La Polonia

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Testo

Rzeczpospolita Polska
(Polonia)
()
()
Motto: nessuno
Informazioni
Lingua ufficiale:
Polacco
Capitale:
Varsavia (1.676.000 ab./ 2004)
Politica
Forma di governo:
Repubblica parlamentare
Capo di stato:
Lech Aleksander Kaczyński
Capo del governo:
Kazimierz Marcinkiewic
Indipendenza:
11 novembre, 1918
Ingresso all'ONU:
24 ottobre, 1945
Area
Totale:
312.685 km²
Pos. nel mondo:
68°
% delle acque:
2,6%
Popolazione
Totale:
38.626.349 ab. (2004)
Pos. nel mondo:
30°
Densità:
123,5 ab./km²
Geografia
Continente:
Europa
Fuso orario:
UTC +1
Economia
Valuta:
Złoty
Consumo energia:
0,35 kW/ab.
Varie
Sigla autom.:
PL
Inno nazionale:
Mazurek Dąbrowskiego
Festa nazionale:
3 maggio
La Polonia è uno stato dell'Europa centrale, conta 38.626.349 abitanti e una superficie di 312.685 km². È un paese democratico, e confina ad ovest con la Germania, a sud con le repubbliche Ceca e Slovacca, ad est con l’Ucraina e la Bielorussia, a nordovest con la Lituania e l'enclave Russia Kaliningrad, nonché a nord con il Mar Baltico. Lo stato polacco ha una storia lunga più di un millennio; nel XVI secolo, sotto la dinastia Jagellone, era uno dei più ricchi e potenti paesi d'Europa. Il 3 maggio 1791, la Confederazione Polacco-Lituana definì la Costituzione Polacca di Maggio, la prima costituzione scritta d'Europa. Poco dopo, la Polonia cessò di esistere per 123 anni, in quanto spartita tra Russia, Austria e Prussia. L'indipendenza fu riguadagnata nel 1918, in seguito alla Prima Guerra Mondiale, come Seconda Repubblica Polacca. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, divenne un Satellite Sovietico, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca. Nel 1989, le prime elezioni parzialmente libere dopo la Seconda Guerra Mondiale, si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista. Nel 1999 la Polonia è stata ammessa alla NATO, e nel 2004 è diventata membro dell'Unione Europea.
Storia
L'antico regno polacco, cominciò a prendere una forma unitaria nella metà del X secolo, sotto la dinastia dei Piast. Nel XII secolo, la Polonia si frammentò in molti piccoli stati, che nel 1241 furono depredati dalle armate Mongole dell'Orda d'Oro. Sotto la dinastia Jagellone, venne accordata un'alleanza con la vicina Lituania, e l'epoca d'oro arrivò nel XV secolo con l'unione tra i due stati (Unione di Lublino), nella Confederazione Polacco-Lituana. I sudditi polacchi godevano di grandi libertà e un sistema parlamentare, anche se i benefici di quest'ultimo erano limitati alla szlachta (nobiltà). Da quel tempo i polacchi si sono dati il nome di Nazione della gente libera.
La Confederazione Polacco-Lituana al suo apice.
Nella metà del '600, una ribellione di cosacchi condotta da Bohdan Chmielnicki diede inizio all'epoca turbolenta del Diluvio. Vi furono numerose guerre contro l'impero ottomano, la Russia, la Svezia, la Transilvania e la Prussia-Brandeburgo che finirono nel 1699. Nei successivi 80 anni, lo svanire del potere centrale ed il raggiungimento di un punto morto nelle istituzioni indebolirono la nazione, portando alla sottomissione da parte della Russia. L'Illuminismo in Polonia fermentò un crescente movimento nazionale per restaurare lo stato, il cui risultato fu la prima costituzione scritta d’Europa, nel 1791, la Costituzione Polacca di Maggio (festeggiata ancora oggi il 3 maggio). Il processo di riforme causò un intervento esterno e una serie di spartizioni della Polonia fra i tre imperi d’Austria, Russia e Prussia nel 1772, 1793 e 1795; al termine, la Polonia fu completamente cancellata dalle carte geografiche. I polacchi risentirono la mancanza di libertà e più volte si ribellarono contro gli oppressori (vedi Elenco delle ribellioni polacche).
Dopo le guerre napoleoniche, una ricostituzione dello stato polacco, il Ducato di Varsavia, governato dallo zar russo come Regno del Congresso, possedeva una costituzione liberale. Tuttavia gli tsar Russi ridussero presto le libertà della Polonia, finché la Russia annesse, di fatto, il paese. Più tardi, nel XIX secolo, la Galizia governata dall'Austria divenne l'oasi polacca di libertà. Durante la Prima guerra mondiale tutti gli alleati concordarono nella ricostituzione della Polonia ed il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson la proclamò nel punto 13 dei suoi quattordici punti. Poco dopo la capitolazione della Germania nel novembre 1918, la Polonia riguadagnò l'indipendenza come Seconda repubblica polacca. Ad oriente però, la tensione crebbe nei confronti della Russia ora alle prese con una guerra civile. Dopo qualche tentativo diplomatico, i polacchi ruppero gli indugi, attaccando le truppe russe a Zitomir sulla strada per Kiev che sarà presa il 6 Maggio. Lo scenario cambiò nel giro di un altro mese con la controffensiva sovietica; a metà di questa gli inglesi si offrirono di mediare le trattative, ma a questo punto fu la Russia Bolscevica a rifiutare e voler continuare l'offensiva che la porterà fino alle porte di Varsavia. Con l'aiuto francese, la Polonia cambiò le sorti della guerra ancora una volta con una delle battaglie più decisive della storia, definita dai giornali dell'epoca, "il miracolo della Vistola". Nel contrattacco che ne seguì, la Polonia occupò buona parte della Bielorussia, il territorio di Vilna, e la parte più occidentale dell'Ucraina. La Russia bolscevica, ancora alle prese con la propria guerra civile e con disordini interni, desistette dalla lotta, e col Trattato di Riga del 1921 riconobbe le conquiste polacche in Bielorussia e in Ucraina, fissando il confine russo-polacco circa 250 km. più ad est della linea proposta da Lord Curzon. Il territorio di Vilna, rivendicato dalla Lituania con l'assenso dei russi, fu poi annesso alla Polonia nel 1922, tramite plebiscito. Tali confini restarono sostanzialmente invariati fino al settembre del 1939, tranne l'acquisizione di Cieszyn/Teschen a spese della Cecoslovacchia.
La seconda repubblica polacca durò fino agli inizi della seconda guerra mondiale nel 1939, quando Germania e Unione Sovietica si divisero il territorio polacco tra di loro. La Polonia era completamente impreparata di fronte alla velocità e la ferocia degli attacchi, per via del fallimento nella modernizzazione dell'esercito. La Polonia soffrì molto in questo periodo (vedi Governatorato Generale) Tra tutte le nazioni coinvolte nella guerra, la Polonia perse la percentuale maggiore di cittadini, più di sei milioni morirono, metà dei quali ebrei polacchi. Dopo la guerra, le frontiere della Polonia vennero spinte ad Ovest; il confine est alla linea Curzon e il confine ovest alla linea Oder-Neisse. Dopo lo spostamento la Polonia perse 76000 km², il 20% del suo territorio d'anteguerra. Lo spostamento delle frontiere causò anche la migrazione di milioni di persone, polacchi, tedeschi, Ucraini ed Ebrei. Finalmente la Polonia divenne, per la prima volta nella storia un paese etnicamente unito.
La vittoria dell'Unione sovietica portò un governo comunista in Polonia, come del resto in molti paesi del Blocco Sovietico. Nel 1948 una svolta verso lo Stalinismo portò un altro periodo di governo totalitario. La Repubblica Popolare di Polonia, fu ufficialmente proclamata nel 1952. Nel 1956 il regime divenne più liberale, liberando molte persone dalle prigioni ed espandendo un po' le libertà personali. Gli scioperi dei lavoratori nel 1980 portarono alla formazione di un sindacato indipendente, "Solidarność", che con il tempo divenne una forza politica. Erose il dominio del partito comunista; nel 1989 vinse le elezioni parlamentari e Lech Wałęsa divenne presidente.
Un programma di terapia shock nei primi anni 1990 permise alla nazione di trasformare la sua economia in una delle più robuste (secondo i criteri dell'economia neoliberale) dell'Europa Centrale. Furono riconosciuti diversi diritti umani, tra cui la libertà di parola e la democrazia. La Polonia fu il primo tra i paesi post-comunisti a riguadagnare sul PIL.
Organizzazioni internazionali
Membro ONU dal:
24 ottobre, 1945
Membro NATO dal:
1999
Membro UE dal:
1 maggio, 2004
La Polonia entrò nella NATO il 12 marzo 1999. A seguito di una campagna governativa a favore dell'entrata nell'Unione Europea, gli elettori polacchi votarono a favore dell'integrazione nel referendum di giugno 2003. La Polonia ha aderito ufficialmente all'Unione Europea il 1 maggio 2004.

Geografia
La posizione geografica della Polonia nell'Europa
Regioni della Polonia
Il paesaggio polacco consiste quasi esclusivamente di pianure facenti parte della pianura nordeuropea, con un'altitudine media di 173 metri, sebbene i Sudeti (insieme ai Karkonosze) ed i monti Carpazi, che includono i monti Tatra, tra i quali si trova la cima più alta della Polonia Rysy (2.499 metri), formino il confine meridionale. Molti grandi fiumi solcano il paesaggio tra i quali la Vistola (Fila), l'Over (Odra) al confine occidentale con la Germania, la Warta (affluente dell'Oder) ed il Bug. La Polonia ha anche circa 9.300 laghi situati principalmente nel Nord del paese. La Masuria è il distretto lacustre più grande e visitato della Polonia. Sono presenti i resti d’antiche foreste (circa il 25% del territorio è boschivo). La Polonia ha un clima temperato, con inverni freddi, nuvolosi e moderatamente rigidi, frequenti precipitazioni anche nelle miti estati.
Città importanti
La seguente tabella evidenzia il lento e graduale spopolamento di quasi tutte le grandi città a favore della capitale, già in atto da alcuni anni.

Città
Nome in Italiano
Voivodato
Abitanti
20.5.2002
Abitanti
31.12.2004
1
Warszawa
Varsavia
Masovia
1.671.670
1.692.854
2
Łódź
Łódź
Lodz
789.318
774.004
3
Kraków
Cracovia
Piccola Polonia
758.544
757.430
4
Gdańsk
Danzica
Pomerania
461.334
459.072

Varsavia
Cracovia
Danzica

Popolazione
Poco più grande dell'Italia, ha due terzi degli abitanti di quest'ultima. La religione dominante è quella cattolica, ma sono presenti minoranze d’ortodossi, protestanti, ebrei e islamici. Prima della Shoa vivevano parecchie centinaia di migliaia d’ebrei. Sono presenti minoranze tedesche, ucraine, bielorusse, tatare e casciube. Quasi tutti gli abitanti parlano la lingua polacca, una lingua slava piuttosto difficile per un italiano.
La crescita demografica è molto rallentata ed è prossima allo zero; in aumento è la speranza di vita della popolazione.
Crescita annua: 0 % (1997-2002); Incremento naturale: -0,1 ‰ (2002);
Fecondità: 1,3 (2002);
Natalità: 9,3 ‰ (2002);
Mortalità: 9,4 ‰ (2002);
Mortalità infantile: 7,5 ‰ (2002);
Speranza di vita: (anni) Maschi 70 Femmine 78 (2002);
Matrimoni: 5 ‰ (2002);
Divorzi: 1,2 ‰ (2002);
N° famiglie: 13 337 000 (2002);
Media componenti: 2,8 (2002);
Popolazione urbana: 61,6 % (2003);
Emigrati: 23 368 (2001); Immigrati: 6 625 (2001);
Gruppi etnici: Polacchi 97,6 %, Ucraini 0,6 %, altri 1,8 %;
Lingua: polacco (ufficiale), bielorusso: tedesco, ucraino; Religione: cattolici 90,7 %, non religiosi/atei 7,9 %, ortodossi 1,4 %.
Economia
Varsavia
Zona commerciale
Da quando è tornata la democrazia, la Polonia ha perseguito fedelmente una politica di liberalizzazione dell'economia, e oggi risalta come uno dei più fortunati esempi di transizione dal comunismo ad un'economia di mercato.
La privatizzazione di piccole e medie compagnie statali e la presenza di una legge liberale nell'istituire nuove ditte ha permesso il rapido sviluppo di un aggressivo settore privato, ma senza alcuno sviluppo delle organizzazioni per i diritti dei consumatori. La ristrutturazione e la privatizzazione di settori importanti come carbone, acciaio, ferrovie ed energie, è cominciata. Le più grandi privatizzazioni fino ad ora sono state la vendita di Telekomunikacja Polska, la telecom nazionale, alla France Telecom (2000); e un'emissione del 30% delle azioni della più gran banca. Riforme strutturali negli ambiti della salute, educazione, pensioni e amministrazione di stato sono sfociate in una pressione fiscale sopra le aspettative. Varsavia guida le regioni dell’Europa Centrale negli investimenti stranieri e ha bisogno di un continuo afflusso. Il PIL(prodotto interno lordo) è cresciuto molto tra il 1993 e il 2000, mentre c'è stato un rallentamento tra 2001 e 2002. Il prospetto di una maggiore integrazione con l'Unione Europea ha poi rimesso l'economia in pista, con una crescita annuale del 3.7% nel 2003, in crescita rispetto all'1.4% del 2002. Nel 2004 la crescita ha superato il 5%.
Zloty, la moneta polacca.
Sebbene l'economia polacca attualmente stia attraversando una fase di boom economico, ci sono molti dubbi sul futuro. Il compito più notevole all'orizzonte è la preparazione dell'economia (tra le continue e profonde riforme strutturali), all'accesso della Polonia nei restrittivi criteri per poter adottare la moneta unica europea. Ci sono molte opinioni riguardo a quando la Polonia sarà pronta per entrare nella zona euro, comunque nella migliore delle ipotesi questo dovrebbe avvenire tra il 2009 e il 2013. Attualmente, la valuta polacca è lo Złoty, che ha un cambio pari a circa 4,5 Zł/euro.
PNL 187 134 ml $ USA (2002)
PIL 206 453 ml $ USA (2003)
PIL/ab. 5 320 $ USA (2003)
PIL variazione annua 2,9 % (2003)
Inflazione 0,8 % (2003)
Indice prod. agr. (1999-01=100) 97,2 (2003)
Indice prod. ind. (1995=100) 158,8 (2003)
Disoccupazione 19,2 % (2002) F 48,1 %
Bilancio dello Stato (ml vl, 2002) entrate 231 211 spese 269 020
Debito estero 42 290 ml $ USA (2002)
Aiuti dall’estero 1 160 ml $ USA (2002)
Congiuntura economica. Dopo la fase difficile del 2002- 03, la crescita del PNL è stata notevole nel 2004 (superiore al 5%) grazie all’aumento dei consumi interni, degli investimenti e delle esportazioni. Il deficit pubblico è rimasto abbastanza elevato (intorno al 5,5% sul PNL).
Il settore primario
La Polonia ha un ampio settore agricolo di fattorie private, ed è il principale produttore di cibo nell'Unione Europea.
Agricoltura. I cereali (soprattutto segale e frumento) sono la coltura più diffusa; grande importanza hanno poi la patata, la barbabietola da zucchero, il lino e la colza.
Allevamento. L’allevamento riguarda in prevalenza suini, bovini e animali da cortile. Rilevante anche il numero degli equini, soprattutto dei cavalli da tiro. Sempre meno significativo, invece, l’apporto fornito dalla pesca.
Prodotti
1 000 ha
1 000 t
Piselli secchi
13,3
26,7
Avena
526,9
1181,9
Frumento
2 308
7 858,2
Patate
765,8
13 731,5
Mais
356,3
1883,7
Orzo
1016,2
2 831,5
Mele
159,3
2 427,8
Pomodori
11,4
234,1
Segale
1479,3
3 172,2
RICOLTURA (200
FORESTE ALLEVAMENTO E PESCA
FORESTE, ALLEVAMENTO E PESCA
FORESTE
(mc- 2002)
Legname
27170000
ALLEVAMENTO
(1000 capi - 2003)
Bovini
5488,9
Suini
18605,3
Ovini
333,8
Cavalli
550
Volatili
53446
PRODOTTI
(1000 t )
Latte
11804,7
Burro
185
Formaggio
520,1
Carne
3117,9
Uova
501,7
PESCA
( t - 2001)
Pescato
261376
Il settore secondario
Risorse minerarie. La Polonia possiede uno dei più ricchi bacini carboniferi d’Europa, quello situato nella regione storica della Slesia; bacini secondari sono quelli di Lublino. Presso Konin sono localizzati ricchi giacimenti di lignite. Piuttosto scarsa invece è la produzione di petrolio e di gas naturale.
Tra le altre risorse sono da ricordare i minerali di piombo e di zinco della Slesia, quelli di rame e del salgemma, i giacimenti di zolfo, l’argento, la magnesite, i sali potassici e i minerali di ferro.
Energia e industria. La produzione di energia elettrica deriva quasi totalmente da centrali termiche a lignite o a carbone.
La costruzione dell’unica centrale nucleare è stata sospesa.
La siderurgia è concentrata nella Slesia, mentre la metallurgia ha i suoi centri a Breslavia, Poznan† e nella Slesia. Negli ultimi dieci anni sono stati chiusi, o rimodernati, gli impianti più inquinanti della Slesia e delle “aree nere” polacche. L’industria meccanica copre un’ampia gamma di produzioni, ed è particolarmente sviluppata a Cracovia, Kielce e a Varsavia: trattori Ursus, macchine agricole e macchinario elettrico.
Le industrie chimiche sono molto sviluppate; L’industria farmaceutica è accentrata a Varsavia dove vi sono anche stabilimenti per la lavorazione della gomma. Nella Polonia meridionale è concentrata l’industria tessile del cotone e quella laniera; vi sono poi fabbriche di fibre tessili artificiali e sintetiche e del lino.
Il settore terziario
Commercio estero. La bilancia commerciale è nettamente passiva. Il paese esporta soprattutto attrezzature industriali e mezzi di trasporto; importa principalmente macchinari, prodotti elettronici e chimici. I principali partner sono i paesi UE, in particolare la Germania e l’Italia, e la Russia.

Turismo. Le mete principali sono le città storiche (Varsavia, Cracovia) e i centri religiosi (Czestochowa). I visitatori provengono per oltre il 50% dalla Germania.
Ingressi 13 980 000 (2002)
Entrate 4 500 ml $ USA (2002)
Uscite 3 200 ml $ USA (2002)

Comunicazioni
In Polonia, le azioni del settore delle telecomunicazioni nella produzione del PIL, era del 4.4% nel 2000, in crescita rispetto al 2.5% del 1996. Ciò nonostante, a dispetto delle grandi spese per l'infrastruttura del settore (la copertura è cresciuta da 78 utenti per 1000 abitanti nel 1989 ai 282 del 2000), il settore è ancora sottosviluppato. La densità delle stazioni televisive varia da regione a regione, con molti buchi nelle zone rurali.
Telecomunicazioni e mass media
Telefoni 295 ogni 1000 ab. (2002)
Tel. cellulari 363 ogni 1000 ab. (2002)
Radio 523 ogni 1000 ab. (2001)
Televisori 401 ogni 1000 ab. (2001)
Computer 106 ogni 1000 ab. (2002)
Internet host 17 ogni 1000 ab. (2002)
Giornali quotidiani 102 ogni 1000 ab. (2001)
Statistiche sociali
Istruzione. L’istruzione è gratuita e obbligatoria dai 7 ai 14 anni di età (scuola primaria).
La scuola secondaria, della durata di 4 o 5 anni, comprende diversi indirizzi (generale, professionale
tecnico e professionale di base) e apre la via all’istruzione superiore.
Insegnanti 606 700 (2002-03)
Studenti 8 554 800 (2002-03)
Laureati 342 100 (2001-02)
Spesa dello Stato per l’istruzione 5,4 % PIL (2001)
Scienza e cultura
Musei 661 (2002) visitatori 15 259 000 (2002)
Spesa dello Stato per la ricerca 0,7 % PIL (2002)
Sicurezza sociale. Il sistema di sicurezza sociale polacco, finanziato in parte dai lavoratori e in parte dallo stato, eroga indennità di disoccupazione, sussidi alle madri nubili, pensioni, assegni familiari, indennità per invalidità e per malattia.
Spesa dello Stato per la sicurezza sociale: 8 % delle spese totali (2001)

Sanità. L’assistenza medica è gratuita e finanziata dallo stato. E in crescita il numero delle cliniche private.
Posti letto osp. 5 ogni 1000 ab. (2000)
Medici 2,2 ogni 1000 ab. (2001)
Malattie (casi per 100 000 ab.) tubercolosi 36 (2002); AIDS 0,1 % adulti (2001)
Spesa dello Stato per la sanità 6,1 % PIL (2001)
Altri indicatori sociali
Consumo di energia elettrica per ab. 3 227 kWh (2001)
Consumo di alcool per ab. 8,5 l (2000)
Accesso all'acqua potabile 80,5 % (1999)
Disponibilità di calorie per ab./giorno 3 397 (2001)
Riciclaggio della carta 2 % (1999)
Emissione di CO2 per ab. 7,6 t (2001)
Emissione di SOX per ab. 39,1 kg (2001)
Aree protette 23,5 % (2003)
Trasporti
Per gli standard dell'Europa Occidentale, la Polonia ha un'infrastruttura relativamente povera di strade, autostrade, idrovie e ferrovie. La lunghezza totale delle ferrovie in Polonia è di 23.420 km. La lunghezza totale delle autostrade è di 364.657 km. C'è un totale di 9.283.000 automobilisti patentati in Polonia e 1.762.000 camionisti.
La Polonia ha otto aeroporti principali, in un totale di 122 aeroporti e campi d'aviazione, e tre eliporti. La lunghezza totale dei fiumi e canali navigabili è di 3.812 km. La flotta mercantile della Polonia consiste di 114 navi, in addizione a 100 navi registrate fuori dal paese. I principali porti sono a Danzica, Gdynia, Kołobrzeg, Stettino, Świnoujście, Ustka, Varsavia e Breslavia.

Rete stradale

Demografia
Demografia della Polonia
Nella sua storia la Polonia ha ospitato molte lingue, culture e religioni. Comunque, il risultato della Seconda Guerra Mondiale, e la seguente migrazione ad ovest nell'area fra la Linea Curzon e la Linea Oder-Neisse, ha dato alla Polonia una certa omogeneità. 36.983.700 persone, il 96.74%, oggi si considerano polacchi; 471.500 (1.25%) hanno dichiarato un'altra nazionalità; 774.900 (2.03%) non hanno dichiarato alcuna nazionalità. Le minoranze etniche ufficialmente riconosciute includono: Tedeschi, Ucraini, Lituani, Ebrei e Bielorussi. La lingua Polacca, del ceppo delle lingue slave, è quella ufficiale. La maggior parte dei polacchi aderisce alla Chiesa cattolica (vedi articolo Chiesa cattolica polacca), sebbene solo il 75% è praticante. Il resto della popolazione consiste di minoranze Ortodosse e Protestanti.
Cultura
Secondo Reporters Senza Frontiere, la libertà di stampa della Polonia nel 2004 era al 32° posto su 164 paesi. La cultura polacca è immensa, una di queste è la musica che è molto amata, anche quella estera. Infatti, è normale trovare canzoni in una lingua che non sia inglese (come russo, rumeno...).
Politica
La repubblica polacca è una democrazia parlamentare, la sua costituzione corrente è datata 1997. Il parlamento è formato da due camere (Sejm e Senat) e ha il potere legislativo. I partiti rappresentati in parlamento formano una coalizione di governo da un lato e l'opposizione dall'altro.
Il potere esecutivo viene esercitato da un Presidente dei ministri e un Consiglio dei Ministri, che sono nominati dal Capo di Stato e che condividono con questo alcune competenze (difesa nazionale, politica estera).
Il Presidente della Repubblica, viene eletto a suffragio diretto, al pari delle camere del Sejm e del Senato, a cui compete la funzione legislativa e il controllo politico sul governo. Il presidente attuale è Aleksander Kwasniewski. La struttura del governo è centrata sul Concilio dei Ministri, guidato dal primo ministro. Il presidente nomina il segretario conformemente alle proposte del Primo Ministro, solitamente dalla maggioranza nel Sejm. I votanti polacchi, eleggono un parlamento di due camere (Assemblea Nazionale, o Zgromadzenie Narodowe), consistente in 460 membri della camera bassa, il Sejm, e 100 membri del Senato (Senat). Con l'eccezione dei gruppi di minoranze etniche, solo i partiti politici che hanno ricevuto almeno il 5% dei voti possono entrare nel Sejm. La branca giudiziaria ha un ruolo minore nel prendere le decisioni. Le maggiori istituzioni sono la Corte Suprema (Sąd Najwyższy, giudici nominati dal presidente della repubblica sotto raccomandazione del Concilio Nazionale della Giustizia per un periodo indefinito), e il Tribunale Costituzionale (Trybunał Konstytucyjny, giudici scelti dal Sejm con nove anni di carica). Il Sejm (sotto approvazione del Senato), nomina il Difensore Civico o il Commissario per la Protezione dei Diritti Civili (Rzecznik Praw Obywatelskich), per una carica di cinque anni. Il Difensore Civico ha il dovere di vigilare l'osservanza e la realizzazione dei diritti e delle libertà dei cittadini, la legge e i principi della vita e della giustizia sociale.

Esempio