L'Africa

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L’AFRICA
1. L’Africa a sud del Sahara
Comprende oltre i 4/5 del continente ed è separata dal Nordafrica dalla barriera naturale del deserto sahariano, che segna una frontiera geografica, ambientale ed etnica. Il Sahara non ha mai impedito i movimenti di gruppi di persone e quindi del commercio, grazie soprattutto all’introduzione del cavallo e del dromedario e alle vie di comunicazione quali le vie carovaniere e il Nilo.
Rilievo
Il territorio africano è caratterizzato dalla presenza di grandi tavolati orizzontali, formati da un blocco antichissimo di rocce cristalline, forse il nucleo centrale della Pangea e da grandi avvallamenti corrispondenti al corso dei fiumi. L’Africa non possiede grandi sistemi di montagne e le sue coste sono poco frastagliate e con poche isole. Sul versante orientale ci sono i segni di una profonda spaccatura della crosta terrestre, la Rift - Valley, formatasi circa 50 milioni d’anni fa e che ha dato luogo ad una serie continua di depressioni, riempite da numerosi laghi e orlate da alcune vette isolate, come il Kilimangiaro, il Kenya e il Ruwenzori.
Clima
Tagliata a metà dall’equatore e compresa per circa 4/5 nella zona dei tropici, L’Africa a sud del Sahara è la più vasta regione calda della Terra: ha, infatti, un clima tropicale, ossia caldo-umido e governato dalle precipitazioni. Via via che ci si allontana dall’Equatore, le precipitazioni diminuiscono progressivamente e si alternano stagioni di pioggia a stagioni secche e asciutte, mentre la temperatura subisce oscillazioni.
Idrografia
Alla morfologia tabulare del continente si devono i bacini idrografici in cui esso si divide. Tra i grandi fiumi collettori, il maggiore è il Nilo, il fiume più lungo del Mondo. Seguono poi il Congo, lo Zambesi, il Limpopo, l’Orange. I laghi maggiori, invece, sono il Ciad e il Ngami, ma il maggiore in assoluto è il lago Vittoria.
Flora
Nelle estreme aree settentrionali e australi si allignano i pini, le querce, gli agrumi, la vite, l’olivo, le palma e si coltivano frumento, riso, legumi e cotone, colture che, con il caffè e il tabacco, interessano anche le zone più calde. Nelle aree desertiche si hanno solo specie vegetali adattate agli ambienti aridi, tranne che nelle oasi, dove la disponibilità d’acqua permette la crescita delle palme da dattero e la coltivazione di cereali e ortaggi. Steppe erbose e savane caratterizzano le aree subtropicali: qui si levano alberi giganteschi come il baobab, il sicomoro, l’albero del pane; lungo i grandi corsi d’acqua si estendono le fitte foreste a galleria mentre, nella zona equatoriale si hanno le lussureggianti foreste pluviali, dove prosperano il teak, il palissandro, l’ebano e il mogano. Colture delle zone tropicali ed equatoriali sono soprattutto la canna da zucchero, il caucciù ed il banano.
Fauna
Nelle zone temperate dell’Africa si trovano sciacalli, iene, coccodrilli, avvoltoi, aironi. Tipici dei deserti sono i dromedari. Nelle steppe e nelle savane prosperano gazzelle, antilopi, struzzi, elefanti, giraffe, zebre e numerosi altri erbivori, insidiati da leoni e leopardi. Nelle foreste la fauna è costituita prevalentemente da scimmie e da molte varietà di rettili, uccelli ed insetti.
2. L’Africa Politica
Popolazione
L’Africa, con circa 635 milioni d’abitanti, ha una densità demografica media di circa 21 ab/Km2, è una delle parti del mondo meno popolate. Le aree desertiche e quelle a clima equatoriale sono disabitate e scarsamente popolate, mentre nelle terre coltivate della valle del Nilo la densità è elevatissima, intorno ai 700 ab/Km2.
Etnologia
A Nord del Sahara domina il gruppo bianco, come Berberi e Arabi, mentre a Sud della distesa desertica domina invece l’elemento nero. Nelle aree di contatto sono presenti popolazioni d’antica commistione tra bianchi e neri. Si hanno minoranze europee nell’area mediterranea e nell’estremo Sud.
Lingue
Le lingue parlate in Africa si riuniscono nei gruppi camito – semitico, diffuso nel Nord, e bantù – sudanese, parlato nel centro e nel Sud.
Religioni
La religione più diffusa è l’islamismo, professato da circa 250 – 280 milioni d’abitanti, soprattutto nelle regioni settentrionali e orientali. Seguono il Cristianesimo e le regioni tradizionali africane.
Città
Le città maggiori che superano il milione d’abitanti sono Il Cairo, Alessandria, Johannesburg, Casablanca, Kinshasa, Addis Abeba, Lagos, Abidjian, Nairobi, Antananarivo, Dakar, Città del Capo, El – Gizah, Algeri, Ibadan e Luanda.
3. L’Africa Economica
Agricoltura
L’adozione della monocoltura e la progressiva riduzione di tempi riservati ai maggesi forestali, hanno comportato la degradazione dei terreni e l’impoverimento delle popolazioni locali, dedite ad un’agricoltura di sussistenza. Solo nei territori che si prestavano all’insediamento degli Europei, l’agricoltura ha assunto forme più razionali e variate, con l’introduzione dell’agrumicoltura, della viticoltura e dell’olivicoltura. Altrove si è venuta a creare la netta divisione tra colture industriali e colture di sussistenza, le prime destinate all’esportazione, le seconde sempre meno sufficienti a coprire i fabbisogni alimentari della popolazione. Il problema della fame ha raggiunto nel continente africano proporzioni drammatiche, particolarmente accentuato per l’Africa centrale ed occidentale.
Allevamento
Soprattutto nelle zone della savana e della steppa predesertica, l’allevamento è legato alla transumanza stagionale, tipica di una pastorizia nomade e seminomade. Per quanto abbondante il patrimonio zootecnico, ad esso non corrisponde un’adeguata produzione di carne e latticini, fatta eccezione per le regine ad agricoltura più evoluta.
Risorse minerarie
I minerali principali sono la bauxite, il ferro, il rame. La Repubblica Sudafricana è la maggiore produttrice di cromo, di manganese, d’uranio, d’oro e di diamanti. Forti produttori di fosfati sono il Marocco e la Tunisia, mentre Nigeria e Libia lo sono di petrolio.
Industrie
Il processo d’industrializzazione è stato rallentato dall’insufficienza d’infrastrutture, dalla scarsità di capitali e di manodopera qualificata e dalla ristrettezza dei mercati nazionali. A fianco delle poche industrie tradizionali di trasformazione di prodotti agricoli e di raffinazione dei minerali, sono sorti i primi impianti chimici, metallurgici, meccanici e petrolchimici, gli oleodotti e i gasdotti e un numero crescente di raffinerie.
Comunicazioni
I tradizionali mezzi di trasporto sono costituiti da autoveicoli, utilizzanti una fitta rete di strade e piste, che raggiunge il culmine nella Repubblica Sudafricana. Importante è il trasporto aereo e le reti fluviali e marittime.
4. Problemi dell’Africa attuale
L’Africa soffre di molti problemi, risultato delle sue vicende storiche, della sua situazione territoriale ed economica:
- La desertificazione: dove le terre non sono coltivate o dove le poche erbe della savana sono intensamente consumate dalle mandrie e dalle greggi e nei periodi di maggior siccità il deserto tende ad espandersi.
- La deforestazione. Molti tratti di foresta sono abbattuti per ricavarne legname, per sostituirle il pascolo, per tracciare grandi strade. E’ un grave problema non solo per l’ambiente e per l’ossigenazione dell’intero pianeta, ma anche per la fauna e per le popolazioni che vivono ancora a livello tribale nelle zone più interne.
- L’arretratezza dell’agricoltura. In molte zone l’agricoltura si svolge con macchine ed attrezzi primitivi, perciò dà un prodotto scarso per quantità e qualità.
- La sostituzione dei prodotti dell’agricoltura di sussistenza con coltivazioni destinate all’esportazione in epoca coloniale ha modificato il sistema agricolo, impoverendo il terreno e privando le popolazioni locali di alcuni prodotti tipici fondamentali nella loro alimentazione tradizionale, costringendole a dipendere dall’importazione.
- L’arretratezza dell’industria. Molti dei prodotti del suolo e del sottosuolo africano sono stati destinati, in epoca coloniale, all’esportazione. Non è stato dato impulso all’industria locale.
- Lo sfruttamento delle risorse da parte dei paesi colonizzatori.
- La povertà diffusa e la scarsa scolarizzazione che hanno favorito, in molte zone, la conservazione del potere da parte dei discendenti dei bianchi colonizzatori, non permettendo il formarsi di una classe dirigente indigena. Fino a pochi anni fa, in Sudafrica, esisteva ancora l’apartheid, cioè la segregazione razziale, attraverso cui i pochi bianchi al potere tenevano in soggezione la maggioranza nera.
- Le lotte religiose e le forme di integralismo religioso, che ostacolano i liberi rapporti commerciali e le alleanze internazionali.
- Le lotte etniche e tribali, diffuse in molti stati.
- L’instabilità politica che deriva da molti dei fattori già indicati (lotte interne, problemi economici, grandi contrasti sociali ed economici, sottosviluppo culturale, mancanza di lavoro, …).

Esempio



  


  1. lorenzo

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