Nord Africa

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Testo

Aspetti geografici
Il territorio dell’Africa Settentrionale comprende quattro grandi regioni naturali: la prima è il Maghreb, la fascia costiera mediterranea in prevalenza montuosa, che si estende dalla Tunisia al Marocco; la seconda è il Sahara, il deserto che si estende dall’Atlantico al Mar Rosso; la terza è il Sahel, la fascia stepposa che orla a sud il deserto; la quarta, infine, è la valle del Nilo che interrompe il deserto del Sahara ad est.
Fanno parte dell’Africa Settentrionale numerosi Stati di grandi dimensioni. Alcuni di questi costituiscono la cosiddetta Africa mediterranea, in quanto le loro coste si distendono sul Mar Mediterraneo: si tratta del Marocco che si affaccia sull’Atlantico, dell’Algeria, della Tunisia, della Libia e dell’Egitto, che è bagnato a est dal Mar Rosso.
Gli altri Stati della regione occupano la parte meridionale del Sahara e del Sahel; alcuni sono situati all’interno del continente, come il Mali, il Niger e il Ciad, altri sono bagnati dall’Atlantico, come la Mauritania e il Sahara Occidentale, mentre il Sudan si affaccia a est sul Mar Rosso. Fanno parte, infine, dell’Africa Settentrionale gli arcipelaghi delle Azzorre e di Madeira, che appartengono al Portogallo, le Canarie spagnole e lo Stato insulare di Capo Verde.
Il rilievo dell’Africa Settentrionale è costituito in gran parte da un tavolato di rocce molto antiche, oggi occupato dal deserto del Sahara. All’interno del tavolato si innalzano alcuni massicci montuosi isolati: l’Ahaggar, il Tibesti, che si eleva fino a 3415 metri con l’Emi Koussi, e il Darfur, dove si innalza il monte G. Marra (3088m).
Questa vasta regione è orlata a ovest da una fascia pianeggiante che si estende intorno alla foce del fiume Senegal, a nord dalle fasce pianeggianti della Libia e della Tunisia, e a nord-ovest dalla catena dell’Atlante, dove emerge quella dell’Alto Atlante e il Monte Toubkal (4167 m).
Ai margini del Sahara scorrono alcuni grandi fiumi, che hanno regime tropicale, con forti piene estive in corrispondenza del periodo delle piogge. Il Nilo, il fiume più lungo dell’Africa e della Terra (6671 Km), dopo aver ricevuto in territorio sudanese le acque degli affluenti Nilo Azzurro e Atbara, attraversa il territorio egiziano prima incassato in una stretta valle, poi in un’ampia pianura fino al vasto delta che si apre sul Mediterraneo. Il Mali e il Niger sono bagnati dal corso superiore del Niger, mentre il confine sud-occidentale della Mauritania è segnato dal Senegal. All’interno del Sahara si estende il Lago Ciad, dalla superficie variabile a causa della forte evaporazione e della irregolarità delle piogge.
IL CLIMA
Gran parte della regione è caratterizzata da un clima desertico caldo e molto arido: all’interno del deserto le piogge sono inferiori a 100 mm annui e sono molto irregolari; le temperature invernali medie superano i 10°C mentre quelle estive sono intorno ai 30°C.
Procedendo verso sud la fascia del Sahel ha un clima tropicale con scarse precipitazioni concentrate nei mesi estivi. Infine la fascia costiera gode di un clima mediterraneo con abbondanti piogge invernali.
Aspetti storici
Nel secolo scorso la regione era assoggettata alle potenze europee: la Francia ne occupava tutta la parte occidentale, la Spagna controllava il Sahara Occidentale, l’Italia la Libia e la Gran Bretagna il Sudan e l’Egitto, diventato di vitale importanza per i commerci con l’Asia in seguito all’apertura del Canale di Suez (1869).
Dopo la seconda guerra mondiale tutte le colonie africane sono diventate indipendenti; il processo di liberazione è stato quasi ovunque pacifico, a parte in Algeria, nella quale si è combattuta una sanguinosa guerra di liberazione tra Algerini e Francesi. Anche la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell’Egitto nel 1956 ha provocato la reazione armata di Inghilterra, Francia e Israele, ma il conflitto è stato bloccato grazie all’intervento dell’ONU.
I più aspri conflitti presenti oggi in Africa Settentrionale sono stati provocati in gran parte dai sostenitori dell’integralismo musulmano; così in Sudan le autorità islamiche del Nord cercano, da anni, di imporre con la forza la loro religione alle popolazioni del Sud, che professano il cristianesimo. Più recenti sono gli atti di terrorismo contro le autorità politiche in Algeria e in Egitto, dei cosiddetti fondamentalisti islamici che vorrebbero imporre i precetti della religione musulmana in tutti gli aspetti della vita politica e civile.
Un’altra regione teatro di tensioni è il Sahara Occidentale, occupata dal Marocco, dove il movimento di liberazione, il Polisario, rivendica l’indipendenza di questo territorio.
L’AFRICA BIANCA
Buona parte dell’Africa Settentrionale appartiene alla cosiddetta Africa Bianca, abitata dagli Arabi, un popolo proveniente dal Vicino Oriente, che presenta una pelle più chiara dei Sudanesi che abitano nell’Africa posta a sud del Sahara. Fanno parte dell’Africa Bianca anche alcuni gruppi appartenenti ai popoli sahariani originari: in Mauritania i Mauri, nel Maghreb i Berberi, al centro del Sahara i Tuaregh.
La religione più diffusa è quella musulmana che viene professata da circa l’80% della popolazione di tutti gli Stati.
POPOLAZIONE E CITTA’
Tutti gli Stati dell’Africa Settentrionale hanno densità demografiche molto basse; alcuni di essi (Mauritania, Mali, Niger, Sudan, Algeria) hanno addirittura meno di 10ab/Kmq, mentre quelli più densamente abitati, come la Tunisia e l’Egitto superano di poco i 50ab/Kmq. Nell’Africa Settentrionale prevalgono quindi vasti spazi scarsamente abitati o disabitati, che, in realtà, corrispondono al deserto. Le zone più densamente abitate e urbanizzate sono la fascia costiera del Maghreb, la valle superiore e il delta del Nilo e la fascia meridionale degli Stati subsahariani.
Ancora oggi circa la metà della popolazione dell’Africa Settentrionale vive in villaggi rurali; tuttavia, anche in questa regione è stato molto forte il processo di urbanizzazione verificatosi negli ultimi decenni, in seguito al quale alcune città nordafricane hanno visto crescere in modo rapido la loro popolazione, divenendo vere e proprie metropoli. Prima fra tutte la capitale dell’Egitto, Il Cairo, che con la sua area metropolitana accoglie 16 milioni di abitanti, tanto da essere la città più popolosa dell’Africa, seguita da Alessandria (2.900.000 ab). Altre metropoli arabe dell’Africa Settentrionale sono Algeri (1.688.000 ab), capitale dell’Algeria, celebre per la sua Casbah; Tunisi (626.000 ab), capitale della Tunisia, principale centro economico del Paese nonché famoso centro turistico grazie alla presenza delle rovine della vicina Cartagine; Casablanca (3.200.000 ab), in Marocco, affacciata sull’oceano Atlantico con uno dei più attivi porti del Nordafrica. Anche Tripoli (591.000 ab), la capitale della Libia è un importante porto commerciale e il maggiore centro industriale del Paese. La città degli Stati sahariani sono invece di più limitate estensioni e la loro popolazione non supera mai il mezzo milione di abitanti.
Aspetti economici
L’AGRICOLTURA
Nell’Africa Settentrionale, a causa della diffusa aridità, l’agricoltura è limitata soltanto in aree ristrette dove è possibile praticare un’agricoltura irrigua. Queste aree si trovano principalmente nella fascia costiera del Maghreb, che riceve precipitazioni sufficienti a far crescere, oltre ai cereali, le tipiche piante mediterranee (viti, agrumi, olivi). L’altra importante zona irrigua si estende lungo la valle del Nilo, sia nella parte inferiore, dove si possono utilizzare anche le acque del grande bacino del lago Nasser, al confine con il Sudan, sia nella parte media, dove confluiscono il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro: qui si coltivano, in particolare, prodotti destinati all’esportazione (canna da zucchero e cotone). Nel deserto le uniche aree coltivabili sono quelle delle oasi nelle quali è possibile praticare la coltivazione delle palme da datteri, mentre nelle aree predesertiche si è sviluppato un allevamento nomade di ovini, caprini e cammelli e la coltivazione del miglio. Di notevole importanza per l’economia della regione è la pesca (prevalentemente sardine, tonni, acciughe), che si pratica sia lungo le coste tunisine e libiche del canale di Sicilia, che nelle acque antistanti il litorale del Marocco.
L’INDUSTRIA E LE COMUNICAZIONI
In Algeria e Libia, ma anche in Tunisia, Marocco ed Egitto sono attualmente sfruttati vasti giacimenti di petrolio e gas naturale, collegati alla costa mediterranea con oleodotti e gasdotti. Altri minerali di grande importanza nella regione sono i fosfati, presenti soprattutto in Marocco e in Tunisia, il ferro estratto in Mauritania, e l’uranio, di cui è ricco il Niger. Lo sfruttamento di queste ricchezze minerarie ha permesso ai paesi dell’Africa Mediterranea di sviluppare l’industria petrolifera e siderurgica, ma anche di potenziare alcuni settori tradizionali, come quelli alimentare e tessile: tappeti e oggetti di cuoio sono prodotti soprattutto in Marocco e Tunisia.
Le reti delle comunicazioni viarie e ferroviarie, in quasi tutti i paesi dell’Africa Settentrionali, non sono molto sviluppate, e sono concentrate soltanto lungo le zone più densamente abitate. Una via di comunicazione di straordinaria importanza è rappresentata dal Canale di Suez; molto sviluppati sono i porti lungo le coste del Mediterraneo e gli aeroporti internazionali delle grandi città. Ultimamente sono state costruite strade e ferrovie a servizio di un turismo sempre più in crescita attratto dalle testimonianze di un illustre passato.

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