L'Africa

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Testo

AFRICA
I confini dell’Africa sono delimitati prevalentemente dalle acque. Questo continente è situato a cavallo dell’equatore: per questo motivo presenta fasce climatiche che si susseguono in modo simmetrico.
➢ I contatti con l’Europa
Il vasto deserto del Sahara è stato per secoli una barriera invalicabile per gli europei. Contatti con l’Africa Nera (l’Africa a sud del Sahara, i cui abitanti sono in prevalenza di razza negroide) esistevano grazie alle carovane di nomadi indigeni che si spostavano dalle coste mediterranee fino al centro del continente. Alla fine del XV secolo i naviganti portoghesi circumnavigarono l’Africa e ne esplorarono le coste, stabilendovi alcune basi portuali anche per gestire la tratta degli schiavi, imitati poi da inglesi e francesi. Solo nel Settecento cominciarono le prime spedizioni scientifiche nell’interno del continente. E nella regione australe si insediarono in modo stabile olandesi e inglesi che, grazie al clima temperato, svilupparono un’agricoltura di tipo europeo. Nell’Ottocento i viaggi di esplorazione furono più numerosi e permisero conoscenze sempre più dettagliate: l’interesse era rivolto specialmente alla ricerca di risorse minerarie. Iniziò così l’occupazione militare dell’Africa da parte delle potenze europee. Con la colonizzazione, iniziò l’attività estrattiva, nonostante le difficoltà causate dall’ambiente e dalla localizzazione molto interna dei giacimenti. Nel Novecento furono organizzate le prime piantagioni sulle coste del golfo di Guinea. Per far spazio alle monocolture di caffè, cacao, canna da zucchero fu necessario disboscare ampie zone della foresta pluviale. La presenza di nuove attività organizzate dagli europei, trasformò il paesaggio anche con la costruzione di porti sempre più attrezzati, di strade, di alcune ferrovie. La colonizzazione influì anche sulla distribuzione della popolazione: le migrazioni si diressero verso le piantagioni, le miniere e le città costiere, i cui porti rifornivano l’Europa.
➢ I problemi politici dell’Africa di oggi
In Africa si trovano pochi territori ancora governati da paesi europei. Il resto del continente è diviso in 53 Stati, alcuni dei quali molto piccoli. I loro confini sono un’eredità della dominazione coloniale. Infatti, nel 1936, i rappresentanti di tutti gli Stati divenuti indipendenti (con l’eccezione del Sudafrica) formarono l’Organizzazione per l’Unità Africana (dal 2002 chiamata Unione Africana) e decisero di rispettare i confini ereditati dagli europei. Ciò permise di ridurre almeno temporaneamente le tensioni tra gli Stati e le rivendicazioni di molti dei gruppi etnici aspiranti all’autonomia. La frammentazione politica del continente ha conseguenze importanti: troppo piccoli, la maggior parte dei paesi non ha una reale autonomia nei confronti delle maggiori potenze straniere.
Dagli anni Novanta l’Africa è coinvolta da numerose guerre civili. La coesione di molti paesi è crollata insieme alla riduzione o alla fine degli aiuti che USA e URSS garantivano ai loro alleati. Inoltre, numerose minoranze protestano per gli scarsi investimenti governativi nelle loro regioni, come nel caso del Biafra in Nigeria; oppure per la pretesa di trasformare il loro modo di vita. Come nel caso dei Tuareg (popolazione di ceppo berbero) del Niger e del Mali.
Inoltre, in Egitto, Sudan e Algeria, alcuni gruppi fondamentalisti islamici, rifiutano ogni apertura alla cultura occidentale, e vorrebbero imporre la formazione di uno Stato confessionale, che attribuisca ai precetti del Corano valore non solo religioso, ma anche di legge civile.
➢ I problemi sociali ed economici
Le statistiche sono fatte, in Africa, in modo molto irregolare e non raggiungono tutti gli insediamenti sparsi nel deserto o nella foresta pluviale. Inoltre, le frequenti guerre civile le rendono poco attendibili. Nonostante alti tassi di mortalità, la maggior parte dei paesi africani ha un incremento demografico tra i più alti del mondo.
La popolazione è ancora prevalentemente rurale e ciò ostacola l’organizzazione di servizi efficienti da parte dei governi. In quasi tutti i paesi l’assistenza sanitaria e il sistema scolastico sono molto scadenti; la disoccupazione e la sottoccupazione minacciano migliaia di persone; le infrastrutture di trasporto sono inefficienti e distribuite in modo eccessivamente squilibrato sul territorio.
In Africa si concentrano i paesi più poveri del mondo anche se alcuni sono tra i più importanti produttori di materie prime e prodotti agricoli. Alla base di questo paradosso c’è un’organizzazione economica che non è quasi mutata dal periodo coloniale. Tutto ciò ha impoverito il territorio, ha rallentato la formazione di imprenditori e ha impedito l’accumulazione di capitali nazionali che, raggiunta l’indipendenza, potessero essere investiti in nuovi settori produttivi. L’inefficienza del settore scolastico non ha permesso la formazione di forza lavoro qualificata sufficientemente numerosa. Oggi le attività estrattive e le piantagioni continuano ad essere gestite essenzialmente da imprese straniere; nel settore manifatturiero gli investimenti esteri sono nettamente inferiori a quelli effettuati in Asia e America Latina; le iniziative di imprenditori locali sono scarse e penalizzate dalla dipendenza finanziaria e tecnologica. L’Africa importa cereali, tecnologia, lavoro qualificato, il cui valore è crescente; esporta materie prime, manufatti a basso valore aggiunto (in particolare prodotti tessili) e prodotti di piantagione che hanno un prezzo straordinario. A questa difficoltà migliaia di persono reagiscono emigrando in Europa, ma così il continente perde risorse umane, e ciò rende senz’altro più difficile ogni miglioramento.
Africa Settentrionale
L’Africa settentrionale è bagnata a nord dal Mediterraneo e a ovest dall’Atlantico. La regione costiera è ovunque pianeggiante e beneficia del clima mediterraneo, con temperature miti. Nell’interno a ovest si allunga, parallela alla costa, la stretta catena dell’Atlante che termina in territorio tunisino. Più a sud c’è la sterminata distesa del Sahara, il più vasto deserto del mondo. Sulla costa le precipitazioni sono relativamente più abbondanti, e sull’Atlante assumono anche carattere nevoso alimentando alcuni corsi d’acqua. A oriente scorre il Nilo, che ha sorgenti nella regione equatoriale e giunge fino al Mediterraneo.
➢ La popolazione
I dati statistici relativi alla popolazione e alle attività economiche descrivono caratteri che permettono di distinguere nettamente questa regione dall’Africa Nera. Le maggiori differenze riguardano la minor diffusione dell’analfabetismo; la mortalità infantile limitata; la speranza di vita, almeno di dieci anni più lunga che nel resto dell’Africa; la crescita demografica relativamente contenuta ma comunque superiore all’incremento delle attività produttive. Migliaia di giovani cercano un’alternativa emigrando verso l’Europa mediterranea.
La crisi economica ha, specialmente in Egitto e Algeria, favorito l’affermazione dei gruppi islamici fondamentalisti. Per sostenere i loro obiettivi gli attivisti islamici compiono anche atti di violenza che intralciano lo svolgimento delle attività economiche e in particolar modo ostacolano lo sviluppo del turismo, una importante voce attiva della bilancia dei pagamenti. L’insediamento è prevalentemente urbano e le città più importanti, per numero di abitanti e funzioni economiche, sono essenzialmente costiere.
➢ Le attività economiche
Le attività agricole sono sviluppate specialmente nelle oasi e sulle coste, ma le produzioni non soddisfano il fabbisogno nazionale. Le grandi imprese localizzate lungo le pendici dell’Atlante e nelle terre più umide e fertili, sono specializzate nelle colture di cotone, canna da zucchero, alberi da frutto, olivi e vite. In gran parte si tratta di produzioni rivolte all’esportazione. L’allevamento è ovino e caprino, nomade o seminomade. Il sotto suolo è mediamente ricco di idrocarburi e fosfati (con cui si producono i fertilizzanti). L’estrazione è di norma gestita da imprese statali e le risorse sono in massima parte esportate. L’industria si localizza nelle città costiere ma non è molto sviluppata. Il terziario rispecchia gli squilibri territoriali: le vie di comunicazione sono relativamente efficienti sulle coste e scadenti o quasi assenti nell’interno; i servizi per la popolazione e quelli per le imprese si concentrano nelle città maggiori. In Egitto, Tunisia e Marocco è importante il turismo internazionale, che si è sviluppato grazie alla ricchezza dei resti archeologici e alla bellezza dell’ambiente. Le imprese che operano nel settore sono di norma straniere e hanno contribuito a trasformare il paesaggio con la costruzione di villaggi turistici e vie di comunicazione.
Il turismo svolge un ruolo importante perché crea posti di lavoro e favorisce la diffusione di mentalità e comportamenti estranei alle tradizioni: proprio per questo ultimo motivo è oggi molto avversato dai musulmani integralisti. Il commercio estero si rivolge essenzialmente verso i paesi dell’Unione europea.
➢ Egitto
L’Egitto comprende una piccola porzione di territorio asiatico, il Sinai, e un migliaio di chilometri quadrati di Sahara. Il paese vive grazie al Nilo che lo attraversa da sud verso nord, e sfocia con un vastissimo delta nel Mediterraneo. Il fiume consente l’irrigazione, la navigazione e la produzione di energia elettrica grazie a numerose dighe, tra cui la più imponente è quella di Assuan. Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da una grave crisi economica.
Negli anni Novanta è calata l’estrazione di petrolio nei paesi dell’Asia occidentale, dove lavoravano migliaia di egiziani emigrati: molti sono tornati in patria, è diminuito il gettito delle rimesse e nel paese è cresciuta la disoccupazione. L’agricoltura, sviluppata lungo il Nilo, non assicura l’autosufficienza alimentare. L’iniziativa statale ha favorito la nascita di produzioni di base quali la siderurgia, la petrolchimica e gli armamenti. La localizzazione degli impianti privilegia l’area costiera, tra Porto Said, il Cairo, El Giza, e Alessandria. È questa l’area forte, in cui si concentrano i migliori servizi e le principali attività del terziario. Nell’interno, lungo il Nilo, si sono sviluppati solo alcuni centri turistici, come Luxor e Assuan, grazie ai numerosi resti archeologici dell’antica civiltà.
➢ Libia
La Libia è stata una colonia italiana dal 1911 fino al 1943, quando fu occupata dalle truppe franco-britanniche. Per l’estensione è il quarto paese africano, ma vi vivono meno di 6 milioni di persone, di cui almeno la metà ha meno di 20 anni. È un paese di immigrazione e molti sono i clandestini che provengono dall’Africa Nera sperando di proseguire verso l’Europa o di trovare un lavoro nei pozzi petroliferi. È stato anche realizzato un lunghissimo condotto che porta l’acqua, estratta dal centro del paese, fin sulla costa, dove si trova la regione più abitata e coltivata a ulivi e cereali. La ricchezza della Libia risiede nel petrolio (terzo produttore africano dopo Nigeria e Algeria). Grazie agli utili garantiti dalle abbondanti esportazioni, il livello di vita del paese è uno dei migliori.
Africa centro-occidentale
L’Africa centro-occidentale forma un vasto arco che si affaccia sul golfo di Guinea. A est, il Bacino del Congo, vasto circa il 40% dell’Europa, è un vasto altopiano dove domina la foresta pluviale. Per la sua estenzione è in grado di svolgere il ruolo di polmone del pianeta molto più di quanto possa fare l’Amazzonia. La foresta sulla costa del golfo di Guinea è stata invece in gran parte distrutta per fornire legname pregiato da esportare e far spazio a piantagioni. Allontanandosi dall’equatore, troviamo il regno delle “foreste a galleria”, lungo il corso dei fiumi e della savana. Proseguendo verso nord si entra nella fascia del Sahel, esteso circa metà dell’Europa: è la regione dell’aridità, dove la savana lascia il posto a steppe e zone desertiche.
Il processo di desertificazione (che minaccia più del 50% del Sahel) può essere schematizzato così: aree da sempre destinate al pascolo vengono trasformate in zone coltivate e le greggi si concentrano in regioni più limitate, dove il gran numero di erbivori distrugge totalmente il manto vegetale. In altre zone la vegetazione è distrutta per ottenere combustibile e legname da costruzione. Dalle zone più danneggiate si hanno quindi migrazioni. I fiumi svolgono una funzione molto importante in tutta l’Africa centro-occidentale. I principali sono Niger, Senegal, Gambia, Chari. Quest’ultimo sfocia nel lago Ciad, le cui dimensioni si stanno riducendo per l’accresciuto prelievo d’acqua.
➢ La popolazione
La popolazione si suddivide in centinaia di etnie diverse, che negli ultimi anni sono protagoniste di violenti scontri e guerre civili. Queste vicende hanno determinato drammatiche migrazioni per sfuggire alla “pulizia etnica”. La crescita demografica è tra le più alte del mondo. Nel complesso la vita media, intorno ai 45 anni d’età, è tra le più brevi del mondo. Un altro dato che conferma la povertà dei paesi è l’analfabetismo, che affligge la maggioranza della popolazione e in particolare la quasi totalità delle donne.
Sempre più intensi sono anche i flussi di profughi: migliaia di persone fuggono dalle guerre civili che insanguinano la Sierra Leone e la Liberia; altri giungono nella Repubblica Democratica del Congo dal Ruanda. L’insediamento è in prevalenza rurale e la struttura urbana è molto squilibrata: con poche eccezioni (Nigeria, Repubblica Democratica del Congo), in ogni Stato c’è, di norma, una sola grande città che è cresciuta durante l’epoca coloniale, quando svolgeva funzione di capitale.
➢ Il dualismo economico
Fin dalla dominazione coloniale, l’Africa centro-occidentale presenta uno spiccato dualismo economico.
Le iniziative del settore moderno comprendono piantagioni, attività estrattive e industriali. Le attività rivolte al mercato estero sono gestite di norma da imprese straniere e dipendono dall’importazione di tecnologia. La loro localizzazione sul territorio è molto squilibrata, con una maggior concentrazione nelle aree costiere. Nel complesso l’Africa occidentale è oggi inserita nelle relazioni economiche mondiali meno degli altri continenti. Il partner commerciale più importante è l’UE, che non pone dazi sulle esportazioni africane.
➢ Attività agricole
L’agricoltura è in genere praticata senza uso di macchinari per i costi e le difficoltà nei rifornimenti di carburante e di pezzi di ricambio. Scarso è anche l’uso di concimi e altre sostanze chimiche. Le aziende che coltivano per il mercato interno si dedicano a cereali (riso, nelle regioni più umide, e miglio in quelle più aride), manioca, legumi.
Le produzioni non garantiscono l’autosufficienza alimentare, perché le terre migliori sono destinate alle coltivazioni per il mercato estero. Per quando riguarda le piantagioni prevalgono i prodotti nervini, frutta tropicale, palma da olio; nella savana, a causa dell’aridità, si coltivano soprattutto arachidi e cotone.
Nel complesso, le condizioni di vita dei contadini sono sempre più precarie perché i minifondi si frazionano con l’incremento demografico, fino a diventare troppo piccoli per sostentare la famiglia (ecco il perché dell’esodo rurale).
➢ Le attività industriali
L’estrazione è iniziata alla fine dell’800, con la valorizzazione dei giacimenti di rame. Solo Nigeria, Camerun e Repubblica Democratica del Congo hanno nazionalizzato l’attività estrattiva; negli altri stati operano di norma imprese statunitensi e inglesi che pagano le royalities ai governi nel cui territorio agiscono. Il Niger è importante per l’uranio, sfruttato da una decina d’anni e esportato in Francia, dove le centrali termo-nucleari sono numerose. Vicino al delta del fiume Niger il sottosuolo è ricco di idrocarburi. La zona con il sottosuolo più ricco è il bacino del Congo, dove si trovano rame, argento, diamanti sfruttati da secoli; cobalto e manganese hanno invece importanza solo da una trentina d’anni, da quando sono usati per produrre acciai speciali. L’industria manifatturiera è quasi assente.
➢ Le attività del terziario
Le attività che riguardano la Pubblica Amministrazione hanno in tutti gli Stati uno sviluppo eccessivo e di norma l’assunzione non avviene attraverso concorsi, ma con chiamate che privilegiano l’etnia dominante. Così si alimentano tensioni sociali che possono sfociare in conflitti etnici anche armati. Alcune attività del settore distributivo si avvalgono di una rete molto capillare di periodici mercati ambulanti. Nelle campagne i servizi per la collettività (specialmente istruzione e sanità) sono quasi assenti, mentre nelle grandi città è possibile trovare scuole e ospedali di buon livello. Particolarmente importante è il settore bancario. I paesi dell’Africa centro.-occidentale che furono colonizzati dalla Francia adottarono, al momento della decolonizzazione, un’unica moneta (CFA), che era legata al valore del franco francese. Dal 2001 il suo valore è ancorato all’euro e ciò facilita gli scambi commerciali.
Il turismo internazionale, è quasi assente a causa delle difficili condizioni sanitarie, della diffusione endemica della malaria, del precario stato delle vie di comunicazione e della mancanza di alberghi adeguati alle esigenze degli occidentali.
➢ Nigeria
La Nigeria è uno Stato Federale. Il più popolato, e i suoi abitanti appartengono a una decina di etnie principali, tra cui i dominanti sono gli Haussa (musulmani) e gli Yoruba (cristiani). Le tensioni etniche sono state una minaccia costante all’unità del paese e negli ultimi anni si sono aggravate. Infatti, molti stati a maggioranza islamica hanno imposto la legge coranica, cioè comportamenti prescritti dall’Islam e rifiutati dalle minoranze cristiane e animiste.
A partire dagli anni 70, nelle zone più meridionali, sono stati trovati giacimenti di petrolio di ottima qualità, per cui molte piantagioni sono state abbandonate e gli idrocarburi sono diventate la base economica del paese, garantendo quasi il 70% delle esportazioni. L’attività estrattiva, gestita dal Governo che ha scelto di entrare a far parte dell’OPEC si avvale della collaborazione di imprese straniere. Nel terziario, la Nigeria, si distingue da molti altri paesi della regione, perché ha ereditato dalla dominazione inglese una discreta rete ferroviaria e stradale. Per volume di traffico, migliori attrezzature e numerosi stabilimenti industriali, si distingue quello di Lagos che, pur avendo perso la funzione di centro politico del paese, è rimasta la capitale economica, confermando che il Sud è l’area forte del paese.
➢ Repubblica Democratica del Congo
Il paese, chiamato Zaire fino alla metà degli anni 90 del secolo scorso, comprende il vasto bacino del fiume omonimo e si affaccia sull’Atlantico con un tratto costiero lungo poche decine di chilometri. Abitato da decine di etnie diverse, il paese è travolto dalle tensioni interne e da quelle che agitano i paesi al suo confine orientale. La guerra civile, iniziata a metà degli anni ’90 ha interrotto quasi totalmente le attività produttive, facendo precipitare il paese in una gravissima crisi economica, di cui è sintomo la riduzione del commercio estero. Alla base della ricchezza, infatti, c’erano risorse minerarie del Sud. L’importanza delle attività, spiega la crescita di alcune attività minerarie e i danni subiti dalla foresta. Dall’inizio della guerra civile le milizie hanno assunto il controllo di varie zone minerarie e le risorse estratte sono esportate in modo non ufficiale, per finanziare l’acquisto di armi.
Africa centro-orientale
Tre regioni. Il Corno d’Africa è il nome dato alla porzione settentrionale dell’area. Si tratta di un altopiano di origine geologica molto antica con suoli decisamente poco fertili. Si innalzano alcuni massicci elevati. Il centro sud è delimitato ad ovest dalla Rift valley. In questa lunga depressione tettonica si trovano numerosi laghi che svolgono un ruolo economico fondamentale: dalle comunicazioni al patrimonio ittico alle fertili pianure alluvionali, è meta del turismo internazionale. S’innalzano le più alte vette del continente: Kilimingiaro, Kenya e Ruwenzori.
La regione insulare comprende isole diverse per origine, dimensione e sviluppo economico. La più estesa è il Madagascar. Tra le Seicelle, le isole più esterne sono di origine corallina. Le altre isole, Comore, Maurizio, Reunion, sono tutte di origine vulcanica e hanno suoli molto fertili. Il clima della regione continentale è decisamente influenzato dall’altitudine: le temperature sono di norma inferiori a quelle delle regioni equatoriali.

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