RILIEVI
L'Australia è un vasto tavolato con depressioni centrali e orli rialzati. La sezione centro occidentale è occupata dallo scudo australiano, costituito da estesi altipiani e bassi rilievi allineati: il paesaggio è formato in buona parte da steppe e deserti. Lungo il margine orientale del paese corre la Gran Catena Divisoria, che comprende la più alta cima del paese, il monte Kosciusko(2228m). L'area centro orientale attraversata da modeste catene montuose( monti Grey, monti Flinders) è occupata da una ampia depressione con vaste aree desertiche. Al centro vi sono i monti MacDonnell.
In gran parte montuosa, la nuova Zelanda si caratterizza per la presenza di vulcani e di manifestazioni secondarie del vulcanismo(geyser, sorgenti minerali, fumarole).
Nelle isole minori di superficie ridotta non vi possono essere catene molto estese anche se alcune montagne, spesso di origine vulcanica, raggiungono altezze considerevoli.
AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA
Popolazione, lingue, etnie e religioni
La popolazione australiana attuale è composta in maggioranza dai discendenti dei coloni inglesi e in misura minore di altre nazionalità: italiani, olandesi, spagnoli, greci. L'Australia è ha infatti come gli stati uniti da America una regione in cui si è verificata una immigrazione molto intensa, che viene tuttora incoraggiata, perché vi è una notevole disponibilità di spazio e terra. Per lungo tempo però l'autorizzazione ad immigrare è stata concessa solo a persone di razza bianca e l'di origine europea; solo in anni recenti le norme sono state rese meno restrittive e si sono stabiliti in Australia anche alcuni immigrati provenienti da altre regioni del mondo. L'immigrazione ha relegato la popolazione originaria in una posizione di secondo piano: dei circa 17 milioni di abitanti della Australia, solo 260 mila sono aborigeni. Essi costituiscono un gruppo fortemente emarginato, che spesso vive alla periferia delle grandi città o nelle zone turistiche in condizione di miseria estrema. Poche sono le tribù che hanno potuto conservare le loro terre e il loro modo di vivere anche se dopo la seconda guerra mondiale la situazione degli Aborigeni è migliorata ed essi hanno ottenuto prima la cittadinanza australiana (1948) poi in una parte degli stati della federazione alcuni diritti sulle terre in cui sono sempre vissuti.
Anche in nuova Zelanda vi è una maggioranza di popolazione di discendenza inglese, ma i Maori sono relativamente più numerosi degli Aborigeni australiani, poiché costituiscono il 10% della popolazione attuale(320.000 su 3.400.000). Grazie ad un indice di natalità piuttosto alto che essi sono in costante aumento, dopo avere rischiato la fine del XIX secolo l'estinzione. Le loro condizioni di vita sono spesso migliori di quelle degli aborigeni australiani, anche se i fenomeni di emarginazione, soprattutto tra i vari Maori inurbati, sono molto pesanti.
La popolazione è concentrata nelle città( circa l'85%) e nelle due principali metropoli australiane, Sidney e Melbourne, vive poco meno della metà degli australiani. Nelle vastissime mare di savana e di steppa utilizzate per il pascolo vive invece una popolazione rurale di allevatori con livelli di densità tra i più bassi del mondo.
In entrambi gli stati la lingua di gran lunga più diffusa è l'inglese è la religione praticata è quella cristiana protestante, ma sono presenti, soprattutto tra gli immigrati di origine italiana o irlandese, numerose cattolici( 25% in Australia, 15% nuova Zelanda) e le popolazioni originarie hanno talvolta conservato le loro lingue e le loro credenze.
Storia
L'Australia fu popolate a circa 50.000 anni fa in un periodo in cui il passaggio dall'Asia a questo continente era favorito dal basso livello del mare e le isole della Sonda erano in gran parte unite le une alle altre. Le popolazioni originarie dell'Australia indicate di solito con il nome di Aborigeni vengono considerate normalmente una razza a sè, ma sono abbastanza diverse l'una dall'altra per caratteri fisici. Esse diedero vita a culture complesse, l'di cui sono testimonianza i dipinti su rocce ed una mitologia molto elaborata, ma non vissero in città e non formarono stati. Il loro numero rimase sempre limitato e si calcola che prima dell'arrivo degli europei fossero circa 300 mila.
Nella nuova Zelanda si stabilirono invece verso l'850 d.C. i Maori, una popolazione Polinesiana proveniente dalle isole Marchesi. Anch'esse in diedero vita ad un unico stato, ma rimasero divisi in tribù, spesso in latta per il dominio sul territorio.
Gli europei esplorarono molto tardi l'oceano Pacifico: ai portoghesi e agli spagnoli si devono i primi viaggi oceanici, ma la nuova Zelanda e la Tasmania l'furono scoperte dall'esploratore olandese Abel J.Tasman la (1642) e fu l'inglese e James v Cook (1768,1772,1776) a circumnavigare per la prima volta l'Australia e la nuova Zelanda. Prima la Australia e poi la nuova Zelanda divennero allora coloni inglesi. L'Australia fu inizialmente utilizzata come colonia penale: qui, a partire dal 1788, venivano portat e i i criminali condannati a molti anni di carcere. Già nel 1793 però cominciarono a stabilirvisi i primi coloni, attratti dalla disponibilità di pascoli per allevamento. Per alcuni decenni essi rimasero una minoranza: nel 1821 su circa 37.000 abitanti di origine inglese, solo 4.500 erano coloni e la deportazione di carcerati in Australia ebbe fine solo nel 1849. Gli allevatori organizzarono cacce all'uomo era diversi degli aborigeni australiani, che furono decimati e facilmente ricacciati nelle regioni desertiche dell'interno; in Tasmania, anch'essa colonia penale inglese, le spedizioni contro i Tasmaniani ne provocarono lo sterminio completo: ridotti a 44 nel 1846, essi si estinsero nel 1876, quando morì l'ultimo Tasmaniano.
Invece in nuova Zelanda non si ebbero insediamenti europei fino a metà del XIX secolo, sia per la mancanza di risorse che attirassero i coloni, sia per la fama di ferocia dei guerrieri maori. Nel 1840 i maori accettarono la sovranità inglese, in cambio del riconoscimento della proprietà delle loro terre. L'arrivo massiccio dei coloni, che si impadronivano delle terre indigene, provocò la rivolta di maori, che dopo una prima guerra (1842-1846) si unirono, dandosi un re comune che li guidasse nella lotta contro i coloni: nella seconda guerra (1860-1868) i maori vennero massacrati grazie alla superiorità europea negli armamenti e persero ogni possibilità di far valere i propri diritti.
Australia e nuova Zelanda, divenuti territori con una maggioranza di popolazione di origine europea, ottennero facilmente l'indipendenza (Australia, 1901; nuova Zelanda, 1931).
Politica
La Australia è una federazione di sei stati e un territorio( territori del nord), a oltre al distretto federale dove sorge la capitale, Canberra; la nuova Zelanda è invece uno stato unitario. Sia l'Australia, sia la nuova Zelanda e fanno parte del Comonwealth britannico, per cui il re del regno unito è il capo dello stato: di fatto Elisabetta di Inghilterra non ha una reale potere in questi due stati e in suo titolo di capo dello stato è quasi esclusivamente onorifico. L'Australia e la nuova Zelanda sono due stati democratici, in cui le principali libertà dei cittadini sono pienamente garantite: in Australia però le discriminazioni nei confronti degli aborigeni non sono ancora state del tutto eliminate.
Economia e società
In Australia e in nuova Zelanda il reddito pro capite è alto e questi due stati possono essere considerati paesi ad economia sviluppata. Come in Europa, negli usa e in Giappone, in questi due stati la popolazione attiva lavora soprattutto nel settore terziario e in quello secondario e gli addetti al settore primario sono poco numerosi. Australia e nuova Zelanda sono però esportatori soprattutto di materie prime e di prodotti agricoli, come i paesi del terzo mondo. La Australia in particolare è molto ricca di minerali, tra cui l'oro, il ferro, la bauxite e l'alluminio, e di fonti di energia( carbone e petrolio), che esporta. A queste esportazioni vanno aggiunti lana, carne, cereali e zucchero: l'allevamento e l'agricoltura, grazie all'impiego di macchinari ed alla disponibilità di terre, forniscono infatti una produzione abbondante, nettamente superiore al fabbisogno di una popolazione ridotta. Carne, lana, burro, formaggi e pesce costituiscano anche circa la metà delle esportazioni della nuova Zelanda, è invece assai povera di minerali.
Vi sono numerose industrie che però producono soprattutto per il mercato interno relativamente ristretto: perciò l'industria non rappresenta un settore trainante dell'economia.
Mentre un tempo il commercio australiano e neozelandese avveniva soprattutto con il regno unito che gli usa negli ultimi anni Australia e nuova Zelanda sono integrate maggiormente nell'economia del Pacifico occidentale e il Giappone è diventato il loro principale partner commerciale( dopo l'Australia per la nuova Zelanda).
Qualità della vita
Australia e nuova Zelanda sono paesi ricchi, con un'alta speranza di vita( oltre 75 anni) in cui tutta la popolazione ha accesso ai servizi sociali: in generale il livello di vita è alto. Gli aborigeni australiani però vivono spesso in condizioni di estrema povertà, i loro diritti sulle terre non sono riconosciuti in altri stati della federazione australiana e vi è molta discriminazione nei loro confronti, anche da parte delle forze dell'ordine.
La miseria e la disgregazione delle loro società porta molti aborigeni all'alcolismo.
NUOVA GUINEA ED ISOLE MINORI
Popolazione, lingua, etnie e religioni
Le popolazioni originarie dell'Oceania insulare possono essere distinte in due gruppi: melanesiani e polinesiani. Gli uni e gli altri sono spesso considerati razze a sè, perché presentano caratteristiche fisiche che li differenziano nettamente dalle popolazioni delle regioni vicine. I melanesiani hanno un colorito scuro, decisamente di tipo negrodide, e una statura relativamente bassa. I polinesiani invece sono più alti e hanno la pelle chiara con caratteri non lontani da quelli europoidi.
A differenza di quanto è avvenuto in Australia e nuova Zelanda, in molte isole dell'Oceania la popolazione originaria e ancora maggioritaria benché una certa immigrazione si sia verificata in tutti gli stati soprattutto nei centro urbani. Solo nelle Hawaii l'immigrazione è stata tanto massiccia da ridurre la popolazione locale ad una sparuta minoranza: gli hawaiani sono poco più del 10% della popolazione e sono perciò assai meno numerosi degli statunitensi bianchi via (30%), dei giapponesi(oltre 20%) e perfino dei filippini(12%).Anche nelle isole Figi l'immigrazione di indiani nel periodo di dominio inglese ha modificato la composizione originaria della popolazione e oggi i figiani sono il 46% dei gli abitanti attuali, hanno di fatto assai meno potere dei coloni francesi (33%) che si oppongono all'indipendenza dell'arcipelago dalla Francia.
Il dominio europeo ha portato alla diffusione della religione cristiana( cattolica e protestante) in tutta l'Oceania e alla scomparsa quasi completa delle religioni tradizionali di tipo animistico. Le lingue locali sono invece ancora ampiamente diffuse.
Alcune di queste isole hanno una densità di popolazione alta mentre altre sono disabitate. La popolazione vive in villaggi perché le stesse dimensioni dell'isole spesso molto ridotte ostacola lo sviluppo di città. Esistono però alcuni centri urbani di solito sviluppatesi negli ultimi decenni come conseguenza dello sviluppo turistico in particolare Honolulu (nell'isola di Oahu, Hawaii) la cui area metropolitana supera gli 800.000 abitanti.
Storia
La nuova Guinea fu popolata alcune decine di migliaia di anni fa d'in, da popolazioni che si spinsero in questa regione al tempo in cui, essendo il livello del mare assai più basso, la distanza tra l'isola e la terraferma asiatica era assai minore. Queste popolazioni non vennero mai vita a stati o civiltà urbane e poco o nulla sappiamo della loro storia: l'interno della nuova Guinea è stata una delle ultime regioni del pianeta ad essere esplorata dagli europei, a metà del nostro secolo.
Parte della Melanesia, la Polinesia e la Micronesia furono invece popolate più tardi, dagli antenati degli attuali polinesiani.. Si ritiene che queste popolazioni si stabilissero in Melanesia tra il II e il primo millennio a.C., spingendosi fino alle isole Figi. Si trattava di abillissimi navigatori, che erano in grado di affrontare viaggi di centinaia e migliaia di chilometri in mare aperto, senza altro punto di riferimento che il sole e le stelle. Essi si stabilirono nelle isole Tonga e Samoa verso il 1100 a.C., e di lì si spinsero nella Polinesia orientale e in particolare nelle isole Marchesi verso il 300 d.C.Dalle Marchesi partirono i gruppi di navigatori che colonizzarono le Hawaii è a (400 d.C.), le isole della società e l'isola di Pasqua ( 800 d.C.), la nuova Zelanda ( 850 d.C.).
Le popolazioni polinesiane diedero vita a culture complesse, come quella dell'isola di Pasqua ed a diversi stati, quale il regno delle Hawaii, che non poterono mai essere molto estesi, data la distribuzione geografica delle isole.
Gli europei arrivarono molto tardi in Oceania: i primi ad attraversare l'oceano pacifico furono gli uomini della spedizione di Ferdinando Magellano, tra il 1519 e il 1521 compì il giro del mondo. Successivamente numerosi viaggi di esplorazione e in particolare quelli dell'inglese James Cook portarono ad una progressiva conoscenza della regione, che tra il 700 e l'800 fu facilmente conquistata dagli stati europei e dagli usa. Le ridotte dimensioni di questi territori e il limitato numero di abitanti permise ai colonizzatori di mantenere a lungo il controllo su questa regione che quella in cui ancora oggi sono presenti domini europei o statunitensi anche se si formarono diversi stati indipendenti (Samoa,1962;Nauru,1968;Figi e Tonga,1970;Papua nuova Guinea,1975;Vanuatu,1980; Belau,1994), mentre e Hawaii divennero nel 1950 il 50° stato degi USA.
Politica
Molti stati dell'Oceania sono oggi indipendenti e di solito costituiscono le repubbliche, ma vi sono ancora colonie europee. Per alcune delle popolazioni il rimanere sotto dominio statunitense o europeo presenta diversi vantaggi economici e non vengono perciò avanzate richieste di indipendenza. In altri casi in particolare in nuova Caledonia dov'è attivo un movimento indipendentista, il fronte Kanak, la mancata concessione dell'indipendenza genere invece forti contrasti. Tra domini coloniali va considerata anche la parte occidentale della nuova Guinea annessa all'Indonesia. In tutta l'Oceania non si sono più combattute guerre tra stati diversi dopo la seconda guerra mondiale e anche i conflitti interni sono limitati a poche aree: la nuova Caledonia e altre isole indipendenti da Papua Nuova Guinea i cui abitanti richiedono l'autonomia.
Economia e società
In tutta la regione l'attività tradizionalmente più importante era la pista integrata dall'allevamento(di suini) e dall'agricoltura ( palme da cocco) che sulle isole meno estese non offrono grandi risorse. L'arrivo degli europei ha modificato profondamente la situazione e anche se la pesca rimane importante ad essa si sono affiancate altre attività: lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo(titanio, uranio volframinio, bauxite) per ad esempio i fosfati a Nauru che assicurano ai circa 10.000 abitanti dell'isola uno dei redditi pro capite più alti del mondo; il turismo particolarmente nelle Hawaii e nella Polinesia francese; l'agricoltura rivolta al mercato (canna da zucchero, caffè, copra, cocco, ananas, banane).
Qualità della vita
Le"isole dei mari del sud", come vengono talvolta designati gli arcipelaghi di questa regione furono a lungo considerati dagli europei come un paradiso terrestre dove la vita era più facile e la gente più felice: questo mito si è conservato tenacemente nel tempo alimentato dalla grande lontananza e quindi dalla scarsa conoscenza della realtà di questa regione e alla propaganda delle aziende turistiche. Nella realtà in questi stati pur non essendo presenti ne i problemi sociali ed ambientali dei grandi paesi industrializzati nella miseria estrema del quarto mondo il livello di sviluppo umano non è alto: la grande distanza che separa le isole rende spesso difficile l'organizzazione di servizi sociali utilizzabili da tutti gli abitanti lo sviluppo turistico crea problemi di degrado ambientale
( massiccio in alcune delle isole Hawaii e in molte delle altre isole più famose) gli esperimenti nucleari francesi aumentano i rischi di malattie mortali. La speranza di vita è comunque alta di oltre 65 anni nella maggioranza degli arcipelaghi (Samoa, Figi, Vanuatu, Salomone) e solo a Papua dove le popolazioni dell'interno spesso non hanno accesso ai servizi scende ad appena 54 anni.
Vie di comunicazione
Le vie di comunicazione sono discretamente sviluppate solo in Australia. Per le isole del continente invece l'unico sistema di trasporto utilizzato e sviluppato è quella aereo.
L’isola divorata
L'articolo da cui sono tratti i brani seguenti è apparso su Tutto scienze supplemento del quotidiano La Stampa, nel 1992 ed è opera di Mario Fazio.
La Corte dell'Aia è chiamata per la prima volta a pronunciarsi su un disastro ecologico. Impuntata è l'Australia principale responsabile della trasformazione di un'isola del Pacifico, Nuaru, da giardino dell'Eden a luogo lunare per nove decimi dei suoi 21 chilometri quadrati. Movente del delitto: i vecchissimi depositi di minerali di fosfato. Il suolo dell'isola è stato scavato per decine di anni, sconvolto, desertificato, lasciando in riva al mare una fascia verde profonda da 150 a 300 metri in cui si addensano 10.000 abitanti divenuti relativamente ricchi grazie allo sfruttamento dei minerali ma in parte ammalati. Rimasti privi degli alimenti naturalmente forniti dalla loro terra come la papaya e l'albero del pane gli isolani sono stati costretti a importare prodotti dai paesi industrializzati adottandone la dieta. Gli effetti, imprevisti, richiamano su Nuaru l'attenzione della scienza medica: obesità, diabete e malattie di cuore dilagano tra la popolazione. Un quarto dei nauriani soffre di diabete: la più alta incidenza del mondo. La vita media si è abbreviata a 50 anni per gli uomini, 55 per le donne.
La vicenda narra come il miraggio del facile guadagno a spese della natura riveli a distanza di tempo le sue conseguenze rovinose. Sconosciuta ancora oggi nel secolo scorso Nuaru era considerata un pezzo di terra sperduta nel Pacifico. La Germania dopo la scoperta dei giacimenti di fosfati ne fece una sua colonia nel 1888 cominciando subito lo sfruttamento. Dopo la prima guerra mondiale la Lega delle Nazioni affidò il mandato alla Gran Bretagna, all'Australia e alla nuova Zelanda. Utilizzarono l'isola come una miniera a cielo aperto molto importante soprattutto per i coltivatori australiani alle prese con terre vastissime, ma povere da fertilizzare con i fosfati che arrivavano a basso costo del Pacifico.L'Australia ottenne l'amministrazione diretta dell'isola distante 4000 chilometri da Sydney, fino alle 1988. Quell'anno Nuaru divenne un piccolo stato indipendente. Un terzo della superficie era ormai desertificato: una distesa di sassi e buche. Il nuovo governo si trovò alle prese con un dilemma: far ritornare la popolazione alla vita di un tempo sui due terzi dei territori ancora lo stato di natura chiudendo le miniere e pagando l'Australia 15 milioni di dollari per gli impianti, oppure accordarsi per continuare l'estrazione dei fosfati incassando milioni di dollari. Così avvenne. La maggioranza della popolazione divenne sedentaria. Cambiarono modi e ritmi di vita mentre nelle miniere lavoravano immigrati da altre isole. Il governo introdusse servizio sanitario gratuito. Ma la gente che credeva di essere ricca e quasi felice si trova alle prese con malatie sconosciute e tipiche dei paesi industilizzati.

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