La Lombardia del XIV secolo

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Testo

Lombardia
Kmq 23.859 - Abitanti 8.958.000 - Capoluogo MILANO (1.303.900) - Città: BERGAMO (117.00) - BRESCIA (189.000) - COMO (85.000) - CREMONA (72.000) - LECCO (45.000) - LODI (42.000) - MANTOVA (49.000) - PAVIA (74.500) - SONDRIO (22.000) - VARESE (84.500)
Abitata già in età preistorica come la Liguria e Piemonte dai Liguri (e Liguria si chiamavano i territori delle tre attuali regioni, fino ai tempi di Diocleziano) fu in parte occupata nel V secolo a.C. dai Galli e successivamente conquistata dai Romani nel 222 a.C. trasformando Milano in un importantissimo centro per il controllo dei movimenti dei barbari ai confini. Con l'avvento di Costantino (313 d.C.) Milano divenne per un breve periodo la capitale dell'Impero. Alla caduta di questo, nel 476, con Odoacre l'intera Italia settentrionale iniziò prima a chiamarsi Gozia, poi Regnum Italiae. Nel 568 calarono sull'Italia i Longobardi di Alboino, ma misero la loro capitale Pavia. Dominando l'intera pianura Padana per circa due secoli, lasciarono poi in eredità il nome "Longobardia" (poi Lombardia) anche se in realtà questa denominazione seguitò a indicare l'attuale Italia settentrionale, mentre tutto il resto a sud dell'Emilia, prendeva il nome di "Ducati dell'Italia", ma non Italia. Terminata questa egemonia, il territorio fu annesso al Sacro Romano Impero di Carlo Magno sempre sotto il nome di Regnum Italiae.. Dopo la crisi dell'impero carolingio, il regno si frazionò anch'esso prima in Ducati e Marche, poi in comuni; i primi d'Italia. Ma la crescente potenza di alcune città, provocarono vari interventi dell'Imperatore Federico Barbarossa. Sconfitto a Legnano (1176) dalla Lega Lombarda, seguì presto il periodo delle potenti Signorie di Milano, con i Visconti e gli Sforza, che riuscirono comunque a riunificare tutta la regione e perfino ampliarla fino a Genova, Asti, Bologna e parte della Toscana, trasformando il Ducato in una potenza, e Milano nella città più importante come centro culturale e commerciale dell'intera Europa, e come sfarzo, unica.
Nonostante queste -precedenti e anche successive- continue fusioni o divisioni, gli autoctoni creeranno dentro gli attuali confini della Lombardia, una individualità storica geografica ben precisa, una corrispondente unità politica ed una rilevante tradizione culturale oltre che linguistica, molto diversa dalle regioni confinanti, meno accentuata nel confine a sud, ma decisamente diversa rispetto a ovest col Piemonte e a est con il Veneto. Unica regione dell'intera penisola ad avere (o meglio dire determinata "a volere") i nutriti scambi commerciali e culturali con il centro Europa; la regione ne ricevette grandi benefici.
La fine del 1400 segnò la fine di questo periodo d'oro e d'indipendenza: si succedettero, provocando disastri e decadenza politica ed economica, i Francesi, gli Spagnoli (1535-1700 - il periodo più riprovevole), poi gli Austriaci, sotto il cui governo (prima e dopo la campagna napoleonica (1815) la regione dopo il Trattato di Vienna fu trasformata nell'austriaco Regno Lombardo-Veneto che durò fino al 1859, anno della seconda guerra d'indipendenza con l'annessione (non proprio gradita) al Piemonte; poi "ciscoscrizione" (o "compartimenti") dell'unito Regno d'Italia. L'antico nome romano "Regione" (così per tutte le altre) fu riesumato solo nel 1913.
Nonostante le tante dominazioni (quella spagnola fu perfino mortificante) che annullavano i grandi progressi raggiunti in ogni settore della vita lombarda fin dal profondo medioevo, gli abitanti conservarono l' ingegnosità e una singolare attitudine che potremmo definire precapitalistica, e che alcuni storici ritengono addirittura anticipatrice (ma soffocata) a quella calvinista-protestante sviluppatasi nel centro Europa. Comunque appena nuovamente libera di esprimere queste attitudini (anche nel secondo periodo austriaco 1815-1848 fu fortemente penalizzata - ma non la sua cultura), la Lombardia è subito ritornata non a caso ad essere una delle regioni più prosperose d'Europa, Milano una delle sue più importanti capitali, e in alcuni settori unica.
LE SIGNORIE (Brescia)
Nel 1298 fu nominato all'unanimità rettore di Brescia il vescovo Berardo Maggi, che, nei 10 anni in cui restò in carica, garantì alla città un periodo di tranquillità. Alla sua morte la città fu dominata da Tebaldo Brusato, animatore della resistenza contro Arrigo VII che nel 1311 assediò la città ribellatasi al suo tentativo di restaurare l'autorità imperiale. Brusato fu catturato e giustiziato e per rappresaglia i bresciani massacrarono 60 prigionieri tedeschi. Dopo 4 mesi d'assedio Arrigo VII entrò in città, confiscò le proprietà del Comune, impose una forte taglia, ordinò l'abbattimento di mura e torri. Si narra che, per punirli della resistenza, avrebbe voluto far mozzare il naso a tutti i bresciani; ne fu dissuaso e allora per dispetto fece mozzare il naso a tutte le statue.
Seguirono circa 20 anni di lotte terribili fra guelfi e ghibellini in cui nessuna delle parti riuscì a strappare la vittoria decisiva. Per ottenere aiuti nella lotta, entrambe le parti si rivolsero a signori ai quali offrirono in cambio il dominio di Brescia: infine se ne impossessò il signore di Milano Azzone Visconti nel 1336.
La casata milanese dei Visconti conservò il controllo della città fino al 1403, quando i guelfi insorti presero Brescia e la saccheggiarono; Pandolfo Malatesta, inviato dalla vedova di Gian Galeazzo Visconti, si impossessò poi della città e la controllò fino al 1421, anno in cui il Carmagnola riprese Brescia in nome dei Visconti. Questo ritorno, però, provocò ben presto forte malcontento per l'esosità delle tasse, il malgoverno e i diritti non riconosciuti. Nel 1426 i bresciani, aiutati dalle milizie del Carmagnola che nel 1425 era passato alle dipendenze di Venezia, cacciarono i viscontei e offrirono la città alla Serenissima Repubblica di Venezia.
La cronologia del ramo principale e di quello cadetto dei Gonzaga che governo' Mantova fino al 1707 comporta 18 personaggi di altissimo lignaggio.
LUIGI
1268-1360
Capitano del popolo
e Vicario imperiale
1328-1329
1329-1360
GUIDO
1290-1369
Capitano del popolo
e Vicario imperiale
1360-1369
LUDOVICO I
(alias LUIGI II)
1334-1382
Elimino' fisicamente i fratelli
per la reggenza
Capitano del popolo
e Vicario imperiale
1369
1370-1382
FRANCESCO I
1366-1407
Vicario imperiale
Capitano del popolo
e Vicario imperiale
1382-1388
1388-1407
GIANFRANCESCO
1395-1444
Capitano del popolo
I Marchese di Mantova
con diploma imperiale
di investitura consegnato
da Sigismondo
1407-1432
1432-1444
LUDOVICO II
alias LUIGI il Turco
1414-1478
II Marchese di Mantova
1444-1478
FEDERICO I
1441-1484
III Marchese di Mantova
1478-1484
FRANCESCO II
1466-1519
IV Marchese di Mantova
Comando' la Lega Italiana
contro Carlo VIII a Fornovo
e si alleo' con Venezia e
Luigi XII
Comando' l'esercito pontificio
nella guerra della Lega di Cambrai
1484-1519
1495
1506
FEDERICO II
1500-1540
V Marchese di Mantova
I Duca di Mantova
Duca di Mantova e Marchese
del Monferrato con la moglie Margherita Paleologo
per concessione dell'Imperatore
Carlo V
1519-1530
1530-1536
1536-1540
FRANCESCO III
1533-1550
II Duca di Mantova e
Marchese del Monferrato con
la reggenza della madre
Margherita Paleologo
1540-1550
GUGLIELMO
1538-1587
Reggenza della madre Margherita
Paleologo
III Duca di Mantova
e Marchese del Monferrato
Duca di Mantova e Duca
del Monferrato
1550-1556
1550-1575
1575-1587
VINCENZO I
1562-1612
IV Duca di Mantova e del Monferrato
1587-1612
FRANCESCO IV
1586-1612
V Duca di Mantova e del Monferrato
1612
FERDINANDO
1587-1626
VI Duca di Mantova e del Monferrato
Lotto' a lungo per il Monferrato
con Carlo Emanuele I di Savoia
1612-1626
VINCENZO II
1594-1627
VII Duca di Mantova e del Monferrato
1626-1627
CARLO I
1580-1637
Duca di Mantova e del Monferrato
1627-1637
CARLO II
1629-1665
Reggenza di Maria Gonzaga
Duca di Mantova e del Monferrato
1637-1647
1647-1665
FERDINANDO CARLO
1652-1707
Reggenza di Isabella Clara d'Austria
Duca di Mantova e del Monferrato
1665-1669
1669-1707
Storia Della Lombardia
Migliaia di anni fa al posto della Lombardia c'erano le acque dell'Adriatico. Pian piano, i detriti portati dai fiumi che scendevano dai ghiacciai, colmarono lo spazio e la vallata si riempì di acquitrini e foreste. I primi ad occupare queste terre furono gli Umbri e gi Etruschi, i primi villaggi di palafitte si trasformarono in cittadine di pietra, le acque furono incanalate e le colline si coronarono di vigneti. Poi dal nord scesero i Galli e più tardi queste terre conobbero il dominio di Roma che le battezzò Gallia Cisalpina. Con la divisione dell'Impero Romano, Milano divenne sede imperiale prendendo il posto di Roma, è da qui che Costantino nel 313 promulgò il suo famoso editto. Con le calate dei barbari la regione subì enormi devastazioni e per due secoli fu dominata dai Longobardi, da cui prese il suo nome definitivo. La sconfitta dei Longobardi, da parte di Carlo Magno, segna l'inizio del periodo feudale, in seguito le città si eressero a liberi comuni, dando vita al periodo più glorioso della storia lombarda. Gli imperatori tedeschi tentarono di sottomettere le città comunali. Tra tutti ricordiamo Federico I il Barbarossa, che distrusse le città più forti ma fu, a sua volta, sconfitto dai liberi comuni alleati nella Lega Lombarda.
L'epoca delle signorie segue quella comunale. I signori lombardi, gli Sforza, i Gonzaga, i Visconti, furono i mecenati delle menti più illustri del periodo, dando grande impulso alle arti e alle scienze. Il Rinascimento è mirabilmente espresso nell'arte e nella cultura lombarda del periodo. L'epoca "d'oro" delle signorie si chiude con le invasioni straniere che segnano la decadenza della regione. Gli austriaci sostituiscono gli spagnoli e riportano benessere e buona amministrazione ma il giogo straniero rimane.
Con l'istituzione del Regno Italico, in seguito alle vittorie di Napoleone, sembra riprendere vigore la speranza di indipendenza, la sconfitta di Bonaparte restituisce la regione agli austriaci. Il Risorgimento vede un forte coinvolgimento della Lombardia: le cinque giornate di Milano, le dieci di Brescia, le figure di Confalonieri e Maroncelli, l'appoggio all'impresa dei Mille sono solo alcuni esempi. Nel 1859 la vittoria nella II guerra d'indipendenza, libera la Lombardia dal dominio austriaco e vede l'annessione della regione al Regno di Piemonte. Quando quest'ultimo diviene Regno d'Italia la regione si distingue come la più attiva e ricca della penisola. Generoso e determinate il contributo lombardo alla lotta contro il fascismo e i tedeschi invasori.


LE SIGNORIE
La decadenza dei Comuni inizia con il graduale disinteresse dei cittadini per la vita politica, il sorgere di fazioni, l'affermarsi di oligarchie aristocratiche. Le contese e le lotte interne finiranno per favorire l'avvento di un "signore" e forme di governo assoluto, esercitato da alcune grandi famiglie (XIII secolo).
Contemporaneamente a questa evoluzione delle forme del potere interno alle città, Milano assume sempre più il ruolo di città dominante.
I signori di Milano, i Visconti, conquistato il potere nella città, estendono il loro dominio non solo alla Lombardia (XIV secolo), ma anche in direzione del Veneto e della Toscana (prima metà del Quattrocento).
Soltanto Mantova riesce ad affermarsi in modo autonomo, sotto la famiglia dei Gonzaga, che la governeranno dal Trecento agli inizi del Settecento.
Con i Visconti si apre una grande stagione artistica che fa di Milano una delle capitali del gotico internazionale.
Il monumento che riassume questo potere e questo gusto è certamente il Duomo di Milano, il cui cantiere, aperto nel 1386 per volontà di Gian Galeazzo Visconti, con l'intento di rivaleggiare con le grandi cattedrali francesi e tedesche, rappresenterà per cinque secoli (la facciata sarà infatti
Il Duomo - Milano
compiuta solo nell'Ottocento), un crogiolo di esperienze e scuole per architetti, ingegneri, maestranze, lapicidi, provenienti da tutta Italia e, soprattutto nei primi cento anni, dalla Renania e dalla Borgogna. Il risultato doveva costituire e continua a costituire un esempio unico in Lombardia e in Italia, a cominciare dal materiale utilizzato: in una città di bassi e semplici edifici in mattoni, inizia a sorgere, partendo dall'abside, un'immensa mole di candido marmo di Candoglia, cavato dalla Val d'Ossola e da qui trasportato via acqua attraverso il Lago Maggiore, il fiume Ticino e il Naviglio fino dentro le mura di Milano. Dieci anni dopo viene dato l'avvio a un altro grande complesso architettonico: la Certosa di Pavia. Materiali, forme, decorazioni di questa costruzione documentano il passaggio, nel corso di due secoli, dal gotico al rinascimento, al manierismo, al barocco. Spicca in particolare la coesistenza tra l'uso del cotto, tipico dell'architettura lombarda, e la preziosa policromia dei marmi della facciata.
A Pavia viene fondata l'Università, la più antica della Lombardia.
Il dominio dei Visconti termina con Filippo Maria (1447). Dopo aver conosciuto la massima espansione, i confini del ducato vengono ridimensionati; in particolare le città di Bergamo e Brescia passano sotto il dominio della Serenissima Repubblica
Medaglione raffigurante il condottiero,
poi duca di Milano, Francesco Sforza
di Venezia, nel cui stato verranno sempre più integrate e dalla quale saranno influenzate anche culturalmente.
I milanesi proclamano la Repubblica Ambrosiana, tentativo effimero di far rinascere le istituzioni comunali, che viene presto abbattuta da Francesco Sforza (1450).
Sotto la nuova signoria sforzesca si apre un periodo di crescita demografica e prosperità economica in tutti i settori: agricoltura e allevamento, commercio e produzione di generi cosiddetti di lusso, come armi e armature, oreficeria, arazzi, sete. Prosegue l'opera di costruzione di canali navigabili, concepiti sia come vie di comunicazione che come mezzi di irrigazione; nella bassa pianura vengono costruite grandi cascine agricole, mentre nell'alta pianura, meno fertile, vengono introdotte la coltivazione del gelso e la bachicoltura; la lavorazione della seta dà origine alle prime manifatture protoindustriali.
I più begli ingegni vengono a lavorare alla corte dei duchi di Milano e di Mantova. A Milano viene ricostruito il Castello, che nei secoli futuri andrà soggetto a continui adattamenti, fino al restauro ottocentesco di Luca Beltrami.
Il Castello costruito a Milano dagli Sforza
Con scopi sociali e sanitari si dà inizio alla riunificazione di tutti gli ospedali cittadini in un unico, grande complesso, l'Ospedale Maggiore, oggi sede dell'Università degli Studi, secondo il progetto, avanzatissimo nella sua razionalità, dell'architetto fiorentino Filarete.
E' soprattutto Ludovico il Moro, l'ultimo grande Sforza a trasformare la propria corte in senso rinascimentale. Da tutta l'Italia e dall'estero giungono artisti, letterati, umanisti, scienziati e musicisti. I più grandi e universalmente conosciuti sono Donato Bramante e Leonardo da Vinci.

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