La Finlandia

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LA FINLANDIA

1. INTRODUZIONE
Finlandia (Suomi Tasavalta), repubblica dell'Europa settentrionale delimitata a nord dalla Norvegia, a est dalla Russia, a sud dalla Russia e dal golfo di Finlandia, a sud-ovest dal mar Baltico e a ovest dal golfo di Botnia e dalla Svezia. Quasi un terzo del territorio finlandese si trova a nord del Circolo polare artico. La superficie complessiva è di 338.145 km² comprendenti 33.551 km2 di acque interne. Helsinki è la capitale e la maggiore città del paese.

2. TERRITORIO
Il territorio della Finlandia, prevalentemente pianeggiante, è caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi (circa 60.000, tra cui i maggiori sono il Saimaa, l'Inari e il Päijänne) e da coste frastagliate, davanti alle quali emergono numerosissime isole: l'arcipelago di Ahvenanmaa (isole Åland) nel mar Baltico ne comprende circa 6500. I fiumi principali della Finlandia sono il Tornio, il Muonio, il Kemi e l'Oulu, l'unico navigabile per le grandi imbarcazioni. Nella zona settentrionale del paese si trova un'area collinare, mentre a nord-ovest si innalzano alcuni rilievi che, in prossimità del confine con la Norvegia, comprendono la cima più elevata del paese, il monte Haltia (1324 m). La Lapponia, che si estende al di sopra del Circolo polare artico, è la regione più settentrionale della Finlandia.
Gran parte del territorio finlandese è coperto da foreste, costituite principalmente da conifere e da betulle, e nell'estremo sud da pioppi, ontani, aceri e olmi; in Finlandia sono presenti quasi 1200 tipi di piante e circa 1000 specie di licheni. Soprattutto nelle regioni settentrionali, le meno densamente popolate dall'uomo, vivono numerosi animali quali orsi, lupi, linci, volpi artiche, oche selvatiche, anatre e cigni, mentre le renne, addomesticate dai lapponi (saami), non vivono più allo stato brado; tra i pesci d'acqua dolce prevalgono il salmone e la trota, mentre merluzzi e aringhe abbondano nelle acque marine.
Nonostante la latitudine, il clima è notevolmente mitigato dalla vicinanza del mare; lungo le coste meridionali la temperatura media a luglio è di 15,6 °C, a febbraio di circa -8,9 °C; la media delle precipitazioni (incluse quelle nevose) è di 460 mm nelle regioni settentrionali e di 710 mm in quelle meridionali. Durante l'anno la neve ricopre i territori del sud per quattro o cinque mesi e quelli del nord per circa sette mesi.
3. POPOLAZIONE
La Finlandia ha una popolazione di 5.149.242 abitanti (1998) e una densità media tra le più basse d'Europa: 15 unità per km2. Di origine ugrofinnica, la popolazione parla per la quasi totalità (93%) il finlandese, mentre una minoranza (pari al 6%, concentrata soprattutto nelle isole Åland e sulla costa occidentale) è di lingua svedese; nell'estremo nord risiedono circa 2500 saami. La minoranza svedese è rappresentata nel paese da un suo partito politico, ha proprie scuole e altre istituzioni separate.

Le lingue ufficiali sono il finlandese, appartenente al gruppo ugrofinnico, e lo svedese; quest'ultimo, oltre che nelle isole Åland, è diffuso nei distretti sudoccidentali, mentre i saami parlano il saami (lappone), un dialetto locale. La grande maggioranza degli abitanti (90%) appartiene alla chiesa evangelica luterana di Finlandia e solo una piccola minoranza è greco-ortodossa. Più dei due terzi della popolazione risiede nella zona meridionale del paese, dove le condizioni climatiche sono più favorevoli, maggiore è la concentrazione delle attività produttive e il tasso di urbanizzazione è pari al 60%.
3.1. Suddivisioni amministrative e città principali
La Finlandia è suddivisa in 12 province, ciascuna delle quali è amministrata da un governatore nominato dal presidente; esse sono: Audenmaan, Turun-Porin, Ahvenanmaa, Hameen, Kymen, Mikkelin, Pohjois-Karjalan, Kuopio, Keski-Suomen, Vaasan, Oulun e Lapin. Ahvenanmaa (isole Åland) è una provincia autonoma dotata di un Parlamento (composto da 30 membri) e di un consiglio esecutivo che opera congiuntamente al governatore.
Helsinki (508.588 abitanti nel 1993), sede del governo, è il maggior centro culturale, industriale e commerciale del paese: altri centri importanti sono Tampere e Turku, l'ex capitale, entrambe centri industriali.
3.2. Istruzione e cultura
L'istruzione è obbligatoria e gratuita tra i 7 e i 16 anni di età; essa si divide nella scuola elementare, che ha una durata di sei anni, e in quella media, di tre. Il tasso di alfabetizzazione è circa del 100%. Oltre ai numerosi istituti superiori, nel paese hanno sede 13 istituti universitari, tra cui il più prestigioso è quello di Helsinki, dotato di una biblioteca con un patrimonio librario di 2,6 milioni di volumi che costituisce anche la Biblioteca nazionale. La capitale ospita inoltre numerosi musei di interesse storico ed etnografico, tra cui il Museo nazionale finlandese.
In seguito alla conquista del territorio finlandese da parte della Svezia nel XII secolo (vedi oltre), la cultura autoctona delle tribù finniche subì profondi mutamenti, integrandosi a quella dei nuovi colonizzatori; tra la popolazione contadina continuarono a essere trasmessi oralmente i poemi epici della tradizione con l'accompagnamento di strumenti musicali tipici, come il kantele, mentre sculture lignee e tappeti erano decorati con l'antico simbolo della svastica e con altri semplici segni geometrici. Tra gli appartenenti alle classi più colte, la cultura svedese era dominante: lo svedese infatti, oltre a essere comunemente parlato, era anche la lingua letteraria; nel corso del XIX secolo, tuttavia, la cultura tradizionale cominciò a trovare espressione e il finlandese divenne anch'esso lingua letteraria .
Per quanto riguarda la musica, il paese ha una radicata tradizione, in ambito sia folclorico che religioso; quest'ultimo, in particolare, si sviluppò in seguito all'introduzione nel paese del cristianesimo nel corso del XII secolo e durante la Riforma, quando i canti gregoriani e altri generi di musica con parole in latino, furono adattati alla lingua finlandese. Nel XIX secolo di grande rilevanza fu l'opera di due musicisti tedeschi, il compositore Fredrik Pacius e il direttore d'orchestra Richard Friedrich Faltin; Martin Wegelius, il primo compositore finlandese, influenzò profondamente i successivi sviluppi della musica classica e il suo contemporaneo, Robert Kajanus, fece conoscere la musica del paese al pubblico europeo; fu tuttavia con Johan Sibelius che, sulla base dell'ispirazione a elementi propri della tradizione locale, si giunse a un vero e proprio stile musicale nazionale. Nel dicembre del 1993 fu inaugurato il nuovo Teatro dell'Opera a Helsinki, sede dell'Orchestra nazionale e del corpo di ballo.
4. ECONOMIA
Nel 1997 il prodotto interno lordo (PIL) pro capite era di 23.310 dollari USA. L'odierna ricchezza e l'elevato grado di industrializzazione del paese contrastano in modo evidente con la difficile situazione in cui la Finlandia versò alla fine della seconda guerra mondiale, quando l'economia conobbe un periodo di grave difficoltà, con alti tassi di inflazione e di disoccupazione e una drastica riduzione delle esportazioni. Da allora il settore industriale crebbe rapidamente e già alla fine degli anni Sessanta esso impiegava una percentuale della popolazione attiva maggiore di quella occupata in attività agricole e forestali, che costituiscono il settore trainante dell'intero sistema economico, contribuendo per il 40% alle entrate derivanti dall'esportazione.
I terreni coltivabili sono limitati esclusivamente alle fertili regioni costiere; i principali prodotti sono orzo, barbabietole da zucchero, cereali, patate e grano. Di una certa rilevanza per l'economia è anche l'allevamento, soprattutto di pollame, suini, renne e pecore. La principale fonte di ricchezza è rappresentata dall'ingente patrimonio forestale, composto soprattutto da pini, abeti, abeti rossi e betulle. Oltre il 50% del patrimonio forestale è di proprietà privata, il rimanente è controllato dallo Stato, da corporazioni e da municipalità. La pesca in mare e, in minor misura, nei laghi soddisfa essenzialmente il mercato interno. Data l'importanza delle risorse naturali, nel paese sono particolarmente sentite e dibattute le problematiche legate all'ambiente, quali l'inquinamento del mar Baltico e l'attento controllo sulla quantità di alberi abbattuti ogni anno.
Significativa nella regione è la produzione di rame, zinco e argento; più modesta quella di piombo, nichel e oro. Tra i minerali non metallici vi sono granito e pietra calcarea. Nell'industria, fondamentali sono i settori della lavorazione del legno e della produzione della carta; rilevanti anche i comparti tessile e dell'abbigliamento, farmaceutico, alimentare, del vetro e della ceramica, della produzione di macchine pesanti e navi. Nei primi anni Novanta circa il 24% dell'energia elettrica annua era fornito dagli impianti idroelettrici e solo una parte era prodotta dai quattro impianti nucleari presenti nel paese.
4.1. Flussi monetari e commercio L'unità monetaria corrente è il markka, suddiviso in 100 penni; la Banca di Finlandia, fondata nel 1811, è l'istituto centrale di emissione. L'industria della carta, della cellulosa e della lavorazione del legno concorrono nella misura del 40% all'ammontare delle esportazioni annue; le importazioni includono combustibile, materie prime, macchinari, materiali per i trasporti, alimenti e prodotti tessili. I maggiori scambi commerciali avvengono con Svezia, Gran Bretagna, Germania e altri paesi dell'Unione Europea, con la quale la Finlandia ha stipulato un accordo commerciale nel 1972; tra gli altri partner si sono recentemente aggiunti Stati Uniti e Giappone; il commercio con l'ex URSS, che un tempo si attestava intorno al 30% dell'intero volume degli scambi, è notevolmente diminuito alla fine degli anni Ottanta. Nel 1992 le importazioni annue furono pari a 21,2 miliardi e le esportazioni a 24 miliardi. Dal 1961 la Finlandia è membro associato dell'Associazione europea di libero scambio (e membro a pieno titolo dal 1986); dal maggio 1994 è membro dell'Unione Europea, in seguito a referendum popolare.
4.2. Trasporti e comunicazioni Nel paese è stato realizzato un articolato sistema di canali che, collegando tra loro numerosi laghi e consentendo lo sbocco sul mare (golfo di Finlandia), costituisce una fondamentale ed economica rete di trasporto per l'industria del legno: circa 6600 km di corsi d'acqua interni sono infatti navigabili. La rete ferroviaria copre 5880 km e quella stradale circa 77.782 km, di cui il 54% è asfaltato. La compagnia aerea Finnair effettua voli interni e internazionali.
5. ORDINAMENTO DELLO STATO
In base alla Costituzione approvata nel 1919 e ai suoi successivi emendamenti, la Finlandia è una Repubblica parlamentare. Il potere esecutivo è esercitato dal presidente, eletto a suffragio universale con un mandato di sei anni. Se, in seguito alle elezioni, nessun candidato ottiene la maggioranza dei consensi, la scelta è affidata a un collegio elettorale composto da 301 membri, eletti a loro volta a suffragio universale. Il Consiglio di stato (governo), nominato dal presidente, è soggetto all'approvazione del Parlamento ed è presieduto dal primo ministro. Il Parlamento finlandese (Eduskunta), unicamerale, è composto da 200 membri eletti ogni 4 anni a suffragio universale. Il sistema giudiziario locale è suddiviso in tribunali municipali nelle città e distrettuali nelle campagne; le Corti d'appello sono situate a Turku, Vaasa, Kuopio, Kuovoula, Rovaniemi ed Helsinki. La Corte suprema, a Helsinki, è il tribunale di ultima istanza per le sentenze civili e penali.
I maggiori partiti finlandesi sono il Partito socialdemocratico (fondato nel 1899), il Partito di centro (fondato nel 1906, raccoglie la maggioranza dei consensi nelle zone rurali), l’Alleanza nazionale (conservatore), l'Alleanza di sinistra (ex Partito comunista), la Lega verde (ecologista), il Partito popolare svedese in Finlandia (liberale), la Lega cristiana (cristiano-democratica).
6. STORIA Le prime tracce di insediamenti umani in Finlandia risalgono all'8000 a.C., quando gruppi di cacciatori giunsero probabilmente dalle regioni dell'est. Altri resti testimoniano l'esistenza di comunità risalenti all'età della Pietra (a partire dal 3000 a.C.). Successivamente (negli ultimi secoli precedenti la nascita di Cristo) dall'est e dall'Estonia migrarono nella regione popolazioni di lingua ugro-finnica (finni) che si stanziarono soprattutto nella regione meridionale del paese, in piccole comunità (suomi) di cacciatori e allevatori dediti anche all'agricoltura.
6.1. I vichinghi All'inizio dell'era cristiana il territorio era abitato dai lapponi, che vennero progressivamente sospinti verso nord dall'insediamento di popolazioni finniche: kvani, tavasti, suomi, careli. Le tribù(suomi) erano divise tra di loro e gli scambi erano assicurati da mercanti svedesi, arrivati nella regione nel VI secolo attraverso l'arcipelago di Åland.
6.2. La conquista svedese A partire dal XII secolo la Svezia e la Russia tentarono di stabilire il predominio sulla regione: la conversione delle tribù finniche alla cristianità venne infatti attuata sia dagli svedesi, cattolici-romani, sia dai russi, ortodossi, e durò oltre un secolo. Nel 1155 il papa Adriano IV incoraggiò il re svedese Eric IX il Santo ad attraversare il Baltico a capo di un'armata. L'iniziativa, oltre a mirare alla conversione delle popolazioni, aveva anche una finalità economica e politica: alla sconfitta delle tribù finniche non seguì però una conquista politica, che avvenne più tardi.
Quando il reggente del principato russo di Novgorod invase la Tavastia nel 1293, gli svedesi inviarono un'armata per cercare di conquistare tutto il territorio della Carelia sino all'altezza del fiume Neva. Gli scontri durarono sino al 1323 quando, in seguito al trattato di Pähkinäsaari, fu tracciato il confine tra le sfere di influenza svedese e russa: la Carelia venne divisa in parti uguali, mentre il resto del territorio rientrò nel regno svedese. Nel 1362 furono concessi alla popolazione locale gli stessi diritti degli svedesi e, quando la regina Margherita I fondò l'Unione di Kalmar nel 1397, la Finlandia fu sottoposta alla politica dinastica dei paesi scandinavi. Durante i secoli XV e XVI, gran parte del paese fu amministrata come un feudo da parte di nobili svedesi.
6.3. Un ducato svedese Il re Gustavo I Vasa tentò di attuare alcune riforme economiche e amministrative, e durante la Dieta di Västerås nel 1527 gli svedesi ruppero i legami con il papato, anche se le dottrine di Martin Lutero non furono accettate se non diversi anni più tardi. Nel corso di un conflitto (1555-1557) contro lo zar Ivan IV di Russia, la Finlandia divenne un ducato svedese sotto il futuro re Giovanni III e, fino alla fine del secolo, il paese fu al centro degli scontri tra Svezia e Russia. Sotto il regno di Gustavo II Adolfo (1611-1632) la Finlandia divenne parte integrante del regno svedese.
La pace di Stolbovo (1617) allargò i confini della Finlandia a est verso l'Ingria. Durante la grande guerra del Nord (1700-1721), i russi occuparono la Finlandia (1713 -1721); la pace di Nystadt (1721) pose termine al conflitto e tolse alla Svezia vaste aree della Finlandia sudoccidentale a favore della Russia, che conquistò altri territori tra il 1741 e il 1743. In questo periodo cominciò a prendere corpo l'idea dell'indipendenza finlandese dalla Svezia, avanzata nella dichiarazione dell'imperatrice russa Elisabetta Romanova, desiderosa di fare del paese uno stato separato sotto la sovranità russa.
6.4. Il dominio russo (1809-1917) A un anno di distanza dall'accordo con Napoleone a Tilsit nel 1807, lo zar Alessandro I annetté la Finlandia, che fu proclamata granducato dell'impero russo nel 1809. Con la pace di Hamina (svedese Fredrikshamn), nel settembre dello stesso anno, la Svezia cedette la Finlandia e le isole Åland alla Russia. Dal 1809 al 1863 la Finlandia venne amministrata da un governatore russo, con sede a Helsinki, la nuova capitale, e il paese godette di un periodo di relativa pace e prosperità; nel 1863 fu ricostituito il Lantdag (Parlamento), che non si riuniva dal 1809, e il finlandese divenne lingua ufficiale accanto allo svedese. Nel 1894 fu introdotto l'uso della lingua russa nella politica e nell'amministrazione, mentre il potere fu concentrato nelle mani dei governanti russi e i cittadini finlandesi persero molti dei loro diritti costituzionali.
Dopo lo scoppio della guerra russo-giapponese nel 1904 la Russia, temporaneamente indebolita, in risposta a una rivolta della popolazione finlandese avviò radicali riforme quali la creazione di un Parlamento unicamerale (Eduskunta) e la concessione del diritto di voto a tutti i cittadini – uomini e donne – di età superiore ai 25 anni, facendo di quello finlandese il sistema parlamentare più moderno dell'epoca. Il paese non fu direttamente coinvolto nella prima guerra mondiale, anche se le truppe russe stazionarono sul suo territorio.
6.5. L'indipendenza e la guerra civile L'occasione per il raggiungimento dell'indipendenza fu data dalla Rivoluzione russa del 1917. Il parlamento finlandese assunse "tutti i poteri in precedenza esercitati dallo Zar" e il 6 dicembre votò a favore dell'istituzione di una Repubblica indipendente. Lenin e il nascente governo sovietico non poterono che riconoscere la sovranità finlandese, pur continuando a fornire di armi le guarnigioni russe rimaste sul territorio.
La popolazione, stremata dalla difficile situazione economica e politica, era divisa tra i socialisti radicali e il governo di destra; due eserciti, le Guardie rosse e le Guardie bianche, si schierarono nel paese le une contro le altre. La tensione sfociò in violenza aperta: il 28 gennaio del 1918 le Guardie rosse, in reazione all'ordine del governo di espellere dal paese le truppe russe, occuparono Helsinki e alcune città della Finlandia meridionale. Il governo si ritirò a Vaasa, da dove venne organizzato un contrattacco da parte del generale Carl Gustav Mannerheim che, a capo delle Guardie bianche, assistite dalle truppe tedesche, riprese Helsinki; a maggio la rivoluzione era stata spenta. Nel luglio del 1919 il Parlamento adottò una nuova Costituzione repubblicana e Kaarlo J. Stahlberg diventò il primo presidente della Repubblica.
Gli anni Venti e Trenta furono caratterizzati da grandi tensioni sociali e dal succedersi di diversi governi di coalizione composti da partiti di destra e dal partito agrario (l'attuale partito di centro), il quale rappresentava gli interessi di oltre 90.000 piccoli proprietari che avevano ottenuto le loro terre in seguito alle riforme agrarie del 1922. Nel 1918 il 70% della forza lavoro era impiegato nel settore agricolo e forestale: nel 1940 la percentuale era scesa al 60%. Il partito comunista fu dichiarato illegale e da esso nacque il Partito socialdemocratico. Nel 1932 venne concluso con l'Unione Sovietica un trattato di non aggressione.
6.6. La guerra d'Inverno Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939, la Finlandia dichiarò la propria neutralità. L'URSS, temendo un attacco tedesco dal territorio finlandese, chiese al paese la cessione di alcuni territori in cambio di parti della Carelia sovietica. Al rifiuto, i sovietici risposero con l'invasione del paese, il 30 novembre del 1939, dando così inizio alla guerra d'Inverno. I finlandesi vinsero numerose battaglie, ma l'URSS, a conclusione del conflitto, ottenne la Carelia e una parte della Lapponia. Quando la Germania attaccò l'URSS nel 1941, i finlandesi intervennero militarmente contro l'Unione Sovietica; in seguito a ciò l'Inghilterra dichiarò guerra alla Finlandia nel dicembre del 1941 e gli Stati Uniti ruppero le relazioni diplomatiche.
Nel 1944 fu siglato un armistizio tra Finlandia e Unione Sovietica. La Finlandia dovette cedere all'URSS il fiordo di Petsamo, ricco di miniere e unico sbocco del paese sui mari artici, e concedere in affitto per 50 anni la base navale di Porkkala, presso Helsinki.
6.7. Il dopoguerra Il trattato di pace tra Finlandia e Russia fu siglato nel 1947; le riparazioni di guerra furono estinte nel 1952 e tre anni dopo la penisola di Porkkala rientrò in possesso finlandese. Nel 1948 fu stipulato tra i due paesi un trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza, successivamente rinnovato nel 1983.
6.8. Politica estera La politica estera del paese si basò sulla ricerca di rapporti amichevoli con l'URSS, sull'impegno per la pace e per la distensione tra Est e Ovest. Questa politica venne definita linea Paasikivi-Kekkonen dal nome del presidente Juho Kusti Paasikivi che la iniziò e del suo successore, Urho Kaleva Kekkonen. Forse più di ogni altro uomo politico, Kekkonen ha determinato la vita politica del paese; primo ministro dal 1950 al 1956 (con due brevi intervalli) e presidente dal 1956 al 1981, egli dissolse i timori dell'URSS relativi a una politica a essa sfavorevole e non intraprese attività contrarie agli interessi sovietici, anche se durante il periodo della Guerra Fredda il paese rimase fermamente orientato verso gli altri paesi scandinavi e i paesi dell'Occidente: dopo la dissoluzione dell'URSS, la Finlandia riaffermò questo orientamento sviluppando legami con l'Unione Europea e le ex repubbliche sovietiche.
6.9. Politica interna
Nessun partito politico gode nel paese della maggioranza e la regola è rappresentata da governi di coalizione che si susseguono con una media di uno all'anno dal 1917, provocando una certa instabilità politica. La maggioranza dei governi del dopoguerra è stata guidata da leader dei partiti socialdemocratico e di centro. Nel gennaio del 1982 Mauno Koivisto, un socialdemocratico, succedette a Kekkonen. Le elezioni del marzo del 1987 portarono al potere un altro governo di coalizione composto da partiti conservatori, eletti per la prima volta in più di vent'anni, e Holkeri divenne il primo ministro conservatore dal 1946. Il presidente Koivisto fu rieletto nel febbraio del 1988. Durante gli anni Ottanta, il tasso di crescita del PIL registrò un incremento annuo pari al 4% e tuttavia, agli inizi degli anni Novanta, la crescita economica subì una drastica diminuzione, dovuta in parte all'andamento negativo del commercio con i paesi dell'ex Unione Sovietica e in parte all'ingente debito estero finlandese che consisteva in una somma pari al 22% del PIL.
Nel 1991 il Partito di centro sconfisse i socialdemocratici che si schierarono con l'opposizione; il leader centrista Esko Aho formò un governo di maggioranza che escludeva i socialisti e attuò un programma di austerità che prevedeva tagli ai servizi sociali, tasse più elevate e riduzione dei salari. Questi provvedimenti, combinati con la fluttuazione del markka finlandese, provocata per favorire gli scambi commerciali con l'estero, aiutarono la ripresa economica del paese, determinando tuttavia il tasso di disoccupazione più alto dell'Europa occidentale (1993). Il malcontento popolare verso il governo di centro portò, nel febbraio del 1994, alla scelta del candidato socialdemocratico Martti Ahtisaari alla presidenza della Repubblica. Nel marzo del 1992 la Finlandia fece domanda di ammissione all'Unione Europea. La richiesta fu approvata dal Parlamento Europeo nel maggio del 1994 e il paese ne divenne un membro effettivo nel 1995. In seguito alle elezioni legislative del 1995, il socialdemocratico Paavo Lipponen ha costituito un governo di coalizione che comprende partiti di sinistra e di destra.
6.10. Sviluppi recenti Nel 1999 la Finlandia ha aderito all’Unione monetaria europea, sebbene una cospicua maggioranza della popolazione non fosse affatto convinta dell’adozione dell’euro. In seguito alle elezioni legislative del marzo 1999 in cui il Partito socialdemocratico ha conservato un piccolo margine di vantaggio sul Partito di centro (il maggior partito di opposizione) Lipponen ha costituito un nuovo governo di sinistra-destra .

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