L'India

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L’UNIONE INDIANA
L’India, vasta circa 10 volte l’Italia, presenta ambienti estremamente diversi tra loro. La regione montana ha insediamento scarso per il clima e la pendenza dei versanti, coltivabili solo se terrazzati. Infatti è formata da una limitata porzione del sistema himalaiano che, per la sua origine recente ha montagne elevate (anche oltre 8000 m) e aguzze. I numerosi affluenti del Gange e dell’Indo, formano, ai piedi dell’arco montuoso, una estesa pianura alluvionale. Nel Centro-est i monsoni garantiscono piogge abbondanti: d’estate le piogge gonfiano i fiumi già ricchi d’acqua e, a causa della mancanza di adeguati argini, quasi ogni anno si verificano pericolose inondazioni, che distruggono campi coltivati e danneggiano infrastrutture. Il problema è particolarmente grave nella porzione più orientale della pianura, che appartiene al Bangladesh. Nonostante i rischi, questa è la regione più densamente popolata del paese. Importante è anche l’altopiano del Deccan, con un sottosuolo discretamente ricco di risorse.

➢ L’importanza del mondo
Dal momento dell’indipendenza (1947) fino al 1991, cioè fino a quando è esistita l’Unione sovietica, l’India fu uno dei paesi NON ALLEATI più importanti. Al momento dell’indipendenza, il Governo aveva ordinato un’economia mista e, per coordinare lo sviluppo economico, usavo lo strumento della pianificazione, riferendosi all’esperienza sovietica. Oggi l’India è importante perché è il secondo paese per numero di abitanti. Il suo mercato interno è visto con interesse dalle potenze economiche; nell’industria la sua capacità produttiva (anche in settori avanzati) è fonte di concorrenza per molti paesi. Inoltre, è uno dei pochi paesi ad aver costruito la bomba atomica e, non avendo firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, nessuno conosce esattamente la sua pericolosità.

➢ La popolazione
L’Unione indiana, con circa un miliardo di persone, è il secondo paese del mondo per abitanti. Nonostante l’indipendenza dal Regno Unito nel 1947, l’inglese è tuttora molto parlato dalle persone istruite. L’altra lingua unificante è l’hindi, utilizzato da circa la metà della popolazione. Nel complesso, comunque, in India si parlano più di 1500 tra lingue e dialetti.
Nelle città, dove si concentrano i ricchi, il tenore di vita è simile a quello dei paesi occidentali, ma la maggioranza della popolazione è povera (le baraccopoli continuano ad ingrandirsi). Nonostante queste difficoltà economiche, l’India non è un paese di emigranti: i pochi che partono si dirigono prevalentemente verso la Gran Bretagna. Vi è però una certa “fuga dei cervelli”, specializzati nel settore informatico, diretti in gran parte negli Stati Uniti.

➢ L’organizzazione economica
L’India è uno dei 15 paesi più industrializzati del mondo. Dagli anni Settanta gli investimenti stranieri continuano a crescere. Nell’industria, le multinazionali europee e statunitensi hanno aperto molte filiali: si tratta di produzioni inquinanti. Grandi imprese agroindustriali occidentali hanno organizzato vaste piantagioni di cotone, tè, frutta tropicale usufruendo del clima monsonico e del suolo mediamente fertile.

➢ L’agricoltura
Uno dei problemi maggiori riguarda la proprietà della terra. La riforma agraria (varata negli anni 50) per eliminare i latifondi e fissare un tetto agli affitti pretesi dai grandi proprietari terrieri è stata poco applicata e quindi sopravvivono vasti latifondi assenteisti. Per questo sono scarsi gli investimenti per modificare l’ambiente e renderlo più produttivo. L’interno del Deccan è la regione dove opere di irrigazione sono mento presenti e l’uso dei fertilizzanti è più limitato. Tra le produzioni più importanti c’è l’allevamento: questa attività ha però un valore economico quasi nullo in quanto l’induismo impone una dieta vegetariana.

➢ La Rivoluzione Verde
Con il termine Rivoluzione Verde si indicano trasformazioni della struttura biologica di piante e animali. L’obiettivo era di ottenere degli ibridi e delle piante con un ciclo vegetativo più breve. Si ottennero così cereali ad alta resa e piante con lo stelo più corto del normale (quindi meno soggette alla violenza del vento).
In India, la Rivoluzione verde si è diffusa specialmente nella pianura del Gange: l’abbondanza d’acqua, grazie ai fiumi himalaiani e alle piogge monsoniche, permette di coltivare d’inverno-primavera il grano, e d’estate il riso, che impiega solo tre mesi a crescere. Nel tempo sono però emerse alcune gravi difficoltà. Le sementi selezionate devono essere importate e la quantità impiegata di concimi e di acqua è maggiore: questi fattori produttivi difficilmente sono a disposizione dei contadini dei minifondi, pertanto solo le aziende medio-grandi, condotte con criteri moderni, possono utilizzare le sementi selezionate. I maggiori raccolti così ottenuti causano una flessione dei prezzi, che danneggia chi è escluso dalle innovazioni. La Rivoluzione Verde ha inoltre aumentato le disparità economiche già esistenti tra proprietari agricoli.
Nel corso degli anni ’90, i paesi avanzati hanno continuato la ricerca nel campo degli organismi geneticamente selezionati. In India si sperimenta la coltivazione del cotone “blu”, materia prima per l’industria dei jeans.
➢ L’industria
In crescita è il settore automobilistico, grazie a Joint venture di imprese locali con altre straniere (es. Fiat). L’industria indiana si differenzia dalla maggior parte dei paesi del Sud del mondo grazie ai settori avanzati. Lo Stato ha finanziato la ricerca scientifica e la produzione nei settori nucleare, informatico e aeronautico. Ha anche predisposto un programma spaziale per la realizzazione di satelliti per le telecomunicazioni.
Un altro settore caratterizza il paese, quello cinematografico: Mumbay (Bombay) è la Hollywood indiana. Nei suoi studios si producono film in numero di poco inferiore a quelli degli Stati Uniti.

➢ Il terziario
Il terziario presenta un dualismo economico molto accentuato, tra attività tradizionali e moderne.
Nelle grandi città, dove sono più numerosi i ricchi indiani e i turisti, i sottoccupati si dedicano ad attività saltuarie come facchini, domestici, lavavetri, posteggiatori abusivi, lustrascarpe, portatori dei risciò, venditori ambulanti. Anche la pubblica amministrazione, che ha un grande sviluppo grazie alla struttura federale dell’India, è responsabile dell’ipertrofia del settore terziario, perché migliaia di impiegati sono in realtà superflui.
Molto più importanti economicamente sono il terziario finanziario e quello culturale: il sistema scolastico statale, nelle grandi città, assicura un’efficiente istruzione.

➢ La regione di Mumbay
Mumbay, nuovo nome di Bombay, si è ingrandita a partire dalla colonizzazione inglese. È la capitale finanziaria e culturale: la Borsa, le banche e le società di assicurazioni che hanno sede nella città contribuiscono allo sviluppo di imprese situate anche in altre regioni. Ma la bilancia commerciale è comunque in passivo.

➢ La struttura regionale
Gli squilibri regionali sono molto accentuati e le migrazioni interne lo confermano. Un esempio di questi squilibri possono essere i dati relativi all’istruzione (in particolare quella femminile) e al tasso di mortalità infantile che assumono valori diversi tra loro: alcuni sono “quasi occidentalizzati”, gli altri sono un esempio drammatico dei paesi del Sud del mondo.
Inoltre, un consistente flusso di persone abbandonano le pendici montuose e l’interno del Deccan per recarsi, per una stagione o anche per periodi più lunghi, verso le coste e la pianura del Gange. Gli abitanti delle città aumentano, in particolare quelle che già sono tra le più estese, confermando così la tendenza al gigantismo urbano di molti paesi del Sud del mondo. L’area forte è da sempre situata nella pianura del Gange. La capitale economica è Mumbay, situata non troppo distante dalla pianura. Nel centro-sud del Deccan, ci sono Bangalore e Coimbatore, che sono cresciuti a partire dagli anni Settanta grazie ai piani statali di investimento nel settore informatico. Oggi la loro agglomerazione urbana viene chiamata la Silicon Valley dell’India, e proprio grazie alle nuove tecnologie delle comunicazioni, esperti di informatica forniscono consulenza e collaborazione ad aziende situate in Europa e Usa.
Le aree marginali sono quelle caratterizzate da un’agricoltura di sussistenza e tradizionale, come l’interno del Deccan e le pendici dell’Himalaia, dove però un certo sviluppo turistico sta attenuando l’isolamento. Questa nuova attività turistica è comunque ostacolata dalle continue tensioni legate ai problemi dei confini con Cina e Pakistan, ancora in discussione dopo 50 anni d’Indipendenza.

➢ Le regioni di confine
Nel 1947 la regione del Kashmir è stata attribuita al Governo indiano, nonostante la maggioranza assoluta degli abitanti professasse l’Islam, perché il suo principe era indù. Il Pakistan non ha mai accettato questa attribuzione e gli abitanti hanno sempre rivendicato il diritto a scegliere di staccarsi dall’India. Vi furono molte battaglie e guerre per l’indipendenza, nelle quali i contendenti, minacciavano di usare la bomba atomica per far valere le proprie ragioni.
Il Kashmir comprende una porzione della catena himalaiana e la parte più nord-occidentale della pianura alluvionale. La fascia montuosa è importante sia per l’allevamento (le famose pecore che danno il nome alla regione e alla lana) sia per l’abbondanza di acqua, sfruttabile come fonte di energia. Inoltre, è un luogo molto visitato dai turisti.

Esempio



  


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