Kazakistan

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Kazakistan, o Kazahstan

Repubblica (Kazak Respublikasy) dell'Asia centrale.

Superficie: 2.717.300 km2.
Popolazione: 16.792.000 ab.
Capitale: Alma-Ata.
Lingua: kazako e russo (non ufficiale).
Religione: ortodossa e musulmana.
Unità monetaria: il tenge.
Confini: confina a est con la Cina, a sud con Kirghizistan, Uzbekistan e Turkmenistan, a ovest si affaccia sul Mar Caspio, a ovest e a nord confina con la Russia.
Ordinamento: la Costituzione del gennaio 1993 riserva poteri particolarmente forti al Presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto.

GEOGRAFIA
Il Kazakistan è, dopo la Russia, la più vasta delle Repubbliche ex sovietiche. Il territorio, affacciato a ovest sul Mar Caspio e formato dalle pianure dell'Ustjurt e dal bacino del lago d'Aral, si fa sempre più elevato verso est e nord-est (monti Aksoran, 1565 m), dove termina, lungo il confine cinese, nei sistemi montuosi dello Dzungarski Alatau e del Tarbagataj e, a sud, nelle catene del Tien-Shan. È attraversato dai fiumi Ural, Emba, Syrdarja e Ili. Alterna steppe a zone irrigate (cereali, cotone, ortaggi, tabacco); allevamento di bovini e ovini. Notevoli sono i giacimenti minerari (rame, carbone, petrolio, gas naturale, ferro, zinco, piombo ecc.), che alimentano numerosi complessi industriali. La popolazione è composta da Russi (37,8%), Kazaki (39%), Ucraini (6%) e altre minoranze asiatiche. Il Kazakistan è un Paese a bassissima densità abitativa (6 ab./km2); i centri principali, oltre la capitale, sono Cimkent, Semipalatinsk e Pavlodar.

STORIA
Abitato anticamente da pastori nomadi, il Kazakistan nel XVI sec. fu occupato dalla popolazione turcomongola dei Kazaki, e subì periodicamente, dall'inizio del XVII sec., le invasioni dei Calmucchi. Chiesto l'aiuto dei Russi contro tali invasioni, cadde sotto la loro dominazione. Divenne verso la metà del XIX sec. base militare russa. Dal 1936 Repubblica federale dell'URSS, nel 1990 ha proclamato la propria sovranità e nel 1991 ha aderito alla Comunità di Stati Indipendenti e contemporaneamente si è garantito l'appoggio delle potenze straniere. Nel 1994 è stato riconfermato alla presidenza N. Nazarbayer, con elezioni di dubbia correttezza che sono state invalidate nel 1995. Nazarbayer ha reagito sciogliendo il Parlamento e indicendo un referendum che ha prolungato il suo mandato fino al 2000; inoltre ha fatto varare una nuova costituzione, che accentua i tratti autoritari del regime. Il mancato riconoscimento delle aspettative dell'etnia russa, come la doppia cittadinanza, ha provocato il raffreddamento dei rapporti con la Russia.

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