La Provenza

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GEOGRAFIA
Regione storica a sud-ovest della Francia, dal punto di vista amministrativo è divisa in sei dipartimenti: les Alpes de Haute Provence, (Alpi dell’Alta Provenza) les Haute Alpes, (Alte Alpi) Les Alpes Maritimes, (le Alpi Marittime) Les Bouches-du Rhône, (foci del Rodano) il Var, il Vaucluse. La Provenza è appoggiata al Massiccio degli Scrigni (Massif des Ecrins), così alto che secondo la leggenda, vi sentirebbero gli angeli cantare, la Regione scende dolcemente verso il mare attraversando gli altipiani dell’alta Provenza, (Haute Provence) dove crescono l’ulivo, la lavanda e la vite, dove si cela lo spirito dell’antica Gallia mediterranea, del la Camargue dove il Rodano s’allarga languido e della Crau.
I paesini si arrampicano sulle colline del Lubéron delle Alpi Marittime e del Var, quei paesini che affascinarono Guy de Maupassant, proprio perché ‘sono rimasti tali e quali come un tempo con le loro case all’orientale, con le arcate e le porte intagliate e basse’.
La Provenza comprende paesaggi geograficamente alquanto diversi, come le Alpi e le Prealpi di Provenza, la Costa Azzurra, i massicci montuosi dei Maures e dell’Estérel, quello calcareo del Mont Ventoux, la parte orientale del delta del Rodano e un tratto della sua valle interessa marginalmente la regione, ma ne caratterizza, con il suo vasto delta paludoso, il settore sud–occidentale (Camargue). I corsi d’acqua aggiungono l’originalità a questi paesaggi.La Durage con i suoi affluenti, tumultuosi torrenti, che discendono dai ghiacciai, serpeggiano attraverso le Haute Alpes, poi formano a partire da Sisteron, un’ampia valle. Il Verdond che scolpisce vertiginose pareti, offre con il suo canyon uno degli spettacoli più belli del mondo.L’Argéns scorre lungo i vigneti, mentre il Var si tuffa nel Mediterraneo dopo un volo di circa 3000 metri.
Le rocce rosso porfido dell’Estérel adorne di corone di pini marittimi, di picchi e scogliere color ocra del Roussilon, bianco gessoso della Sainte-Baume…Paesaggi cangiati e luminosi, immersi tutti in un’atmosfera di serenità; il maestrale li illumina. Van Gogh e Cézanne hanno tradotto la magia di questa regione.
Le caratteristiche fisiche e umane (la storia e la lingua provenzale) conferiscono alla regione una certa omogeneità. Il clima è caratterizzato dall’assenza di precipitazioni estive e inverni umidi e miti; la violenza delle rare piogge e la siccità danno al paesaggio provenzale un aspetto brullo, con versanti corrosi, magra vegetazione, rare isole boschive e più frequenti boschetti discontinui e cespugli di rovi, macchie o garrighe. Secondo l’altitudine, si distinguono due complessi subregionali: l’alta Provenza, con i vari massicci prealpini del sud, delle Baronnies fino alle Alpi Marittime, e la bassa Provenza, comprendente la Provenza interna e la Provenza marittima. La Provenza interna si estende sulle pianure del Rodano inferiore, fino alla Camargue, costituenti settori agricoli privilegiati o deserti umani, su una zona collinare di piccole catene calcaree e di bacini, con struttura molto complessa; e sui massicci ercinici dei Maures e dell’Esterl.La Provenza marittima è costituita da un litorale molto vario, ricco di boschi e che si estende sulla costa mediterranea del delta del Rodano fino al confine italiano.
La regione colpisce grazie alla diversità dei paesaggi che spaziano dal mare alle Alpi, che attraversano gli altipiani dell’Alta Provenza.
Nella Valleé des Mereilles (Valle delle Meraviglie), nel cuore del Mercautour, migliaia d’incisioni rupestri hanno trasformato questo sito in un museo naturale, la panoramica signoreggia a strapiombo su quell’estroso capriccio della natura costituito dalle “Gorge du Verdon” (le Gole del Verdon) uno tra i più mirabili ed affascinanti paesaggi al mondo. L’estate nella piena stagione, i laghi dell’Haut Pays (Paese Alto) danno l’impressione di quiete e tranquillità. Nelle insenature al riparo dal celebre Maestrale, col vento Settentrionale, il windsurf, lo sci nautico, offrono agli sportivi squisitissimi piaceri, le belle distese attendono gli sciatori. Lo sci di fondo conduce alla scoperta delle alte vallate. Le principali risorse della popolazione, una parte della quale parla ancora il caratteristico dialetto provenzale, sono l’agricoltura (cereali,olivo, vite, cereali, agrumi, frutta, ortaggi), l’allevamento bovino e caprino, la pesca, lo sfruttamento del bosco e delle risorse del sottosuolo (pirite, bauxite, lignite).Interesse rilevante ha il turismo, specie sulla Costa Azzurra. L’industria (alimentare, tessile, chimica, metalmeccanica, cantieristica) è attiva nelle città di Marsiglia, Aix-en-Provence, Arles, Avignone, Nizza, Tolone e Cannes. Le coltivazioni di vite producono ottimi vini: i vini rossi di Gigondas e Châteauneuf-du-Pape (Castelnuovo del Papa), uno tra i vini di gran pregio in Francia, i Côtes de Provance (Coste di Provenza), rossi e saporiti, rosatelli freschi e leggeri bianchi, secchi e fruttati, i vini di Bandol per gli adoratori del dio Bacco, la regione ha creato la Route des Vins (Strada dei Vini), circuiti gastronomici dove si possono visitare fondi vinicoli e cantine. La Provenza possiede un autentico tesoro di squisitezze gastronomiche, tale da non avere rivali al mondo. Una cucina dalle mille spezie varie qualità di pesce bianco annaffiato di brodo alla panna “aïoli”: che viene servito con una maionese all’aglio; la “soupe au pistou” (zuppa con pesto), di verdure e servita con salsa all’aglio basilico; “ la salade niçoise” (insalata
nizzarda ) con olive nere; la “daube” spezzatino di manzo al sugo cotto con vino rosso ed aromi; le Alpi offrono i loro celebri salumi montani e infine il torrone di Sistoron.
La Provenza ospita un vivaio d’artigiani che hanno saputo conservare tradizioni antichissime. Hanno trovato dimora nei paesi tipici e rinnovano gli oggetti di sempre, secondo i metodi tramandati oppure creandone degli altri, altrettanto ammirevoli.
Le ceramiche di Mounstiers-Sainte-Marie, il vasellame di Vallauris, le cristalliere di Biot e di Maureveil, le pipe e i tappeti di Cogolin, i mobili e i giocattoli di legno del Queyras, le figurine del presepe, ricordano che questa regione, seppur volta risolutamente verso il futuro, ha saputo conservare, quel tesoro, quella ricchezza di ricordi che sono le opere dell’artigianato. Certi oggetti, nobilitati dalla patina del tempo, sono addirittura contesi a prezzi stellari, come cimeli da collezione.
In Provenza–Alpi– Costa Azzurra è sempre giorno di festa. Il più umile paese ha strappato le proprie tradizioni folcloristiche religiose. La festa dei “Gardians” (butteri) che si svolge ad Arles ogni anno, delle “tripettes” (ditelle)nella ricorrenza di San Marcello a Barjols, la festa della coccarda, la sfilata della “tarasque” ( marasca o chimera) a Tarascona, la festa dei gitani a Sainte-Marie- de la Mer, il carnevale di Nizza.
Volta alle arti e alle lettere fin dall’origine, d’estate la regione si anima attraverso i suoi celebri festival. Ogni anno gli appassionati di tutto il mondo si ritrovano in questa Mecca della cultura per condividere la loro passione del cinema di Cannes, della danza di Châteauvallon, della musica e dell’opera di Orange o di Aix-en-Provence, della fotografia di Arles, del teatro di Avignone, del jazz di Nizza.
Oltre 2000 manifestazioni celebrano la creazione artistica internazionale. Quasi tute si svolgono all’aperto. Nessuna regione ha saputo plasmare una fisionomia che fosse al contempo antica ed autentica, spumeggiante di carattere e di gioventù.
La regione è stata la patria di numerosi artisti, scrittori, attori e pittori che sono rimasti affascinati dalla Provenza e dalla Costa Azzurra, lì hanno avuto dimora e lì sono esposte le loro opere.
La Provenza è fiera di mostrare la sua eredità tramandata dalle varie epoche, con i suoi numerosi monumenti che ne hanno solcato la storia. L’antica Provenza è sempre viva come testimoniano il Mausoleo di Saint-Rémy, l’oppido Glanum, i teatri antichi di Arles, Orange, di Vaison-la-Romaine, le arene di Fréjus o il Trofeo di Augusto alla Turbie. L’architettura offre una grande varietà. Le linee sobrie delle chiese romaniche e per citare soltanto le più celebri ricorderemo Sénanque, Silvacane, il Thoronet o ancora l’abbazia di Montmajour di eloquente bellezza.
L’arte gotica presenta uno svariatissimo sbocciare di palazzi, di chiese e di chiostri tra cui la Pierre ( San Pietro) ad Avignone, la Basilica della Sainte-Baume, antica cattedrale di Saint-Siffrein e Carpentras. La cittadina di les Baux che domina la var d’Enfer (Val dell’inferno), il palazzo dei Papi ad Avignone, uno tra i più visitati monumenti di Francia.
I paesini arroccati che si distribuiscono per tutta la regione costituiscono quell’originalità dove si trova tutto lo spirito meridionale. I turisti passeggiano nelle strette viuzze dove vi sono numerosi palazzi signorili edificati nel secolo scorso per l’aristocrazia internazionale. Una lussureggiante vegetazione è al centro di quelle dimore dalle stravaganti decorazioni

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