Le due grandi aree geoeconomiche

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Testo

PAGINA 51

Nella carta geoeconica mondiale sono distinte due grandi aree:
a) le “REGIONI Più SVILUPPATE” cui corrisponde l’area del Nord, introdotta dal rapporto Brandt pubblicato nel 1980.
b) le “REGIONI MENO SVILUPPATE”, cui corrisponde l’area del sud, dopo la pubblicazione del rapporto Brandt.
La denominazione del TERZO MONDO, ossia Asia, africa e america Latina, non appartengono all’area dei paesi industrializzati al sistema capitalista.
E’ stata introdotta la denominazione del QUARTO MONDO per indicare i paesi col più basso grado di sviluppo.
Secondo il metodo di classificazione adottato dalle nazioni unite, fanno parte delle regioni più sviluppate:
- i “paesi sviluppati”: Stati uniti, Canada, paesi dell’Europa occidentale, Giappone, Australia e Nuova Zelanda.

- i paesi con “economia in transizione”: la Comunità di stati indipendenti, le tre repubbliche baltiche, Albania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Romania e Ungheria.

- i “paesi in via di sviluppo”: i paesi dell’America Latina e dei Carabi, dell’Africa e dell’Asia.

A queste tre categorie si aggiungono altre due sottocategorie:
- quelle delle “maggiori economie sviluppate”, comprendente sette paesi:
G7: FRANCIA, GERMANIA, ITALIA, CANADA, GIAPPONE E STATI UNITI.
G8: FRANCIA, GERMANIA, ITALIA, CANADA, GIAPPONE E STATI UNITI, RUSSIA.
- quella dei paesi col più basso grado di sviluppo, che ne comprende 49.

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A causa delle forti diversificazioni all’interno delle de aree geoeconomiche, ci sono diversi metodi di classificazione. Un metodo più preciso è quell’adottato dalla Banca mondiale che, in base al reddito nazionale lordo pro capite, raggruppa le economie in quattro fasce di reddito. Alto, medio-alto, medio-basso, basso. Questo dimostra come la divisione tra “Nord” e “Sud” sia molto generica.
Il “Nord” comprende le economie in transizione che rientrano per la maggior parte nella fascia di reddito medio-bassa.
Paesi che non si stanno sviluppando vengono così ad essere accomunati nella categoria “Sud”.
La classificazione delle economie è che il 41% della popolazione mondiale vive nei paesi a basso reddito, il 34% in quelli di reddito medio-basso, il 10% in quelli a reddito medio.alto, il 15% in quelli ad alto reddito.
Inoltre si deve ricordare che all’interno d’ogni fascia di reddito, vi sono notevoli differenze tra paese e paese.
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Un altro metodo di classificazione è quello che distingue l’economia mondiale in tre grandi aree.

Il “centro” formato dai paesi a CAPITALISMO AVANZATO, in altre parole, quei paesi tecnologicamente e industrialmente più avanzati. Attraverso i loro capitali hanno un ruolo dominante nel mercato finanziario, nella produzione e nel commercio.

La “periferia” è formata dai paesi col più basso grado di sviluppo dell’Africa, dell’Asia e dell’America latina. Sono i paesi tecnologicamente e industrialmente meno avanzati, i quali dipendono gran parte dal “centro”.

La “semiperiferia” è formata da alcuni paesi in via di sviluppo e da quelli con economie in transizione: sono quei paesi che hanno alcune caratteristiche di “periferia, ma allo stesso tempo, dispongono di una base industriale e tecnologica relativamente sviluppata. svolgendo un ruolo di “centro” rispetto a paesi economicamente meno sviluppati.

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Nel 1950 sei stati europei (Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi)
istituirono la Comunità economica europea, che entrò in vigore nel 1958.
In seguito aderirono altri paesi:
1973 Danimarca, Irlanda e Regno Unito;
1981 Grecia
1986 Spagna, Portogallo
1995 Austria, Finlandia e Svezia.
Questi 15 paesi attraverso il trattato di Maastricht del 1992, hanno realizzato all’Unione europea (Ue), creando un mercato unico, con la libera circolazione di merce, servizi e capitali.
Dal 1° maggio 2004 il parlamento europeo ha dato il voto favorevole con l’entrata d’altri 10 paesi europei:
Malta, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca.
Nel 2007, quando avrà risolto i problemi politici ed economici entrerà a far parte dell’Ue anche la Turchia.
Naturalmente ci sarà anche l’allargamento della popolazione e del prodotto nazionale lordo complessivo dell’Unione europea.

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Con il trattato di Maastricht del 1992 è stato avviato il processo di formazione dell’Unione economica monetaria europea con l’obiettivo di trasferire i poteri nazionali a quelli comunitari, per creare un’unica moneta.
Nel 1998 è stata creata a Francoforte la banca centrale europea con il compito di occuparsi della politica monetaria.
Il vertice è composto da un presidente e da un vicepresidente.
Il 1° gennaio 1999 è nata l’Unione economica europea, e ne fanno parte 11 su 15 paesi dell’Unione (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Repubblica d’Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo a Spagna), che hanno adottato l’Euro, la moneta unica. Unica nazione rimasta fuori è la Grecia perché non era in regola con i criteri d’ammissione.
Il 1° gennaio 2001 Regno Unito, Svezia e Danimarca hanno deciso di non entrarvi.
Il 1° gennaio 2002 entra ufficialmente l’Euro (1936.27 lire).
L’Euro dopo un periodo di svalutazione rispetto al dollaro e allo yen del 2003 si è molto rivalutato nei confronti di questi ultimi. Con la nascita dell’Euro è aumentato il PIL dell’Unione, anche se quest’ultimo fa fatica nell’esportazione avendo l’Euro forte.
La carta geoeconomica

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